La Frase dal Film:
"Devo uccidere un uomo" "Ma è un pensiero sacrilego, mostruoso!"
Ralenty. Un prete rincorre su una scalinata bianca una bambina che tiene fra le mani una bambola. Raggiunta la bambina le strappa dalle mani il giocattolo e la testa della bambola si stacca, finendo per rotolare giù dalle scale. Titoli di testa. Vera delizia per l'appassionato di cinema di genere e in special modo per il fan del giallo all'italiana, anche se questo 7, Hyden Park arriva con parecchio ritardo rispetto alla ridda di pellicole horror-mystery-thriller che invasero il cinema italico negli anni '70 e in definitiva a più l'aspetto di un thriller che di un vero e proprio giallo. A parte questo entusiasmante incipit, però, il film molto velocemente tende a rientrare sui binari del canonico giallo, con l'aggravante che il mystery, il 'whodunit', insomma il "chi è il colpevole" lo si copre a metà film e tutto il resto della pellicola si trasforma in un thrillerone che vede la povera Joanna tutta impegnata ad evitare colpi e fendenti. Alberto Martino (L'Anticristo, 1974), dietro pseudonimo english, sfrutta qua e là suggestioni argentiane: dalla bambola da 'sempre' icona orrorifica, ai primipiani maniacali; le argentate alcune volte funzionano, altre meno. Però la bambola insanguinata che ripete la filastrocca macabra non è per nulla male e si è beccata il mio personalissimo punto nel fear-level. La trama non sempre logica e con una seconda metà tirata troppo per le lunghe, è inframezzata da situazioni di una certa forza, tipo l'aggressione del killer ai danni di un prete percosso brutalmente con un oggetto contundente. A tratti il lavoro di De Martino funziona, in altri momenti pare di vedere roba già vista, tenuto conto che il film presenta diversi elementi derivativi: la musica e la scena sul ferryboat vengono dritti dritti da Lo Squartatore di New York (1982), così come l'elemento anticlericale (almeno in apparenza) del prete assassino a precedenti ne La Morte negli Occhi del Gatto (1973), Chi l'ha vista morire (1972), Non si sevizia un paperino (1972). la prova attoriale è abbastanza solida, soprattutto da parte dell'attrice Christina Nagy la cui carriera davanti alla mdp è però terminata nel 1987. Tutto sommato godibile se si è appassionati di cinema di genere, ma l'inizio da giallo con una deriva nel thriller "svilisce" la pellicola che inizia ad andare alle corde ben prima della conclusione. Per i cinefili archeologi da VHS potrebbe essere un interessante reperto anche se so di una sua recente (2008) distribuzione in DVD. Vero materiale da cestone "tutto a 5 euro". Non pagherei di più.
Noto all'estero come: Formula for a murder (USA e UK), Das Haus der Verfluchten (Germania).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
David Warback, negli anni '70, era finito sulla lista dei papabili James Bond per la produzione del film 007: Vivi e lascia morire (1973), finché poi Roger Moore non si liberò dai propri impegni televisivi.
MI VUOI COGLIONARE?! ovvero...Se la casa è
stregata, perché vai in cantina?!
Osservazione non da poco. Negli anni '80 vi fu una grande diffusione di bambole parlanti, "cicciobello" che esaltavano le bambine con "ti voglio bene", "ho fame", "ho le colichette" e tanto altro. Anche mia sorella ne aveva una così vi posso dire che la cosa funzionava tramite un piccolo disco di plastica del diametro di circa 5 cm in cui erano incise le frasi e/o le canzoncine. Questo era posto nella schiena della bambola che aveva un apposito sportellino in cui era alloggiato il disco e le batterie. Allora, la domanda è la seguente: quale fabbrica di giocattoli produrrebbe mai una bambola che dice una filastrocca che ha a che fare con la morte e le tombe? Io non lo so, però l'assassino di questo film ne ha trovata una.