TRAMA

Marie (Anastasia Hille), donna russa adottata e naturalizzata americana, torna al paese d'origine per rilevare un'eredità. Si tratta di una sinistra casa nei boschi. Lì giunta incontrerà un uomo che si dice suo fratello gemello. Presto i due si scopriranno bloccati in quel luogo in attesa del loro compleanno che rivelerà tutto il terrore di un arcano passato.

 

 

 


THE ABANDONED
titolo or.: The Abandoned - Spagna/UK/Bulgaria - 2006 - 99' - Col.

di Nacho Cerdà

GENERE
HORROR
IN BREVE
Da Cerdà ci si aspettava qualcosa in più ma il film non è comunque male. Meglio il reparto tecnico che la storia in sé.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: “I appreciate your effort on my behalf but it's been forty years...” "Forty-two" "Forty-one, if you insist on accuracy. Still are until two days to my birthsday" "Yea, so... this's a present for you now"*

Sinistro, paludoso, inconscio ma anche, mi si lasci dire, sottilmente deludente per chi si aspettava da The Abandoned la consacrazione di Nacho Cerdà, regista spagnolo che aveva stupito gli appassionati di horror con il suo trittico sulla morte (The Awekening, 1990; Aftermath, 1994; Genesis, 1998). Dopo anni di sperimentazioni e d'insegnamento come professore di scuola cinematografica, Cerdà cerca la collaborazione con Karim Hussain, il quale a propria volta si era fatto conoscere fra gli appassionati grazie al brutale Subconscious Cruelty (1999). Quest'ultimo tira fuori dal cilindro uno soggetto scritto nel 1999 intitolato "The Bleeding Compass", inspirato alle ossessioni familiari e ad una peculiare esperienza che Hussain aveva fatto da bambino nella fattoria del padre. Ci si metta pure il direttore alla fotografia Giménez, quello di Nameless (1999), Fragile (2005) e soprattutto L'Uomo Senza Sonno (2004). Con queste premesse le aspettative erano più che giustificate. Eppure con The Abandoned, Cerdà pare arenarsi in parte in un estetismo scenografico ed ambientale (estetismo prevedibile visti i suoi lavori) e in parte in un soggetto programmaticamente confuso nella realizzazione ma abusato in ambito horror, quello della progressiva e dolorosa riscoperta di un passato negativo. Detto così pare anche interessante e sulle prime The Abandoned apre spiragli mystery mica male. Al film però manca un tot di ritmo per portare avanti un discorso di svelamenti progressivi che nella realtà dei fatti si ripiega sui luoghi più che sui fatti, luoghi che partecipano dello svelamento e dell'animo dei protagonisti in una sorta di afflato neogotico. Prevedibile più di quanto avrebbe dovuto essere, The Abandoned ha il merito della forma ma il demerito di non catturare mai del tutto l'attenzione dello spettatore e non solo perché il film lesina rispetto a visioni forti (un'attesa che può anche essere d-elusa) ma soprattutto per l'erraticità del racconto che s'incarta nonostante la buona performance dei due protagonisti che lavorano da soli sul set. Il talentuoso Cerdà con The Abandoned conferma gli skills tecnici ma perde l'occasione di realizzare un horror che faccia la differenza e che parli di qualcosa di nuovo e con uno stile che rimanga impresso, così com'era stato con i corti realizzati negli anni '90. Comunque, sia chiaro, si parla di una pellicola di un certo livello e di certo la più bella (bella sicuramente dal punto di vista estetico) fra quelle che parteciparno all'After Dark Horror Fest del 2006.

* Trad: "Apprezzo gli sforzi che fa per la mia parte (di eredità) ma sono quaranta anni..." "Quarantadue" "Quarantuno, se ci tiene alla precisione. Mancano ancora due giorni al mio compleanno" "Sì, quindi... questo è un regalo per lei"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato presso Sofia, è costato circa 3 milioni di euro.

Poche settimane prima che iniziassero le riprese, Richard Stanley e Nacho Cerdà si misero a riscrivere la bozza preparata da Karim Hussain che non poteva stare dietro al lavoro visto che era impegnato in Canada per il film La belle bête (2006).

La casa di produzione Filmax avrebbe voluto un'attrice protagonista più nota; vi furono negoziazioni con Nastassja Kinski e Holly Hunter. Cerdà tuttavia voleva un volto meno noto in modo che il personaggio fosse percepito come più comune e quindi più umano. Fu il regista che insistette per la Hille e alla fine la Filmax accettò.

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