La Frase dal Film:
"Vedi, posso ipotizzare che sia una cosa di sesso, non può essere altro. Impatto a velocità elevata, lamiere contorte, vetri infranti, quattro anime prelevate nello stesso istante. Forse solo così quel degenerato riesce a sparare la sua roba gelatinosa"
L'ennesima dichiarazione d'amore appassionata di Quentin Tarantino per il cinema exploitation anni '70, l'ennesimo film in cui il regista eleva a forma d'arte il dialogo e la chiacchiera fine a se stessa. "Il solito film di Tarantino" diranno alcuni; forse è vero e forse chi è appassionato di pellicole di genere non aspettava altro. Gli altri si lamentino pure, si annoino pure, sbuffino alle mille volgarità e alle imprecisioni tecniche che non si accorgono sono studiate, volute, amate. Nato come double-feature con Planet Terror di Robert Rodriguez, Death Proof fu proiettato in USA con una durata inferiore: 87 minuti. Successivamente, per la distribuzione internazionale, dal momento che gli spettatori "esteri" avrebbero potuto non capire del tutto il concetto di double-feature o double bill, si decise di separare i due film che furono rimontati con scene eliminate e così vennero distribuiti separatamente. Una bella mossa commerciale che andava a compensare un limite che Grindhouse aveva mostrato nelle sale. In effetti il film, accolto molto bene dalla critica e preannunciato da un'entusistica pubblicità, non realizzò dei grandi incassi in USA . Nel weekend di apertura raccimolò 11.5 milioni di dollari; un'enormità per noi comuni mortali, ma una cifra modesta per i produttori di Hollywood. Ci si accorse che gran parte del pubblico, soprattutto la più giovane che non conosceva il concetto di double-feature, usciva dai cinema una volta conclusosi Death Proof, perdendosi quindi il film di Rodriguez. Così, come era stato fatto per Kill Bill pensato originariamente come una pellicola unica di 248 minuti, i due film furono separati in distribuzione. Ora, dal momento che state leggendo la mia recensione, sarete curiosi di sapere sia cosa penso di questo film e quale dei due film ho preferito e perché. Presto detto: personalmente ho preferito Planet Terror e lascio a quella recensione i motivi specifici; qui si discute del film di Tarantino. I pregi. E' difficile non farsi stregare dalla competenza e dalla cultura cinematografica di un uomo che grazie a due soli film (Le Iene, 1992; Pulp Fiction, 1994) ha dimostrato di poter centrifugare decenni di cinema exploitation, noir, drammatico e di rinnovare ciò che non sembrava nuovo anche quando nacque, elevando uno stile eccentrico, scurrile, overacted e non lineare ad una forma d'arte. Tarantino stesso, che pare un uomo uscito da un fumetto pulp, è considerato quasi un 'fratello' dai cinefili, commesso di un negozio di videonoleggio che è passato dall'altra parte dello specchio e si è portato dietro tutto un bagaglio di amore per il cinema. Un cinefilo che "ce l'ha fatta". Alcune volte i suoi film sembrano delle buffonerie, i dialoghi sembrano improvvisati al punto che qualche spavaldo potrebbe pensare di poter fare altrettanto; non è così, Tarantino sa il fatto suo sia a livello di tecnica che a livello di temi ed ogni suo lavoro è talmente saturo di rimandi "colti" che occorrerebbe essere delle enciclopedie cinematografiche deambulanti per coglierli tutti. Qualcuno ha provato ad adottare lo stile di Tarantino ma, appunto, si tratta di qualcuno che copia lo stile di Tarantino. Dalla comparsa de Le Iene, qualsiasi regista si cimenti nell'exploitation-revival si sentirà dire che il suo film ricorda quelli di Tarantino, come una persona che dipinge un orologio che si scioglie si sentirà dire che copia Dalì. A Prova di Morte è, se possibile, ancor più saturo di citazioni e rimandi; non ultima la colonna sonora davvero notevole (penso a "Laisse Tomber Les Filles" cantata da April March, una vera chicca). I difetti. Il problema principale con questo film è che manca di un plot solido. In pratica è come se una mezza idea fosse stata adattata ad un lungometraggio; la prima parte che culmina con il frontale fra Stuntman Mike e il primo gruppo di ragazze, viene ripetuto quasi specularmente nella seconda parte. Così come nel primo gruppo di donne queste s'intrattenevano (e ci intrattenevano) con i tipici dialoghi alla Tarantino, la stessa cosa avviene nella seconda. La lunghissima presentazione di Jungle Julia & friends che stanno a chiacchierare in macchina, al bar e poi ad un altro bar precede la brusca interruzione della loro sorte; è qualcosa d'improponibile (o di mai proposto!) in una pellicola mainstream. Tarantino lo fa, e lo spettatore si chiede cosa possa succedere nella seconda parte. Avviene la medesima cosa ma chiaramente con un finale diverso, però l'impressione è che Tarantino sia così innamorato dei suoi stessi dialoghi che si perda in essi e noi con lui. Ciò che aveva colpito in Pulp Fiction era proprio la strutturazione narrativa non cronologica, complessa e ricca che manca in Death Proof; dal momento che Tarantino ha dimostrato più volte di saper gestire le trame in maniera più abile, viene da pensare che sia stata una scelta quella di semplificare il percorso di A Prova di Morte; fatto sta che tale scelta ha appiattito il risultato. Questo il problema principale di un film che quindi diventa davvero materiale ostico per coloro che non amano l'exploitation e i dialoghi alla Quentin. Il cast è valido con una predilezione per i volti meno noti. Tolto Kurt Russell che veste benissimo i panni del folle Stuntman Mike, il regista pone in primo piano Vanessa Ferlito (e il suo strepitoso balletto), Zoe Bell, Tracie Tomas, e la bella figlia di Sydney Poitier, Sydney Tamiia Poitier (la prossima volta coi nomi un po' più di fantasia!). Meno centrali le più note Rosario Dawson, i cui piedi sono fatti oggetto di culto, e Rose McGowan che però avrà il suo momento di gloria in Planet Terror. Death Proof è una pellicola divertente, con un buonissimo livello di azione ma specialmente in questo film di Tarantino rispetto ad altri, la lingua e le evoluzioni verbali danno il maggior thrilling. Impossibile non consigliarne l'acquisto ai patiti di Quentin e la visione agli appassionati di cinema. Gli altri rimangano su strade già battute e a chi si lamenta della violenza nei film di questo regista, lascio una frase detta dallo stesso Tarantino (riguardo Kill Bill): "Certo, Kill Bill è un film violento. Ma è un film di Tarantino. Non vai a vedere i Metallica e chiedi a quei fottuti di abbassare il volume".
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato fra il settembre ed il dicembre 2006 ad Austin (Texas) e Bulleton - nei credits scritto erratamente 'Buelleton' (California), è costato 53 milioni di dollari (compreso però Planet Terror).
La macchina di Stuntman Mike sfonda il cartello pubblicitario di un drive-in, su questo erano segnalati due film: Scary Movie 4 (2006) e Wolf Creek (2004).
Il personaggio Jungle Julia Lucai deve il suo cognome all'assistente personale di Tarantino, Victoria Lucai.
I piedi nudi femminili sono un marchio di fabbrica di Tarantino (chissà perché?! :-). Infatti si vedono i piedi nudi di Jungle Julia e Abernathy.
Il costume da cheerleader indossato da Lee (Mary E. Winstead) riporta la scritta 'Vipers" in omaggio al 'Deadly Viper Assassination Squad' (DiVAS) di killbilliana memoria. Oltretutto il costume ha i medesimi colori della tuta indossata da Uma Thurman, giallo con strisce nere.
L'attrice Mary Elizabeth Winstead (Final Destination 3, 2006, The Ring 2, 2005 e Black Christmas, 2006) è lontanamente imparentata con Ava Gardner. La rivista Empire l'ha inserita fra le 100 attrici più belle nella storia del cinema (all'ultimo posto!).
Il titolo del film in fase di lavorazione era 'Thunder Bolt', titolo che in effetti appare per un secondo all'inizio del film.
Kim (Tracie Thoms) dice, quando le ragazze sono al negozio di liquori, che deve fare pipì. Questo è un riferimento
Zoe Bell (nel film nei panni di se stessa) ha fatto tutte le scene pericolose da sola, daltronde era la controfigura di Uma Thurman in Kill Bill (2003-2004).
Il jukebox che si vede nel film (chiamato affettuosamente Amy) era di Tarantino che lo portò direttamente da casa; la lista delle canzoni che compaiono è scritta a mano da Tarantino.
Quando Kim, Zoe e Abby lasciano Mary dallo zotico e se ne vanno per testare l'auto, Abby dice a Mary: "Hey good looking, we'll be back to pick YOU up later!" (nella versione italiana: "Ci vediamo splendore, ti veniamo a prendere più tardi"). La frase è ripresa da una pubblicità anni '70 nota in USA, quella del 'Mr. Microphone' della Ronco.
Uno dei lavori nei quali dice di essere apparso Stuntman Mike è la serie tv "The Virginian" (1962-1971), in effetti Kurt Russel apparve in quella serie 3 volte.
La tradizionale ripresa compiuta da Tarantino dal portabagagli verso il volto degli attori che guardano in esso, è questa volta compiuta dal cofano.
Le due cameriere che si prendono lo shot di alcolico al The Texas Chili Parlor sono in verità due pattinatrici: Venis Envy è del gruppo "Putas del Fuego" e Punky Bruiser è delle "Holy Rollers".
Qualsiasi poster di Death Proof è inaccurato, in quanto la macchina è stata riprodotta senza l'ornamento dell'anatra sul cofano.
I poliziotti in ospedale sono i medesimi che in Kill Bill: vol. 1 (2003) arrivavano nella chiesetta messicana e recuperavano la sposa. I due poliziotti sono interpretati davvero da padre e figlio (Michael e James Parks). Earl McGraw (Michael Parks) chiama suo figlio "Figlio numero 1", proprio come succedeva in Kill Bill: vol 1. James Parks ha coperto il medesimo ruolo anche in Dal tramonto all'alba (1995) e Dal tramonto all'alba 2 (1999).
Stuntman Mike fa riferimento a un cartellone vicino al 'Big Kahuna Burger', nome di una catena di fastfood inventata da Tarantino che torna spesso nei suoi film.
Gli Acuna Boys che si vedono nel film sono riferimento ai 'The Acuna Boys' menzionati in Kill Bill: vol 2 (2004).
La scena in cui le ragazze fanno colazione è una mezza riproduzione della scena della colazione ne Le Iene (1992).
L'ornamento a forma d'anatra sul cofano della macchina di Mike è un omaggio all'anatra cromata usata in Convoy - Trincea d'asfalto (1978).
La targa sulla Chevy Nova di Stuntman Mike è JJZ-109, ovvero la stessa targa che stava sulla Ford Mustang Fastback del 1968 che Steve McQueen guidava in Bullitt (1968).
Le due macchine che guida Stuntman Mike sono una Chevy Nova del 1970 e una Dodge Charger del 1968. Eppure sul poster del film (e sul DVD) compare una Chevrolet Camaro del 1967.
In un'intervista apparsa sulla rivista Newsweek, Tarantino ha dichiarato che l'idea per il film gli venne in seguito ad un dialogo con un amico relativamente all'acquisto di una nuova macchina. tarantino sosteneva di voler acquistare una Volvo perché, a suo dire, non voleva morire in qualche incidente stradale come quello che si vede in Pulp Fiction (1994). Il suo amico gli disse che se avesse comprato una qualsiasi macchina, per 10.000 o 15.000 dollari un team di elaboratori specializzati negli stunts l'avrebbero potuta rendere 'death-proof' (a prova di morte). Il termine death-proof si fissò alla mente di Tarantino.
Nella scena dell'ospedale, il ranger McGraw parla di Stuntman Mike come di Frankenstein; è un riferimento al film Anno 2000, la corsa della morte (1975) in cui David Carradine interpreta un personaggio chiamato Frankenstein.
Nel bar c'è una canotta appesa al muro con stampato sopra un samurai. Questa era la canotta indossata da Kurt Russel quando interpretava Jack Burton nel film Grosso guaio a Chinatown (1986).
Nel film si parla di sigarette Red Apple, una marca insesitente citata spesso nei film di Tarantino. Lo stesso si può dire della Chango Beer.
Il film fu scratchato fisicamente per ottenere l'aspetto 'vecchio' e non si usò l'effetto di scratch digitale.
La poesia che Jungle Julia dice di recitare a Butterfly per farle fare la lapdance è un estratto da "Stopping by Woods on a Snowy Evening", poesia di Robert Frost. Oltre a questo è un riferimento al film Telefon (1977), in cui la stessa poesia veniva usata come comando post-ipnotico per attivare delle spie russe.
In un primopiano del jukebox si può leggere il titolo della canzone 'Misirlou' di Dick Dale and the Del Tones. Era il tema musicale principale di Pulp Fiction (1994).
La suoneria del cellulare di Abernathy (e del mio!) è 'Twisted Nerve' di Bernard Herrmann, riferimento a Kill Bill.
Nel film si assiste ad un dialogo in cui Abby racconta alle amiche che l'ultima sua fiamma, un regista, l'ha tradita con la controfigura di Daryl Hannah. Monica Staggs, che nella prima parte del film ha il ruolo di Lanna Frank, era stata la controfigura della Hannah nei due Kill Bill.
La scena della caffetteria nella quale parlano le donne è un pianosequenza unico della durata approssimativa di 7 minuti.
La nota rivista francese di critica Les Cahiers du Cinéma ha definito questo film come uno dei 10 migliori del 2007 (secondo posto).
In una prima bozza del film era previsto che Stuntman Mike si masturbasse dopo il terribile incidente da lui causato. La scena fu filmata ma poi tagliata in quanto si comprese che bastava la spiegazione in ospedale del ranger McGraw per fare capire che la mania di Mike aveva una base sessuale.
All'uscita del locale, poco prima che Pam accetti il passaggio in macchina da Mike, Butterfly e Jungle Julia prendono in giro Pam e lei dice "Allora il vaffanculo è doppio". Nella versione originale del film è "double-fucks", neologismo che l'attrice s'inventò sul set di Planet Terror. In quella circostanza la McGowan stava cercando di calarsi nello stato d'animo di una donna che si sveglia all'ospedale e si trova senza una gamba, mentre però Tarantino e Rodriguez continuavano a stuzzicarla. La McGowan, annoiata, li definì "double-fucks" e la cosa divertì Tarantino tanto che piazzò il termine in Death Proof.
Michael Parks, Marley Shelton, Elise Avellan ed Electra Avellan sono le sole attrici ad apparire nei due film che compongono il double-bill Grindhouse, esattamente nello stesso ruolo.
Il personaggio di Jasper è lo stesso di Kill Bill vol.1. In quel film muore dopo aver pagato Buck per stuprare la Sposa. In questo film invece si lascia intendere che Jasper stuprerà Lee mentre le sue amiche vanno a provare la macchina che Jusper ha messo in vendita.
Per il ruolo di Stuntman Mike furono presi in considerazione Mickey Rourke, Sylvester Stallone e Ving Rhames.
Nel film si cita il ristorante messicano Acuña Mexican. Acuña è la città in cui si svolgono i fatti di El Mariachi (1992) e Desperado (1995), due film di Rodriguez. Oltre a questo Acuña è il posto in cui, in Kill Bill vol.2 (2004) va Beatrix per rintracciare Bill.
A motivo di superstizione, il distributore di Grindhouse decise di mandare Grindhouse nelle sale prima di venerdì 13, cioé nel weekend pasquale. Comunque sia, il film ha fatto meno incassi di ciò che ci si aspettava.
All'inizio del film si vedono gli occhiali sul cruscotto come in Kill Bill: vol 1 (2003) e Fuori in 60 secondi (1974).
Il pezzo musicale che si sente all'inizio del film mentre passano i credits è "The Last Race" di Jack Nitzche, già usato come pezzo iniziale nel film Village of the Giants (1965).
Shanna indossa una maglietta con su scritto "Badd Ass Cinema" che riproduce un'immagine di un noto film grindhouse: Faster, Pussycat! Kill! Kill! (1965).
Kurt Russell nel film ha una cicatrice sull'occhio sinistro, lo stesso occhio su cui aveva la toppa Iena Plissken (interpretato da Russell) in 1997: fuga da New York (1981).
Il cinema grindhouse preferito da Tarantino era il Cameo di Los Angeles.
Quando Stuntman Mike capisce che Jungle Julia è la stessa ragazza che compare su tutti i cartelloni in città, lei lo chiama "Zatoichi". Il termine indica un leggendario samurai cieco che è stato protagonista di diversi film giapponesi, fra cui Zatoichi (2003) di Takeshi Kitano.
Quando Stuntman Mike fa le foto al secondo gruppo di ragazze, il tema musicale è quello de L'uccello dalle piume di cristallo (1970).
Julia è sdraiata sul divano nella stessa posizione di Brigitte Bardot come rappresentata nella gigantografia appesa sopra il divano, foto presa dal film Gli amanti del chiaro di luna (1958) di Roger Vadim.
Durante i credits si vede un cugino Itt, da La Famiglia Addams, "fatto" dalla McGowan.
Dei brani musicali da Il gatto a nove code (1971) si possono sentire più volte nel film.
Quando Kim e Zoe escono dalla macchina per discutere dello Ship's Mast e si mettono in mezzo alla carreggiata accucciate, la scena riprende una sequenza finale del film Getaway! in cui due uomini facevano lo stesso al bordo della strada. Oltretutto Kim nell'inseguimento va contro ad una barca come accadeva nel film del 1972.
Vengono ripresi gli score musicali di tre poliziotteschi italiani: La Polizia incrimina la legge assolve (1973), La Polizia sta a guardare (1973) e Italia a mano armata (1976).