TRAMA

Jiney (Race Wong) è una studentessa molto dotata in campo artistico, soprattutto ama la fotografia. Un giorno Jiney è testimone di un incidente in cui una donna viene investita e tale visione le risveglia una passione morbosa per la morte. Questo interesse sembra anche essere legato ad un trauma infantile relativo ad una violenza sessuale che ora la porta sul limite della psicosi. La sua migliore amica Jas (Rosanne Wong), che è pure innamorata di lei, aiuta Jiney a liberarsi da questa anormale passione. Quando tutto sta andando per il meglio, Jiney riceve un vhs anonimo in cui è registrata una scena snuff; è chiaro che il precedente comportamento di Jiney ha attirato l'attenzione di un pericoloso maniaco.


AB-NORMAL BEAUTY
(titolo or.: Sei mong se jun - HONG KONG - 2004 - 101min - Colore)

di Oxide Pang Chun

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Interessante horror con toni di dramma esistenziale nettamente diviso in due parti: la prima thriller e la seconda quasi slasher. Da scoprire.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "E' come nelle foto, quando fai uno scatto si ferma ogni cosa, tutto ciò che è vivo si ferma. E' quello che succede quando sopraggiunge la morte"

Dopo il successo del film The Eye (2002), la premiata ditta Pang Brothers ha ricevuto molto credito e ora i due gemelli sono fra i più rinomati registi horror hongkonghesi. I Pang hanno deciso per questo e altri lavori di separarsi e di operare in autonomia anche se l'uno dà un aiuto all'altro sia sul piano della produzione che su quello tecnico. Sia Ab-normal Beauty di Oxide Pang che Leave me alone (2004) di Danny Pang partono da una base simile che ha a che vedere con un incidente automobilistico, ma mentre il film di Danny è una pellicola drammatica in cui uno dei protagonisti fa l'incidente, nell'horror di Oxide l'incidente è un fenomeno accessorio che scatena uno stato depressivo con risvolti morbosi. Come era accaduto con The Eye, anche questo Ab-normal Beauty presenta una netta divisione in "due tempi": una prima parte drammatica che può ricordare un thriller psicologico alla Repulsion (1965) ed una seconda che richiama lo slasher di tono sadico. Difficile che questi due generi possano fondersi, vero? Il regista riesce nell'operazione anche se lo stacco fra questi due momenti è comunque avvertito come netto, ma tale cosa è probabilmente voluta da Oxide Pang che ne sottolinea le diversità a partire dall'uso delle luci (basta vedere le foto campionate qui a sx). Si potrebbe considerare la prima parte come la discesa della protagonista nella pazzia e la seconda come un incubo a occhi aperti che incarna le precedenti ossessioni questa volta estroiettate e incarnate in un persecutore esterno. La prima parte del film, benché un po' lenta, è ben realizzata da Oxide Pang che segue con la mdp il progressivo comportamento bizzarro della protagonista, aumentando l'inquietudine di lei (e dello spettatore) con situazioni, simboli e colori (e quindi trovate tecniche) che danno un tocco weird notevole. In tutto questo, non ci si dimentica di dare il giusto spessore all'eziologia dello stato patologico, nonché alla relazione ambigua che lega Jiney a Jas, all'amore di Jas per lei che diviene la molla per il recupero della serenità ma nello stesso tempo quella cifra in più di inquietudine data da questo rapporto non consueto; si tenga conto poi che le due, nella vite reale, sono sorelle e questo fatto, noto al pubblico di Hong Kong, creò maggiore sconcerto. Questa prima parte del film, lenta e cupa, lascia quindi spazio ad una seconda parte più tipicamente horror in cui il livello di violenza si alza esponenzialmente e ci si trova di fronte al solito interrogativo mystery/slasher del chi sarà il killer. Per quanto anche questa seconda parte mantenga un certo livello weird come la prima e proponga dei buoni momenti di tensione nonché trovate che piaceranno agli appassionati del cinema violento, si ha la sensazione che quello che doveva essere detto è già stato espresso e che la presenza del killer sia un subplot fondamentalmente superficiale. Per quanto d'impatto notevole, le brutalità del killer non sono "all'altezza" della morbosità voyeuristica della protagonista, così come la realizzazione tecnica della prima parte del film è superiore alla seconda. Ciò che rimane in mente allo spettatore è l'inquieta esplorazione delle ossessioni di una ragazza, ovvero il tentativo di esaminare la psicopatologia stessa più che centrare il racconto sui risultati che la psicopatologia genera. Tecnicamente Oxide Pang fa un lavoro tecnico notevole che si esplicita in effetti audio curati, un buono score musicale, una fotografia che esalta le ombre e un uso creativo dei colori con un accattivante abuso del verde (tipico dell'horror orientale) che dona alla pellicola un'aura inquietante e acida. Ab-normal beauty è un film intrigante seppur non facile per lo spettatore mainstream, una pellicola in cui le ottime doti stilistiche del regista soprattutto visibili nella prima parte, possono compensare alcuni deficit nella seconda. A chi ama il cinema weird dovrebbe piacere.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Quando Jiney fa visita la prima volta all'appartamento di Jas, si vede in tv un video musicale. E' quello delle "R2", duo noto di Hong Kong. Le R2 sono proprio le due attrici che, per inciso, oltre che cantanti sono anche due sorelle.

 

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