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ANARCHY COMEDY
- Vedi WACKY COMEDY.
AMATORIALE
- Il cinema AMATORIALE è quello
fatto dai videomaker, quello "fatto in casa" da
delle persone che non sono professionisti del settore. Un
film, per definirsi AMATORIALE deve essere girato da un
regista non professionista, ma un film recitato da non professionisti
e diretto da un professionista, NON è AMATORIALE;
un esempio di quest'ultimo caso può essere Il
Vangelo secondo Matteo (1964) di Pasolini. Con la diffusione
e con la diminuzione dei prezzi del materiale tecnologico
utile per produrre film, assistiamo ultimamente all'esplosione
di tale genere, che si caratterizza per un assetto ed uno
stile poveristico ed una recitazione spesso approssimativa.
Questo non vuol dire che un film AMATORIALE non sia girato
in maniera professionale, ovvero con passione ed amore artistico
per ciò che si vuole mettere in scena, e che le idee
che muovono e/o scaturiscono da tali film siano stupide
o superficiali. Nella quasi totalità dei casi il
film AMATORIALE non ha un'ampia diffusione, non potendo
godere di un appoggio finanziario che possa pubblicizzarlo,
anzi spessissimo il film non esce dalla casa del videomaker
che l'ha girato; la conseguenza è che non è
possibile stilare un elenco completo di tali prodotti. Molti
video PORNO sono AMATORIALI (questa è una sottocategoria
del PORNO che attualmente riscuote molto successo), e moltissimi
videomaker con velleità artistiche e discrete capacità
tecniche iniziano le loro "carriere" girando film
HORROR AMATORIALI.
ART HOUSE -
Il termine nasce in USA per indicare i cinema in cui venivano
proiettate pellicole d'importazione, in genere svedesi,
italiane, francesi; al termine della visione gli intellettuali
si intrattenevano a parlare di ciò che avevano
visto sorseggiando una bevanda, ecco perché venivano
anche definitte Coffee Houses. ART HOUSE ora indica i
film D'ESSAI, film artistici, film d'autore. Difficile
dire cosa sia d'essai e cosa no. Mi verrebbe da dire che
di solito ciò che piace alla critica e non al pubblico,
è invariabilmente d'essai! Più seriamente
credo che il "genere" ARTHOUSE si possa definire
come quel genere cinematografico prodotto da registi che
non pianificano e/o realizzano film tenedo conto dei gusti
del pubblico e dei trucchi stereotipati che potrebbero
essere usati per far in modo di essere "comperati"
dalla più vasta audience, ma realizzano delle opere
che, come le più vere espressioni artistiche, sono
la genuina espressione del proprio punto di vista, tecnica
o gusto applicato ad una determinata tematica. "Film
d'arte", però, è più un giudizio
che un genere filmico, e quindi non basta che il regista
e la troupe abbiano potuto muoversi in piena libertà
all'interno della loro opera, ma anche che quella tale
opera, una volta uscita nelle sale, sia stata riconosciuta
come un notevole risultato artistico. Detto questo, il
giudizio della critica "ortodossa" è
determinante nell'assegnazione di tale attributo ad un
film o, ancor peggio, ad un regista.
BEUR
- o Cinéma Beur. Beur
è il termine con cui è definita comunemente
la seconda generazione di immigrati nati in Francia da
famiglie provenienti dal Nord Africa (generalmente Algeria
e Marocco). Di conseguenza, il cinema Beur si occupa dei
problemi legati a questa grande minoranza etnica francese
e del razzismo quotidiano di cui è bersaglio, mettendo
in scena gli espedienti che i figli degli emigrati sono
costretti a trovare per cavarsela e le strategie di adattamento
che la battaglia per la sopravvivenza impone loro. A questo
genere cinematografico appartengono pellicole molto diverse
le une dalle altre: gialli, come il film di Girod Il
grande fratello (1982) e Ciao Amico (1983)
di Berri. Commedie come L'Oeil au beur(re) noir
(1987) di Maynard e drammi come Le thé au harem
d'Archimède (1985). Uno dei più noti
è comunque L'Odio di Kassovitz
del 1995. (da Cinema degli anni 90,
Müller, 2003).
BIS
- Con cinema BIS, si intende il cinema ai margini del
MAINSTREAM, il cinema troppo spesso "bis-trattato"
e snobbato dalla critica, quello di serie B, quello fatto
senza i modi e i mezzi ricchi delle majors. Il cinema
BIS non è un genere preciso, ma riguarda una quantità
di film che attraversano i generi più diversi.
Di solito, però, con BIS si fa riferimento alle
decadi '50, '60, '70, '80.
BLACK
COMEDY - La BLACK COMEDY è un sottogenere
della commedia che tratta temi "seri e cupi"
come: la morte, il divorzio, la droga, etc... Ci sono
moltissimi esempi di questo cinema che di solito è
molto gradito dal pubblico. Per dirne alcuni: Invito
a cena con delitto, L'onore dei Prizzi,
Trainspotting.
BLAXPLOITATION
- Sottogenere dell'EXPLOITATION che mette in scena interpreti
di colore che agiscono nel ghetto, e che tratta di temi
quali la droga, la prostituzione, il crimine, il sesso...
Questo genere rispose alla domanda di un pubblico di città
prevalentemente composto da persone di colore. Con il
termine BLAXPLOITATION ci si riferisce unicamente a quei
film che furono la derivazione di un EXPLOITATION TRASH
degli anni '60 e non a tutti i film nei quali compaiono
prevalentemente persone di colore, tipo Bad Boys.
Un esempio di BLAXPLOITATION è Coffy
(1973) di Jack Hill.
CAMP
- o CAMPY, lo stesso che kitsch, ma diverso da TRASH.
Il loro punto di vero contatto sta nel concetto, che appartiene
ad entrambi, del "so bad, so good", ovvero "è
un film così brutto tanto da piacermi". Può
essere complicato tirare una precisa linea di demarcazione
tra kitsch e trash ma mentre il TRASH connota un film
a partire dalle premesse con cui è stato messo
in opera il film, ovvero un low budged che ha portato
ad una scarsissima resa filmica per i più svariati
motivi, il termine CAMP appartiene molto di più
alla soggettività dello spettatore. Faccio il primo
esempio che mi viene in mente: nel film Tre uomini
e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo, vediamo
il vessante Carlo Croccolo vestito da vero burino con
orologione d'oro e catenone&crocifisso al collo. Ora,
quello è CAMP, ma lo è per me. Siccome gente
vestita in quel modo (e che si comporta in quel modo!)
se ne vede ad ogni angolo, bisogna supporre che, guardando
Croccolo nel film, non si accorgerebbe dello spunto
comico e dell'immagine kitsch che erompe da quel soggetto.
Quindi per loro Croccolo non sarebbe CAMP. Estendete il
concetto ad un intero film, ecco che una pellicola che
è CAMP per me non lo è per un' altra persona.
Il concetto di TRASH è meno soggettivo e discutibile,
ma spesso, soprattutto in Italia i due termini vengono
confusi. Un film comunemente ritenuto CAMP è Barbarella
(1968) di Roger Vadim. Erratissimo, invece, l'uso che
alcuni fanno di CAMP per indicare i film (soprattutto
horror) che si svolgono nei CAMPus americani tipo American
Psycho 2.
CANNIBAL
- Sottogenere dell'HORROR con forti componenti mediate
dal genere MONDO. Questo genere, che ebbe il suo culmine
verso la fine degli anni '70 con Cannibal
Holocaust (1978), vide la nascita con un film del
1972 di Umberto Lenzi, Il
paese del sesso selvaggio (1972) che nasce come un
sottofilone del cinema d'avventura, anche se Ultimo
mondo cannibale (1976) di Deodato è quello
che ha portato alle luci della ribalta il genere. Nei
CANNIBAL movies, come si può intuire dal nome,
la tematica centrale è il cannibalismo, ma non
di qualsiasi tipo! Per l'esattezza questi film sono riconoscibili
per alcune ricorsività tematiche: la foresta vergine
(prefiribilmente sud americana), una tribù di cannibali,
degli esploratori avventati o violenti, il sesso, la nudità
ostentata, e una certa pretesa scandalistica per il fatto
che il film ritrae avvenimenti realmente accaduti. Questo
genere ha prodotto i film fra i più violenti, censurati,
banned (banditi dalla distribuzione), e ULTRAGORE della
storia del cinema. Spesso, altro elemento stereotipico
e prova dell'influenza esercitata dal genere MONDO, tali
film sono inframezzati da immagini documentaristiche di
animali che mangiano altri animali, da riti tribali in
cui gli animali vengono sacrificati o da una mera violenza
sempre diretta verso gli animali più disparati.
Cosa, quest'ultima, che ha portato allo stigma questo
genere filmico come uno dei più violenti, gretti
e disgustosi.
CATEGORY
III - o CAT III. Essenzialmente si tratta
del visto della censura di Hong Kong per i film vietati
ai minori. I film pornografici ad Hong Kong sono CAT III
ma non tutta la CAT III è porno, va ricordato,
fra le altre cose, che i film hardcore sono banditi ad
Hong Kong. Film violenti, horror, splatter eccetera possono
essere etichettati CAT III. Ma attenti! Anche Pretty
Woman (1991) alla sua uscita ad Hong Kong fu etichettato
come CAT III. La CATEGORY III si può dividere in
tre subcategorie: 1) Quasi-pornografico: incentrato sulla
scopofilia (il piacere di guardare, quindi voyeurismo)
e gratificazione sessuale. 2) Film di Genere: quindi gangster
movies, horror e quant'altro 3) Pornoviolenza: riguarda
film con omicidi violenti e casi di polizia oppure i film
sadici tipo: Dr. Lamb (1992), Ancient Chinese
Whorehouse (1994) o The Chinese Torture Chamber
I and II (1994).
CHICK FLICK -
Il termine CHICK FLICK (letteralmente "un colpetto
alla gallinella/donna) è un termine slang, di tono
leggermente derisorio, che indica quei film che vengono
prodotti con determinati accorgimenti stereotipati per
piacere alle donne, quindi si incentrano maggiormente
su tematiche drammatiche e di interazione fra protagonisti,
piuttosto che su tematiche d'avventura, d'orrore o d'azione.
E' ovvio che questo termine è più un attributo
che viene dato ai film piuttosto che un determinato genere
cinematografico. Moltissime commedie romantiche sono considerate
CHICK FLICK. Esempi posson essere Ghost, Mona
Lisa Smile, Pretty Woman, Titanic.
CULT
- Ci sono due tipi di CULT movies: 1) Film che rimangono
nella memoria del più vasto pubblico, che condivide
per il tale film una specie di venerazione artistico-culturale;
questo può essere dovuto a molti fattori, fra cui
il fatto che il film rappresenta un "primum"
, ovvero è il primo film ad aver trattato determinate
tematiche, dialoghi, etc. Il processo di "cultizzazione"
di un film è un processo sovente imitativo, simile
alla diffusione di una moda, e può essere sensibile
al passare del tempo ed al cambiamento del costume e del
gusto sociale 2) Film che rappresentano, per una singola
persona, un punto di riferimento cinematografico immutabile
indipendentemente dal fatto che sia piaciuto o no (anche
alla medesima persona che lo considera CULT), al di là
dei gusti degli altri. Questo per altrettanti svariati
motivi: perché legato ad un certo periodo di vita,
perché è rimasto impresso, etc...Un mio
personale CULT è Profondo
Rosso (1975) di Argento.
DECAMEROTICO
- Sottogenere di film erotici nati in coda a Il Decameron
(1971) di Pasolini. Ma mentre l'opera di Pasolini era
il primo "episodio" di un suo trittico sulla
vita (insieme a I racconti di Canterbury e Il
fiore delle mille e una notte) che mirava al superamento
di determinati tabù sessuali e alla rappresentazione
giocosa del sesso, i film che si svilupparono in seguito
erano, in genere un mero pretesto di sfruttare il modello
pasoliniano (che aveva fatto un gran scalpore) per mostrare,
in definitiva, un po' di nudità e di sesso. Tutti
questi film presentavano degli episodi, magari legati
da una trama che funzionava come filo conduttore, che
si svolgevano fra il 1200 ed il 1300 o giù di lì.
Come nei racconti del Decameron del Boccaccio, c'è
sempre qualche cornuto, qualche furbone, qualche fedifrago,
preti, suore, etc...e tutto questo ruota intorno all'argomento
sesso. Esempi di questo sottogenere cinematografico sono:
Il Decamerone proibito - le altre novelle (1972)
di Infascelli, Decameron N°2 (1971) di Guerrini,
Decameron N°3 (1971) di Alfaro, Decamerone
nero (1972) di Vivarelli, quest'ultimo girato in
Senegal con attori locali!
EUROTIKA
- Tutti quei film (in genere low-budget) che fra il '60
ed il '70 sono stati girati in Europa e che hanno come
tema base l'erotismo (anche in cross-over con altri generi
- horror, ...) . Jean Rollin e Jess Franco, per non citare
i molti italiani, sono registi dell' EUROTIKA.
EUROTRASH
- Tutti quei film (in genere low-budget) che in ampio
arco di tempo (possiamo dire tra la fine degli anni '50
fino alla fine di quelli '80) sono stati girati in Europa
e che possono essere definiti TRASH. Sono un'infinità
e sarebbe inutile citarne uno su tutti.
EXPLOITATION -
Exploitation è il nome dato ad un genere di film
(ma anche in questo caso è più un attributo
che un genere preciso) che esiste fin dall'inizio della
cinematografia, ma che è stato popolarizzato negli
anni '70. All'origine il termine indicava tutte quelle
pellicole che stavano al di fuori del giro produttivo
e distributivo hollywoodiano. Il termine, infatti, è
noto fin dagli anni '30: tralasciando i primissimi che
portavano in giro per le fiere dei reels (rulli di pellicola)
e che somigliavano più a venditori ambulanti che
altro, i primi film del genere venivano portati di città
in città da personaggi divenuti noti col tempo
(Babb, Millard, Kendis, Esper, Sonnel, Dezel, ...) e trasmessi
in genere nei GRINDHOUSE (vedi); quindi va detto che i
termini EXPLOITATION e GRINDHOUSE sono, almeno inizialmente,
sovrapponibili e si riferivano a filmetti che trattavano:
droga, malattie, sesso (qualcosa di simile al medicine
show e che avrà eco nel genere MONDO). I film EXPLOITATION
in pratica sacrificano le tipiche tematiche e nozioni
artistiche di cinema per una messa in scena sensazionalistica
di soggetti particolari per i quali il pubblico potrebbe
essere curioso od avere qualche tipo di interesse voyeuristico.
Le tematiche sono: il sesso, il crimine, la droga, etc...Ovviamente
ciò che incuriosisce morbosamente cambia con i
costumi e con i tempi. Inizialmente le majors snobbavano
l'EXPLOITATION per dirigere i loro sforzi piuttosto verso
l'ARTHOUSE, così che spessissimo i vecchi EXPLOITATION
erano prodotti da indipendenti. Le cose ora si sono ribaltate
e mentre le majors si sono rivolte, al grido del "minimo
comun denominatore", verso l'EXPLOITATION, gli indipendenti
producono film d'essai! Un esempio notissimo e di gran
successo del genere EXPLOITATION sono Pulp Fiction
e Le Iene, entrambi di Tarantino. I sottogeneri
dell'EXPLOITATION sono: CLASSIC EXPLOITATION, film sensazionalistici
che vanno dal 1930 al 1950 (es.: Reefer Madness);
BLACK EXPLOITATION o meglio BLAXPLOITATION, (dal 1970
in avanti) film con attori di colore diretti ad un pubblico
di colore, i temi erano la droga, il ghetto, la prostituzione
(es.: Shaft e Superfly); SEX EXPLOITATION
o meglio SEXPLOITATION, film molto simili alla pornografia
softcore, in cui il film stesso diventa mezzo per mostrare
scene di nudo (es.: Beyond the Valley of the Dolls
di Russ Meyere); SHOCK EXPLOITATION (Shock Film), film
che contengono immagini che hanno la finalità di
scioccare il pubblico, le tematiche sono particolarmente
tabù: estrema violenza, stupro, zoofilia o incesto,
... (es.: Baise-Moi, Cannibal
Holocaust, Non violentate Jennifer).
GHOULIES
- Sottogenere del SEXPLOITATION più vicino al HORROR
data l'insistenza su particolari che dovrebbero mettere
paura o per una maggior presenza di sangue; il loro corrispettivo
che invece calca la mano sulla violenza è il ROUGHIES.
Il sesso nei GHOULIES è presente ma è tendenzialmente
malsano e incorporato in storie dai vaghi toni gotici,
che però non disdegnano sperimentazioni psichedeliche,
l'associazione con droghe (soprattutto LSD), tematiche
satanistiche. Con il passare del tempo questo sottogenere
verrà assorbito dallo splatter e perderà
le connotazioni erotiche che invece verranno indirizzate
al porno. Film di questo sottogenere sono quelli dei Findley,
ricordo la loro "trilogia della carne" composta
da The Touch of Her Flesh , The Curse of
Her Flesh , The Kiss of Her Flesh (tutti
tra il 1967 e il '68), La mantide (1968) di Rotsler,
The Weird World of LSD e Synthia the Devil
Doll, quest'ultimo di Steckler del 1969.
GIALLO(S)
- Il GIALLO o GIALLOS o GIALLO all'italiana o, ancora,
"Thriller all'italiana" o "Spaghetti Thriller",
è un genere che ha le sue radici sia nel thriller
sia nel mistery che nell'HORROR. Rispetto ad un tipico
film giallo (es.: Dieci piccoli indiani) , il
GIALLO presenta elementi più marcati, soprattutto
nella rappresentazione della morte delle vittime, nonostante
permanga il concetto che l'identità dell'assassino
rimane oscura e viene svelata solo nel finale del film.
In questi film, quindi, assistiamo alla morte di due o
più persone per mano di un misterioso killer (spesso
una donna), mentre un protagonista (che spesso non fa
parte delle forze dell'ordine) si trova invischiato negli
eventi e cerca di scoprire il colpevole. I moventi dei
killers in questi film affondano le radici, il più
delle volte, in qualche turba psichica derivata da qualche
trauma, oppure gli omicidi avvengono per vendetta. I delitti
sono sempre particolarmente efferati. Da citare assolutamente
come esempio di questo genere il primo GIALLO del cinema,
ovvero Sei
donne per l'assassino (1964)
di Mario Bava (anche se possiamo ritenere La ragazza
che sapeva troppo [1962] sempre di Bava, come il
vero primo) e L'uccello
dalle piume di cristallo (1970)
di Dario Argento.
GONZO
PORN - Sottogenere del PORNO
in cui gli interpreti sono presi direttamente dalla strada
e quindi non sono dei professionisti. Non è cinema
porno amatoriale poichè il regista e la troupe è
composta da professionisti. Ultimamente questo genere è
quasi scomparso, data la diffusione dell'AIDS e la necessità
(per legge) di presentarsi sul set con il test dell'HIV.
Nonostante la grande diffusione in internet di filmati pornografici
che ritraggono soggetti che adescano gente per la strada
(es.: BangBus), nella quasi totalità dei
casi i protagonisti sono precedentemente d'accordo e sono
professionisti o semi-professionisti dell'Hard; tali filmati
si potrebbero definire, dunque, degli PSEUDO-GONZO-PORN.
GORE
- Il termine, letteralmente, significa "sangue rappreso",
e nel cinema HORROR è l'esatto sinonimo di SPLATTER.
GORNO - Vedi Torture-Porn.
GOTICO
- Il cinema GOTICO, sottogenere dell'HORROR, è
stato per anni l'unico espressione del cinema della paura
al quale potesse far riferimento il pubblico. I
film HORROR più vecchi, quelli del periodo 30/40,
specialmente quelli prodotti dalla Universal, erano quasi
tutti di genere GOTICO, e sempre di tale genere è
il primo film d'orrore girato in Italia: I
Vampiri (1957) di Riccardo Freda. Il termine GOTICO,
mediato dalla letteratura di genere, proviene dal Medio
Evo con tutta la sua connotazione barbara e selvaggia,
e rispecchiava la volontà di saturare le immagini
con un'atmosfera opprimente, dalle tinte fosche del mistero
e del brivido. Spesso la dimensione onirica prende il
posto di quella concreta. Lo spazio e le ambientazioni
del film diventano un prolungamento dello stato d'animo
degli interpreti e dello spettatore, spesso stereotipati
(la chiesa, il cimitero, il castello, la segreta), ma
sempre pregni di emotività. Si potrebbe dire che
in questo tipo di cinema anche l'ambiente era un attore,
e non un semplice contorno scenico. Il GOTICO è
un filone che, benché sviluppato per spaventare,
incorpora anche elementi più seri e fu influenzato
in modo particolare dai concetti della psicoanalisi freudiana
che a quei tempi iniziava a prendere piede. Esempi di
quel cinema furono Dracula
(1931), Frankenstein
(1931), La Mummia (1932)
e l'attore di genere fu Boris Karloff.
Il GOTICO però non è un cinema vecchio e
si può affermare che non sia ancora morto. Al di
là dei molti film gotici prodotti negli anni '50
e '60 (es.: La tomba di Ligeia di Corman e La
maschera del demonio di Bava),
un esempio moderno di cinema GOTICO che vale la pena citare
è Il Corvo - The Crow (1994) di Proyas.
GRINDHOUSE
- Scritto anche GRIND (sottintendendo movies),
è un genere che gode di maggior notorietà
negli USA. Questo genere è figliastro delle fiere
di paese, del freak-show. Prima della rivoluzione dell'home-video
e l'alba del cinema porno degli anni '70, coloro che volevano
guardare film "per adulti" dovevano avventurarsi
in teatri cadenti, lerci, con una moquette appiccicosa.
In queste "case scricchiolanti" (grindhouses)
venivano trasmessi ogni genere di filmetto licenzioso,
seppur non ancora pornografico, con starlettes discinte
ed effetti speciali dozzinali. GRINDHOUSE è più
una qualifica che un genere preciso, poichè in
questi teatri, molti erano i generi che venivano proiettati:
burlesque, jungle, horror, drug movies, euro-skin, nudist
camp, nudie cutie movies, kinkies, per non citare i mondo
movies. Interessante far notare che queste pellicole,
che spesso venivano prodotte in due versioni (una più
spinta dell'altra e proponibile in zone dove la censura
era meno "presente"), si aprivano con uno square
up in, ovvero una premessa che voleva, in modo ipocrita,
prendere le distanze da ciò che si sarebbe mostrato
dopo: atteggiamento questo mantenuto nei MONDO (vedi).
Si può dare una decade d'inizio e di fine: 1930
- 1970. Per citare qualche autore potrei elencare: Dwain
Esper - il re del Roadshows, Kroger Babb, Doris Wishman,
la regina dei nudies (e una delle poche donne a produrre
fiere grindhouse) e ultimo e più noto, Russ Meyer
con le sue Ultravixen. Alcuni film che vale la
pena citare sono: Narcotic (1933), The Seventh
Commandment (1933), Maniac (1934), Reefer
Madness (1936), Mom and Dad (1944) quest'ultimo
di William Beaudine.
HARD BOILED
- Ultimamente si sta diffondendo
l'idea che il cinema HARD BOILED sia una un sottoprodotto
del cinema di Hong Kong, ovvero un certo cinema d'azione,
poliziesco ed abbastanza violento. Questo non è
giusto, o meglio è vero solo in parte. Questa idea
si è diffusa dopo il 1992 con l'uscita del film
chiamato, appunto Hard Boiled (titolo originale:
Lashou shentan) di John Woo. In verità
l'HARD BOILED è, prima di tutto, un sottogenere
letterario del NOIR. Le caratteristiche peculiari
del HB letterario e cinematografico sono: la presenza
di un detective (in genere privato) particolarmente cinico
e disilluso, che lavora soprattutto per i soldi ma che
possiede qualità umane quali una forte etica. Vi
è sempre la presenza di una donna, ma i rapporti
relazionali non sono mai lineari, piuttosto drammatici
e/o passionali. Le tematiche riguardano: la vendetta,
la giustizia privata, il sesso, la droga, l'alcol, la
detenzione, o altre forti esperienze antisociali. Lo stile
è "introverso e cupo", sporco, ed il
protagonista non si eleva mai, almeno apparentemente,
rispetto all'ambiente e alle persone con le quali entra
in contatto, anzi ne è parte integrante (pensate
al finale del film sottocitato, quello nel director's
cut, pero!). Uno degli esempi migliori del cinema HARD
BOILED (anche se in cross-over con la SCI-FI), è,
appunto, Blade Runner (1982) di R. Scott, ancor meglio Sin City (2005).. Per
chi fosse appassionato di videogiochi, un titolo che incarna
in pieno questo modello di cinema è Max Payne.
HORROR
- Sottogenere del cinema drammatico, dal momento che ciò
che viene rappresentato è una storia dai risvolti
drammatici, ma che si distingue per la peculiare finalità
di elicitare nello spettatore sentimenti e reazioni di
paura, inquietudine, disgusto, orrore, così come
la commedia è il genere che mira ad elicitare reazioni
di divertimento e gioia. Piccola divagazione. Se dobbiamo
rispettare la divisione aristotelica fra rappresentazione
drammatica e comica, aggiungo che il cinema ha creato
anche il genere documentaristico, che non rientra nei
due generi sopracitati e che si pone come specchio riflettente
il mondo senza intermediazione artistica del regista (anche
se in pratica ciò è impossibile); in qualche
modo la documentaristica è la pronipote della storiografia.
Tornando all'horror, ripercorriamone brevemente la storia.
Il genere HORROR è antico quanto il cinema stesso;
i primi "monster movies" erano composti da shorts
creati dal pioniere Georges Melies (fine 1890). Uno dei
primi film del genere (o forse il primo), fu Les Vampires
(1915) di Feuillade, ma i maestri tedeschi furono quelli
che svilupparono maggiormente la tematica della "paura"
nelle loro opere. Oltre a quello che è considerato
il primo film d'orrore di valore, cioé
Il Gabinetto del dottor Caligari (Weine, 1920), vale
la pena di citare anche F.W.Murnau ed il suo Nosferatu
- Eine Synphonie des Grauens (1922). Presto anche
i film drammatici di Hollywood cominciarono a strizzare
l'occhio a tematiche "oscure", sfornando così
opere come, per esempio, Hunchback of Notre Dame
(1923) e The Monster (1925), e in entrambe le
opere l'attore protagonista fu il notissimo Lon Chaney.
Nasce così con il genere anche l'attore di genere.
L'HORROR ed il cinema dell'inquietudine erano nati e pochi
anni dopo inizieranno ad nascere film mitici anche per
la categoria WEIRD; uno su tutti, il bellissimo Freaks
di Tod Browning (1932). Sempre nella decade 1930/40, l'Universal
Studios fu la casa di produzione che più di altre
impegnò mezzi e risorse per coltivare il genere;
non solo, fece anche un passo avanti creando il sottogenere
GOTICO. Il GOTICO è un filone che, benché
sviluppato per spaventare, incorpora anche elementi più
seri e fu influenzato in modo particolare dai concetti
della psicoanalisi freudiana che a quei tempi iniziava
a prendere piede. Esempi di quel cinema furono Dracula
(1931), Frankenstein (1931),
La Mummia (1932) e l'attore
di genere fu Boris Karloff. La fine della guerra e l'inizio
della Guerra Fredda porteranno grandi cambiamenti nelle
tematiche dell'HORROR, così che, nel 1950, si potrà
assistere ad uno shift che va dal GOTICO ai film che mettevano
in scena, in modo più o meno metaforico, la paura
dell'invasione e dell'estraneo. E' iniziata l'era dell'
HORROR cross-over con la SCI-FI (Science-Fiction/Fantascienza).
I notevoli esempi di tale cinema furono La
cosa da un altro mondo (1951) di Nyby e Hawks e L'invasione
degli Ultracorpi (1955) di Don Siegel. Iniziano in
questo periodo a comparire film a bassissimo budget che
portavano sullo schermo le medesime tematiche: alieni,
uomini mutanti, piante carnivore venute dallo spazio.
Un esempio è Plan 9 from Outer Space (1959)
di Ed. Wood, considerato il peggior film della storia
del cinema fatto dal peggior regista. Dubito, probabilmente
non hanno mai visto La
croce dalle sette pietre di Andolfi! Alla fine degli
anni '60, l'HORROR sposta la sua attenzione sul filone
psicologico, una linea sottile che, comunque, si è
mantenuta viva fino ai nostri giorni. Psycho
(1960) di Hitchcock ne è un po' il capostipite.
Fra gli anni '60 e '70 la società in fermento,
e quindi il cinema, subì il fascino dell'occulto,
e questo portò alla nascita di film che abbandonarono
il facile effettaccio per soffermarsi su tematiche più
sottili, simboliche, nascoste. E' il periodo de L'Esorcista
(1973) di W. Friedkin, di Rosemary's
Baby (1968) di Polanski e della trilogia (più
uno!) di Il Presagio - The Omen
(1976). Nella decade del '70 l'HORROR subì una
specie di frattura; le grandi produzioni si spostarono
sul genere del CATASTROFISMO (meteoriti, incendi, etc...-
Inferno di Cristallo come esempio) insieme a
blockbusters come Lo Squalo, mentre si formarono
parecchi "artigiani" del cinema HORROR che si
spostarono verso film dalle note SPLATTER, come Wes Craven
e Tobe Hooper (rispettivamente L'ultima
casa a sinistra 1972 e Non
aprite quella porta 1974). Fra il '60 e l'80,
però, l'Italia produsse una quantità tale
di film di genere che non solo influenzarono pesantemente
tutto il cinema mondiale, ma che sarebbe davvero arduo
trattare in modo univoco e quindi rimando le notizie ai
rispettivi generi. Gli anni Ottanta, comunque, furono
la decade di "splendore" dell'HORROR. In quegli
anni fu prodotto di tutto, grande fu lo spazio dello SLASHER
e ampio fu lo spazio preso da produzioni di basso livello;
inutile citare qualcosa di specifico, risentirebbe troppo
dei miei gusti personali. Gli anni '90 sono stati un po'
fiacchi per l'HORROR a parte, nella seconda metà,
una certa rinascita dello SLASHER con Scream
e del thriller-horror-paranormale con Il Sesto Senso.
In quella decade ottiene molto successo un genere lanciato
da Raimi con La Casa (1983), filone, lo SPLATTERSTICK,
che ha come rappresentante anche Final
Destination e Scream
, così come il genere MOCKUMENTARY con The
Blair Witch Project. Dalla fine del '90 ad oggi assistiamo
all'invasione orientale grazie alla quale possiamo assistere
a pregevoli film come Ringu (1997)
di Nakata, Pulse di Kiyoshi Kurosawa,
Ju-on di Shimizu. Il cinema
orientale, che per anni ha metabolizzato il "nostro"
cinema ci rimanda ora le sue idee, che rimarranno davvero
pregevoli solo se i registi di laggiù non cadranno
nella tentazione di adattare troppo il loro stile di HORROR
con il nostro per mere motivazioni di botteghino. E' preferibile
un certo grado di incomprensibilità piuttosto che
l'idea di uniformare gli stili espressivi. Fine dell'excursus
molto superficiale, in vero. Concludendo, come avrete
capito, questo genere possiede parecchi subgeneri e tematiche
ricorrenti quali: lo SLASHER, i vampiri, lo ZOMBI, il
satanismo, l'R&R, gli alieni, i bambini malefici,
il CANNIBAL, gli animali che attaccano l'uomo, le case
maledette, etc... Ah, dimenticavo! Il primo film HORROR
italiano è stato I Vampiri
(1957) di Riccardo Freda.
INDIPENDENTE
- Con cinema INDIPENDENTE si intende un
cinema che non dipende, per le proprie realizzazioni,
dalle grandi case produttive cinematografiche, quindi
non deve sottostare a determinate regole e pressioni che
le majors esercitano, spessissimo, sul regista e sulla
troupe. Tale cinema è realizzato da professionisti
o da persone che, per lo meno, hanno una più che
discreta delle tecniche e della messa in scena filmica,
acquisita in scuole specifiche o tramite il praticantato
presso altre persone vicine al cinema o al teatro. Esistono
case di produzione specializzate nel finanziamento di
film indipendenti, il che sembra un paradosso, ma in vero
queste case, spesso fondate dagli stessi registi, sono
molto attente alle produzioni di autori emergenti. In
Italia, più che altrove, il termine cinema INDIPENDENTE
diventa spesso sinonimo di cinema politicamente orientato
(a sinistra) o di protesta sociale. Un prodotto del cinema
INDIPENDENTE non è detto che sia anche ARTHOUSE
solo perchè l'autore ha avuto la possibilità
di "muoversi" con libertà, perché
mentre il fatto che un prodotto sia INDIPENDENTE è
(quasi) indiscutibile, il fatto che sia anche un film
d'arte è un attributo che viene dato solo in seguito,
in base al valore artistico del film.
KINKIES
- I film di questo genere pescano direttamente dal porno
e mettono in scena la sessualità in tutte le sue
forme anche più estreme. Va ricordata come esempio
la trilogia di Mawra composta da White Slaves of Chinatown,
Olga's Girl e Olga's House of Shame
(1964 tutti e tre) in cui si narrano le avventure di una
dominatrix. Altra dominatrix in Invitation tu Ruin
(1968), e ancora dominatrix (questa volta che tartassa
un maschio) in One Shocking Moment (1965).
KRIMIS
- Film tedeschi girati fra il 1959 ed il 1972 e prodotti
nella maggior parte dei casi dalla Rialto Films (nella
minor parte dei casi dalla CCC di Artur Brauner). Questo
genere di film nasce dalla penna di Edgar Wallace ed essenzialmente
si tratta di gialli a tinte forti, di thriller di appendice
con una buona quota di tensione e di sangue, cosa che
li farà sovrapporre, verso la fine, ai GIALLOS
italiani. Il contenuto di sangue ha fatto etichettare
queste pellicole come horror, spesso impropriamente. I
KRIMIS più noti sono 32 (quelli della Rialto),
io elencherò anche quelli della CCC (4). In ordine
cronologico: La rana con la maschera (1959), Il cerchio
rosso (1960), La banda del terrore (1960), Il Vendicatore
misterioso (Non Rialto - 1960), L' Arciere verde (1961),
Gli Occhi di Londra (1961), Il Pugnale siamese (1961),
Il Castello dell'orrore (1961), Il fantasma maledetto
(1962), L' Enigma dell'orchidea rossa (1962), La Porta
dalle 7 chiavi (1962), La Taverna dello squalo (1962),
La Maledizione del serpente giallo (Non Rialto - 1963),
Edgar Wallace a Scotland Yard (1963), Edgar Wallace e
l'abate nero (1963), Il Laccio rosso (1963), Professionisti
per una rapina (1964), La Tomba insanguinata (1964), Le
5 vittime dell'assassino (1964), Grande rapina alla torre
di Londra (1964), Il ritorno del mago (1965), Der Unheimliche
Monch - The Sinister Monk (eng.) (1965), Das Ratsel des
Silbernen Dreieck - Circus of Fear / Psycho-Circus (eng.)(Non
Rialto - 1966), Il Gobbo di Londra (1966), La grande sfida
a Scotland Yard (1966), L'Artiglio blu (1967), Il Fantasma
di Londra (1967), Giallo Cobra (1967),
Il Teschio di Londra (1968), Il Gorilla di Soho (1968),
L'Uomo dall'occhio di vetro (1969), A doppia faccia (1969),
Una Venere senza nome per l'ispettore Forrester (Non Rialto
- 1971), Morte sul Tamigi (1971), Cosa
avete fatto a Solange? (1971), Sette
orchidee macchiate di rosso (1972).
MAINSTREAM
- In pratica tutti i film non di genere, o meglio
tutti quei film che sono diretti ad un'audience standard,
in cinema standard, ed in genere di discreto successo
al botteghino. Perchè il MAINSTREAM in questo sito?
Perchè ci sono alcuni film "normalissimi"
che presentano componenti WEIRD notevoli.
MOCKUMENTARY
- Termine inventato nella metà degli anni '80 da
Rob Reiner per lanciare il suo film This is Spinal
Tap. Il MOCKUMENTARY è un film comico, parodistico,
realizzato come un vero documentario. Già questo
basta per essere WEIRD! Il MOCKUMENTARY è presentato
come un vero documentario con tanto di filmati d'epoca
stile Cinegiornale. Tale genere ha i suoi primi esempi
nel 1950, quando, in un programma televisivo Britannico
chiamato Panorama (1957), fu inserito come scherzo
da Primo d'Aprile un cortometraggio dal nome "Swiss
Spaghetti Harvest". Un altro esempio noto è
Zelig di Woody Allen. L'elemento
comico può essere sostituito da quello orrorifico
creando un MOCKUMENTARY horror: due esempi sono The
Last Broadcast (1998) e The
Blair Witch Project (1999).
MONDO
- Nonostante il documentario con attitudini exploitation avesse fatto in Italia la sua comparsa già agli inizi degli anni '50 (Magia Verde, 1952) è solo alla fine del decennio che si vedrà nascere la documentaristica erotica che tenne banco fino a metà degli anni '80 (Europa di Notte, 1958). Il genere MONDO, inteso in senso stretto, ha però una data di nascita precisa che corrisponde con l'arrivo nelle sale di Mondo Cane (1962) di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi,
un titolo che ebbe fin da subito un gran successo di pubblico. Ma cosa metteva in scena?
Un film MONDO è uno pseudo-documentario che trova
le sue origini nella settimana Incom (Cinegiornale), commentato da una voce
narrante che mostra stranezze, senza censura, filmate
in giro per il mondo. Detto così non sembra nulla
di speciale, ma le stranezze mostrate, in genere ruotavano
tutte intorno a determinati temi: la morte, il sesso,
il disgusto, la violenza. I film MONDO non
si facevano scrupoli a falsificare i filmati o a fare
in modo che le scene si producessero in un determinato
modo, filmavano prevalentemente riti tribali esotici,
le esecuzioni capitali, l'uccisione di animali, strane
abitudini alimentari, deformità e amenità
del genere. Nonostante si possa discriminare fra i mondos erotici e quelli più legati all'esotismo è in genere impossibile tirare una linea netta fra documentario erotico ed etnografico nel genere MONDO, poiché spesso le due "correnti" si intersecavano. Il
MONDO si specializzò in filoni e, mantenedo
lo stesso stile narrativo, produsse opere che puntavano
l'attenzione su temi più specifici. Esempi sono Mondo Hollywood (1967), Mondo Daytona (1968) o Mondo Teeno (1967) oppure Svezia inferno e paradiso (1968). Il Mondo classico come genere terminò, in Italia, nella prima metà degli anni '80 con qualche sparuto esempio filmato successivamente (Mondo Cane 2000, 1988) ma già nel 1978 con l'uscita di Faces of Death l'attitudine più sinsitra dello shockumentary aveva preso il sopravvento sui giocosi toni exploitation dei mondos. Faces of Death (ed i suoi numerosissimi seguiti ed imitatori, es.. Traces
of Death) è un'accozzaglia, spesso ma non
sempre falsa, di riprese compiute negli obitori, sul
luogo di incidenti stradali, di scannamento di animali,
di suicidi, di morti ammazzati.
Chairamente tale genere dà il destro al più malsano voyeurismo. Lo SHOCKUMENTARY, però, non è equivalente
allo SNUFF, ne spiego meglio i motivi nella parte dedicata
alla SHOCKUMENTARY.
NAZIPLOITATION
- o Porno Nazi (anche se
non strettamente pornografico), oppure Eros-Svastika,
come preferiscono chiamarlo quelli di Nocturno (ottima
rivista italiana di cinema di genere e BIS). Il NAZIPLOITATION
nasce negli anni '70 ed è un sottogenere del WIP
che lo è del SEXPLOITATION, a sua volta sottogenere
dell'EXPLOITATION. Questo genere fonde quello W.I.P. con
le ambientazioni, i temi e gli stereotipi sul nazismo.
Ecco che ci troviamo di fronte a film che mettono in scena,
nella maggior parte dei casi, delle Kapò (sempre
donne) che seviziano, stuprano, uccidono altre donne che
sono tenute prigioniere. Spesso in questi "giochi"
sado-maso entrano a farne parte anche uomini della milizia
nazista. In genere questi film si concludono, come nel
contrappasso dantesco, con la morte violenta del/della
torturatore/trice; ma non sempre. Uno dei film capostipite
del genere, se non il primo, è Salon Kitty
(1975) di Tinto Bras, un altro molto noto (con relativi
sequels) è Ilsa La Belva delle SS (1974)
di Don Edmonds. Alcuni potrebbero essere turbati dalla
commistione dell'eros con i personaggi e la storia del
nazismo ma in verità questi film, come tutti i
SEXPLOITATION, costruiscono un universo senza una vera
pregnanza valoriale, un mondo pretestuoso, che mira alla
messa in scena della nudità e del sesso. Ecco quindi
che l'abito da SS e "quello" della prigioniera
sono unicamente abiti di scena da indossare, come quello
di un feticista che ama vestirsi di lattice per i propri
incontri erotici. Certo è che questo genere è
pregno di sadismo e violenza (spesso più psicologica)
e non può pretendere che la storia, la vera storia,
venga dimenticata; non può pretender, insomma,
che la "ricostruzione storica" che mette in
campo non possa turbare, questo a partire dal solo sesso.
Ma è un lungo discorso...
NUDIES
- Con questo termine si indicano quelle
pellicole un po' spinte ambientate in nudist camp (campi
di nudisti). Hanno un impostazione documentraistica, vi
è di fatti una voce fuori campo che commenta le
rotondità e le sane abitudini adamitiche, le zone
genitali sono sempre "impallate" (cioé
coperte) da qualcosa o qualcuno che si frappone fra la
macchina da presa e l'oggetto ripreso. Il fatto che fossero
riprese ambientazioni e abitudini da nudisti, e poiché
questo era uno stile di vita non finalizzato all'erotismo,
la censura non colpì duro su questo genere che
però è più noioso di quello che si
possa pensare. Il primo film di questo genere è
stato Garden of Eden (1954) di Max Nosseck anche
se tecnicamente questo genere risale fino agli anni '30;
prova ne sono This Nude World (1932) ed Elysia
(1933).
NUDIE-CUTIES
- Nati essenzialmente con l'uscita del film di Russ Meyer
The Immoral Mr. Teas (1959) pellicola che abbandona
le "seriosità" del classico exploitation
nudie e, mantenendo la tematica sessuale, butta il tutto
un po' sul ridere. Quindi non c'era più bisogno
dello square up, della voce fuori campo che commentava
(voce di un finto psichiatra, di un medico o di qualsiasi
altro che contraltasse con toni etici le immagini osé).
E' la nascita della provocazione sessuale "nuda e
cruda", è la diffusione del sexploitation.
Altri esempi sono Kiss Me Quick! (1964) di Pete
Perry e Nude on the Moon (1960) di Doris Wishman
e Adventures of Lucky Pierre (1961) il primo
nudie-cutie a colori e in 35mm, nonché girato dall'inventore
dello splatter, Herschell Gordon Lewis.
NUNSPLOITATION
- o Tonaca-Movie, sottogenere del SEXPLOITATION
(o anche del WIP?) a sua volta sottogenere dell'EXPLOITATION.
I film di questo genere riguardano invariabilmente la
tematica delle suore nei conventi, non le suore alle quali
siete abituati, ovviamente (ovviamente?). Tali suore,
di cui una sempre nel ruolo della protagonista, in genere
sono lesbiche, e/o sadiche che torturano o vessano le
innocenti consorelle, e/o indemoniate che rinnegano il
voto di castità finendo per commettere atti impuri.
Il NUNSPLOITATION (nun = suora), è un filone praticamente
sempre erotico, alcune volte hard, con incursioni nell'horror
e può essere ritenuto un sottogenere del WIP se
si considera il convento come una "prigione"
che vincola la libertà. Esempi di tale cinema sono:
Immagini di
un convento (1979) di Joe d'Amato, Suor Emmanuelle
di Giuseppe Vari, Interno
di un convento (1978) di Walerian Borowczyk.
PORNO
- Da pornografico (pornos - prostituta / grafein - scrivere).
Noto anche come cinema HARDCORE (nucleo, parte centrale,
che arriva al sodo). La tematica di questo genere, come
noto ma lo scrivo lo stesso, è la rappresentazione
esatta di ogni tipo di atto sessuale, e nel modo più
diretto possibile; in verità per definire un film
"pornografico", occorre che esso mostri una
penetrazione, altrimenti siamo difronte ad un prodotto
SOFTCORE, definizione che solo in parte può essere
fatta corrispondere all' "erotico". Il PORNO
è l'unico genere cinematografico che ha la finalità
di elicitare non una reazione emotiva ma una fisiologica
(l'eccitazione sessuale) ed un atto fisico (la masturbazione
od un rapporto sessuale); rimane, dunque, l'unico genere
cinematografico, fino ad ora, ad essere realmente interattivo.
Il cinema pornografico è apparso subito dopo la
nascita della tecnologia che permetteva la produzione
dei film, ed i primi prodotti che ebbero una minima diffusione
(nei bordelli e fra i privati) sono datati 1920 ed erano
muti. Il più vecchio film pornografico di cui si
abbia prova certa, però, è un prodotto francese
(sconosciuto titolo e data d'uscita esatta) databile 1900
(Guinness del Cinema, P. Robertson, 1988). In
verità circolavano prodotti erotici o pornografici
già in precedenza. Si assiste ad un nudo integrale
(la donna si chiamava Louise Willy) ne Le Bain
del 1896. Secondo alcuni il primo porno a soggetto fu
L'écu d'or ou la bonne auberge del 1908,
per altri è Le Voyeur del 1907. Il primo
film USA sembrerebbe A Free Ride del 1915 (ma
altri dicono 1923). Il cinema porno ha alcuni sottogeneri,
fra i quali il GONZO PORN, quello in cui vi è una
parvenza di storia, quello totalmente amatoriale (chi
riprende e chi è ripreso non sono professionisti),
quello che è un semplice collage di atti sessuali,
ed il giustamente famigerato e fantasmatico SNUFF. Il
cinema porno moderno, comunque, nasce negli anni '70,
e più precisamente grazie all'uscita del leggendario
Gola Profonda (Deep Throat,
1972). La visione e la vendita di prodotti
cinematografici pornografici in Italia è vietata
per legge ai minori di 18 anni, ovvero ai più forsennati
consumatori di materiale pornografico.
PULP
- Il PULP, nonostante ciò che alcuni sostengono,
non è un genere cinematografico ma letterario.
Diciamo piuttosto che PULP sta alla letteratura come EXPLOITATION
sta al cinema.
R&R
- ovvero RAPE & REVENGE. Fanno parte di questo sottogenere
dello SHOCK EXPLOITATION quei film molto crudi in cui
una donna viene stuprata (scena che viene mostrata allo
spettatore) e poi torna a vendicarsi con grande furia
sui suoi violentatori, oppure lo fanno altri per lei (in
genere perché lei è ormai morta). L'esempio
più noto di questo filone è I spit on
your grave (1978) , rititolato in Italia Non
violentate Jennifer di Meir Zarchi. Altri due titoli
fondamentali sono L'ultima
casa a sinistra (1972) di Wes Craven e L'ultimo
treno della notte (1975) di Aldo Lado.
ROUGHIES
- Sottogenere del SEXPLOITATION, il roughie
sta alla violenza come il GHOULIE sta al sangue. Il primo
roughie prodotto fu The Defilers (1965) di Lee
Frost. Questo sottogenere possiede uno schema ricorrente:
c'è uno psicopatico spesso dedito alla droga che
gioca pesante con una vittima (donna) in un contesto urbano
assai degradato, in genere le pellicole sono in bianco
e nero. Sono film molto rudi (rough), con scene di violenza,
maltrattamenti e possibilmente stupri. Altri titoli sono
Aroused (1966), Lorna (1963), Mudhoney
(1964), Scum of the Earth (1963) e Motorpsycho
(1965), ma anche Camp 7: Lager Femminile (1968)
di Bob Cresse, un proto NAZIPLOITATION è un roughie.
SCHULMÄDCHEN
REPORT - Pruriginose vere/finte (più
la seconda) inchieste sui costumi sessuali delle studentesse
(Schulmädchen) portate al successo dal duo Wolf C.
Hartwig e Ernst Hofbauer nel decennio '70, eredi dei SEXUALAUFKLÄRUNG
ma molto più spinti. Ovviamente il film, che metteva
in mostra corpi (maschili e femminili) e fantasie morbose
si concludeva con uno SQUARE UP che ammantava tutto di
una moralità posticcia quanto ipocrita, siamo in
pieno EXPLOITATION. Furono prodotti 13 titoli, ognuno
trattava una tematica specifica, ed il primo è
Rapporto sul comportamento sessuale delle studentesse
(1970). Elencherò i titoli tedeschi e/o inglesi
(quelli italiani sono di difficilissima reperibilità).
1)POSSIBILITIES PARENTS DO NOT CONSIDER (1970) aka The
Schoolgirls; Confessions of a Sixth Form Virgin; Schulmadchen
Report: Was Eltern Nicht fur Moglich Halten. 2)WHY PARENTS
LOSE THEIR SLEEP (71) aka Der Nue Schulmadchen Report
2 Teil: Was Eltern den Schlaf Raubt. 3)WHAT PARENTS FIND
UNTHINKABLE (71) aka Schulmadchen Report 3 Teil: Was Eltern
Nicht Mal Ahnen. 4)WHAT DRIVES PARENTS TO DESPAIR (72)
aka Campus Swingers; Schulmadchen Report 4 Teil: Was Eltern
oft Verzweifeln Lasst. 5)WHAT ALL PARENTS SHOULD KNOW
(73) aka Schulmadchen Report 3 Teil: Was Eltern Wirklich
Wissen Sollten. 6)WHAT PARENTS WOULD GLADLY HUSH UP (73)
aka Erotic Young Lovers; Naughty Co-Eds; Schulmadchen
Report 6 Teil: Was Eltern Gern Vertuschen Mochten. 7)WHAT
THE HEART MUST THEREBY BE (74); 8)WHAT PARENTS MAY NEVER
EXPERIENCE (74) aka Schulmadchen Report 8 Teil: Was Eltern
nie Erfahren Durfen; 9)WHEN GIRLS MAKE LOVE (75) aka Schulmadchen
Report 9 Teil: Reifeprufung vor dem Abitur. 10)WHAT EVERYONE
BEGINS SOMETIME (76) 11)TRYING GOES OVER STUDYING (77)
12)YOUNG GIRLS NEED LOVE (78) 13) Schulmädchen -
Report 13. Teil: Vergiss beim Sex die Liebe nicht.
SEXUALAUFKLÄRUNG
- Genere nato in Germania alla fine della Prima Guerra
Mondiale. Si tratta della controparte tedesca ai GRINDHOUSE
movie degli Stati Uniti, anche se precedente. Erano pellicole
documentaristiche ed educative che affrontavano problematiche
di salute e morale ma che, in verità, puntavano
tutte sull'EXPLOITATION. Per citarne due: Es Werde
Licht (1917), Anders als die Andern (1919).
SHOCKUMENTARY
- Sottogenere della documentaristica e genere più
antico di quello MONDO. Documentario che, per le immagini
proposte, risulta altamente disturbante e scioccante.
Le immagini fanno riferimento quasi totalmente alla morte
ed all'orrore (anche psicologico) in tutte le sue forme.
Lo SHOCKUMENTARY manca della struttura narrativa che possiede
il genere MONDO, e si differenzia da questo proprio per
la messa in scena secca e priva (o quasi) di commenti.
I filmati non sono falsificati, come avviene invece spesso
nel cinema MONDO. Spesso lo SHOCKUMENTARY è un
prodotto che, inizialmente, non è pensato per essere
distribuito, infatti è un collage di immagini giornalistiche
e di filmati provenienti da varie parti del mondo. Spesso
il limite fra MONDO e SHOCKUMENTARY, però, è
molto labile. Non è scorretto, quindi, ritenere
che il primo genere sia la medesima cosa del secondo e
l'inverso. Nonostante questo esistono esempi di film SHOCKUMENTARY
"puri", come The
act of seeing with one's own eyes (1971) di Brakhage
girato in una sala autoptica, oppure Titicut
Follies (1967) di Wiseman girato in un manicomio.
Anche i rari filmati che circolano nel circuito underground,
girati dalla polizia (cinese o coreana? non ricordo...)
e prodotti per scoraggiare l'imprudenza stradale, che
mostrano i morti di scontri automobilistici, sono SHOCKUMENTARY.
Anche i famigerati filmati girati dai Nazisti, quelli
dei morti o dei manicomi, sono SHOCKUMENTARY. Perché
questo genere (e quello MONDO) non sono SNUFF movies?
Semplicemente perché non rispettano le tre regole
dello SNUFF e cioé, nello MONDO/SHOCKUMENTARY 1)
Chi produce (regista, attori, tecnici, ...) il film non
uccide direttamente le persone che si vedono morire o
sono morte 2) Chi produce il film non desidera elicitare
nello spettatore una risposta fisiologica di eccitazione
sessuale, ma semmai di disgusto o forse, più probabile,
la morbosità voyeuristica 3) Lo spettatore non
si eccita sessualmente e non si procura il film per ottenere
eccitazione sessuale. Ecco perché, anche se qualche
malato di mente potrebbe eccitarsi con gli SHOCKUMENTARY,
questi non potrebbero comunque essere definiti degli SNUFF.
Rimane però il genere cinematografico, vietato
ai minori di 18 anni, che più si avvicina allo
SNUFF ed infatti viene anche definito PSEUDO-SNUFF.
SLASHER -
Lo SLASHER o SLASH è un sottogenere dell' HORROR
che spesso, ma altrettanto spesso a sproposito, viene
fatto corrispondere allo SPLATTER, ma mentre quest'ultimo
è più un attributo di un certo tipo di film
(checché si parli di genere SPLATTER), lo SLASHER
è un vero sottogenere con una sua specifica tematica.
In questi film solitamente uno psicotico (spesso mascherato)
perseguita ed uccide in modo efferato (ecco lo SPLATTER!)
ragazzi che sono lontani dalla supervisione degli adulti.
In modo più generico si può considerare
SLASHER ogni film horror in cui un singolo killer uccide/massacra
più persone in un breve periodo di tempo, in un'area
d'azione limitata e senza un movente razionale, non facendo
uso di armi da fuoco ma utilizzando come armi gli strumenti
più disparati (spesso però sono lame o oggetti
appuntiti). Questo genere ha inizio con due film del 1960:
Peeping Tom di Michael Powell e, ancor di più
con Psycho (Psyco in
Italia) di Hitchcock. Il primo esempio nazionale è
forse Reazione a catena
(1971) di Mario Bava. Uno dei titoli più noti e
meglio riusciti è Non
aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre,
1974) di Tobe Hooper. Questo genere, con un plot di solito
abbastanza semplice e con le ricorrenti tematiche del
sesso e della violenza, ebbe sempre una certa fortuna
ed una grande diffusione negli anni '80 (Venerdì
13 - Nightmare
- Halloween , che
però è del 1978), e negli anni '90 torno
alla ribalta del MAINSTREAM con titoli quali Scream
per citare il più famoso ed uno dei più
riusciti che, fra l'altro, si permette di giocare con
i clichés del genere stesso.
Carol J. Clover, nel suo libro intitolato Men, Women
and Chain Saws: Gender in the Modern Horror Film,
identifica quella che definisce il personaggio della "Final
Girl", ovvero l'eroica giovane donna che alla fine
sopravvive e sconfigge il killer (almeno fino al sequel).
La Final Girl ha invariabilmente un nome androgino (es.:
Teddy, Billie, Georgie, Sidney) e non partecipa alle attività
dei coetanei (sesso/droga) a differenza degli altri. Spesso
la sua vita ha qualcosa a che fare con il killer.
SLEAZE
- o SLEAZY, questa "qualifica", che in parte
è sovrapponibile a GRINDHOUSE, viene data ai film
che Marco Giusti definirebbe STRACULT (non lo sto affermando
con tono critico) . Il termine "sleaze" significa
, letteralmente, sporco, untuoso, volgare, corrotto e
senza gusto (tasteless). Tali film hanno sempre qualche
tipo di componente erotica, e sono spesso poveristici,
violenti, TRASH o CAMP. In vero, anche in questo caso,
è difficile dire cosa sia esattamente SLEAZE e
cosa no. Per aiutarvi/ci posso dire che il termine, che
viene usato maggiormente nei paesi anglosassoni, fa riferimento
a quei film passati nel circuito GRINDHOUSE fra il 1960
ed il 1980, e comprende pellicole Eurotrash, Eurotica,
Giallos, Exploitation, etc... Il termine SLEAZE può
essere trovato anche come SLEAZOID, quest'ultimo inventato
dagli autori della rivista Sleazoid Express, che in USA
tratta questo cinema come da noi fa Nocturno.
SNUFF
- Un film SNUFF è un film, non necessariamente
pornografico, che mette in scena in modo non simulato
la morte di una persona, e questo a solo fine d'intrattenimento
e di distribuzione. Tale genere NON è una sottocategoria
del genere HORROR, in quanto la risposta che vuole elicitare
nello spettatore non è la paura o l'orrore ma l'eccitazione
sessuale. Usa i mezzi dell'HORROR ma la sua dinamica si
avvicina a quella del PORNO, anche senza elementi sessuali.
Il termine SNUFF come eufemismo per indicare l'assassinio
è stato usato la prima volta da Ed Sanders nel
1971 nel suo libro sulle morti perpetrate dalla Manson
Family (The Family: The Story of Charles Manson's
Dune Buggy Attack Battalion). Il termine riapparì
in modo discontinuo fino al 1976, anno in cui fu prodotto
il film Snuff di Findlay e Stevens. In questo
film che è il rimontaggio di un film di Findlay
del 1971 (The slaughter), vennero aggiunti da
Stevens quattro minuti di pellicola
che fingevano lo sventramento di un'attrice. Naturalmente
era un falso ma il film fece comunque grande clamore.
Il film Guinea
Pig: flower of flesh and blood (1985) fu girato con
l'intento di passare come un vero e proprio SNUFF. In
questa pellicola, sgranata e girata in modo amatoriale,
l'uccisione di una ragazza appare come così cruda
e realistica che la stessa FBI, su suggerimento dell'attore
Charlie Sheen, decise di indagare credendo che fosse stato
filmato un omicidio reale. Non lo era. Anche il regista
italiano Deodato, per Cannibal
Holocaust dovette presentarsi innanzi alla corte per
dimostrare che le uccisioni rappresentate nel film non
fossero vere. Infatti non lo erano. Alcune volte gli assassini
filmano gli omicidi che commettono, ma poiché manca
la finalità di distribuzione del filmato, questi
girati non possono essere definiti SNUFF. L'esistenza
reale di tale genere è tuttora una questione aperta.
C'è chi sostiene che sia una leggenda urbana, un
hoax, una bufala, che in verità non sia mai esistita
nessuna pellicola SNUFF. In verità io sostengo
(e non sono il solo) che questi film vengano effettivamente
prodotti, in numero molto limitato, con una diffusione
veramente UNDERGROUND e ad un prezzo all'acquisto davvero
elevato (suppongo migliaia se non decine di migliaia di
euro/dollari), da e per persone profondamente disturbate e pericolose. Il numero di contatti internet
che ottengono siti come Rotten ed il numero di download
ottenuti dai filmati delle decapitazioni dei poveri prigionieri
nelle mani dei terroristi durante la guerra in Iraq, dimostrano
come ci sia un pubblico tutt'altro che limitato, che per
sadismo o per semplice curiosità morbosa, è
spinto (gradisce?) a voler guardare tale genere di filmati.
Fortunatamente qualsiasi prodotto cinematografico SNUFF
è vietato, vietata la produzione (essendo l'omicidio
un crimine!), la diffusione ed il possesso. Io non ne
ho mai visti né vorrei guardarne uno se mi fosse
proposto di farlo. Vi prego di non contattarmi con il
fine di chiedermi ulteriori notizie su questo genere,
che non fossero quelle che ho appena espresso o che aggiungerò
in futuro per implementare le notizie su questo pseudo-genere
infame.
SPLATTER
- Con questo termine (che significa - come verbo - schizzare,
gocciolare, cospargere) si indicano quei film HORROR particolarmente
truculenti, in cui non vengono lesinate immagini molto
esplicite di omicidi, dove il sangue abbonda e dove spesso
si può assistere al depezzamento del corpo umano
(decapitazione, amputazioni). Il termine SPLATTER, riferito
al cinema, ha una precisa data di nascita, ovvero quando
nel 1981 il giornalista John McCarthy pubblicò
il libro Splatter Movies e fece entrare di diritto
questo "genere" nella storia del cinema. L'inizio
ufficiale del cinema SPLATTER è datato 1963 grazie
all'uscita del film di Herschell Gordon Lewis, Blood
Feast. Le tematiche e le regole di questo genere,
anche se esito a ritenerlo tale, sono: 1) Uso del technicolor
in ripresa, la quasi totalità degli splatters sono
a colori per dare maggior risalto al sangue 2) E' un cinema
violento, diretto, non mediato, con un certo gusto per
l'effettaccio. Queste regole, in vero non riescono molto
a far luce sulla la differenza che corre tra un'immagine
od una scena SPLATTER ed un intero film di genere SPLATTER.
Castoldi & Castoldi, nel loro libro Guida al cinema
Splatter (1993), ritengono che un film non possa
essere definito di genere SPLATTER solo per la presenza
di scene tali, ma l'atmosfera di tutto il film debba essere
SPLATTER e quindi malsana, truculenta, voyeuristica, così
come i "mostri" del genere SPLATTER, continuano
i Castoldi, sono profondamente diversi e più sporchi
e balordi, rispetto a quelli dello stereotipo HORROR.
Ovvero, Jason e Freddy VS Dracula e Frankenstein. Non
concordo completamente con questa opinione, poiché
in effetti il termine SPLATTER è più un
attributo che un vero genere e forzare una categoria di
cattivi vs un'altra vorrebbe dire dividere l'horror in
cinema GOTICO e SPLATTER. E' anche vero che, come scrisse
McCarthy i film spaltter "non mirano necessariamente
a far paura, né a creare una suspense [...] bensì
a mortificarlo con scene gore. Nei film splatter, la mutilazione
è il messaggio - spesso e volentieri l'unico"
(Splatter Movies, J. McCarthy, 1984; p54). Su
quel "necessariamente" si gioca tutta la questione
se lo splatter sia un sottogenere dell'horror oppure "una
rilettura volgarizzata del fantastico, che ne utilizza
determinati elementi per i propri fini" (Sex
and violence, Curti, La Selva, 2003, p33). Ritengo
che la finalità di spaventare lo spettatore rimanga
il fine principale della maggior parte delle produzioni
con elementi splatter (e quindi si tratta più di
una qualità che di un genere preciso), fermo restando
che alcuni prodotti, penso al Nekromantik (1987)
di Buttgereit riflettano pienamente la definizione di
McCarthy.
SPLATTERSTICK
- Lo SPLATTERSTICK è un sottogenere che fonde lo
SPLATTER con lo SLAPSTICK. Cos'è quest'ultimo?
Lo Slapstick è un tipo di commedia ricca d'azione.
Un classico pezzo Slapstick è la notissima scivolata
sulla buccia di banana. Si può immaginare chi fossero,
dunque i maestri di questo genere: Chaplin, Buster Keaton,
Stanlio e Olio, etc...Tale genere comico ha avuto una
grande influenza sul cartoon, basti pensare a Tom e Jerry,
il Coyote e Bip Bip, etc... Lo SPLATTERSTICK è
dunque un sottogenere dell'HORROR che fonde lo SPLATTER
con una certa dinamicità degli interpreti tipica
della commedia Slapstick, anche se l'elemento comico è
più visibile in alcuni che in altri. Esempi di
questo cinema sono Final
Destination, La Casa, L'armata
delle tenebre.
SQUARE UP
(REEL) - Non si tratta di
un genere cinematografico ma di una tecnica usata in molto
cinema di genere e che vale la pena conoscere. Lo SQUARE
UP REEL è una bobina, un rullo, che in molti GRINDHOUSE
veniva aggiunto a piacimento al film e che conteneva elementi
più piccanti, la cosa si poteva fare, ovviamente,
in cinema e in zone non torchiate dalla censura. Questa
tecnica, che si è modificata con l'evoluzione tecnologica
e che è stata sostituita dal montaggio, è
stata usata fino agli anni '80. Basti pensare alle varie
versioni circolanti di film che venivano rimontate con
aggiunta di spezzoni fortemente erotici o pornografici
in base al paese di distribuzione. Lo SQUARE UP IN o anche
OUT, se proprio vogliamo essere precisi, o anche SQUARE
UP e basta, è una parte di film che riporta il
film stesso sui binari morali ed etici. Mi spiego. Già
i musicisti di Jazz un tempo definivano gli icompetenti
di musica, o meglio, tutti coloro che ascoltavano musica
pop (mainstream) come SQUARES, cioé quadrati, inquadrati,
conformisti. Orbene, lo SQUARE UP in un film è
un'introduzione o una conclusione moraleggiante che vorrebbe
condannare ciò che il film stesso mostra in modo
esploitativo. Lo SQUARE UP permette a chi produce il film
di "prendere le distanze" da ciò che
il film stesso ha mostrato in modo da aggirare pubblico
e censura, ovviamente la cosa non sempre riesce. Lo SQUARE
UP IN è stato usatissimo nei GRINDHOUSE, nei NUDIES,
nei MONDO e negli SHOCKUMENTARY. La tecnica dello SQUARE
UP comunque non è usata solamente dal cinema di
genere ma può essere osservata in film di "alto
livello".
TORTURE PORN - O Gorno (gore+porno). Intorno all'inizio del nuovo millenio si è visto apparire questo nuovo genere, nuovo per modo di dire, perché recupera temi e stili dell'exploitation '70/'80. Il termine è stato usato la prima volta dal critico David Edelstain descrivendo il film Hostel (2005), ma in questo genere possono essere fatte rientrare pellicole come Saw (2004) e seguiti, La Casa del diavolo (2005), Wolf Creek (2005), Baise-Moi (2000) Ichi the killer (2001) e tutte quei film splatter che mettono in scena nudità, tortura, mutilazioni e sadismo. La particolarità di questo sottogenere, rispetto a molti altri lavori splatter, è che ha ricevuto un forte sdoganamento di pubblico e sostanzialmente il torture-porn è un prodotto mainstream.
TRASH
- ovvero cinema "spazzatura". Il film è
TRASH se le poche risorse che aveva a disposizione (ma
non è detto che un film "ricco" non sia
TRASH) vengono investite per mettere in scena un miscuglio
di nudità, violenza e/o umorismo kitsch, se i dialoghi
sono poveri e banali, se non gratuitamente volgari, se
gli attori non sono all'altezza di recitare con professionalità
nei propri ruoli, se la tecnica registica è povera
od imprecisa, etc ... Nonostante il concetto di TRASH
sia un po' meno opinabile di quello di CAMP, rimane soggettiva
la percezione della povertà stilistica di un film;
soprattutto in questi anni in cui il culto del cinema
BIS (che non è la stessa cosa di TRASH) ha invaso
critica e pubblico.
ULTRAGORE
- Un sottogenere dello SPLATTER
(quindi si può dire anche ULTRASPLATTER) estremamente
più violento ma soprattutto più sanguinoso,
dove non sono risparmiate allo spettatore la visione di
interiora, l'esplosione di teste, il cannibalismo esplicito
e quant'altro possa essere truculento al massimo livello.
Buoni esempi sono Aftermath
di Cerdà e Violent Shit
di Schnaas. In genere tali film sono vietati ai minori
di 18 anni e non trovano distribuzione nelle sale cinematografiche,
ma non sono illegali. Più estremo dell'ULTRAGORE,
ma ancora legale, esiste solo lo SHOCKUMENTARY/MONDO,
non tanto per ciò che si vede ma per il fatto che
non si tratta di finzione cinematografica (da non confondere
con lo SNUFF!).
UNDERGROUND
- o cinema del "sottosuolo". Si parla di cinema
UNDERGROUND per quei film che non vengono proiettati nelle
"normali" sale cinematografiche, ma che si diffondono
fra il pubblico tramite altre vie, quali il passa parola,
lo scambio tra privati, etc... Questo tipo di prodotto
non riesce e non può (o non vuole) raggiungere
il grande pubblico, non solo per l'impossibilità
di essere diffuso tramite le normali vie di distribuzione,
ma soprattutto per la mancanza alle spalle di una major
che finanzi il prodotto e la sua pubblicizzazione e, spesso,
perchè i registi di tali film, con una certa autocoscienza,
sapendo di non avere larga diffusione, si permettono di
trattare tematiche e di mettere in scena elementi inconsueti,
disturbanti, scioccanti, che motiverebbero la censura
a bloccare il film. Così, in un movimento circolare,
il film UNDERGROUND viene prodotto sapendo di non trovare
mercato e, non trovando mercato, diviene UNDERGROUND.
Si può dire che il cinema UNDERGROUND è
anche cinema ARTHOUSE, in quanto chi filma e chi produce
(spesso la medesima persona) si disinteressa di piacere
al pubblico e genera un prodotto che è specchio
dei propri gusti e pensieri. Molti film, però,
sono UNDERGROUND perché illegali e questo è
un altro motivo per cui non si possono sfruttare le solite
vie di distribuzione. Sono quindi film UNDERGROUND tutti
quei film che non potrebbero essere girati perché
contemplano un reato (SNUFF, pedo-pornografici, etc ...).
E' abbastanza ovvio il fatto che, nella maggior parte
dei casi, il cinema AMATORIALE è UNDERGROUND, così
come molto del cinema PORNO, e parte di quello HORROR
(in genere il più violento).
VIDEO
NASTIES - Spesso girando sulla rete si
legge di questi film, o meglio si legge questa definizione,
e si pensa che sia riferita ai film d'orrore più
violenti, oppure a prodotti cinematografici strani. Essenzialmente
con VIDEO NASTIES si indicano esattamente i 39 titoli
che il Director of Public Prosecutions (DPP) inglese ha
bandito dai negozi UK, oppure ha reintrodotto in forma
tagliata e censurata (alcune volte rititolata). Inizialmente
i titoli erano 59 poi arrivarono a 74, ma la lista definitiva
(39) è questa: Rosso Sangue (1981), Antropophagus
(1980), Axe (1977), La
Bestia in Calore (1977), L'Aldilà
(1981), Reazione a catena
(1971), Blood Feast (1963), Blood Rites (1969), Bloody
Moon (1980), Mirror - Chi vive in quello specchio? (1980), The Burning (1980),
Cannibal Apocalypse (1980), Cannibal
Ferox (1981), Cannibal
Holocaust (1979), Cannibal Man (1972), Cannibal Terror
(1981), Contamination
(1980), Dead & Buried (1981), Quel
Motel vicino alla palude (1976), Il
paese del sesso selvaggio (1972), Delirium (1980),
Devil Hunter (1980), Don't go in the house (1979), Don't
go in the woods (1980), Don't go near the park (1979),
Don't look in the basement (1973), Driller killer (1979),
La Casa (1981), Evilspeak (1981),
La Casa sulla Collina di Paglia (1976), Faces
of Dead (1979), Fight for your life (1979), Il mostro
è in tavola...barone Frankenstein (1973), Force
of Fear (1979), Frozen Scream (1981), Il tunnel dell'orrore (1981), L'ultima orgia del III Reich (1977), Quella villa
accanto al cimitero (1981), La
casa sperduta nel parco (1980), Human Experiments
(1979), I Miss you Hugs and Kisses (1978), I Spit on Your
Grave (1978), Inferno (1980),
Island of Death (1975), Suor Omicidi (1978), L'ultima
casa a sinistra (1972), L'ultimo
treno della notte (1975), The living dead at Manchester
morgue (1974), Love Camp 7 (1968), Madhouse (1981), Mardi
Grass Massacre (1981), Night of the bloody apes (1968),
Night of the demon (1980), Nightmare maker (1981), Nightmares
in a damaged brain (1981), Possession (1981), Pranks (1981),
La montagna del dio cannibale (1978), Revenge of the Boogeyman
(1982), Shogun Assassin (1972), The Slayer (1981), Snuff (1976), Lager SSadis Kastrat Kommandatur (1976), Tenebre
(1982), Terror Eyes (1980), The Toolbox Murder (1978),
Unhinged (1982), Visiting Hours (1981), The Werewolf and
the yeti (1975), The Witch who came from the sea (1976),
Women behind bars (1975), Xtro
(1982), Virus
- L'inferno dei morti viventi (1981), Zombi
2 (1979).
WACKY COMEDY
- o ANARCHY COMEDY,
è un genere di film che usa il non-sense, un umorismo
irruente che spesso irride qualche forma di autorità,
nessun soggetto è troppo sacro, nessuna battuta
è troppo stupida. Cosa di più WEIRD?! In
Italia potrebbe essere definita come "comico demenziale",
ma non va confusa con la comicità greve e facilona
di un certo nostro tipo di cinema. Come la farsa, la WACKY
COMEDY usa personaggi e situazioni esagerate per creare
l'effetto comico, ma a differenza della farsa, dove ogni
evento comico deriva dalla situazione, le gags usate nella
WACKY COMEDY non hanno un contesto narrativo. Un antico
esempio di questo genere si può ritrovare nel cinema
dei Fratelli Marxs, uno moderno nei Monty Python, ne Il
dittatore dello stato libero di Bananas di Allen,
e nel noto L'Aereo più pazzo del mondo.
WEIRD
- Non è un preciso genere cinematografico, è
più un attributo che può essere dato a qualsiasi
pellicola che sia WEIRD, ovvero "strana", "bizzarra".
Qualsiasi film che presenti un soggetto strano, una messa
in scena bizzarra, vestiti, dialoghi, personaggi e qualsivoglia
cosa assurda, può essere etichettato WEIRD o WEIRDO,
che è la medesima cosa. Da notare che la stessa
parola WEIRD significa anche "fatale" e questo
lo lega strettamente al genere horror che spesso è
ontologicamente (!) WEIRD. Diciamo che, in genere, molti
dei film che escono dalla categoria MAINSTREAM ricevono
l'etichettatura di WEIRD, poiché sono film di nicchia,
BIS, o UNDERGROUND. Questo, però, accade indebitamente.
Si potrebbe dire che WEIRD è quel film che volontariamente
od involontariamente, con un moto iconoclastico, rompe
la rete delle regole "ortodosse" cinematografiche
e di rappresentazione artistica tipica della maggior parte
dei film; non solo, il WEIRD crea una frattura fra sé
(il modo in cui si autorappresenta) ed il sistema di valori-percezioni-simboli
della realtà dello spettatore. In definitiva, come
faccio a dire se un film è WEIRD? Cosa devo notare,
per l'esattezza, nel film per poterlo etichettare come
tale? Sempre che sia giusto etichettare un'opera artistica
con un termine definitivo, non c'è una risposta
precisa a questa domanda. Questo perché, nonostante
alcune opere siano definite unanimemente WEIRD dalla critica
(Begotten per fare un esempio),
molta della percezione della stranezza della pellicola
sta nell'occhio dello spettatore, nel suo sistema di valori,
in ciò che crede sia la normalità e la bizzarria.
Questo rende il concetto di WEIRD alquanto soggettivo
e terreno fertile per diverse interpretazioni.
WIP
- ovvero Women in Prison (donne in prigione), oppure Chicks
in Chains (Gallinelle/donne in catene). Sottogenere del
SEXPLOITATION a sua volta sottogenere dell'EXPLOITATION.
Le tematiche sono invariabilmente queste: alcune donne
(belle) sono tenute prigioniere in qualche buco fetente
da degli aguzzini che le torturano (Stupro e Sadismo),
si vedono spesso scene di docce comuni, le prigioniere
si consolano fra loro (Lesbismo), alla fine di questi
film si ribellano, tentano la fuga, uccidono i carcerieri
ma almeno due o tre donne vengono uccise. Non si può
definire un genere cinematografico pornografico, anche
se la nudità è esibita senza restrizioni
di sorta. Il concept della donna in carcere è molto
antico e si può far risalire al film Prisoners
(1929) di Seiter e forse ancora prima a Manslaughter
(1922) di DeMille. Il WIP, comunque, assurge a genere
preciso con lo sviluppo dell'EXPLOITATION fra la fine
degli anni '60 e tutto il '70. Esempi noti sono House
of Women (1962) The Big Doll House (1971)
e Caged Heat (1974). Anche i cineasti italiani
si sono cimentati nel genere, indirizzando, però,
la loro attenzione sul sottogenere del NAZIPLOITATION,
a sua volta più sadico e malsano.
ZOMBI
- Gli ZOMBI movies, notissimo filone del genere HORROR,
non si possono definire una precisa categoria, poiché
il vero elemento invariabile è la sola presenza
degli zombies. E' certo, comunque, che questi "mostri"
dell'HORROR sono così noti e sono entrati così
profondamento nel linguaggio comune tramite i film, che
vale la pena di analizzarne il fenomeno. Nonostante vi
siano esempi precedenti, gli zombies "nascono"
con il film (primo capitolo di una trilogia, ora forse
quadrilogia) La
notte dei morti viventi (1968) di Romero. Negli episodi
successivi di questo filone (ma non ancora in Dawn
of the dead del 1978) si è persa la carica
critica nei confronti della società che Romero
aveva pensato per i suoi episodi, e lo zombie horror è
divenuto un genere contenutisticamente vuoto, ma ricco
di effetti GORE. Questi morti-non-morti (quelli classici)
si caratterizzano per: l'incedere lento e mal fermo, l'insaziabile
fame di carne umana, l'aspetto orripilante dato dalla
decomposizione, l'assoluta incapacità di provare
sentimenti, dolore, desiderio di aggregazione, o altri
sentimenti umani, la capacità di resistere a qualsiasi
colpo che venga loro inferto ovunque tranne che alla testa.
Il cervello è, infatti, il loro tallone d'Achille:
distrutto quello, lo zombie trova finalmente pace eterna.
In questo filone, in quello più originale, non
viene mai chiarita del tutto la causa che ha portato a
far resuscitare i morti. I motivi proposti in altri film
sono molteplici: virus (28
giorni dopo), mad-doctor (Re-Animator),
maledizione (La Casa). Il filone ZOMBI è
tornato ultimamente alla ribalta (28
giorni dopo e L'alba
dei morti viventi del 2004), ed ha assunto il nome
di NEW ZOMBI. La nuova carattersitica fortemente voluta
dalle case di produzione che temevano che l'audience potesse
essere annoiato dal vecchio tipo di morto, è quella
dello zombi che corre in cerca delle sue prede umane ed
è molto più rabbioso. Uno zombi "pro-attivo"
insomma!
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Ecco
10 regole (le mie ed in ordine sparso) per comprendere
ed apprezzare maggiormente un film
GUARDA IL FILM
- Sembra una cosa ovvia,
ma spessissimo non lo è. La scelta di guardare
un film (parlo di "guardare" non di "osservare",
che è un passo ulteriore non alla portata di
tutti) è una decisione che prendiamo, nella maggior
parte dei casi, in tutta libertà, senza nessuna
costrizione. Per questo, se non avete voglia di guardarlo,
non guardatelo; sarà per un'altra volta. Non
ha senso abbioccarsi davanti allo schermo con un occhio
aperto ed uno chiuso per poi non capire nulla, o peggio,
dire che il film è brutto solo perché
non avete capito nulla. Andate a letto a dormire se
avete sonno. Se poi siete fra quelle persone che "abbisognano
del film" per addormentarsi, allora, mi spiace
ma non potete dire aver "visto" il tale film
solo perché l'avete usato come il Valium. Non
ha davvero senso continuare ad alzarsi per il telefono
che squilla, per pisciare, per prendere le patatine,
l'acqua o quant'altro ascoltando la metà di un
film mentre siete in un'altra stanza. Il cinema non
è come la musica, richiede la vista oltre che
l'udito. Fate tutto quello che dovete fare e poi fermatevi
e guardate il film. Non fate diventare il lungometraggio una
spacie di videoclip, soprattutto se con voi c'è
qualcuno che vorrebbe GUARDARE il film. E' importantissimo anche che il film sia visto per intero. Un film, per essere compreso pienamente va visto pienamente.
L'ideale sarebbe quello di non schizzare via subito
dalla poltrona quando appaiono i titoli di coda, ma
magari provare a leggerli. Quest'ultima cosa, shame
on me, spesso non la faccio neppure io (ma con un film
come Begotten si rimarrebbe
fregati). Ammetto che certi film sono così scadenti,
noiosi, o non incontrano il nostro gusto in maniera
così intensa, che viene la tentazione di spegnere
lo schermo ed andarsene. Questo, però, comporta
le seguenti conseguenze. Primo: se voi non finite di
vedere un film, voi non avete visto quel film, e il
motivo è che un film non è semplicemente
una somma di fotogrammi, di immagini ferme in successione,
dove le prime possono equivalere alle successive e viceversa,
ma un film è una storia, un racconto completo
e non disintegrabile, che assume senso solo nella sua
completezza. Questo vale soprattutto se amate dare giudizi
o sparare a zero sui film. Il secondo motivo, assai
più rischioso, è la possibilità
di perdersi una parte chiave del film che viene messa
in scena solo alla fine, parte che può ribaltare
la trama ed il giudizio stesso sul film, pena: non capire
nulla del film. Sfido chiunque di voi a comprendere
film quali Memento o Sex
Crimes senza aver guardato il film per intero.
MI TROVO D'ACCORDO AL 100%
- Parrebbe che il miglior recensore sia sempre quello con il quale si concorda. Il che ovviamente è lusinghiero (anche per il recensore!) perché se il recensore al quale facciamo riferimento è uno che di film ne ha visti una fracca e magari è noto è come dire implicitamente che anche noi ne capiamo un sacco. La cosa del 100% è giusta al 50%. Diciamo piuttosto che leggere una recensione con la quale concordiamo è tranquillizzante, cosa che comunque è diversa dal giusto o dal migliore. Capita, e capita spesso alle persone di mentalità aperta, di scoprire che altre persone abbiano idee diverse dalla propria, idee "nuove e impensate". Sulle prime l'istinto è di rifiutare i nuovi modelli poiché l'essere umano funziona secondo il principio di coerenza che lo porta a cercare cose che confermino il proprio modello di pensiero. Ma se ci si sforza un po' si riesce ad accettare il fatto che una recensione "antipatica" possa nascondere qua e là le sue piccole verità. In effetti, a ben riflettere, che necessità c'è di leggere una recensione che dice al 100% cose che avevamo già capito da soli? Di fatto, e questa cosa il lettore di recensioni la capisce velocemente, quello che fa preferire un recensore ad un altro non è tanto la percentuale d'accordo ma piuttosto lo stile di scrittura, poiché la recensione è una forma di letteratura e ogni letteratura ha i propri scrittori. Il bravo recensore, quindi, prima di tutto è uno bravo intrattenitore letterario che, caso vuole, ama scrivere di film. :-)
NETIQUETTE - Ovvero la buona educazione in rete. Internet è una cosa fantastica, dà a tutti la possibilità di dire la propria, anche a coloro che in effetti non hanno nulla da dire. Ma va bene così, è il risvolto di ogni democrazia che si rispetti e la rete è probabilmente il pianeta più democratico in tutto l'universo conosciuto. Il business del cinema e il numero di cinefili sono cresciuti enormemente grazie alla presenza della rete: pubblicità, recensioni, immagini, etc, hanno dato una grossissima spinta all'acquisto di DVD (anche il P2P ha avuto un paradossale effetto positivo sul cinema) e lo scambio di idee fra i non addetti ai lavori è utile per coloro che lavorano nel cinema e tengono le antenne tese studiando i gusti del pubblico. Il risvolto negativo c'è, come spesso accade. C'è, ad esempio, che un film qualsiasi diventa in moltissimi forum (e in alcune recensioni di recensori biliosi) l'occasione di scatenare dei pazzeschi litigi che esulano dall'analisi del film e approdano a scambi di battute di modello assolutamente non Shakespeariano. "Tu non capisci un cazzo di film" "Tu sei un coglione" "Tua madre..." e così via. E del film che aveva innescato il litigio alla fine non ne parla più nessuno. Questo impoverisce internet, l'eventuale lettore che sperava di trovare commenti utili e, ovviamente, tutti coloro che hanno partecipato alla telerissa e che, naturalmente, sono assolutamente ancora convinti della bontà delle proprie idee e della cretineria delle idee altrui. So quanto sia difficile non incazzarsi quando qualcuno dà giudizi superficiali su un film al quale noi teniamo tantissimo, oppure incensa una pellicola che noi vorremmo dare alle fiamme. Ma vale davvero la pena litigare per una cosa del genere? Si spera davvero di convincere una persona aggredendola o si desidera solo offenderla? Lo scambio dialettico è una cosa ottima perché ci permette di capire le ragioni di chi abbiamo davanti, il quale, magari, ha notato lati di un film che ci erano sfuggiti. Con un po' di umiltà potremmo scoprire che nessuno ha ragione in assoluto ma che molti hanno le loro ragioni. E se di fatto non fosse così non avrebbe nessun senso che esistessero così tanti recensori in rete (me compreso) poiché esisterebbe solo un'interpretazione corretta e quindi basterebbe eleggere un solo recensore che promana da Dio e che dice sempre cose esatte. La critica cinematografica è e dovrebbe essere intesa come uno scambio di idee, fra chi ha visto un po' più di film ma ha mantenuto una sana dose d'umiltà e chi di film né ha visti meno e dovrebbe conoscere il bene del rispetto perché il cinema è sentimento ma anche storia e non tutte le competenze possono essere improvvisate. Quando saltano queste due semplici regole la dialettica si trasforma immancabilmente in invettiva e internet e il cinema diventano spazzatura.
I FILM NON SI
SPIEGANO DA SOLI - E
questa è una grande verità. Ognuno può
fruire di ciò che vuole come vuole: questa è
una libertà innegabile, grazie a Dio. Eppure
è un atteggiamento molto arrogante credere di
capire tutto di un film solamente per averlo guardato
con i propri occhi. I film hanno una storia che va al
di là della storia raccontata sullo schermo.
Possiedono una meta-storia fatta di ciò che ci
sta dietro: la realizzazione, le idee, le persone. Ciò
che noi vediamo, e che dura circa due ore, è
il risultato di giorni, mesi di lavoro e storia. Non
voglio dire che per ogni film che si guarda occorra
farci sopra degli studi e degli approfondimenti, ma
ci sono film che meritano un'attenzione ed una piccola
riflessione che "deve" andare un po' al di
là della durata del film stesso. Non tutto nella
vita è d'immediata comprensione, così
è il cinema. Solo gli stupidi nascono già
imparati. Se poi non avete nessuna dimestichezza col
cinema e con la sua storia, fatevi spiegare gli aspetti
che vi hanno maggiormente intrigato, ascoltate chi "ha
visto" più di voi, non sparate subito a
zero su attori, registi, film che non conoscete. Il
che porta alla seguente regola...
CONTESTUALIZZA
IL FILM
- Non si può dare nessun giudizio su un film
se non si tiene conto del periodo storico in cui è
stato prodotto. Non si può pensare di guardare
i film, e di giudicarli da un punto fisso con un unico
metro di giudizio astorico, che in genere è la
propria reazione emotiva alla pellicola. Se guardate
un film horror del settanta e notate che il sangue ha
un colore rosso fiammante inverosimile e che gli effetti
speciali non sono uguali a quelli che avete appena visto
al cinema in un film del 2004 fatto in CG (Computer
Grafica), oppure che guardando un film comico degli
anni '30 non ridete neppure un po', o anche che La Guerra
dei Mondi (1953) è fantascienza fatta male
perché le astronavi non volano veloci come la
Millenium Falcon ... beh, siete davvero fuori strada.
Non pensate necessariamente che il vostro modo di pensare
la realtà, o il modo in cui pensate debba essere
rappresentata, sia l'unico modo e quello giusto. Contestualizzate.
Giudicate i film all'interno del loro genere appropriato
e in base al loro periodo storico. "Ti piace
Via col Vento?" "No, preferisco Matrix!"
Machecazzovuoldire!!! Questo è il guaio di coloro
che vivono il cinema come puro intrattenimento e non
hanno una visione d'insieme e di genere: il loro giudizio,
benché lecito, sarà sempre subordinato
a quello di coloro che conoscono davvero ciò
di cui parlano.
NON FARE MAI
LO SPOILING DI UN FILM -
La cosa non entra in contraddizione con il fatto che
in questo sito io abbia inserito la rubrica SPOILERS!
poiché casomai è vostra la scelta di farvi
sopraffarre dalla curiosità. Comunque, non c'è
nulla di più odioso di qualcuno che vi rivela
il finale di un film. Già è una cosa fastidiosa
raccontarne parti centrali ma la cosa diventa inaccettabile
quando viene rivelato un particolare cruciale. Svelare
l'identità dell'assassino dovrebbe essere un
reato riconosciuto e punito dalla legge. Senza raggiungere
questi picchi di indecenza, il solo fatto di sciorinare
tutta la trama del film per poi concludere "Non
preoccuparti che però non ti dico chi è
il colpevole" è una cosa insensata.
Un thriller, un giallo, o qualsivolglia film non è
solo il suo finale. Se sei tanto pirla da raccontarmi
tutto il film almeno abbi il buon gusto di dirmi anche
il finale, tanto arrivati a questo punto...Lo stesso
vale per quelli che al cinema fanno mini-spoiling tipo
"Oh, non spaventarti ma fra un po' succede
qualcosa...attenta/o adesso..." Oh, ma lo
sai che mi devi rimborsare il prezzo del biglietto!!!
Da fucilazione! Mi sono accorto con il tempo che scrivere
recensioni comporta, in qualche modo, un certo livello
di spoiling. E' inevitabile e, se non si facesse, la
recensione risulterebbe troppo povera e superficiale.
Ma è inconcepibile che degli affermati critici
(vero, signor Marco STRACULT Giusti?) si permettano
di scrivere dizionari di cinema (fra l'altro splendidi)
zeppi di rivelazioni sui colpevoli e sugli assassini.
Ma perché?! Che necessità c'è di
rivelare il finale di un film?! E parlo di qualsiasi
genere di film. Forse alcuni pensano che certi film
siano così "vecchi e noti" che chi
legge sappia già di cosa si stia parlando. Non
è così. Fare lo spoiling di un film equivale
ad ucciderlo. Guardatevene come dalla peste!!!
IL CINEMA
NON E' SOLO IMPEGNO -
Non cadete mai nella trappola di coloro che vogliono
farvi credere che il cinema sia degno di essere visto
solo se "d'impegno", d'essai, arthouse. Queste
persone vi racconteranno di quanto è bello il
Decalogo di Kieslowski (che in effetti è
bello) ma vi guarderanno con infinita pietà se
direte di aver guardato Predator con Schwarzy
(film anch'esso pregevole). "Americanate!"
vi sentirete rispondere. I fratelli Taviani, Antonioni,
Chaplin, il "cinema indipendente"...dite queste
parole ed essi avranno un orgasmo! State ben lungi da
quelle persone che credono che solamente le opere più
incomprensibili, quelle più noiose, quelle di
una certa corrente politica, rappresentino in pieno
il concetto di cinema. Ricordate che inintelleggibile
non è sinonimo di intellettuale. Tali persone
temono sopra ogni cosa di sembrare stupide e così
si bevono i film più astrusi pisciando fuori
panegirici con la speranza di apparire colti, profondi
e non superficiali. Li vedrete sforzarsi nella ricerca
di doppi fondi culturali e se non ne troveranno ne creeranno
loro in bella posta, forzandone i contenuti ed i concetti.
In genere poi, cosa peggiore, questa gente ha visto
pochi film, sempre del solito genere e
soprattutto si è lasciata istruire per bene su
cosa debba essere colto e su che regista sia un'artista
e chi no. E pretendono di imboccarvi nello stesso modo.
Per loro l'horror è un cinema di secondo ordine:
a parte Shining di Kubrick, of course. Adesso
poi che la critica sta rivalutando il cinema BIS è
spassosissimo vedere come questi "cinefili"
sollevino un poco la testa ammettendo che Vitali e Milian
qualche risata sono sempre riusciti a strappargliela.
Patetici! Non smetteranno mai di leccare il culo a qualcosa
o a qualcuno; si vede che la cosa paga, a vari livelli.
Se li incontri, e ce ne sono...non ti curar di loro
ma guarda e passa...
IL CINEMA NON
E' SOLO DISIMPEGNO -
D'altrocanto il cinema non è, o non dovrebbe
essere, solo un mero intrattenimento. Ovviamente siete
libri di fare ciò che volete davanti allo schermo:
potete dormire, parlare, fare tutto per rendere tale
esperienza inutile e noiosa. Potete andare a Parigi,
visitare il Louvre e snobbare la Gioconda. Potete scegliere
di andare al cinema a vedere solo i filmetti comici
di quelli che passano a Natale, perchè, per esempio:
"La vita è già così triste
che non mi va di andare al cinema ad intristirmi ancora
di più... (questa è una delle motivazioni
più idiote che ho sentito)". Siete liberi
di farlo ma sappiate che così vi perderete parecchie
emozioni ed esperienze sulla via. Non è vero
poi che i vecchi film, quelli in bianco e nero, siano
tutti noiosi e banali, non è vero che andare
a vedere Antonioni, i fratelli Taviani e Chaplin sia
palloso. I film vecchi, o meglio più antichi
e quelli più impegnati sono spessissimo la colonna
vertebrale su cui si regge tutto il cinema e vi stupirebbe
notare quanti dei moderni ed "originali" film
siano debitori verso gli anziani. Se poi per voi il
cinema è unicamente una sala buia buona per portarci
una donna da palpeggiare o, assolutamente peggio, un
luogo pubblico dove andare con un gruppo di amici a
fare casino e dire stronzate ad alta voce, allora siamo
agli antipodi. I primi sono perdonabili perchè
almeno non fanno rumore, ma i secondi devono prima di
tutto pensare che le loro chiacchiere infastidiscono,
le loro parolacce "nel buio" suscitano l'ilarità
solamente dei quattro mentecatti che si sono portati
appresso e che il resto della sala li considera una
manica di stronzi rompicoglioni. A me non interessa
il balletto classico, per esempio. Shame on you, dirà
qualcuno di voi: ok, mi sta bene. Però io non
vado a La Scala a limonare o a fare casino disturbando
quelli che hanno pagato dei soldi per vedere in pace
il balletto. Se poi il vostro intento è proprio
quello di disturbare, allora non so che dirvi... forse
potremmo arrivare a patti: voi non venite a vedere i
nostri film e noi, dalla nostra, eviteremo di occuparvi
dei posti quando uscirà il nuovo di Boldi e De
Sica. Dei cellulari nelle sale cinematografiche mi rifiuto
di parlarne.
PENSA CON LA
TUA TESTA - E' ovvio
che non si nasce esperti. Occorre leggere ciò
che altri, prima di voi sono arrivati a capire su una
determinata opera. Scoprirete, inoltre, che è
dura risultare originali sia in ambito cinematografico,
che in ambito critico. Meglio ripetere con parole proprie
le altrui idee che ci trovino concordi, piuttosto che
voler essere originali a tutti i costi ed inoltrarsi
in idee, concetti e riletture "blasfeme".
d'altra parte è "un dovere" pensare
con la propria testa. Il che vuol dire che, dopo essersi
informati a dovere, abbiamo il diritto di pensarla diversamente
da come altri, anche i più esperti, hanno fatto.
Il cinema è un fenomeno artistico e come tale
permette una fruizione ed una comprensione relativa
alla soggettività. Se un film vi ha fatto paura,
e una recensione sostiene che il film è una buffonata,
rimane il fatto che quel tale film vi ha fatto paura.
Non esitate a ritenere
emozionante un film che vi ha fatto commuovere, anche
se c'è chi sostiene che il tale film sia un chick
flick. Certo, potete anche uniformarvi e, mentendo a
voi stessi ed agli altri, affermare di non aver provato
paura o di non aver pianto...ma ne vale davvero la pena?
Sì, se volete intraprendere la carriera dei leccaculo!!!
Non fatevi insegnare quali debbano essere le vostre
emozioni. Prendiamo ad esempio Risvegli (1991)
con Robert De Niro e Robin Williams, questo è
un film che mi ha emozionato. Mereghetti, il noto critico
da dizionario, ritiene che sia "ricolmo di
melassa e, alla fine, suona piuttosto ipocrita e semplicistico".
Rimane il fatto che io reputo Risvegli un buon
film di buoni sentimenti e non esiterei a riguardarlo
e a consigliarne la visione. Attenti però a giudicare
solo in base alle vostre emozioni. Iniziate a dubitare
del vostro giudizio se vi accorgete di mal giudicare
interi generi: è impossibile che tutti gli horror,
tutti i film d'azione, tutti i film comici, per esempio,
siano brutti o mal fatti. E' chiaro che esistono film
che riescono a toccare le nostre corde più di
altri, e questo è diverso per ognuno. Si può
avvertire la sensazione che la Gioconda non ci trasmetta
poi tutte quelle emozioni, che il soggetto non sia poi
così speciale...questo va bene, ma non bisogna
prescindere dall'importanza storica del quadro, dalla
tecnica con la quale è stato realizzato, etc...Un
conto è affermare che la Gioconda non sia il
nostro quadro preferito, altra cosa è affermare
che sia una crosta! Insomma, pensate con la vostra testa...ma
pensate!
HORROR
NON EQUIVALE A PAURA -
L'ultima regola è dedicata al cinema horror. Premettiamo,
derivando questo concetto dalla regola 1, che tutti i
film "dovrebbero" essere visti in solitudine,
per evitare la distrazione. Questo, come noto, non accade
quasi mai e forse è meglio così. Eppure
se questo consiglio è mai stato utile, lo è
sicuramente per il genere "di paura". "Ma
dai! Quel film a me non ha fatto paura!!!" E grazie!
Tutte le luci accese, salotto di casa gremito di amici,
birra, patatine sparse per terra, gente che si alza, telefonini
che squillano. In queste condizioni solo un film con Valeria
Marini potrebbe farvi gelare il sangue. Ma provate a guardare
un film d'orrore da soli, in una stanza buia, senza il
pericolo di telefonate inopportune, senza distrazioni.
Non dico di guardare Ju-On (2002)
da soli, ma chessò, Chi
è sepolto in quella casa? (che è pure
comico) e vi garantisco qualche infartino in più!
Solo in questo modo potrete giudicare il "fear level"
del film. Ora passiamo al concetto centrale di quest'ultima
regola. Non giudicate un film d'orrore (solo) in base
a quanta paura vi ha fatto provare. Non tutti i film d'orrore
sono stati concepiti per spaventare. Ci sono diversi tipi
di film horror: alcuni mirano a spaventare, ma altri a
scioccare oppure a disgustare. Il film del filone Cannibal,
quelli del filone Zombi, non sono fatti per farvi paura.
Non sono dei brutti film solamente perchè non vi
spaventano. Ricordate: il fattore emotivo non è
sempre il fattore giusto tramite il quale giudicare un
film. Concludendo, non pensiate di poter sparare a zero
sul genere horror solo perchè credete che sia un
genere più leggero, meno passibile di riletture
profonde e di concetti seriosi. Non relegate il genere
horror ad un fenomeno adolescenziale o morboso, benché
possa anche diventarlo (come moltissime altre cose, in
vero). Aver visto qualche film con Freddy, Jason e Michael
non vuol dire conoscere l'universo del cinema "della
paura". Coloro che invece hanno visto centinaia di
film dell'orrore, non pensino che per loro il mattino
ha l'oro in bocca, non credano di essere arrivati
solo perché citano opere underground ultragore weirdissime
che gli altri non conoscono e alle quali non possono replicare,
volate basso e se davvero amate il cinema, questo cinema,
fate conoscere i film di cui parlate e non fatene uso
come di uno scudo per difendere le vostre conoscenze esoteriche... e
questa è una regola che tengo cara soprattutto
per me stesso.
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