TRAMA

La vita di quattro ragazzini viene drasticamente cambiata dal giorno in cui, con un gesto coraggioso, salvano un bambino ritardato dalle grinfie di tre bulli. Anni dopo, come d'abitudine, i quattro giovani ormai uomini si incontrano in un cottage; è il momento di tirare le somme delle loro vite, dal momento che uno è alcolizzato, un altro voleva suicidarsi e agli altri due non va certo meglio. In questo posto perso fra le nevi si troveranno ad affrontare, oltre alla loro vita monotona e negativa, una minaccia enorme che vorrebbe distruggere la vita sulla terra.

 

 


L'ACCHIAPPASOGNI
(titolo or.: Dreamcatcher - USA - 2003 - 136min - Colore)

di Lawrence Kasdan

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
Nulla di memorabile, ma una delle più curate riduzioni da King
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "SSDD. Stesso Schifo Diversa Data"

Kasdan e King si incontrano sul piano dell'importanza del passato e dell'amicizia, tema caro ad entrambi, e con evidente eco da Stand by me (1986), il regista e lo sceneggiatore Goldman ri-costruiscono questa pellicola che, con tutti i limiti, è una delle migliori trasposizioni tratte da uno dei romanzi di King, perché come tutti i cinefili sanno, i films tratti dalle opere del maestro del brivido su carta non sempre sono state all'altezza dei romanzi di origine ma neppure erano all'altezza del buon cinema. Goldman taglia e cambia (il ragazzino ritardato nel film è down nel romanzo, e l'acchiappasogni come oggetto fa più presenza nella locandina che senso nel film) ma in essenza riesce ad inquadrare bene ogni protagonista e la dimensione psicologica di quelli. Supportato da un'ottima fotografia (la nota migliore del film), L'Acchiappasogni si mostra agli occhi dello spettatore sereno e pacato come un romanzo letto sulla poltrona, fino ad una discutibile svolta action ed un finale roboante da monster-movie à la Aliens - Scontro Finale (1986) che, appunto, stona con l'atmosfera della prima metà della pellicola. Gli elementi toccati sono molti ed altrettanti sono le minacce contro le quali devono combattere i protagonisti: le loro stesse vite e la difficoltà di abbandonare l'infanzia (in risonanza con IT, 1990), un passato che ha lasciato loro un regalo scomodo, i soliti militari ottusi, gli alieni. C'è chi ha gradito poco la sfumatura scatologica del film: dai cenni comici con tanto di battute volgari e scoregge (ma hanno un perché), all'idea della larva d'alieno che esce dal retto sfondandolo. Quest'ultima trovata, comunque, regala agli splatter-seekers i momenti più sanguinolenti del film, concentrati essenzialmente tutti nel cottage. Gli SFX sono ottimi, per quanto non originali: pochi riescono a sfuggire alla tentazione di ispirarsi alle forme dell'alieno di Giger. In bilico fra dramma umano, sci-fi, action-movie, horror L'Acchiappasogni si lascia guardare senza problemi ma, a onor del vero, non lascia tracce durevoli nella memoria. Quindi se siete appassionati di King e siete pronti a guardare una pellicola che affianca momenti poetici a tocchi un po' trash, questo film di Lawrence Kasdan potrebbe fare anche per voi; per me l'acquisto, comunque, rimarrebbe una scelta eccessiva.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Questo è il terzo film che lo sceneggiatore William Goldman ha adattato da un romanzo di Stephen King. Gli altri due sono Cuori in Atlantide (2001) e Misery non deve morire (1990).

Il personaggio che nel romanzo si chiama Colonnello Kurtz è stato trasposto nel film con il nome Colonnello Curtis in modo che il pubblico non facesse riferimento ad Apocalypse Now (1979).

Stephen King vendette i diritti cinematografici del libro a un (1) solo dollaro.

Ci sono nel film molti riferimenti ad altri lavori di King: Misery non deve morire (1990), la macchina che fa l'incidente nella neve; Stand by Me (1986), amici che camminano a finaco dei binari; It (1990), flashbacks che mostra amicizie dell'infanzia; etc... In più non solo la storia si svolge in Maine, lo stato dove è nato King, ma questo è il romanzo che lo scrittore compose mentre era in convalescenza per il brutto incidente occorsogli (fu investito da una macchina). L'avvenimento è citato nel film (e suppongo anche nel romanzo).

Thomas Jane, che nel film ha il ruolo del Doc. Henry Devlin, ha partecipato al film perché sua madre, una grande fan di Stephen King, gli ha detto di farlo.

Nel film Mr. Grey allude ad un poema parlando a Jones. Il poema è "Stopping by Woods on a Snowy Evening" di Robert Frost.

Dal momento che nel film la specie aliena è chiamata in codice "Ripley", rifacendosi dichiaratamente al personaggio di Sigourney Weaver di Alien (1979), si può presumere che "Jonesy" sia un riferimento al gatto dello stesso film.

Quando l'attore Damian Lewis recitava parlando con la voce di Mr. Grey, cercava di imitare Malcom McDowell.