TRAMA

Una ragazza prova a scappare dalla furia del suo aggressore ma la lotta serve a poco. La ragazza viene brutalizzata dall'uomo che però, finita la violenza, viene a sua volta messo fuori gioco dalla ragazza. Tornata a casa in stato di shock la giovane dovrà ancora subire la persecuzione dell'uomo che sembra non aver altra finalità se non quella di tormentarla.


32
Italia - 2008 - 30' - Colore

di Michele Pastrello

GENERE
HORROR - SHORT
IN BREVE
Corto italiano di ottima fattura che usa una metafora per fare protesta. Tenete d'occhio Eleonora Bolla: a star is born!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ho tentato di fare un qualcosa di diverso e personale, anche qualcosa che sentivo in prima linea perché l'autostrada e la brutalizzazione del paesaggio la stanno facendo nel mio territorio natale"

Parole del regista Michele Pastrello e non una frase presa da 32, un corto che lesina in dialoghi per lasciare spazio a delle immagini più eloquenti di qualche facile e banale scambio di battute. Nell'era del film televisivo preconfezionato senza alcuno stile specifico, è un piacere per gli occhi vedere il prodotto di un giovane regista esordiente che ci tiene al "bello" cinematografico ed al contempo, nonostante il suo sia un film di protesta civile, non ecceda sul lato alternativo che ha trasformato molti corti indipendenti in pallosissimi filmati stile Unione Sovietica o in lacrimevoli cloni dei lavori di Ciprì e Maresco (Cinico Tv, per intenderci). Pastrello ama la sua terra che vede letteralmente stuprata da "catrame e cemento" come aveva da lamentarsi anni primo il ragazzo della via Gluk, così pensa ad un horror che possa incorporare questa protesta ambientalista. Non è facile a meno di rifarsi a vecchi modelli cinematografici (fusti radioattivi, animali impazziti, ...). Il regista veneto opta per una metafora: così come il territorio viene brutalizzato dai poteri forti, nello stesso modo una ragazza viene stuprata da un "compito" uomo in giacca e cravatta. La metafora non viene spiegata nel film e se sfugge il parallelo allora saltano senso e film insieme. La scelta è azzeccatissima in quanto se non tutti possono sentire in loro l'urgenza di una battaglia ambientalista (specialmente se riportata nello specifico territorio veneto), tutti invece avvertono in maniera viscerale la brutalità di uno stupro; allora come nei vasi comunicanti l'energia ed il senso della metafora (se compresa) si trasferisce più o meno consciamente sul tema principale, quello ambientale che sta a cuore al regista. Il processo appena descritto è oltretutto alla base della pratica ipnotica ericksoniana che per lavoro conosco molto bene. Concettualizzazioni a parte, il regista gestisce bene anche la difficile scena dello stupro, non scadendo nell'exploitation o in un iperviolenza che avrebbe stonato ma nello stesso tempo riesce a mettere sottilmente in evidenza l'erotismo intrinseco della giovane interprete. E' stupefacente, poi, come due attori esordienti siano riusciti ad entrare così bene in una parte (e in una scena) tanto complessa e drammatica; e questo vale anche per Cazzaro il quale si trova a dover recitare nei panni di un violento stupratore. Plauso incondizionato per Eleonora Bolla, esordiente bella e brava che si merita di poter continuare la carriera di attrice per la quale sembra naturalmente e particolarmente versata. 32 non sarebbe stato un corto di tale valore estetico quale è, senza la notevole fotografia di Mirko Sgarzi che gioca con l'effetto di diffusione, con i toni cromatici, con luci ed ombre in associazione col regista che costrusice (forse un po' troppo spesso) primipiani di profilo o tre quarti. Alcune volte Pastrello va con la punta del piede oltre la linea del arty, sicché in alcuni momenti si ha l'impressione di una forzatura verso l'esercizio di stile più che verso le dinamiche del racconto, ma nulla che turbi l'impatto globale. A livello epidermico la prima parte del film funziona più della seconda ma quest'ultima è necessaria per la comprensione della prima. Nel complesso 32 risulta essere un corto di tutto rispetto, un eco-horror si dirà, un vero esempio per i registi in erba su come si possa "generare" qualità partendo da budget irrisori (500 euro), un corto che mischia i generi (thriller, rape, dramma) ma che fondamentalmente rimane un horror incorporante riflessioni sociopolitiche; nulla di strano riguardo a ciò, Romero lo fa da una vita. Auguro a Pastrello e alla sua crew di avere altrettanto successo!

Il film successivo sarà Ultracorpo (2010).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Sia Eleonora Bolla che Enrico Cazzaro non erano mai apparsi prima in video.

Le zone in cui è ambientato il film sono esattamente quelle in cui si stanno effettuando i lavori autostradali di cui si parla nel corto.

Dal momento che la temperatura era davvero rigida (in alcuni casi si è andati sotto lo zero), l'attrice alla fine di ogni ripresa correva ad avvolgersi in un piumone portato sul set per tale necessità.

Enrico Cazzaro si è ispirato al Tom Cruise di Collateral (2004) per la sua interpretazione.

Il film è stato l'unico corto al NoirFest 2008 di Courmayeur e ha ricevuto ottime critiche da G.Gosetti, D.Arona, D.Monetti, R.Curti, R.Deodato, D.Buzzolan e R.Salvagnini.

Lo score musicale, a parte il motivo finale con la chitarra, è stato composto dal regista.

Il corto è stato girato in 3 giorni e mezzo.

eXXagon fecit MMVIII