I GENERI

 

ANARCHY COMEDY - Vedi WACKY COMEDY.

AMATORIALE - Il cinema AMATORIALE è quello fatto dai videomaker, quello "fatto in casa" da delle persone che non sono professionisti del settore. Un film, per definirsi AMATORIALE deve essere girato da un regista non professionista, ma un film recitato da non professionisti e diretto da un professionista, NON è AMATORIALE; un esempio di quest'ultimo caso può essere Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pasolini. Con la diffusione e con la diminuzione dei prezzi del materiale tecnologico utile per produrre film, assistiamo ultimamente all'esplosione di tale genere, che si caratterizza per un assetto ed uno stile poveristico ed una recitazione spesso approssimativa. Questo non vuol dire che un film AMATORIALE non sia girato in maniera professionale, ovvero con passione ed amore artistico per ciò che si vuole mettere in scena, e che le idee che muovono e/o scaturiscono da tali film siano stupide o superficiali. Nella quasi totalità dei casi il film AMATORIALE non ha un'ampia diffusione, non potendo godere di un appoggio finanziario che possa pubblicizzarlo, anzi spessissimo il film non esce dalla casa del videomaker che l'ha girato; la conseguenza è che non è possibile stilare un elenco completo di tali prodotti. Molti video PORNO sono AMATORIALI (questa è una sottocategoria del PORNO che attualmente riscuote molto successo), e moltissimi videomaker con velleità artistiche e discrete capacità tecniche iniziano le loro "carriere" girando film HORROR AMATORIALI.

ART HOUSE - Il termine nasce in USA per indicare i cinema in cui venivano proiettate pellicole d'importazione, in genere svedesi, italiane, francesi; al termine della visione gli intellettuali si intrattenevano a parlare di ciò che avevano visto sorseggiando una bevanda, ecco perché venivano anche definitte Coffee Houses. ART HOUSE ora indica i film D'ESSAI, film artistici, film d'autore. Difficile dire cosa sia d'essai e cosa no. Mi verrebbe da dire che di solito ciò che piace alla critica e non al pubblico, è invariabilmente d'essai! Più seriamente credo che il "genere" ARTHOUSE si possa definire come quel genere cinematografico prodotto da registi che non pianificano e/o realizzano film tenedo conto dei gusti del pubblico e dei trucchi stereotipati che potrebbero essere usati per far in modo di essere "comperati" dalla più vasta audience, ma realizzano delle opere che, come le più vere espressioni artistiche, sono la genuina espressione del proprio punto di vista, tecnica o gusto applicato ad una determinata tematica. "Film d'arte", però, è più un giudizio che un genere filmico, e quindi non basta che il regista e la troupe abbiano potuto muoversi in piena libertà all'interno della loro opera, ma anche che quella tale opera, una volta uscita nelle sale, sia stata riconosciuta come un notevole risultato artistico. Detto questo, il giudizio della critica "ortodossa" è determinante nell'assegnazione di tale attributo ad un film o, ancor peggio, ad un regista.

BEUR - o Cinéma Beur. Beur è il termine con cui è definita comunemente la seconda generazione di immigrati nati in Francia da famiglie provenienti dal Nord Africa (generalmente Algeria e Marocco). Di conseguenza, il cinema Beur si occupa dei problemi legati a questa grande minoranza etnica francese e del razzismo quotidiano di cui è bersaglio, mettendo in scena gli espedienti che i figli degli emigrati sono costretti a trovare per cavarsela e le strategie di adattamento che la battaglia per la sopravvivenza impone loro. A questo genere cinematografico appartengono pellicole molto diverse le une dalle altre: gialli, come il film di Girod Il grande fratello (1982) e Ciao Amico (1983) di Berri. Commedie come L'Oeil au beur(re) noir (1987) di Maynard e drammi come Le thé au harem d'Archimède (1985). Uno dei più noti è comunque L'Odio di Kassovitz del 1995. (da Cinema degli anni 90, Müller, 2003).

BIS - Con cinema BIS, si intende il cinema ai margini del MAINSTREAM, il cinema troppo spesso "bis-trattato" e snobbato dalla critica, quello di serie B, quello fatto senza i modi e i mezzi ricchi delle majors. Il cinema BIS non è un genere preciso, ma riguarda una quantità di film che attraversano i generi più diversi. Di solito, però, con BIS si fa riferimento alle decadi '50, '60, '70, '80.

BLACK COMEDY - La BLACK COMEDY è un sottogenere della commedia che tratta temi "seri e cupi" come: la morte, il divorzio, la droga, etc... Ci sono moltissimi esempi di questo cinema che di solito è molto gradito dal pubblico. Per dirne alcuni: Invito a cena con delitto, L'onore dei Prizzi, Trainspotting.

BLAXPLOITATION - Sottogenere dell'EXPLOITATION che mette in scena interpreti di colore che agiscono nel ghetto, e che tratta di temi quali la droga, la prostituzione, il crimine, il sesso... Questo genere rispose alla domanda di un pubblico di città prevalentemente composto da persone di colore. Con il termine BLAXPLOITATION ci si riferisce unicamente a quei film che furono la derivazione di un EXPLOITATION TRASH degli anni '60 e non a tutti i film nei quali compaiono prevalentemente persone di colore, tipo Bad Boys. Un esempio di BLAXPLOITATION è Coffy (1973) di Jack Hill.

CAMP - o CAMPY, lo stesso che kitsch, ma diverso da TRASH. Il loro punto di vero contatto sta nel concetto, che appartiene ad entrambi, del "so bad, so good", ovvero "è un film così brutto tanto da piacermi". Può essere complicato tirare una precisa linea di demarcazione tra kitsch e trash ma mentre il TRASH connota un film a partire dalle premesse con cui è stato messo in opera il film, ovvero un low budged che ha portato ad una scarsissima resa filmica per i più svariati motivi, il termine CAMP appartiene molto di più alla soggettività dello spettatore. Faccio il primo esempio che mi viene in mente: nel film Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo, vediamo il vessante Carlo Croccolo vestito da vero burino con orologione d'oro e catenone&crocifisso al collo. Ora, quello è CAMP, ma lo è per me. Siccome gente vestita in quel modo (e che si comporta in quel modo!) se ne vede ad ogni angolo, bisogna supporre che, guardando Croccolo nel film, non si accorgerebbe dello spunto comico e dell'immagine kitsch che erompe da quel soggetto. Quindi per loro Croccolo non sarebbe CAMP. Estendete il concetto ad un intero film, ecco che una pellicola che è CAMP per me non lo è per un' altra persona. Il concetto di TRASH è meno soggettivo e discutibile, ma spesso, soprattutto in Italia i due termini vengono confusi. Un film comunemente ritenuto CAMP è Barbarella (1968) di Roger Vadim. Erratissimo, invece, l'uso che alcuni fanno di CAMP per indicare i film (soprattutto horror) che si svolgono nei CAMPus americani tipo American Psycho 2.

CANNIBAL - Sottogenere dell'HORROR con forti componenti mediate dal genere MONDO. Questo genere, che ebbe il suo culmine verso la fine degli anni '70 con Cannibal Holocaust (1978), vide la nascita con un film del 1972 di Umberto Lenzi, Il paese del sesso selvaggio (1972) che nasce come un sottofilone del cinema d'avventura, anche se Ultimo mondo cannibale (1976) di Deodato è quello che ha portato alle luci della ribalta il genere. Nei CANNIBAL movies, come si può intuire dal nome, la tematica centrale è il cannibalismo, ma non di qualsiasi tipo! Per l'esattezza questi film sono riconoscibili per alcune ricorsività tematiche: la foresta vergine (prefiribilmente sud americana), una tribù di cannibali, degli esploratori avventati o violenti, il sesso, la nudità ostentata, e una certa pretesa scandalistica per il fatto che il film ritrae avvenimenti realmente accaduti. Questo genere ha prodotto i film fra i più violenti, censurati, banned (banditi dalla distribuzione), e ULTRAGORE della storia del cinema. Spesso, altro elemento stereotipico e prova dell'influenza esercitata dal genere MONDO, tali film sono inframezzati da immagini documentaristiche di animali che mangiano altri animali, da riti tribali in cui gli animali vengono sacrificati o da una mera violenza sempre diretta verso gli animali più disparati. Cosa, quest'ultima, che ha portato allo stigma questo genere filmico come uno dei più violenti, gretti e disgustosi.

CATEGORY III - o CAT III. Essenzialmente si tratta del visto della censura di Hong Kong per i film vietati ai minori. I film pornografici ad Hong Kong sono CAT III ma non tutta la CAT III è porno, va ricordato, fra le altre cose, che i film hardcore sono banditi ad Hong Kong. Film violenti, horror, splatter eccetera possono essere etichettati CAT III. Ma attenti! Anche Pretty Woman (1991) alla sua uscita ad Hong Kong fu etichettato come CAT III. La CATEGORY III si può dividere in tre subcategorie: 1) Quasi-pornografico: incentrato sulla scopofilia (il piacere di guardare, quindi voyeurismo) e gratificazione sessuale. 2) Film di Genere: quindi gangster movies, horror e quant'altro 3) Pornoviolenza: riguarda film con omicidi violenti e casi di polizia oppure i film sadici tipo: Dr. Lamb (1992), Ancient Chinese Whorehouse (1994) o The Chinese Torture Chamber I and II (1994).

CHICK FLICK - Il termine CHICK FLICK (letteralmente "un colpetto alla gallinella/donna) è un termine slang, di tono leggermente derisorio, che indica quei film che vengono prodotti con determinati accorgimenti stereotipati per piacere alle donne, quindi si incentrano maggiormente su tematiche drammatiche e di interazione fra protagonisti, piuttosto che su tematiche d'avventura, d'orrore o d'azione. E' ovvio che questo termine è più un attributo che viene dato ai film piuttosto che un determinato genere cinematografico. Moltissime commedie romantiche sono considerate CHICK FLICK. Esempi posson essere Ghost, Mona Lisa Smile, Pretty Woman, Titanic.

CULT - Ci sono due tipi di CULT movies: 1) Film che rimangono nella memoria del più vasto pubblico, che condivide per il tale film una specie di venerazione artistico-culturale; questo può essere dovuto a molti fattori, fra cui il fatto che il film rappresenta un "primum" , ovvero è il primo film ad aver trattato determinate tematiche, dialoghi, etc. Il processo di "cultizzazione" di un film è un processo sovente imitativo, simile alla diffusione di una moda, e può essere sensibile al passare del tempo ed al cambiamento del costume e del gusto sociale 2) Film che rappresentano, per una singola persona, un punto di riferimento cinematografico immutabile indipendentemente dal fatto che sia piaciuto o no (anche alla medesima persona che lo considera CULT), al di là dei gusti degli altri. Questo per altrettanti svariati motivi: perché legato ad un certo periodo di vita, perché è rimasto impresso, etc...Un mio personale CULT è Profondo Rosso (1975) di Argento.

DECAMEROTICO - Sottogenere di film erotici nati in coda a Il Decameron (1971) di Pasolini. Ma mentre l'opera di Pasolini era il primo "episodio" di un suo trittico sulla vita (insieme a I racconti di Canterbury e Il fiore delle mille e una notte) che mirava al superamento di determinati tabù sessuali e alla rappresentazione giocosa del sesso, i film che si svilupparono in seguito erano, in genere un mero pretesto di sfruttare il modello pasoliniano (che aveva fatto un gran scalpore) per mostrare, in definitiva, un po' di nudità e di sesso. Tutti questi film presentavano degli episodi, magari legati da una trama che funzionava come filo conduttore, che si svolgevano fra il 1200 ed il 1300 o giù di lì. Come nei racconti del Decameron del Boccaccio, c'è sempre qualche cornuto, qualche furbone, qualche fedifrago, preti, suore, etc...e tutto questo ruota intorno all'argomento sesso. Esempi di questo sottogenere cinematografico sono: Il Decamerone proibito - le altre novelle (1972) di Infascelli, Decameron N°2 (1971) di Guerrini, Decameron N°3 (1971) di Alfaro, Decamerone nero (1972) di Vivarelli, quest'ultimo girato in Senegal con attori locali!

EUROTIKA - Tutti quei film (in genere low-budget) che fra il '60 ed il '70 sono stati girati in Europa e che hanno come tema base l'erotismo (anche in cross-over con altri generi - horror, ...) . Jean Rollin e Jess Franco, per non citare i molti italiani, sono registi dell' EUROTIKA.

EUROTRASH - Tutti quei film (in genere low-budget) che in ampio arco di tempo (possiamo dire tra la fine degli anni '50 fino alla fine di quelli '80) sono stati girati in Europa e che possono essere definiti TRASH. Sono un'infinità e sarebbe inutile citarne uno su tutti.

EXPLOITATION - Exploitation è il nome dato ad un genere di film (ma anche in questo caso è più un attributo che un genere preciso) che esiste fin dall'inizio della cinematografia, ma che è stato popolarizzato negli anni '70. All'origine il termine indicava tutte quelle pellicole che stavano al di fuori del giro produttivo e distributivo hollywoodiano. Il termine, infatti, è noto fin dagli anni '30: tralasciando i primissimi che portavano in giro per le fiere dei reels (rulli di pellicola) e che somigliavano più a venditori ambulanti che altro, i primi film del genere venivano portati di città in città da personaggi divenuti noti col tempo (Babb, Millard, Kendis, Esper, Sonnel, Dezel, ...) e trasmessi in genere nei GRINDHOUSE (vedi); quindi va detto che i termini EXPLOITATION e GRINDHOUSE sono, almeno inizialmente, sovrapponibili e si riferivano a filmetti che trattavano: droga, malattie, sesso (qualcosa di simile al medicine show e che avrà eco nel genere MONDO). I film EXPLOITATION in pratica sacrificano le tipiche tematiche e nozioni artistiche di cinema per una messa in scena sensazionalistica di soggetti particolari per i quali il pubblico potrebbe essere curioso od avere qualche tipo di interesse voyeuristico. Le tematiche sono: il sesso, il crimine, la droga, etc...Ovviamente ciò che incuriosisce morbosamente cambia con i costumi e con i tempi. Inizialmente le majors snobbavano l'EXPLOITATION per dirigere i loro sforzi piuttosto verso l'ARTHOUSE, così che spessissimo i vecchi EXPLOITATION erano prodotti da indipendenti. Le cose ora si sono ribaltate e mentre le majors si sono rivolte, al grido del "minimo comun denominatore", verso l'EXPLOITATION, gli indipendenti producono film d'essai! Un esempio notissimo e di gran successo del genere EXPLOITATION sono Pulp Fiction e Le Iene, entrambi di Tarantino. I sottogeneri dell'EXPLOITATION sono: CLASSIC EXPLOITATION, film sensazionalistici che vanno dal 1930 al 1950 (es.: Reefer Madness); BLACK EXPLOITATION o meglio BLAXPLOITATION, (dal 1970 in avanti) film con attori di colore diretti ad un pubblico di colore, i temi erano la droga, il ghetto, la prostituzione (es.: Shaft e Superfly); SEX EXPLOITATION o meglio SEXPLOITATION, film molto simili alla pornografia softcore, in cui il film stesso diventa mezzo per mostrare scene di nudo (es.: Beyond the Valley of the Dolls di Russ Meyere); SHOCK EXPLOITATION (Shock Film), film che contengono immagini che hanno la finalità di scioccare il pubblico, le tematiche sono particolarmente tabù: estrema violenza, stupro, zoofilia o incesto, ... (es.: Baise-Moi, Cannibal Holocaust, Non violentate Jennifer).

GHOULIES - Sottogenere del SEXPLOITATION più vicino al HORROR data l'insistenza su particolari che dovrebbero mettere paura o per una maggior presenza di sangue; il loro corrispettivo che invece calca la mano sulla violenza è il ROUGHIES. Il sesso nei GHOULIES è presente ma è tendenzialmente malsano e incorporato in storie dai vaghi toni gotici, che però non disdegnano sperimentazioni psichedeliche, l'associazione con droghe (soprattutto LSD), tematiche satanistiche. Con il passare del tempo questo sottogenere verrà assorbito dallo splatter e perderà le connotazioni erotiche che invece verranno indirizzate al porno. Film di questo sottogenere sono quelli dei Findley, ricordo la loro "trilogia della carne" composta da The Touch of Her Flesh , The Curse of Her Flesh , The Kiss of Her Flesh (tutti tra il 1967 e il '68), La mantide (1968) di Rotsler, The Weird World of LSD e Synthia the Devil Doll, quest'ultimo di Steckler del 1969.

GIALLO(S) - Il GIALLO o GIALLOS o GIALLO all'italiana o, ancora, "Thriller all'italiana" o "Spaghetti Thriller", è un genere che ha le sue radici sia nel thriller sia nel mistery che nell'HORROR. Rispetto ad un tipico film giallo (es.: Dieci piccoli indiani) , il GIALLO presenta elementi più marcati, soprattutto nella rappresentazione della morte delle vittime, nonostante permanga il concetto che l'identità dell'assassino rimane oscura e viene svelata solo nel finale del film. In questi film, quindi, assistiamo alla morte di due o più persone per mano di un misterioso killer (spesso una donna), mentre un protagonista (che spesso non fa parte delle forze dell'ordine) si trova invischiato negli eventi e cerca di scoprire il colpevole. I moventi dei killers in questi film affondano le radici, il più delle volte, in qualche turba psichica derivata da qualche trauma, oppure gli omicidi avvengono per vendetta. I delitti sono sempre particolarmente efferati. Da citare assolutamente come esempio di questo genere il primo GIALLO del cinema, ovvero Sei donne per l'assassino (1964) di Mario Bava (anche se possiamo ritenere La ragazza che sapeva troppo [1962] sempre di Bava, come il vero primo) e L'uccello dalle piume di cristallo (1970) di Dario Argento.

GONZO PORN - Sottogenere del PORNO in cui gli interpreti sono presi direttamente dalla strada e quindi non sono dei professionisti. Non è cinema porno amatoriale poichè il regista e la troupe è composta da professionisti. Ultimamente questo genere è quasi scomparso, data la diffusione dell'AIDS e la necessità (per legge) di presentarsi sul set con il test dell'HIV. Nonostante la grande diffusione in internet di filmati pornografici che ritraggono soggetti che adescano gente per la strada (es.: BangBus), nella quasi totalità dei casi i protagonisti sono precedentemente d'accordo e sono professionisti o semi-professionisti dell'Hard; tali filmati si potrebbero definire, dunque, degli PSEUDO-GONZO-PORN.

GORE - Il termine, letteralmente, significa "sangue rappreso", e nel cinema HORROR è l'esatto sinonimo di SPLATTER.

GORNO - Vedi Torture-Porn.

GOTICO - Il cinema GOTICO, sottogenere dell'HORROR, è stato per anni l'unico espressione del cinema della paura al quale potesse far riferimento il pubblico. I film HORROR più vecchi, quelli del periodo 30/40, specialmente quelli prodotti dalla Universal, erano quasi tutti di genere GOTICO, e sempre di tale genere è il primo film d'orrore girato in Italia: I Vampiri (1957) di Riccardo Freda. Il termine GOTICO, mediato dalla letteratura di genere, proviene dal Medio Evo con tutta la sua connotazione barbara e selvaggia, e rispecchiava la volontà di saturare le immagini con un'atmosfera opprimente, dalle tinte fosche del mistero e del brivido. Spesso la dimensione onirica prende il posto di quella concreta. Lo spazio e le ambientazioni del film diventano un prolungamento dello stato d'animo degli interpreti e dello spettatore, spesso stereotipati (la chiesa, il cimitero, il castello, la segreta), ma sempre pregni di emotività. Si potrebbe dire che in questo tipo di cinema anche l'ambiente era un attore, e non un semplice contorno scenico. Il GOTICO è un filone che, benché sviluppato per spaventare, incorpora anche elementi più seri e fu influenzato in modo particolare dai concetti della psicoanalisi freudiana che a quei tempi iniziava a prendere piede. Esempi di quel cinema furono Dracula (1931), Frankenstein (1931), La Mummia (1932) e l'attore di genere fu Boris Karloff. Il GOTICO però non è un cinema vecchio e si può affermare che non sia ancora morto. Al di là dei molti film gotici prodotti negli anni '50 e '60 (es.: La tomba di Ligeia di Corman e La maschera del demonio di Bava), un esempio moderno di cinema GOTICO che vale la pena citare è Il Corvo - The Crow (1994) di Proyas.

GRINDHOUSE - Scritto anche GRIND (sottintendendo movies), è un genere che gode di maggior notorietà negli USA. Questo genere è figliastro delle fiere di paese, del freak-show. Prima della rivoluzione dell'home-video e l'alba del cinema porno degli anni '70, coloro che volevano guardare film "per adulti" dovevano avventurarsi in teatri cadenti, lerci, con una moquette appiccicosa. In queste "case scricchiolanti" (grindhouses) venivano trasmessi ogni genere di filmetto licenzioso, seppur non ancora pornografico, con starlettes discinte ed effetti speciali dozzinali. GRINDHOUSE è più una qualifica che un genere preciso, poichè in questi teatri, molti erano i generi che venivano proiettati: burlesque, jungle, horror, drug movies, euro-skin, nudist camp, nudie cutie movies, kinkies, per non citare i mondo movies. Interessante far notare che queste pellicole, che spesso venivano prodotte in due versioni (una più spinta dell'altra e proponibile in zone dove la censura era meno "presente"), si aprivano con uno square up in, ovvero una premessa che voleva, in modo ipocrita, prendere le distanze da ciò che si sarebbe mostrato dopo: atteggiamento questo mantenuto nei MONDO (vedi). Si può dare una decade d'inizio e di fine: 1930 - 1970. Per citare qualche autore potrei elencare: Dwain Esper - il re del Roadshows, Kroger Babb, Doris Wishman, la regina dei nudies (e una delle poche donne a produrre fiere grindhouse) e ultimo e più noto, Russ Meyer con le sue Ultravixen. Alcuni film che vale la pena citare sono: Narcotic (1933), The Seventh Commandment (1933), Maniac (1934), Reefer Madness (1936), Mom and Dad (1944) quest'ultimo di William Beaudine.

HARD BOILED - Ultimamente si sta diffondendo l'idea che il cinema HARD BOILED sia una un sottoprodotto del cinema di Hong Kong, ovvero un certo cinema d'azione, poliziesco ed abbastanza violento. Questo non è giusto, o meglio è vero solo in parte. Questa idea si è diffusa dopo il 1992 con l'uscita del film chiamato, appunto Hard Boiled (titolo originale: Lashou shentan) di John Woo. In verità l'HARD BOILED è, prima di tutto, un sottogenere letterario del NOIR. Le caratteristiche peculiari del HB letterario e cinematografico sono: la presenza di un detective (in genere privato) particolarmente cinico e disilluso, che lavora soprattutto per i soldi ma che possiede qualità umane quali una forte etica. Vi è sempre la presenza di una donna, ma i rapporti relazionali non sono mai lineari, piuttosto drammatici e/o passionali. Le tematiche riguardano: la vendetta, la giustizia privata, il sesso, la droga, l'alcol, la detenzione, o altre forti esperienze antisociali. Lo stile è "introverso e cupo", sporco, ed il protagonista non si eleva mai, almeno apparentemente, rispetto all'ambiente e alle persone con le quali entra in contatto, anzi ne è parte integrante (pensate al finale del film sottocitato, quello nel director's cut, pero!). Uno degli esempi migliori del cinema HARD BOILED (anche se in cross-over con la SCI-FI), è, appunto, Blade Runner (1982) di R. Scott, ancor meglio Sin City (2005).. Per chi fosse appassionato di videogiochi, un titolo che incarna in pieno questo modello di cinema è Max Payne.

HORROR - Sottogenere del cinema drammatico, dal momento che ciò che viene rappresentato è una storia dai risvolti drammatici, ma che si distingue per la peculiare finalità di elicitare nello spettatore sentimenti e reazioni di paura, inquietudine, disgusto, orrore, così come la commedia è il genere che mira ad elicitare reazioni di divertimento e gioia. Piccola divagazione. Se dobbiamo rispettare la divisione aristotelica fra rappresentazione drammatica e comica, aggiungo che il cinema ha creato anche il genere documentaristico, che non rientra nei due generi sopracitati e che si pone come specchio riflettente il mondo senza intermediazione artistica del regista (anche se in pratica ciò è impossibile); in qualche modo la documentaristica è la pronipote della storiografia. Tornando all'horror, ripercorriamone brevemente la storia. Il genere HORROR è antico quanto il cinema stesso; i primi "monster movies" erano composti da shorts creati dal pioniere Georges Melies (fine 1890). Uno dei primi film del genere (o forse il primo), fu Les Vampires (1915) di Feuillade, ma i maestri tedeschi furono quelli che svilupparono maggiormente la tematica della "paura" nelle loro opere. Oltre a quello che è considerato il primo film d'orrore di valore, cioé Il Gabinetto del dottor Caligari (Weine, 1920), vale la pena di citare anche F.W.Murnau ed il suo Nosferatu - Eine Synphonie des Grauens (1922). Presto anche i film drammatici di Hollywood cominciarono a strizzare l'occhio a tematiche "oscure", sfornando così opere come, per esempio, Hunchback of Notre Dame (1923) e The Monster (1925), e in entrambe le opere l'attore protagonista fu il notissimo Lon Chaney. Nasce così con il genere anche l'attore di genere. L'HORROR ed il cinema dell'inquietudine erano nati e pochi anni dopo inizieranno ad nascere film mitici anche per la categoria WEIRD; uno su tutti, il bellissimo Freaks di Tod Browning (1932). Sempre nella decade 1930/40, l'Universal Studios fu la casa di produzione che più di altre impegnò mezzi e risorse per coltivare il genere; non solo, fece anche un passo avanti creando il sottogenere GOTICO. Il GOTICO è un filone che, benché sviluppato per spaventare, incorpora anche elementi più seri e fu influenzato in modo particolare dai concetti della psicoanalisi freudiana che a quei tempi iniziava a prendere piede. Esempi di quel cinema furono Dracula (1931), Frankenstein (1931), La Mummia (1932) e l'attore di genere fu Boris Karloff. La fine della guerra e l'inizio della Guerra Fredda porteranno grandi cambiamenti nelle tematiche dell'HORROR, così che, nel 1950, si potrà assistere ad uno shift che va dal GOTICO ai film che mettevano in scena, in modo più o meno metaforico, la paura dell'invasione e dell'estraneo. E' iniziata l'era dell' HORROR cross-over con la SCI-FI (Science-Fiction/Fantascienza). I notevoli esempi di tale cinema furono La cosa da un altro mondo (1951) di Nyby e Hawks e L'invasione degli Ultracorpi (1955) di Don Siegel. Iniziano in questo periodo a comparire film a bassissimo budget che portavano sullo schermo le medesime tematiche: alieni, uomini mutanti, piante carnivore venute dallo spazio. Un esempio è Plan 9 from Outer Space (1959) di Ed. Wood, considerato il peggior film della storia del cinema fatto dal peggior regista. Dubito, probabilmente non hanno mai visto La croce dalle sette pietre di Andolfi! Alla fine degli anni '60, l'HORROR sposta la sua attenzione sul filone psicologico, una linea sottile che, comunque, si è mantenuta viva fino ai nostri giorni. Psycho (1960) di Hitchcock ne è un po' il capostipite. Fra gli anni '60 e '70 la società in fermento, e quindi il cinema, subì il fascino dell'occulto, e questo portò alla nascita di film che abbandonarono il facile effettaccio per soffermarsi su tematiche più sottili, simboliche, nascoste. E' il periodo de L'Esorcista (1973) di W. Friedkin, di Rosemary's Baby (1968) di Polanski e della trilogia (più uno!) di Il Presagio - The Omen (1976). Nella decade del '70 l'HORROR subì una specie di frattura; le grandi produzioni si spostarono sul genere del CATASTROFISMO (meteoriti, incendi, etc...- Inferno di Cristallo come esempio) insieme a blockbusters come Lo Squalo, mentre si formarono parecchi "artigiani" del cinema HORROR che si spostarono verso film dalle note SPLATTER, come Wes Craven e Tobe Hooper (rispettivamente L'ultima casa a sinistra 1972 e Non aprite quella porta 1974). Fra il '60 e l'80, però, l'Italia produsse una quantità tale di film di genere che non solo influenzarono pesantemente tutto il cinema mondiale, ma che sarebbe davvero arduo trattare in modo univoco e quindi rimando le notizie ai rispettivi generi. Gli anni Ottanta, comunque, furono la decade di "splendore" dell'HORROR. In quegli anni fu prodotto di tutto, grande fu lo spazio dello SLASHER e ampio fu lo spazio preso da produzioni di basso livello; inutile citare qualcosa di specifico, risentirebbe troppo dei miei gusti personali. Gli anni '90 sono stati un po' fiacchi per l'HORROR a parte, nella seconda metà, una certa rinascita dello SLASHER con Scream e del thriller-horror-paranormale con Il Sesto Senso. In quella decade ottiene molto successo un genere lanciato da Raimi con La Casa (1983), filone, lo SPLATTERSTICK, che ha come rappresentante anche Final Destination e Scream , così come il genere MOCKUMENTARY con The Blair Witch Project. Dalla fine del '90 ad oggi assistiamo all'invasione orientale grazie alla quale possiamo assistere a pregevoli film come Ringu (1997) di Nakata, Pulse di Kiyoshi Kurosawa, Ju-on di Shimizu. Il cinema orientale, che per anni ha metabolizzato il "nostro" cinema ci rimanda ora le sue idee, che rimarranno davvero pregevoli solo se i registi di laggiù non cadranno nella tentazione di adattare troppo il loro stile di HORROR con il nostro per mere motivazioni di botteghino. E' preferibile un certo grado di incomprensibilità piuttosto che l'idea di uniformare gli stili espressivi. Fine dell'excursus molto superficiale, in vero. Concludendo, come avrete capito, questo genere possiede parecchi subgeneri e tematiche ricorrenti quali: lo SLASHER, i vampiri, lo ZOMBI, il satanismo, l'R&R, gli alieni, i bambini malefici, il CANNIBAL, gli animali che attaccano l'uomo, le case maledette, etc... Ah, dimenticavo! Il primo film HORROR italiano è stato I Vampiri (1957) di Riccardo Freda.

INDIPENDENTE - Con cinema INDIPENDENTE si intende un cinema che non dipende, per le proprie realizzazioni, dalle grandi case produttive cinematografiche, quindi non deve sottostare a determinate regole e pressioni che le majors esercitano, spessissimo, sul regista e sulla troupe. Tale cinema è realizzato da professionisti o da persone che, per lo meno, hanno una più che discreta delle tecniche e della messa in scena filmica, acquisita in scuole specifiche o tramite il praticantato presso altre persone vicine al cinema o al teatro. Esistono case di produzione specializzate nel finanziamento di film indipendenti, il che sembra un paradosso, ma in vero queste case, spesso fondate dagli stessi registi, sono molto attente alle produzioni di autori emergenti. In Italia, più che altrove, il termine cinema INDIPENDENTE diventa spesso sinonimo di cinema politicamente orientato (a sinistra) o di protesta sociale. Un prodotto del cinema INDIPENDENTE non è detto che sia anche ARTHOUSE solo perchè l'autore ha avuto la possibilità di "muoversi" con libertà, perché mentre il fatto che un prodotto sia INDIPENDENTE è (quasi) indiscutibile, il fatto che sia anche un film d'arte è un attributo che viene dato solo in seguito, in base al valore artistico del film.

KINKIES - I film di questo genere pescano direttamente dal porno e mettono in scena la sessualità in tutte le sue forme anche più estreme. Va ricordata come esempio la trilogia di Mawra composta da White Slaves of Chinatown, Olga's Girl e Olga's House of Shame (1964 tutti e tre) in cui si narrano le avventure di una dominatrix. Altra dominatrix in Invitation tu Ruin (1968), e ancora dominatrix (questa volta che tartassa un maschio) in One Shocking Moment (1965).

KRIMIS - Film tedeschi girati fra il 1959 ed il 1972 e prodotti nella maggior parte dei casi dalla Rialto Films (nella minor parte dei casi dalla CCC di Artur Brauner). Questo genere di film nasce dalla penna di Edgar Wallace ed essenzialmente si tratta di gialli a tinte forti, di thriller di appendice con una buona quota di tensione e di sangue, cosa che li farà sovrapporre, verso la fine, ai GIALLOS italiani. Il contenuto di sangue ha fatto etichettare queste pellicole come horror, spesso impropriamente. I KRIMIS più noti sono 32 (quelli della Rialto), io elencherò anche quelli della CCC (4). In ordine cronologico: La rana con la maschera (1959), Il cerchio rosso (1960), La banda del terrore (1960), Il Vendicatore misterioso (Non Rialto - 1960), L' Arciere verde (1961), Gli Occhi di Londra (1961), Il Pugnale siamese (1961), Il Castello dell'orrore (1961), Il fantasma maledetto (1962), L' Enigma dell'orchidea rossa (1962), La Porta dalle 7 chiavi (1962), La Taverna dello squalo (1962), La Maledizione del serpente giallo (Non Rialto - 1963), Edgar Wallace a Scotland Yard (1963), Edgar Wallace e l'abate nero (1963), Il Laccio rosso (1963), Professionisti per una rapina (1964), La Tomba insanguinata (1964), Le 5 vittime dell'assassino (1964), Grande rapina alla torre di Londra (1964), Il ritorno del mago (1965), Der Unheimliche Monch - The Sinister Monk (eng.) (1965), Das Ratsel des Silbernen Dreieck - Circus of Fear / Psycho-Circus (eng.)(Non Rialto - 1966), Il Gobbo di Londra (1966), La grande sfida a Scotland Yard (1966), L'Artiglio blu (1967), Il Fantasma di Londra (1967), Giallo Cobra (1967), Il Teschio di Londra (1968), Il Gorilla di Soho (1968), L'Uomo dall'occhio di vetro (1969), A doppia faccia (1969), Una Venere senza nome per l'ispettore Forrester (Non Rialto - 1971), Morte sul Tamigi (1971), Cosa avete fatto a Solange? (1971), Sette orchidee macchiate di rosso (1972).

MAINSTREAM - In pratica tutti i film non di genere, o meglio tutti quei film che sono diretti ad un'audience standard, in cinema standard, ed in genere di discreto successo al botteghino. Perchè il MAINSTREAM in questo sito? Perchè ci sono alcuni film "normalissimi" che presentano componenti WEIRD notevoli.

MOCKUMENTARY - Termine inventato nella metà degli anni '80 da Rob Reiner per lanciare il suo film This is Spinal Tap. Il MOCKUMENTARY è un film comico, parodistico, realizzato come un vero documentario. Già questo basta per essere WEIRD! Il MOCKUMENTARY è presentato come un vero documentario con tanto di filmati d'epoca stile Cinegiornale. Tale genere ha i suoi primi esempi nel 1950, quando, in un programma televisivo Britannico chiamato Panorama (1957), fu inserito come scherzo da Primo d'Aprile un cortometraggio dal nome "Swiss Spaghetti Harvest". Un altro esempio noto è Zelig di Woody Allen. L'elemento comico può essere sostituito da quello orrorifico creando un MOCKUMENTARY horror: due esempi sono The Last Broadcast (1998) e The Blair Witch Project (1999).

MONDO - Nonostante il documentario con attitudini exploitation avesse fatto in Italia la sua comparsa già agli inizi degli anni '50 (Magia Verde, 1952) è solo alla fine del decennio che si vedrà nascere la documentaristica erotica che tenne banco fino a metà degli anni '80 (Europa di Notte, 1958). Il genere MONDO, inteso in senso stretto, ha però una data di nascita precisa che corrisponde con l'arrivo nelle sale di Mondo Cane (1962) di Gualtiero Jacopetti e Franco Prosperi, un titolo che ebbe fin da subito un gran successo di pubblico. Ma cosa metteva in scena? Un film MONDO è uno pseudo-documentario che trova le sue origini nella settimana Incom (Cinegiornale), commentato da una voce narrante che mostra stranezze, senza censura, filmate in giro per il mondo. Detto così non sembra nulla di speciale, ma le stranezze mostrate, in genere ruotavano tutte intorno a determinati temi: la morte, il sesso, il disgusto, la violenza. I film MONDO non si facevano scrupoli a falsificare i filmati o a fare in modo che le scene si producessero in un determinato modo, filmavano prevalentemente riti tribali esotici, le esecuzioni capitali, l'uccisione di animali, strane abitudini alimentari, deformità e amenità del genere. Nonostante si possa discriminare fra i mondos erotici e quelli più legati all'esotismo è in genere impossibile tirare una linea netta fra documentario erotico ed etnografico nel genere MONDO, poiché spesso le due "correnti" si intersecavano. Il MONDO si specializzò in filoni e, mantenedo lo stesso stile narrativo, produsse opere che puntavano l'attenzione su temi più specifici. Esempi sono Mondo Hollywood (1967), Mondo Daytona (1968) o Mondo Teeno (1967) oppure Svezia inferno e paradiso (1968). Il Mondo classico come genere terminò, in Italia, nella prima metà degli anni '80 con qualche sparuto esempio filmato successivamente (Mondo Cane 2000, 1988) ma già nel 1978 con l'uscita di Faces of Death l'attitudine più sinsitra dello shockumentary aveva preso il sopravvento sui giocosi toni exploitation dei mondos. Faces of Death (ed i suoi numerosissimi seguiti ed imitatori, es.. Traces of Death) è un'accozzaglia, spesso ma non sempre falsa, di riprese compiute negli obitori, sul luogo di incidenti stradali, di scannamento di animali, di suicidi, di morti ammazzati. Chairamente tale genere dà il destro al più malsano voyeurismo. Lo SHOCKUMENTARY, però, non è equivalente allo SNUFF, ne spiego meglio i motivi nella parte dedicata alla SHOCKUMENTARY.

NAZIPLOITATION - o Porno Nazi (anche se non strettamente pornografico), oppure Eros-Svastika, come preferiscono chiamarlo quelli di Nocturno (ottima rivista italiana di cinema di genere e BIS). Il NAZIPLOITATION nasce negli anni '70 ed è un sottogenere del WIP che lo è del SEXPLOITATION, a sua volta sottogenere dell'EXPLOITATION. Questo genere fonde quello W.I.P. con le ambientazioni, i temi e gli stereotipi sul nazismo. Ecco che ci troviamo di fronte a film che mettono in scena, nella maggior parte dei casi, delle Kapò (sempre donne) che seviziano, stuprano, uccidono altre donne che sono tenute prigioniere. Spesso in questi "giochi" sado-maso entrano a farne parte anche uomini della milizia nazista. In genere questi film si concludono, come nel contrappasso dantesco, con la morte violenta del/della torturatore/trice; ma non sempre. Uno dei film capostipite del genere, se non il primo, è Salon Kitty (1975) di Tinto Bras, un altro molto noto (con relativi sequels) è Ilsa La Belva delle SS (1974) di Don Edmonds. Alcuni potrebbero essere turbati dalla commistione dell'eros con i personaggi e la storia del nazismo ma in verità questi film, come tutti i SEXPLOITATION, costruiscono un universo senza una vera pregnanza valoriale, un mondo pretestuoso, che mira alla messa in scena della nudità e del sesso. Ecco quindi che l'abito da SS e "quello" della prigioniera sono unicamente abiti di scena da indossare, come quello di un feticista che ama vestirsi di lattice per i propri incontri erotici. Certo è che questo genere è pregno di sadismo e violenza (spesso più psicologica) e non può pretendere che la storia, la vera storia, venga dimenticata; non può pretender, insomma, che la "ricostruzione storica" che mette in campo non possa turbare, questo a partire dal solo sesso. Ma è un lungo discorso...

NUDIES - Con questo termine si indicano quelle pellicole un po' spinte ambientate in nudist camp (campi di nudisti). Hanno un impostazione documentraistica, vi è di fatti una voce fuori campo che commenta le rotondità e le sane abitudini adamitiche, le zone genitali sono sempre "impallate" (cioé coperte) da qualcosa o qualcuno che si frappone fra la macchina da presa e l'oggetto ripreso. Il fatto che fossero riprese ambientazioni e abitudini da nudisti, e poiché questo era uno stile di vita non finalizzato all'erotismo, la censura non colpì duro su questo genere che però è più noioso di quello che si possa pensare. Il primo film di questo genere è stato Garden of Eden (1954) di Max Nosseck anche se tecnicamente questo genere risale fino agli anni '30; prova ne sono This Nude World (1932) ed Elysia (1933).

NUDIE-CUTIES - Nati essenzialmente con l'uscita del film di Russ Meyer The Immoral Mr. Teas (1959) pellicola che abbandona le "seriosità" del classico exploitation nudie e, mantenendo la tematica sessuale, butta il tutto un po' sul ridere. Quindi non c'era più bisogno dello square up, della voce fuori campo che commentava (voce di un finto psichiatra, di un medico o di qualsiasi altro che contraltasse con toni etici le immagini osé). E' la nascita della provocazione sessuale "nuda e cruda", è la diffusione del sexploitation. Altri esempi sono Kiss Me Quick! (1964) di Pete Perry e Nude on the Moon (1960) di Doris Wishman e Adventures of Lucky Pierre (1961) il primo nudie-cutie a colori e in 35mm, nonché girato dall'inventore dello splatter, Herschell Gordon Lewis.

NUNSPLOITATION - o Tonaca-Movie, sottogenere del SEXPLOITATION (o anche del WIP?) a sua volta sottogenere dell'EXPLOITATION. I film di questo genere riguardano invariabilmente la tematica delle suore nei conventi, non le suore alle quali siete abituati, ovviamente (ovviamente?). Tali suore, di cui una sempre nel ruolo della protagonista, in genere sono lesbiche, e/o sadiche che torturano o vessano le innocenti consorelle, e/o indemoniate che rinnegano il voto di castità finendo per commettere atti impuri. Il NUNSPLOITATION (nun = suora), è un filone praticamente sempre erotico, alcune volte hard, con incursioni nell'horror e può essere ritenuto un sottogenere del WIP se si considera il convento come una "prigione" che vincola la libertà. Esempi di tale cinema sono: Immagini di un convento (1979) di Joe d'Amato, Suor Emmanuelle di Giuseppe Vari, Interno di un convento (1978) di Walerian Borowczyk.

PORNO - Da pornografico (pornos - prostituta / grafein - scrivere). Noto anche come cinema HARDCORE (nucleo, parte centrale, che arriva al sodo). La tematica di questo genere, come noto ma lo scrivo lo stesso, è la rappresentazione esatta di ogni tipo di atto sessuale, e nel modo più diretto possibile; in verità per definire un film "pornografico", occorre che esso mostri una penetrazione, altrimenti siamo difronte ad un prodotto SOFTCORE, definizione che solo in parte può essere fatta corrispondere all' "erotico". Il PORNO è l'unico genere cinematografico che ha la finalità di elicitare non una reazione emotiva ma una fisiologica (l'eccitazione sessuale) ed un atto fisico (la masturbazione od un rapporto sessuale); rimane, dunque, l'unico genere cinematografico, fino ad ora, ad essere realmente interattivo. Il cinema pornografico è apparso subito dopo la nascita della tecnologia che permetteva la produzione dei film, ed i primi prodotti che ebbero una minima diffusione (nei bordelli e fra i privati) sono datati 1920 ed erano muti. Il più vecchio film pornografico di cui si abbia prova certa, però, è un prodotto francese (sconosciuto titolo e data d'uscita esatta) databile 1900 (Guinness del Cinema, P. Robertson, 1988). In verità circolavano prodotti erotici o pornografici già in precedenza. Si assiste ad un nudo integrale (la donna si chiamava Louise Willy) ne Le Bain del 1896. Secondo alcuni il primo porno a soggetto fu L'écu d'or ou la bonne auberge del 1908, per altri è Le Voyeur del 1907. Il primo film USA sembrerebbe A Free Ride del 1915 (ma altri dicono 1923). Il cinema porno ha alcuni sottogeneri, fra i quali il GONZO PORN, quello in cui vi è una parvenza di storia, quello totalmente amatoriale (chi riprende e chi è ripreso non sono professionisti), quello che è un semplice collage di atti sessuali, ed il giustamente famigerato e fantasmatico SNUFF. Il cinema porno moderno, comunque, nasce negli anni '70, e più precisamente grazie all'uscita del leggendario Gola Profonda (Deep Throat, 1972). La visione e la vendita di prodotti cinematografici pornografici in Italia è vietata per legge ai minori di 18 anni, ovvero ai più forsennati consumatori di materiale pornografico.

PULP - Il PULP, nonostante ciò che alcuni sostengono, non è un genere cinematografico ma letterario. Diciamo piuttosto che PULP sta alla letteratura come EXPLOITATION sta al cinema.

R&R - ovvero RAPE & REVENGE. Fanno parte di questo sottogenere dello SHOCK EXPLOITATION quei film molto crudi in cui una donna viene stuprata (scena che viene mostrata allo spettatore) e poi torna a vendicarsi con grande furia sui suoi violentatori, oppure lo fanno altri per lei (in genere perché lei è ormai morta). L'esempio più noto di questo filone è I spit on your grave (1978) , rititolato in Italia Non violentate Jennifer di Meir Zarchi. Altri due titoli fondamentali sono L'ultima casa a sinistra (1972) di Wes Craven e L'ultimo treno della notte (1975) di Aldo Lado.

ROUGHIES - Sottogenere del SEXPLOITATION, il roughie sta alla violenza come il GHOULIE sta al sangue. Il primo roughie prodotto fu The Defilers (1965) di Lee Frost. Questo sottogenere possiede uno schema ricorrente: c'è uno psicopatico spesso dedito alla droga che gioca pesante con una vittima (donna) in un contesto urbano assai degradato, in genere le pellicole sono in bianco e nero. Sono film molto rudi (rough), con scene di violenza, maltrattamenti e possibilmente stupri. Altri titoli sono Aroused (1966), Lorna (1963), Mudhoney (1964), Scum of the Earth (1963) e Motorpsycho (1965), ma anche Camp 7: Lager Femminile (1968) di Bob Cresse, un proto NAZIPLOITATION è un roughie.

SCHULMÄDCHEN REPORT - Pruriginose vere/finte (più la seconda) inchieste sui costumi sessuali delle studentesse (Schulmädchen) portate al successo dal duo Wolf C. Hartwig e Ernst Hofbauer nel decennio '70, eredi dei SEXUALAUFKLÄRUNG ma molto più spinti. Ovviamente il film, che metteva in mostra corpi (maschili e femminili) e fantasie morbose si concludeva con uno SQUARE UP che ammantava tutto di una moralità posticcia quanto ipocrita, siamo in pieno EXPLOITATION. Furono prodotti 13 titoli, ognuno trattava una tematica specifica, ed il primo è Rapporto sul comportamento sessuale delle studentesse (1970). Elencherò i titoli tedeschi e/o inglesi (quelli italiani sono di difficilissima reperibilità). 1)POSSIBILITIES PARENTS DO NOT CONSIDER (1970) aka The Schoolgirls; Confessions of a Sixth Form Virgin; Schulmadchen Report: Was Eltern Nicht fur Moglich Halten. 2)WHY PARENTS LOSE THEIR SLEEP (71) aka Der Nue Schulmadchen Report 2 Teil: Was Eltern den Schlaf Raubt. 3)WHAT PARENTS FIND UNTHINKABLE (71) aka Schulmadchen Report 3 Teil: Was Eltern Nicht Mal Ahnen. 4)WHAT DRIVES PARENTS TO DESPAIR (72) aka Campus Swingers; Schulmadchen Report 4 Teil: Was Eltern oft Verzweifeln Lasst. 5)WHAT ALL PARENTS SHOULD KNOW (73) aka Schulmadchen Report 3 Teil: Was Eltern Wirklich Wissen Sollten. 6)WHAT PARENTS WOULD GLADLY HUSH UP (73) aka Erotic Young Lovers; Naughty Co-Eds; Schulmadchen Report 6 Teil: Was Eltern Gern Vertuschen Mochten. 7)WHAT THE HEART MUST THEREBY BE (74); 8)WHAT PARENTS MAY NEVER EXPERIENCE (74) aka Schulmadchen Report 8 Teil: Was Eltern nie Erfahren Durfen; 9)WHEN GIRLS MAKE LOVE (75) aka Schulmadchen Report 9 Teil: Reifeprufung vor dem Abitur. 10)WHAT EVERYONE BEGINS SOMETIME (76) 11)TRYING GOES OVER STUDYING (77) 12)YOUNG GIRLS NEED LOVE (78) 13) Schulmädchen - Report 13. Teil: Vergiss beim Sex die Liebe nicht.

SEXUALAUFKLÄRUNG - Genere nato in Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale. Si tratta della controparte tedesca ai GRINDHOUSE movie degli Stati Uniti, anche se precedente. Erano pellicole documentaristiche ed educative che affrontavano problematiche di salute e morale ma che, in verità, puntavano tutte sull'EXPLOITATION. Per citarne due: Es Werde Licht (1917), Anders als die Andern (1919).

SHOCKUMENTARY - Sottogenere della documentaristica e genere più antico di quello MONDO. Documentario che, per le immagini proposte, risulta altamente disturbante e scioccante. Le immagini fanno riferimento quasi totalmente alla morte ed all'orrore (anche psicologico) in tutte le sue forme. Lo SHOCKUMENTARY manca della struttura narrativa che possiede il genere MONDO, e si differenzia da questo proprio per la messa in scena secca e priva (o quasi) di commenti. I filmati non sono falsificati, come avviene invece spesso nel cinema MONDO. Spesso lo SHOCKUMENTARY è un prodotto che, inizialmente, non è pensato per essere distribuito, infatti è un collage di immagini giornalistiche e di filmati provenienti da varie parti del mondo. Spesso il limite fra MONDO e SHOCKUMENTARY, però, è molto labile. Non è scorretto, quindi, ritenere che il primo genere sia la medesima cosa del secondo e l'inverso. Nonostante questo esistono esempi di film SHOCKUMENTARY "puri", come The act of seeing with one's own eyes (1971) di Brakhage girato in una sala autoptica, oppure Titicut Follies (1967) di Wiseman girato in un manicomio. Anche i rari filmati che circolano nel circuito underground, girati dalla polizia (cinese o coreana? non ricordo...) e prodotti per scoraggiare l'imprudenza stradale, che mostrano i morti di scontri automobilistici, sono SHOCKUMENTARY. Anche i famigerati filmati girati dai Nazisti, quelli dei morti o dei manicomi, sono SHOCKUMENTARY. Perché questo genere (e quello MONDO) non sono SNUFF movies? Semplicemente perché non rispettano le tre regole dello SNUFF e cioé, nello MONDO/SHOCKUMENTARY 1) Chi produce (regista, attori, tecnici, ...) il film non uccide direttamente le persone che si vedono morire o sono morte 2) Chi produce il film non desidera elicitare nello spettatore una risposta fisiologica di eccitazione sessuale, ma semmai di disgusto o forse, più probabile, la morbosità voyeuristica 3) Lo spettatore non si eccita sessualmente e non si procura il film per ottenere eccitazione sessuale. Ecco perché, anche se qualche malato di mente potrebbe eccitarsi con gli SHOCKUMENTARY, questi non potrebbero comunque essere definiti degli SNUFF. Rimane però il genere cinematografico, vietato ai minori di 18 anni, che più si avvicina allo SNUFF ed infatti viene anche definito PSEUDO-SNUFF.

SLASHER - Lo SLASHER o SLASH è un sottogenere dell' HORROR che spesso, ma altrettanto spesso a sproposito, viene fatto corrispondere allo SPLATTER, ma mentre quest'ultimo è più un attributo di un certo tipo di film (checché si parli di genere SPLATTER), lo SLASHER è un vero sottogenere con una sua specifica tematica. In questi film solitamente uno psicotico (spesso mascherato) perseguita ed uccide in modo efferato (ecco lo SPLATTER!) ragazzi che sono lontani dalla supervisione degli adulti. In modo più generico si può considerare SLASHER ogni film horror in cui un singolo killer uccide/massacra più persone in un breve periodo di tempo, in un'area d'azione limitata e senza un movente razionale, non facendo uso di armi da fuoco ma utilizzando come armi gli strumenti più disparati (spesso però sono lame o oggetti appuntiti). Questo genere ha inizio con due film del 1960: Peeping Tom di Michael Powell e, ancor di più con Psycho (Psyco in Italia) di Hitchcock. Il primo esempio nazionale è forse Reazione a catena (1971) di Mario Bava. Uno dei titoli più noti e meglio riusciti è Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre, 1974) di Tobe Hooper. Questo genere, con un plot di solito abbastanza semplice e con le ricorrenti tematiche del sesso e della violenza, ebbe sempre una certa fortuna ed una grande diffusione negli anni '80 (Venerdì 13 - Nightmare - Halloween , che però è del 1978), e negli anni '90 torno alla ribalta del MAINSTREAM con titoli quali Scream per citare il più famoso ed uno dei più riusciti che, fra l'altro, si permette di giocare con i clichés del genere stesso. Carol J. Clover, nel suo libro intitolato Men, Women and Chain Saws: Gender in the Modern Horror Film, identifica quella che definisce il personaggio della "Final Girl", ovvero l'eroica giovane donna che alla fine sopravvive e sconfigge il killer (almeno fino al sequel). La Final Girl ha invariabilmente un nome androgino (es.: Teddy, Billie, Georgie, Sidney) e non partecipa alle attività dei coetanei (sesso/droga) a differenza degli altri. Spesso la sua vita ha qualcosa a che fare con il killer.

SLEAZE - o SLEAZY, questa "qualifica", che in parte è sovrapponibile a GRINDHOUSE, viene data ai film che Marco Giusti definirebbe STRACULT (non lo sto affermando con tono critico) . Il termine "sleaze" significa , letteralmente, sporco, untuoso, volgare, corrotto e senza gusto (tasteless). Tali film hanno sempre qualche tipo di componente erotica, e sono spesso poveristici, violenti, TRASH o CAMP. In vero, anche in questo caso, è difficile dire cosa sia esattamente SLEAZE e cosa no. Per aiutarvi/ci posso dire che il termine, che viene usato maggiormente nei paesi anglosassoni, fa riferimento a quei film passati nel circuito GRINDHOUSE fra il 1960 ed il 1980, e comprende pellicole Eurotrash, Eurotica, Giallos, Exploitation, etc... Il termine SLEAZE può essere trovato anche come SLEAZOID, quest'ultimo inventato dagli autori della rivista Sleazoid Express, che in USA tratta questo cinema come da noi fa Nocturno.

SNUFF - Un film SNUFF è un film, non necessariamente pornografico, che mette in scena in modo non simulato la morte di una persona, e questo a solo fine d'intrattenimento e di distribuzione. Tale genere NON è una sottocategoria del genere HORROR, in quanto la risposta che vuole elicitare nello spettatore non è la paura o l'orrore ma l'eccitazione sessuale. Usa i mezzi dell'HORROR ma la sua dinamica si avvicina a quella del PORNO, anche senza elementi sessuali. Il termine SNUFF come eufemismo per indicare l'assassinio è stato usato la prima volta da Ed Sanders nel 1971 nel suo libro sulle morti perpetrate dalla Manson Family (The Family: The Story of Charles Manson's Dune Buggy Attack Battalion). Il termine riapparì in modo discontinuo fino al 1976, anno in cui fu prodotto il film Snuff di Findlay e Stevens. In questo film che è il rimontaggio di un film di Findlay del 1971 (The slaughter), vennero aggiunti da Stevens quattro minuti di pellicola che fingevano lo sventramento di un'attrice. Naturalmente era un falso ma il film fece comunque grande clamore. Il film Guinea Pig: flower of flesh and blood (1985) fu girato con l'intento di passare come un vero e proprio SNUFF. In questa pellicola, sgranata e girata in modo amatoriale, l'uccisione di una ragazza appare come così cruda e realistica che la stessa FBI, su suggerimento dell'attore Charlie Sheen, decise di indagare credendo che fosse stato filmato un omicidio reale. Non lo era. Anche il regista italiano Deodato, per Cannibal Holocaust dovette presentarsi innanzi alla corte per dimostrare che le uccisioni rappresentate nel film non fossero vere. Infatti non lo erano. Alcune volte gli assassini filmano gli omicidi che commettono, ma poiché manca la finalità di distribuzione del filmato, questi girati non possono essere definiti SNUFF. L'esistenza reale di tale genere è tuttora una questione aperta. C'è chi sostiene che sia una leggenda urbana, un hoax, una bufala, che in verità non sia mai esistita nessuna pellicola SNUFF. In verità io sostengo (e non sono il solo) che questi film vengano effettivamente prodotti, in numero molto limitato, con una diffusione veramente UNDERGROUND e ad un prezzo all'acquisto davvero elevato (suppongo migliaia se non decine di migliaia di euro/dollari), da e per persone profondamente disturbate e pericolose. Il numero di contatti internet che ottengono siti come Rotten ed il numero di download ottenuti dai filmati delle decapitazioni dei poveri prigionieri nelle mani dei terroristi durante la guerra in Iraq, dimostrano come ci sia un pubblico tutt'altro che limitato, che per sadismo o per semplice curiosità morbosa, è spinto (gradisce?) a voler guardare tale genere di filmati. Fortunatamente qualsiasi prodotto cinematografico SNUFF è vietato, vietata la produzione (essendo l'omicidio un crimine!), la diffusione ed il possesso. Io non ne ho mai visti né vorrei guardarne uno se mi fosse proposto di farlo. Vi prego di non contattarmi con il fine di chiedermi ulteriori notizie su questo genere, che non fossero quelle che ho appena espresso o che aggiungerò in futuro per implementare le notizie su questo pseudo-genere infame.

SPLATTER - Con questo termine (che significa - come verbo - schizzare, gocciolare, cospargere) si indicano quei film HORROR particolarmente truculenti, in cui non vengono lesinate immagini molto esplicite di omicidi, dove il sangue abbonda e dove spesso si può assistere al depezzamento del corpo umano (decapitazione, amputazioni). Il termine SPLATTER, riferito al cinema, ha una precisa data di nascita, ovvero quando nel 1981 il giornalista John McCarthy pubblicò il libro Splatter Movies e fece entrare di diritto questo "genere" nella storia del cinema. L'inizio ufficiale del cinema SPLATTER è datato 1963 grazie all'uscita del film di Herschell Gordon Lewis, Blood Feast. Le tematiche e le regole di questo genere, anche se esito a ritenerlo tale, sono: 1) Uso del technicolor in ripresa, la quasi totalità degli splatters sono a colori per dare maggior risalto al sangue 2) E' un cinema violento, diretto, non mediato, con un certo gusto per l'effettaccio. Queste regole, in vero non riescono molto a far luce sulla la differenza che corre tra un'immagine od una scena SPLATTER ed un intero film di genere SPLATTER. Castoldi & Castoldi, nel loro libro Guida al cinema Splatter (1993), ritengono che un film non possa essere definito di genere SPLATTER solo per la presenza di scene tali, ma l'atmosfera di tutto il film debba essere SPLATTER e quindi malsana, truculenta, voyeuristica, così come i "mostri" del genere SPLATTER, continuano i Castoldi, sono profondamente diversi e più sporchi e balordi, rispetto a quelli dello stereotipo HORROR. Ovvero, Jason e Freddy VS Dracula e Frankenstein. Non concordo completamente con questa opinione, poiché in effetti il termine SPLATTER è più un attributo che un vero genere e forzare una categoria di cattivi vs un'altra vorrebbe dire dividere l'horror in cinema GOTICO e SPLATTER. E' anche vero che, come scrisse McCarthy i film spaltter "non mirano necessariamente a far paura, né a creare una suspense [...] bensì a mortificarlo con scene gore. Nei film splatter, la mutilazione è il messaggio - spesso e volentieri l'unico" (Splatter Movies, J. McCarthy, 1984; p54). Su quel "necessariamente" si gioca tutta la questione se lo splatter sia un sottogenere dell'horror oppure "una rilettura volgarizzata del fantastico, che ne utilizza determinati elementi per i propri fini" (Sex and violence, Curti, La Selva, 2003, p33). Ritengo che la finalità di spaventare lo spettatore rimanga il fine principale della maggior parte delle produzioni con elementi splatter (e quindi si tratta più di una qualità che di un genere preciso), fermo restando che alcuni prodotti, penso al Nekromantik (1987) di Buttgereit riflettano pienamente la definizione di McCarthy.

SPLATTERSTICK - Lo SPLATTERSTICK è un sottogenere che fonde lo SPLATTER con lo SLAPSTICK. Cos'è quest'ultimo? Lo Slapstick è un tipo di commedia ricca d'azione. Un classico pezzo Slapstick è la notissima scivolata sulla buccia di banana. Si può immaginare chi fossero, dunque i maestri di questo genere: Chaplin, Buster Keaton, Stanlio e Olio, etc...Tale genere comico ha avuto una grande influenza sul cartoon, basti pensare a Tom e Jerry, il Coyote e Bip Bip, etc... Lo SPLATTERSTICK è dunque un sottogenere dell'HORROR che fonde lo SPLATTER con una certa dinamicità degli interpreti tipica della commedia Slapstick, anche se l'elemento comico è più visibile in alcuni che in altri. Esempi di questo cinema sono Final Destination, La Casa, L'armata delle tenebre.

SQUARE UP (REEL) - Non si tratta di un genere cinematografico ma di una tecnica usata in molto cinema di genere e che vale la pena conoscere. Lo SQUARE UP REEL è una bobina, un rullo, che in molti GRINDHOUSE veniva aggiunto a piacimento al film e che conteneva elementi più piccanti, la cosa si poteva fare, ovviamente, in cinema e in zone non torchiate dalla censura. Questa tecnica, che si è modificata con l'evoluzione tecnologica e che è stata sostituita dal montaggio, è stata usata fino agli anni '80. Basti pensare alle varie versioni circolanti di film che venivano rimontate con aggiunta di spezzoni fortemente erotici o pornografici in base al paese di distribuzione. Lo SQUARE UP IN o anche OUT, se proprio vogliamo essere precisi, o anche SQUARE UP e basta, è una parte di film che riporta il film stesso sui binari morali ed etici. Mi spiego. Già i musicisti di Jazz un tempo definivano gli icompetenti di musica, o meglio, tutti coloro che ascoltavano musica pop (mainstream) come SQUARES, cioé quadrati, inquadrati, conformisti. Orbene, lo SQUARE UP in un film è un'introduzione o una conclusione moraleggiante che vorrebbe condannare ciò che il film stesso mostra in modo esploitativo. Lo SQUARE UP permette a chi produce il film di "prendere le distanze" da ciò che il film stesso ha mostrato in modo da aggirare pubblico e censura, ovviamente la cosa non sempre riesce. Lo SQUARE UP IN è stato usatissimo nei GRINDHOUSE, nei NUDIES, nei MONDO e negli SHOCKUMENTARY. La tecnica dello SQUARE UP comunque non è usata solamente dal cinema di genere ma può essere osservata in film di "alto livello".

TORTURE PORN - O Gorno (gore+porno). Intorno all'inizio del nuovo millenio si è visto apparire questo nuovo genere, nuovo per modo di dire, perché recupera temi e stili dell'exploitation '70/'80. Il termine è stato usato la prima volta dal critico David Edelstain descrivendo il film Hostel (2005), ma in questo genere possono essere fatte rientrare pellicole come Saw (2004) e seguiti, La Casa del diavolo (2005), Wolf Creek (2005), Baise-Moi (2000) Ichi the killer (2001) e tutte quei film splatter che mettono in scena nudità, tortura, mutilazioni e sadismo. La particolarità di questo sottogenere, rispetto a molti altri lavori splatter, è che ha ricevuto un forte sdoganamento di pubblico e sostanzialmente il torture-porn è un prodotto mainstream.

TRASH - ovvero cinema "spazzatura". Il film è TRASH se le poche risorse che aveva a disposizione (ma non è detto che un film "ricco" non sia TRASH) vengono investite per mettere in scena un miscuglio di nudità, violenza e/o umorismo kitsch, se i dialoghi sono poveri e banali, se non gratuitamente volgari, se gli attori non sono all'altezza di recitare con professionalità nei propri ruoli, se la tecnica registica è povera od imprecisa, etc ... Nonostante il concetto di TRASH sia un po' meno opinabile di quello di CAMP, rimane soggettiva la percezione della povertà stilistica di un film; soprattutto in questi anni in cui il culto del cinema BIS (che non è la stessa cosa di TRASH) ha invaso critica e pubblico.

ULTRAGORE - Un sottogenere dello SPLATTER (quindi si può dire anche ULTRASPLATTER) estremamente più violento ma soprattutto più sanguinoso, dove non sono risparmiate allo spettatore la visione di interiora, l'esplosione di teste, il cannibalismo esplicito e quant'altro possa essere truculento al massimo livello. Buoni esempi sono Aftermath di Cerdà e Violent Shit di Schnaas. In genere tali film sono vietati ai minori di 18 anni e non trovano distribuzione nelle sale cinematografiche, ma non sono illegali. Più estremo dell'ULTRAGORE, ma ancora legale, esiste solo lo SHOCKUMENTARY/MONDO, non tanto per ciò che si vede ma per il fatto che non si tratta di finzione cinematografica (da non confondere con lo SNUFF!).

UNDERGROUND - o cinema del "sottosuolo". Si parla di cinema UNDERGROUND per quei film che non vengono proiettati nelle "normali" sale cinematografiche, ma che si diffondono fra il pubblico tramite altre vie, quali il passa parola, lo scambio tra privati, etc... Questo tipo di prodotto non riesce e non può (o non vuole) raggiungere il grande pubblico, non solo per l'impossibilità di essere diffuso tramite le normali vie di distribuzione, ma soprattutto per la mancanza alle spalle di una major che finanzi il prodotto e la sua pubblicizzazione e, spesso, perchè i registi di tali film, con una certa autocoscienza, sapendo di non avere larga diffusione, si permettono di trattare tematiche e di mettere in scena elementi inconsueti, disturbanti, scioccanti, che motiverebbero la censura a bloccare il film. Così, in un movimento circolare, il film UNDERGROUND viene prodotto sapendo di non trovare mercato e, non trovando mercato, diviene UNDERGROUND. Si può dire che il cinema UNDERGROUND è anche cinema ARTHOUSE, in quanto chi filma e chi produce (spesso la medesima persona) si disinteressa di piacere al pubblico e genera un prodotto che è specchio dei propri gusti e pensieri. Molti film, però, sono UNDERGROUND perché illegali e questo è un altro motivo per cui non si possono sfruttare le solite vie di distribuzione. Sono quindi film UNDERGROUND tutti quei film che non potrebbero essere girati perché contemplano un reato (SNUFF, pedo-pornografici, etc ...). E' abbastanza ovvio il fatto che, nella maggior parte dei casi, il cinema AMATORIALE è UNDERGROUND, così come molto del cinema PORNO, e parte di quello HORROR (in genere il più violento).

VIDEO NASTIES - Spesso girando sulla rete si legge di questi film, o meglio si legge questa definizione, e si pensa che sia riferita ai film d'orrore più violenti, oppure a prodotti cinematografici strani. Essenzialmente con VIDEO NASTIES si indicano esattamente i 39 titoli che il Director of Public Prosecutions (DPP) inglese ha bandito dai negozi UK, oppure ha reintrodotto in forma tagliata e censurata (alcune volte rititolata). Inizialmente i titoli erano 59 poi arrivarono a 74, ma la lista definitiva (39) è questa: Rosso Sangue (1981), Antropophagus (1980), Axe (1977), La Bestia in Calore (1977), L'Aldilà (1981), Reazione a catena (1971), Blood Feast (1963), Blood Rites (1969), Bloody Moon (1980), Mirror - Chi vive in quello specchio? (1980), The Burning (1980), Cannibal Apocalypse (1980), Cannibal Ferox (1981), Cannibal Holocaust (1979), Cannibal Man (1972), Cannibal Terror (1981), Contamination (1980), Dead & Buried (1981), Quel Motel vicino alla palude (1976), Il paese del sesso selvaggio (1972), Delirium (1980), Devil Hunter (1980), Don't go in the house (1979), Don't go in the woods (1980), Don't go near the park (1979), Don't look in the basement (1973), Driller killer (1979), La Casa (1981), Evilspeak (1981), La Casa sulla Collina di Paglia (1976), Faces of Dead (1979), Fight for your life (1979), Il mostro è in tavola...barone Frankenstein (1973), Force of Fear (1979), Frozen Scream (1981), Il tunnel dell'orrore (1981), L'ultima orgia del III Reich (1977), Quella villa accanto al cimitero (1981), La casa sperduta nel parco (1980), Human Experiments (1979), I Miss you Hugs and Kisses (1978), I Spit on Your Grave (1978), Inferno (1980), Island of Death (1975), Suor Omicidi (1978), L'ultima casa a sinistra (1972), L'ultimo treno della notte (1975), The living dead at Manchester morgue (1974), Love Camp 7 (1968), Madhouse (1981), Mardi Grass Massacre (1981), Night of the bloody apes (1968), Night of the demon (1980), Nightmare maker (1981), Nightmares in a damaged brain (1981), Possession (1981), Pranks (1981), La montagna del dio cannibale (1978), Revenge of the Boogeyman (1982), Shogun Assassin (1972), The Slayer (1981), Snuff (1976), Lager SSadis Kastrat Kommandatur (1976), Tenebre (1982), Terror Eyes (1980), The Toolbox Murder (1978), Unhinged (1982), Visiting Hours (1981), The Werewolf and the yeti (1975), The Witch who came from the sea (1976), Women behind bars (1975), Xtro (1982), Virus - L'inferno dei morti viventi (1981), Zombi 2 (1979).

WACKY COMEDY - o ANARCHY COMEDY, è un genere di film che usa il non-sense, un umorismo irruente che spesso irride qualche forma di autorità, nessun soggetto è troppo sacro, nessuna battuta è troppo stupida. Cosa di più WEIRD?! In Italia potrebbe essere definita come "comico demenziale", ma non va confusa con la comicità greve e facilona di un certo nostro tipo di cinema. Come la farsa, la WACKY COMEDY usa personaggi e situazioni esagerate per creare l'effetto comico, ma a differenza della farsa, dove ogni evento comico deriva dalla situazione, le gags usate nella WACKY COMEDY non hanno un contesto narrativo. Un antico esempio di questo genere si può ritrovare nel cinema dei Fratelli Marxs, uno moderno nei Monty Python, ne Il dittatore dello stato libero di Bananas di Allen, e nel noto L'Aereo più pazzo del mondo.

WEIRD - Non è un preciso genere cinematografico, è più un attributo che può essere dato a qualsiasi pellicola che sia WEIRD, ovvero "strana", "bizzarra". Qualsiasi film che presenti un soggetto strano, una messa in scena bizzarra, vestiti, dialoghi, personaggi e qualsivoglia cosa assurda, può essere etichettato WEIRD o WEIRDO, che è la medesima cosa. Da notare che la stessa parola WEIRD significa anche "fatale" e questo lo lega strettamente al genere horror che spesso è ontologicamente (!) WEIRD. Diciamo che, in genere, molti dei film che escono dalla categoria MAINSTREAM ricevono l'etichettatura di WEIRD, poiché sono film di nicchia, BIS, o UNDERGROUND. Questo, però, accade indebitamente. Si potrebbe dire che WEIRD è quel film che volontariamente od involontariamente, con un moto iconoclastico, rompe la rete delle regole "ortodosse" cinematografiche e di rappresentazione artistica tipica della maggior parte dei film; non solo, il WEIRD crea una frattura fra sé (il modo in cui si autorappresenta) ed il sistema di valori-percezioni-simboli della realtà dello spettatore. In definitiva, come faccio a dire se un film è WEIRD? Cosa devo notare, per l'esattezza, nel film per poterlo etichettare come tale? Sempre che sia giusto etichettare un'opera artistica con un termine definitivo, non c'è una risposta precisa a questa domanda. Questo perché, nonostante alcune opere siano definite unanimemente WEIRD dalla critica (Begotten per fare un esempio), molta della percezione della stranezza della pellicola sta nell'occhio dello spettatore, nel suo sistema di valori, in ciò che crede sia la normalità e la bizzarria. Questo rende il concetto di WEIRD alquanto soggettivo e terreno fertile per diverse interpretazioni.

WIP - ovvero Women in Prison (donne in prigione), oppure Chicks in Chains (Gallinelle/donne in catene). Sottogenere del SEXPLOITATION a sua volta sottogenere dell'EXPLOITATION. Le tematiche sono invariabilmente queste: alcune donne (belle) sono tenute prigioniere in qualche buco fetente da degli aguzzini che le torturano (Stupro e Sadismo), si vedono spesso scene di docce comuni, le prigioniere si consolano fra loro (Lesbismo), alla fine di questi film si ribellano, tentano la fuga, uccidono i carcerieri ma almeno due o tre donne vengono uccise. Non si può definire un genere cinematografico pornografico, anche se la nudità è esibita senza restrizioni di sorta. Il concept della donna in carcere è molto antico e si può far risalire al film Prisoners (1929) di Seiter e forse ancora prima a Manslaughter (1922) di DeMille. Il WIP, comunque, assurge a genere preciso con lo sviluppo dell'EXPLOITATION fra la fine degli anni '60 e tutto il '70. Esempi noti sono House of Women (1962) The Big Doll House (1971) e Caged Heat (1974). Anche i cineasti italiani si sono cimentati nel genere, indirizzando, però, la loro attenzione sul sottogenere del NAZIPLOITATION, a sua volta più sadico e malsano.

ZOMBI - Gli ZOMBI movies, notissimo filone del genere HORROR, non si possono definire una precisa categoria, poiché il vero elemento invariabile è la sola presenza degli zombies. E' certo, comunque, che questi "mostri" dell'HORROR sono così noti e sono entrati così profondamento nel linguaggio comune tramite i film, che vale la pena di analizzarne il fenomeno. Nonostante vi siano esempi precedenti, gli zombies "nascono" con il film (primo capitolo di una trilogia, ora forse quadrilogia) La notte dei morti viventi (1968) di Romero. Negli episodi successivi di questo filone (ma non ancora in Dawn of the dead del 1978) si è persa la carica critica nei confronti della società che Romero aveva pensato per i suoi episodi, e lo zombie horror è divenuto un genere contenutisticamente vuoto, ma ricco di effetti GORE. Questi morti-non-morti (quelli classici) si caratterizzano per: l'incedere lento e mal fermo, l'insaziabile fame di carne umana, l'aspetto orripilante dato dalla decomposizione, l'assoluta incapacità di provare sentimenti, dolore, desiderio di aggregazione, o altri sentimenti umani, la capacità di resistere a qualsiasi colpo che venga loro inferto ovunque tranne che alla testa. Il cervello è, infatti, il loro tallone d'Achille: distrutto quello, lo zombie trova finalmente pace eterna. In questo filone, in quello più originale, non viene mai chiarita del tutto la causa che ha portato a far resuscitare i morti. I motivi proposti in altri film sono molteplici: virus (28 giorni dopo), mad-doctor (Re-Animator), maledizione (La Casa). Il filone ZOMBI è tornato ultimamente alla ribalta (28 giorni dopo e L'alba dei morti viventi del 2004), ed ha assunto il nome di NEW ZOMBI. La nuova carattersitica fortemente voluta dalle case di produzione che temevano che l'audience potesse essere annoiato dal vecchio tipo di morto, è quella dello zombi che corre in cerca delle sue prede umane ed è molto più rabbioso. Uno zombi "pro-attivo" insomma!


LE 10 REGOLE

Ecco 10 regole (le mie ed in ordine sparso) per comprendere ed apprezzare maggiormente un film

GUARDA IL FILM - Sembra una cosa ovvia, ma spessissimo non lo è. La scelta di guardare un film (parlo di "guardare" non di "osservare", che è un passo ulteriore non alla portata di tutti) è una decisione che prendiamo, nella maggior parte dei casi, in tutta libertà, senza nessuna costrizione. Per questo, se non avete voglia di guardarlo, non guardatelo; sarà per un'altra volta. Non ha senso abbioccarsi davanti allo schermo con un occhio aperto ed uno chiuso per poi non capire nulla, o peggio, dire che il film è brutto solo perché non avete capito nulla. Andate a letto a dormire se avete sonno. Se poi siete fra quelle persone che "abbisognano del film" per addormentarsi, allora, mi spiace ma non potete dire aver "visto" il tale film solo perché l'avete usato come il Valium. Non ha davvero senso continuare ad alzarsi per il telefono che squilla, per pisciare, per prendere le patatine, l'acqua o quant'altro ascoltando la metà di un film mentre siete in un'altra stanza. Il cinema non è come la musica, richiede la vista oltre che l'udito. Fate tutto quello che dovete fare e poi fermatevi e guardate il film. Non fate diventare il lungometraggio una spacie di videoclip, soprattutto se con voi c'è qualcuno che vorrebbe GUARDARE il film. E' importantissimo anche che il film sia visto per intero. Un film, per essere compreso pienamente va visto pienamente. L'ideale sarebbe quello di non schizzare via subito dalla poltrona quando appaiono i titoli di coda, ma magari provare a leggerli. Quest'ultima cosa, shame on me, spesso non la faccio neppure io (ma con un film come Begotten si rimarrebbe fregati). Ammetto che certi film sono così scadenti, noiosi, o non incontrano il nostro gusto in maniera così intensa, che viene la tentazione di spegnere lo schermo ed andarsene. Questo, però, comporta le seguenti conseguenze. Primo: se voi non finite di vedere un film, voi non avete visto quel film, e il motivo è che un film non è semplicemente una somma di fotogrammi, di immagini ferme in successione, dove le prime possono equivalere alle successive e viceversa, ma un film è una storia, un racconto completo e non disintegrabile, che assume senso solo nella sua completezza. Questo vale soprattutto se amate dare giudizi o sparare a zero sui film. Il secondo motivo, assai più rischioso, è la possibilità di perdersi una parte chiave del film che viene messa in scena solo alla fine, parte che può ribaltare la trama ed il giudizio stesso sul film, pena: non capire nulla del film. Sfido chiunque di voi a comprendere film quali Memento o Sex Crimes senza aver guardato il film per intero.

MI TROVO D'ACCORDO AL 100% - Parrebbe che il miglior recensore sia sempre quello con il quale si concorda. Il che ovviamente è lusinghiero (anche per il recensore!) perché se il recensore al quale facciamo riferimento è uno che di film ne ha visti una fracca e magari è noto è come dire implicitamente che anche noi ne capiamo un sacco. La cosa del 100% è giusta al 50%. Diciamo piuttosto che leggere una recensione con la quale concordiamo è tranquillizzante, cosa che comunque è diversa dal giusto o dal migliore. Capita, e capita spesso alle persone di mentalità aperta, di scoprire che altre persone abbiano idee diverse dalla propria, idee "nuove e impensate". Sulle prime l'istinto è di rifiutare i nuovi modelli poiché l'essere umano funziona secondo il principio di coerenza che lo porta a cercare cose che confermino il proprio modello di pensiero. Ma se ci si sforza un po' si riesce ad accettare il fatto che una recensione "antipatica" possa nascondere qua e là le sue piccole verità. In effetti, a ben riflettere, che necessità c'è di leggere una recensione che dice al 100% cose che avevamo già capito da soli? Di fatto, e questa cosa il lettore di recensioni la capisce velocemente, quello che fa preferire un recensore ad un altro non è tanto la percentuale d'accordo ma piuttosto lo stile di scrittura, poiché la recensione è una forma di letteratura e ogni letteratura ha i propri scrittori. Il bravo recensore, quindi, prima di tutto è uno bravo intrattenitore letterario che, caso vuole, ama scrivere di film. :-)

NETIQUETTE - Ovvero la buona educazione in rete. Internet è una cosa fantastica, dà a tutti la possibilità di dire la propria, anche a coloro che in effetti non hanno nulla da dire. Ma va bene così, è il risvolto di ogni democrazia che si rispetti e la rete è probabilmente il pianeta più democratico in tutto l'universo conosciuto. Il business del cinema e il numero di cinefili sono cresciuti enormemente grazie alla presenza della rete: pubblicità, recensioni, immagini, etc, hanno dato una grossissima spinta all'acquisto di DVD (anche il P2P ha avuto un paradossale effetto positivo sul cinema) e lo scambio di idee fra i non addetti ai lavori è utile per coloro che lavorano nel cinema e tengono le antenne tese studiando i gusti del pubblico. Il risvolto negativo c'è, come spesso accade. C'è, ad esempio, che un film qualsiasi diventa in moltissimi forum (e in alcune recensioni di recensori biliosi) l'occasione di scatenare dei pazzeschi litigi che esulano dall'analisi del film e approdano a scambi di battute di modello assolutamente non Shakespeariano. "Tu non capisci un cazzo di film" "Tu sei un coglione" "Tua madre..." e così via. E del film che aveva innescato il litigio alla fine non ne parla più nessuno. Questo impoverisce internet, l'eventuale lettore che sperava di trovare commenti utili e, ovviamente, tutti coloro che hanno partecipato alla telerissa e che, naturalmente, sono assolutamente ancora convinti della bontà delle proprie idee e della cretineria delle idee altrui. So quanto sia difficile non incazzarsi quando qualcuno dà giudizi superficiali su un film al quale noi teniamo tantissimo, oppure incensa una pellicola che noi vorremmo dare alle fiamme. Ma vale davvero la pena litigare per una cosa del genere? Si spera davvero di convincere una persona aggredendola o si desidera solo offenderla? Lo scambio dialettico è una cosa ottima perché ci permette di capire le ragioni di chi abbiamo davanti, il quale, magari, ha notato lati di un film che ci erano sfuggiti. Con un po' di umiltà potremmo scoprire che nessuno ha ragione in assoluto ma che molti hanno le loro ragioni. E se di fatto non fosse così non avrebbe nessun senso che esistessero così tanti recensori in rete (me compreso) poiché esisterebbe solo un'interpretazione corretta e quindi basterebbe eleggere un solo recensore che promana da Dio e che dice sempre cose esatte. La critica cinematografica è e dovrebbe essere intesa come uno scambio di idee, fra chi ha visto un po' più di film ma ha mantenuto una sana dose d'umiltà e chi di film né ha visti meno e dovrebbe conoscere il bene del rispetto perché il cinema è sentimento ma anche storia e non tutte le competenze possono essere improvvisate. Quando saltano queste due semplici regole la dialettica si trasforma immancabilmente in invettiva e internet e il cinema diventano spazzatura.

I FILM NON SI SPIEGANO DA SOLI - E questa è una grande verità. Ognuno può fruire di ciò che vuole come vuole: questa è una libertà innegabile, grazie a Dio. Eppure è un atteggiamento molto arrogante credere di capire tutto di un film solamente per averlo guardato con i propri occhi. I film hanno una storia che va al di là della storia raccontata sullo schermo. Possiedono una meta-storia fatta di ciò che ci sta dietro: la realizzazione, le idee, le persone. Ciò che noi vediamo, e che dura circa due ore, è il risultato di giorni, mesi di lavoro e storia. Non voglio dire che per ogni film che si guarda occorra farci sopra degli studi e degli approfondimenti, ma ci sono film che meritano un'attenzione ed una piccola riflessione che "deve" andare un po' al di là della durata del film stesso. Non tutto nella vita è d'immediata comprensione, così è il cinema. Solo gli stupidi nascono già imparati. Se poi non avete nessuna dimestichezza col cinema e con la sua storia, fatevi spiegare gli aspetti che vi hanno maggiormente intrigato, ascoltate chi "ha visto" più di voi, non sparate subito a zero su attori, registi, film che non conoscete. Il che porta alla seguente regola...

CONTESTUALIZZA IL FILM - Non si può dare nessun giudizio su un film se non si tiene conto del periodo storico in cui è stato prodotto. Non si può pensare di guardare i film, e di giudicarli da un punto fisso con un unico metro di giudizio astorico, che in genere è la propria reazione emotiva alla pellicola. Se guardate un film horror del settanta e notate che il sangue ha un colore rosso fiammante inverosimile e che gli effetti speciali non sono uguali a quelli che avete appena visto al cinema in un film del 2004 fatto in CG (Computer Grafica), oppure che guardando un film comico degli anni '30 non ridete neppure un po', o anche che La Guerra dei Mondi (1953) è fantascienza fatta male perché le astronavi non volano veloci come la Millenium Falcon ... beh, siete davvero fuori strada. Non pensate necessariamente che il vostro modo di pensare la realtà, o il modo in cui pensate debba essere rappresentata, sia l'unico modo e quello giusto. Contestualizzate. Giudicate i film all'interno del loro genere appropriato e in base al loro periodo storico. "Ti piace Via col Vento?" "No, preferisco Matrix!" Machecazzovuoldire!!! Questo è il guaio di coloro che vivono il cinema come puro intrattenimento e non hanno una visione d'insieme e di genere: il loro giudizio, benché lecito, sarà sempre subordinato a quello di coloro che conoscono davvero ciò di cui parlano.

NON FARE MAI LO SPOILING DI UN FILM - La cosa non entra in contraddizione con il fatto che in questo sito io abbia inserito la rubrica SPOILERS! poiché casomai è vostra la scelta di farvi sopraffarre dalla curiosità. Comunque, non c'è nulla di più odioso di qualcuno che vi rivela il finale di un film. Già è una cosa fastidiosa raccontarne parti centrali ma la cosa diventa inaccettabile quando viene rivelato un particolare cruciale. Svelare l'identità dell'assassino dovrebbe essere un reato riconosciuto e punito dalla legge. Senza raggiungere questi picchi di indecenza, il solo fatto di sciorinare tutta la trama del film per poi concludere "Non preoccuparti che però non ti dico chi è il colpevole" è una cosa insensata. Un thriller, un giallo, o qualsivolglia film non è solo il suo finale. Se sei tanto pirla da raccontarmi tutto il film almeno abbi il buon gusto di dirmi anche il finale, tanto arrivati a questo punto...Lo stesso vale per quelli che al cinema fanno mini-spoiling tipo "Oh, non spaventarti ma fra un po' succede qualcosa...attenta/o adesso..." Oh, ma lo sai che mi devi rimborsare il prezzo del biglietto!!! Da fucilazione! Mi sono accorto con il tempo che scrivere recensioni comporta, in qualche modo, un certo livello di spoiling. E' inevitabile e, se non si facesse, la recensione risulterebbe troppo povera e superficiale. Ma è inconcepibile che degli affermati critici (vero, signor Marco STRACULT Giusti?) si permettano di scrivere dizionari di cinema (fra l'altro splendidi) zeppi di rivelazioni sui colpevoli e sugli assassini. Ma perché?! Che necessità c'è di rivelare il finale di un film?! E parlo di qualsiasi genere di film. Forse alcuni pensano che certi film siano così "vecchi e noti" che chi legge sappia già di cosa si stia parlando. Non è così. Fare lo spoiling di un film equivale ad ucciderlo. Guardatevene come dalla peste!!!

IL CINEMA NON E' SOLO IMPEGNO - Non cadete mai nella trappola di coloro che vogliono farvi credere che il cinema sia degno di essere visto solo se "d'impegno", d'essai, arthouse. Queste persone vi racconteranno di quanto è bello il Decalogo di Kieslowski (che in effetti è bello) ma vi guarderanno con infinita pietà se direte di aver guardato Predator con Schwarzy (film anch'esso pregevole). "Americanate!" vi sentirete rispondere. I fratelli Taviani, Antonioni, Chaplin, il "cinema indipendente"...dite queste parole ed essi avranno un orgasmo! State ben lungi da quelle persone che credono che solamente le opere più incomprensibili, quelle più noiose, quelle di una certa corrente politica, rappresentino in pieno il concetto di cinema. Ricordate che inintelleggibile non è sinonimo di intellettuale. Tali persone temono sopra ogni cosa di sembrare stupide e così si bevono i film più astrusi pisciando fuori panegirici con la speranza di apparire colti, profondi e non superficiali. Li vedrete sforzarsi nella ricerca di doppi fondi culturali e se non ne troveranno ne creeranno loro in bella posta, forzandone i contenuti ed i concetti. In genere poi, cosa peggiore, questa gente ha visto pochi film, sempre del solito genere e soprattutto si è lasciata istruire per bene su cosa debba essere colto e su che regista sia un'artista e chi no. E pretendono di imboccarvi nello stesso modo. Per loro l'horror è un cinema di secondo ordine: a parte Shining di Kubrick, of course. Adesso poi che la critica sta rivalutando il cinema BIS è spassosissimo vedere come questi "cinefili" sollevino un poco la testa ammettendo che Vitali e Milian qualche risata sono sempre riusciti a strappargliela. Patetici! Non smetteranno mai di leccare il culo a qualcosa o a qualcuno; si vede che la cosa paga, a vari livelli. Se li incontri, e ce ne sono...non ti curar di loro ma guarda e passa...

IL CINEMA NON E' SOLO DISIMPEGNO - D'altrocanto il cinema non è, o non dovrebbe essere, solo un mero intrattenimento. Ovviamente siete libri di fare ciò che volete davanti allo schermo: potete dormire, parlare, fare tutto per rendere tale esperienza inutile e noiosa. Potete andare a Parigi, visitare il Louvre e snobbare la Gioconda. Potete scegliere di andare al cinema a vedere solo i filmetti comici di quelli che passano a Natale, perchè, per esempio: "La vita è già così triste che non mi va di andare al cinema ad intristirmi ancora di più... (questa è una delle motivazioni più idiote che ho sentito)". Siete liberi di farlo ma sappiate che così vi perderete parecchie emozioni ed esperienze sulla via. Non è vero poi che i vecchi film, quelli in bianco e nero, siano tutti noiosi e banali, non è vero che andare a vedere Antonioni, i fratelli Taviani e Chaplin sia palloso. I film vecchi, o meglio più antichi e quelli più impegnati sono spessissimo la colonna vertebrale su cui si regge tutto il cinema e vi stupirebbe notare quanti dei moderni ed "originali" film siano debitori verso gli anziani. Se poi per voi il cinema è unicamente una sala buia buona per portarci una donna da palpeggiare o, assolutamente peggio, un luogo pubblico dove andare con un gruppo di amici a fare casino e dire stronzate ad alta voce, allora siamo agli antipodi. I primi sono perdonabili perchè almeno non fanno rumore, ma i secondi devono prima di tutto pensare che le loro chiacchiere infastidiscono, le loro parolacce "nel buio" suscitano l'ilarità solamente dei quattro mentecatti che si sono portati appresso e che il resto della sala li considera una manica di stronzi rompicoglioni. A me non interessa il balletto classico, per esempio. Shame on you, dirà qualcuno di voi: ok, mi sta bene. Però io non vado a La Scala a limonare o a fare casino disturbando quelli che hanno pagato dei soldi per vedere in pace il balletto. Se poi il vostro intento è proprio quello di disturbare, allora non so che dirvi... forse potremmo arrivare a patti: voi non venite a vedere i nostri film e noi, dalla nostra, eviteremo di occuparvi dei posti quando uscirà il nuovo di Boldi e De Sica. Dei cellulari nelle sale cinematografiche mi rifiuto di parlarne.

PENSA CON LA TUA TESTA - E' ovvio che non si nasce esperti. Occorre leggere ciò che altri, prima di voi sono arrivati a capire su una determinata opera. Scoprirete, inoltre, che è dura risultare originali sia in ambito cinematografico, che in ambito critico. Meglio ripetere con parole proprie le altrui idee che ci trovino concordi, piuttosto che voler essere originali a tutti i costi ed inoltrarsi in idee, concetti e riletture "blasfeme". d'altra parte è "un dovere" pensare con la propria testa. Il che vuol dire che, dopo essersi informati a dovere, abbiamo il diritto di pensarla diversamente da come altri, anche i più esperti, hanno fatto. Il cinema è un fenomeno artistico e come tale permette una fruizione ed una comprensione relativa alla soggettività. Se un film vi ha fatto paura, e una recensione sostiene che il film è una buffonata, rimane il fatto che quel tale film vi ha fatto paura. Non esitate a ritenere emozionante un film che vi ha fatto commuovere, anche se c'è chi sostiene che il tale film sia un chick flick. Certo, potete anche uniformarvi e, mentendo a voi stessi ed agli altri, affermare di non aver provato paura o di non aver pianto...ma ne vale davvero la pena? Sì, se volete intraprendere la carriera dei leccaculo!!! Non fatevi insegnare quali debbano essere le vostre emozioni. Prendiamo ad esempio Risvegli (1991) con Robert De Niro e Robin Williams, questo è un film che mi ha emozionato. Mereghetti, il noto critico da dizionario, ritiene che sia "ricolmo di melassa e, alla fine, suona piuttosto ipocrita e semplicistico". Rimane il fatto che io reputo Risvegli un buon film di buoni sentimenti e non esiterei a riguardarlo e a consigliarne la visione. Attenti però a giudicare solo in base alle vostre emozioni. Iniziate a dubitare del vostro giudizio se vi accorgete di mal giudicare interi generi: è impossibile che tutti gli horror, tutti i film d'azione, tutti i film comici, per esempio, siano brutti o mal fatti. E' chiaro che esistono film che riescono a toccare le nostre corde più di altri, e questo è diverso per ognuno. Si può avvertire la sensazione che la Gioconda non ci trasmetta poi tutte quelle emozioni, che il soggetto non sia poi così speciale...questo va bene, ma non bisogna prescindere dall'importanza storica del quadro, dalla tecnica con la quale è stato realizzato, etc...Un conto è affermare che la Gioconda non sia il nostro quadro preferito, altra cosa è affermare che sia una crosta! Insomma, pensate con la vostra testa...ma pensate!

HORROR NON EQUIVALE A PAURA - L'ultima regola è dedicata al cinema horror. Premettiamo, derivando questo concetto dalla regola 1, che tutti i film "dovrebbero" essere visti in solitudine, per evitare la distrazione. Questo, come noto, non accade quasi mai e forse è meglio così. Eppure se questo consiglio è mai stato utile, lo è sicuramente per il genere "di paura". "Ma dai! Quel film a me non ha fatto paura!!!" E grazie! Tutte le luci accese, salotto di casa gremito di amici, birra, patatine sparse per terra, gente che si alza, telefonini che squillano. In queste condizioni solo un film con Valeria Marini potrebbe farvi gelare il sangue. Ma provate a guardare un film d'orrore da soli, in una stanza buia, senza il pericolo di telefonate inopportune, senza distrazioni. Non dico di guardare Ju-On (2002) da soli, ma chessò, Chi è sepolto in quella casa? (che è pure comico) e vi garantisco qualche infartino in più! Solo in questo modo potrete giudicare il "fear level" del film. Ora passiamo al concetto centrale di quest'ultima regola. Non giudicate un film d'orrore (solo) in base a quanta paura vi ha fatto provare. Non tutti i film d'orrore sono stati concepiti per spaventare. Ci sono diversi tipi di film horror: alcuni mirano a spaventare, ma altri a scioccare oppure a disgustare. Il film del filone Cannibal, quelli del filone Zombi, non sono fatti per farvi paura. Non sono dei brutti film solamente perchè non vi spaventano. Ricordate: il fattore emotivo non è sempre il fattore giusto tramite il quale giudicare un film. Concludendo, non pensiate di poter sparare a zero sul genere horror solo perchè credete che sia un genere più leggero, meno passibile di riletture profonde e di concetti seriosi. Non relegate il genere horror ad un fenomeno adolescenziale o morboso, benché possa anche diventarlo (come moltissime altre cose, in vero). Aver visto qualche film con Freddy, Jason e Michael non vuol dire conoscere l'universo del cinema "della paura". Coloro che invece hanno visto centinaia di film dell'orrore, non pensino che per loro il mattino ha l'oro in bocca, non credano di essere arrivati solo perché citano opere underground ultragore weirdissime che gli altri non conoscono e alle quali non possono replicare, volate basso e se davvero amate il cinema, questo cinema, fate conoscere i film di cui parlate e non fatene uso come di uno scudo per difendere le vostre conoscenze esoteriche... e questa è una regola che tengo cara soprattutto per me stesso.