La Frase dal film: "And then I wake up today in hospital. I wake up, and I'm... I'm hallucinating or I'm..." "What's your name?" "Jim" "I'm Mark. This is Selena. Ok, Jim. I've got some bad news"*
Boyle sforna questo gran bel film che integra alla
perfezione due temi molto presenti nelle sue precedenti
pellicole (vedi Trainspotting e Piccoli
omicidi tra amici), ovvero inquietudini giovanili
e sangue. Rimescola il tutto aggiungendo un po' di L'ultimo
uomo della terra (1963) e la novità degli zombi
corridori, vista però già in Incubo sulla città contaminata di Lenzi; il tutto, naturalmente, è ispirato dai lavori di Romero. 28 giorni dopo, comunque, va distinto da
un mero zombi-movie, prima di tutto perché non
si tratta di morti viventi ma di infetti e poi perché
il prodotto di Boyle ha una sua forte personalità
e non è solamente un collage d'idee precedenti.
Il film riesce ad affiancare ottimamente momenti di
vera tensione tipici dell'horror (la violentissima uccisione
a colpi di machete compiuta da Selena ed il "cambio
gomme" nel tunnel, ad esempio) a momenti di spiccato
lirismo. Il film non maca di critica sociale, con le
situazioni vissute dai protagonisti nel campo militare,
e di un certo pessismismo post 11 settembre. Le immagini
di Londra deserta sono davvero indimenticabili e Boyle opta per riprese digitali sia per dare un'impressione di immediatezza quasi documentaristica, e senza dubbio anche per abbassare i costi di produzione. I limiti tecnici che porrebbero dei limiti nella realizzazione di complesse scene d'azione, danno la possibilità al regista di incentrarsi sui protagonisti e svilupparne le caratteristiche e le dinamiche d'interazione. Gli
attori, a parte Eccleston, sono sconosciuti ai più,
ma fanno un notevole lavoro. La musica, come al solito
nei film di Boyle, è ben curata, ricca di elettronica
e diversa dai soliti score dei film del genere (così
si strizza l'occhio anche alla MTV generation). Circola
un finale alternativo, quello del director's cut, che
è meno positivo ed in cui un personaggio base
viene eliminato. Insomma, Boyle riesce
ad accontentare con questo prodotto una vastissima fascia
di pubblico, dai patiti dell'horror al mainstream anche se l'idea di un virus che "entra in azione" nel giro di 10 secondi è chiaramente antiadattivo: i contagiati avrebbero vita breve e il virus morirebbe con loro. Consigliata la visione di 28 giorni
dopo che è un film non solo buono per una
Blockbuster night ma che elicita anche qualche riflessione
post-visione. Il che è il massimo. Buono anche il seguito: 28 settimane dopo (2007).
* Trad: "E poi mi sono svegliato oggi in ospedale. Mi sono svegliato, e... sto avendo le allucinazioni, o..." "Come ti chiami" "Jim" "Io sono Mark. Questa è Selena. Ok, Jim, ho delle brutte notizie"
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film è stato girato interamente con una telecamera
digitale, a parte le ultime scene nel cottage in cui
è stata usata una 35mm.
Le scene della Londra deserta sono state
realizzate la mattina presto con un permesso speciale per
chiudere al pubblico delle piccole aree limitate e per pochissimo
tempo. Lo stesso è successo per l'autostrada che
è stata chiusa per poco e per un breve tratto. Le
scene all'ospedale (che è un vero ospedale) furono
girate nei week-end visto che quella era una clinica che
chiudeva il fine settimana. Insomma, una specie di day hospital.
Le scene nel grattacielo furono girate
in un palazzo deserto che da lì a poco sarebbe stato
demolito.
Gli attori che hanno dovuto vestire i panni dei
soldati si sono dovuti sorbire un training di 3 giorni con
l'esercito per entrare nella parte.
Nel finale altrenativo Jim muore. La scena
appare nel DVD come extra.
Il caccia usato nel film è decollato da Blackpool per giungere ai laghi. Alla crew sono occorse diverse ore per raggungere tale location mentre il caccia c'ha messo meno di 6 minuti, consumando 6000 sterline di carburante.
La scena del tunnel è stata girata in un tunnel in costruzione.
La maggior parte del film è stato girato con delle telecamere digitali mentre per la scena finale nel cottage è stata usata una 35mm.
La canzone angelica che si sente in sottofondo, specialmente durante il viaggio in macchina, s'intitola "In Paradisium" di Gabriel Fauré.
Lo scrittore Stephen King, per vedere il film in un cinema di New York City (e per stare in pace, suppongo), ha comperato tutti i biglietti dello spettacolo.
I cognomi dei protagoniti non vengono mai rivelati.
Il verso della Bibbia sulla cartolina che interessa a Jim è preso dal libro di Naum. Naum predisse la distruzione di Ninive, la capitale dell'impero assiro. Ninive fu distrutta come punizione per la grande debolezza dei suoi abitanti.
Lo sceneggiatore e scrittore del soggetto del film, Alex Garland, ha ammesso diverse fonti di ispirazione: L'invasione dei mostri verdi (1962), la trilogia di Romero, e 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (1971).
Sia a Leonardo di Caprio che a Ewan McGregor fu offerto il ruolo di Jim. A Robert Carlyle, invece, venne offerto il rolo del Maggiore Henry West.
Le scene in flashback dei genitori di Jim sono stati girati in super 8.
Era stato sviluppato un subplot che spiegava il carattere duro del personaggio interpretato da Naomie Harris. In pratica la ragazza in un pomeriggio si era trovata forzata a uccidere tutta la sua famiglia, prima i genitori e poi il fratellino.
La parola "Fuck" è usata 61 volte.
Nella scena in cui Jim sfugge ai soldati che lo vogliono giustiziare, le riprese del jet che vola sulle loro teste è stata ripresa in questo modo: Boyle ha preso una Canon XL1 e ha ripreso per due giorni gli aerei che volavano sopra casa sua a Londra, filmandoli attraverso gli alberi che ha in giardino.
Mentre filmavano le scene della casa occupata dai militari, il posto favorito dalla crew per mangiare era The Wooden Spoon a Downton, Wiltshire. Regalarono al ristorante un'effetto di scena: uno dei cadaveri della pila dei giustiziati: questo si trova ancora nel ristorante seduto ad un tavolo.
La produzione aveva fatto tutto in regola avvertendo le autorità, ma quando fecero esplodere la stazione di benzina a Canary Wharf, a causa di un non avvenuto passaggio di notizie, la polizia pensò che si potesse trattare di un vero incendio e mandò in loco i pompieri (che per inciso erano già là).
Il film è stato finanziato dal British Film Council, a sua volta finanziato dalla National Lottery: ecco perché in più di una scena si notano delle pubblicità della Lotteria.
Una delle scene finali in cui si vedono i morti giustiziati fu girata nei pressi di una chiesa poco distante dalla Witherngton Road che connette Salisbury a Downton. Una parrucchiera, dalla strada, vide i corpi, si agitò e andò a sbattere con la macchina. Telefonò alla polizia che raggiunse la crew per interrogarla. Presto fu chiaro che si trattava di un film.