TRAMA

Mike Enslin (John Cusack) vive scrivendo libri su luogi infestati da fantasmi e su come, in effetti, i fantasmi non ci siano. Con lo stesso scetticismo si accinge a soggiornare nella camera 1408 dell'Hotel Dolphin, che gli è stata indicata come "maledetta". In 100 anni di esistenza in quella stanza sono morte 56 persone. Il direttore dell'hotel, Gerald Olin (Samuel L. Jackson) cerca di far desistere Mike dal suo intento ma non c'è nulla da fare. Entrato nella 1408, Mike si gode il pernottamento ma poi strane cose iniziano ad accadere. Quando Mike si deciderà a scappare scoprirà che la stanza ha deciso altrimenti.


1408
(titolo or.: 1408 - USA - 2007 - 94min - Colore)

di Mikael Håfström

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Mainstream di buona fattura e meno superficiale di quanto ci si possa aspettare.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Look, I'm not telling you not to stay in that room for your own good or for the profit of the hotel. Frankly, selfishly, I just don't want to clean up the mess"*

Tratto da un breve racconto di Stephen King, 1408 non può essere certo messo a confronto con alcune riduzioni cinematografiche dello scrittore (Le ali della libertà, 1994; Misery non deve morire, 1990; Shining di Kubrick che però lo scrittore non aveva apprezzato), tuttavia questo film diretto dal regista svedese Håfström (Drowning ghost, 2004) è di sicuro una delle pellicole più riuscite fra le innumerevoli ispirate alla penna di King. Con questo non voglio dire che sia un buon adattamento anche perché non solo non ho letto il racconto ma vorrei anche evitare di dover affrontare la torma de "il libro è meglio del film", quello che voglio dire è che fra i molti adattamenti di bassa qualità tecnica (troppi per la tv) 1408 è un prodotto curato e non superficiale. La pellicola rifiuta l'impostazione cruda e violenta di un certo tipo di horror che sta avendo successo ultimamente (definito da alcuni "torture-porn") e togliendo la "s" di sangue trasforma Hostel in hotel, un hotel che ha una camera che, a detta di Samuel L. Jackson, è fuckin' evil (fottutamente malvagia). La struttura base di 1408 è quella dell'horror nella casa infestata ma intelligentemente si evita ogni eccesso gore ben sapendo che spesso "il più dà il meno" e che la più grande paura è quella nella mente dello spettatore. Tutto si regge su un gioco di claustrofobia e di suspance; anche nel prosieguo della storia il film non diventa mai visivamente esplicito rispetto al sangue, cosa che in un prodotto del genere è sempre un pericolo. Questo anche grazie alla recitazione e alle battute di Cusack che in piena lotta con la stanza maledetta riesce ad infilare qualche freddura che stempera la tensione. Il regista costruisce il film con lentezza, resistendo alla tentazione di propinare qualche momento di facile spavento prima che un certo livello sufficiente di tensione si sia sedimentato. Questa attesa culmina in una bellissima scena in cui il protagonista guarda in una finestra nel palazzo di fronte per scoprire un qualcosa che ha davvero tutte le carte in regola per definirsi "incubo" (segue quindi l'atteso balzo sulla poltrona!). Lo stesso viene fatto con la vita di Mike Enslin, il cui tragico passato famigliare molto avrà a che vedere con la guerra psicologica che dovrà combattere contro la 1408. In effetti vi è un'inversione dei plots: mentre il film parte come l'indagine su una casa infestata (Plot A) di un uomo che ha persona la figlia a causa di una malattia (Subplot), questo plot "B" diventa il primo motore nella seconda parte del film, superiore in interesse alla stessa camera che cerca di terrorizzare il protagonista. Molto ben realizzati gli effetti speciali; il regista limita l'uso della computer grafica e dimostra che con i vecchi metodi (suoni, ...) si può ottenere comunque l'effetto voluto. Al di là del fatto che non si tratta di piccoli effetti speciali ma di grossi stravolgimenti del set! La storia relega a lato i due comprimari (Samuel L. Jackson e Mary McCormack) e concentra tutta l'attenzione sulla performance di Cusack che rende davvero bene tutte le sfumature emotive che attraversa nella sua permanenza nella 1408. Buona parte del film si svolge in un'unica location (la stanza d'albergo) e questo fa di 1408 un one-man show in cui Cusack esprime paura, dubbi, rabbia, tristezza e, come detto, una sottile vena comica. Dopo diversi riadattamenti di King per il cinema 1408, in definitiva, risulta essere un film che sa catturare lo stile dell'autore e contemporaneamente esprimere una sua originalità. 1408, al di là di una certa derivatività, data dal soggetto non originalissimo, è un buon horror più sofisticato di quello che appare, e che cerca di farci paura senza sommergerci di sangue e violenza. Mainstream davvero ottimo per una Blockbuster night.

* Trad: "Guardi, non le sto dicendo di non stare in quella camera per il suo bene o per l'interesse dell'hotel. Francamente, egoisticamente, non voglio proprio pulire il casino"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, costato circa 25 milioni di dollari, è stato girato in queste locations: Los Angeles (California, USA); Hotel Pennsylvania, West 32nd Street, Manhattan, New York City (New York, USA); Londra (UK); scene subacquee ai Pinewood Studios, Iver Heath, Buckinghamshire (UK).

La storia è tratta dalla breve novella di Stephen King "1408", contenuta nella raccolta "Tutto è fatidico" (Everything's Eventual: 14 Dark Tales) pubblicata nel 2002.

Stephen King trasse ispirazione da una raccolta di storie giornalistiche scritte dal parapsicologo Christopher Chacon sull'indagine svolta da questi su una stanza dell'Hotel Del Coronado (Coronado, California) che si dice infestata.

Ci sono diversi riferimenti al numero "13" nel film. La somma dei numeri che compongono 1408 dà 13. La stanza è al 14° piano ma l'Hotel non ha il 13° piano, quindi la stanza si trova al 13° piano! La serratura della stanza riporta il numero "6214" le cui cifre sommate danno 13. L'hotel si dovrebbe trovare al 2245 di Lexington Street a New York City, anche queste cifre sommate insieme danno 13. La prima morte nella stanza risale al 1912, cioé 1+9+1+2=13.

Una delle prime vittime della stanza si chiamava Grady, nome di un personaggio che compare anche in Shining (1980), altro horror "alberghiero".

Il protagonista Mike Enslin indossa un cappellino dei Chicago White Sox; John Cusack non solo è nato a Chicago ma è anche tifoso di quella squadra.

Quando Gerald Olin parla con Mike del suo romanzo precedente, accidentalmente lo chiama "The Long Walk" al posto che "The Long Road Home". Questo è un riferimento alla novella di King "The Long Walk" (pubblicata in Italia come "La lunga marcia").

Non molto dopo essere entrato nella stanza 1408, Mike fa presente che "qualche furbone" (some smart-ass) una volta scrisse riguardo alla "banalità del male". Chi scrisse questa cosa fu la politica e filosofa tedesca Hannah Arendt che nel 1963 diede alle stampe “La banalità del male - Eichmann a Gerusalemme”.

Quando Ensling è appeso al cornicione, il regista ricalca una posizione di ripresa urilizzata da Hitchcock nel film La donna che visse due volte (1958), film in cui il protagonista Scottie soffre di vertigini.

eXXagon fecit MMVII