TRAMA

Il notaio Kovac (Walter Brandi) giuge alla proprietà Hauff per discutere col dottor Hyeronimus della sua eredità. Scopre che è morto e la moglie di quello, Cleo (Barbara Steele) gli fa sapere che il doc si dava a pratiche esoteriche. In seguito alla morte violenta di alcune persone che hanno a che fare con la famiglia Hauff appare chiaro che lo spirito del doc si aggira inquieto e che sta cercando vendetta.


5 TOMBE PER UN MEDIUM
(ITALIA/USA - 1965 - 87min - B/N)

di Massimo Pupillo

GENERE
HORROR
IN BREVE
Fiacco pseudo-zombie movie. La Steele fa il bagno coperta di schiuma ma non convince. Il regista ne conviene.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Hieronimus Hauff, risultati delle ricerche del 20 ottobre: anche oggi ho preso contatto con loro, ho saputo. La peste li decimava, il tanfo dei cadaveri ammorbava l'aria, continuamente i carri dei monatti portavano i cadaveri alle fosse comuni. I sopravvissuti, attaccati disperatamente alla vita, erano ossessionati dal cigolio di quei carri, il cigolio sinistro, penetrante. Ormai non c'era più speranza. Gli untori avevano inquinato le acque, gli immondi untori venivano puniti con il taglio di una mano e poi impiccati. Li seppellirono qui, nel giardino"

Più horror che gotico questo 5 tombe per un medium, modesto film di Massimo Pupillo (Il boia scarlatto, 1965; La vendetta di Lady Morgan, 1965) anche se non mancano nebbioline ed atmosfere cupe esaltate dal bianco e nero di Carlo di Palma. Il risultato non convinse neppure lo stesso Pupillo che lasciò che il nome del regista nei credits fosse quello del produttore Ralph Zucker. Da qui una grande confusione. Così spiegò Pupillo: "Non me ne importava nulla, ho lasciato che il produttore Ralph Zucker avesse il nome. Anche perché avevamo fatto un contratto con la MBC per due film, Il Boia Scarlatto e questo, e non volevamo che avessero lo stesso regista sui titoli. Così gli feci firmare questo e io firmai l'altro"* Questa volta la presenza della scream queen Barbara Steele serve a poco oltre al fatto che il regista ebbe a lamentarsi dei capricci della "diva" sul set. La Steele coperta di bagno schiuma regala al film il "fattore d'importanza" della pellicola e si vocifera che ci fosse anche un nudo che però nessuno ha mai visto. Il plot è un inguacchio che ha a che fare con dei morti viventi che non si vedono mai direttamente ma la cui presenza è rappresentata in soggettiva. Quello che si vede d'interessante sono delle piaghe purulente e una teca con le mani mozzate degli untori, mani che all'uopo torneranno a muoversi. Non male neppure la voce del medium incisa su un magnetofono (o quel che è) che ricorda in qualche modo una delle scene iniziali de La Casa (1981) di Raimi. Dietro a tutto, naturalmente, ci sta il solito fattaccio più vicino alla cronaca nera che al paranormale. Poco altro da dire, tenuto conto che né gli attori né altri elementi si distinuguono in questa fiacca produzione italo-americana. Forse è il caso di iniziare la riscoperta del cinema horror anni '60 del Bel Paese da un altro film, magari di Mario Bava. Qualche super appassionato del bianco e nero di serie B però potrebbe apprezzare più di quanto abbia fatto io.

Noto all'estero come: Le cimetière des morts-vivants (Francia), Terror - Creatures from the Grave (USA), ma anche Cemetery of the living dead; Five graves for a medium; The tombs of horror; Coffin of terror.

*- Giusti M. (2004), Dizionario dei film italiani, Frassinelli, p. 166.

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