La Frase dal Film:
"SSDD. Stesso Schifo Diversa Data"
Kasdan e King si incontrano sul piano dell'importanza
del passato e dell'amicizia, tema caro ad entrambi, e con
evidente eco da Stand by me (1986), il regista
e lo sceneggiatore Goldman ri-costruiscono questa pellicola
che, con tutti i limiti, è una delle migliori trasposizioni
tratte da uno dei romanzi di King, perché come tutti
i cinefili sanno, i films tratti dalle opere del maestro
del brivido su carta non sempre sono state all'altezza dei
romanzi di origine ma neppure erano all'altezza del buon
cinema. Goldman taglia e cambia (il ragazzino ritardato
nel film è down nel romanzo, e l'acchiappasogni come
oggetto fa più presenza nella locandina che senso
nel film) ma in essenza riesce ad inquadrare bene ogni protagonista
e la dimensione psicologica di quelli. Supportato da un'ottima
fotografia (la nota migliore del film), L'Acchiappasogni
si mostra agli occhi dello spettatore sereno e pacato come
un romanzo letto sulla poltrona, fino ad una discutibile
svolta action ed un finale roboante da monster-movie à
la Aliens - Scontro Finale
(1986) che, appunto, stona con l'atmosfera della prima metà
della pellicola. Gli elementi toccati sono molti ed altrettanti
sono le minacce contro le quali devono combattere i protagonisti:
le loro stesse vite e la difficoltà di abbandonare
l'infanzia (in risonanza con IT, 1990), un passato
che ha lasciato loro un regalo scomodo, i soliti militari
ottusi, gli alieni. C'è chi ha gradito poco la sfumatura
scatologica del film: dai cenni comici con tanto di battute
volgari e scoregge (ma hanno un perché), all'idea
della larva d'alieno che esce dal retto sfondandolo. Quest'ultima
trovata, comunque, regala agli splatter-seekers i momenti
più sanguinolenti del film, concentrati essenzialmente
tutti nel cottage. Gli SFX sono ottimi, per quanto non originali:
pochi riescono a sfuggire alla tentazione di ispirarsi alle
forme dell'alieno di Giger. In bilico fra dramma umano,
sci-fi, action-movie, horror L'Acchiappasogni si lascia
guardare senza problemi ma, a onor del vero, non lascia
tracce durevoli nella memoria. Quindi se siete appassionati
di King e siete pronti a guardare una pellicola che affianca
momenti poetici a tocchi un po' trash, questo film di Lawrence
Kasdan potrebbe fare anche per voi; per me l'acquisto, comunque,
rimarrebbe una scelta eccessiva.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Questo è il terzo film che lo sceneggiatore
William Goldman ha adattato da un romanzo di Stephen King.
Gli altri due sono Cuori in Atlantide (2001) e
Misery non deve morire (1990).
Il personaggio che nel romanzo si chiama
Colonnello Kurtz è stato trasposto nel film con il
nome Colonnello Curtis in modo che il pubblico non facesse
riferimento ad Apocalypse Now (1979).
Stephen King vendette i diritti cinematografici
del libro a un (1) solo dollaro.
Ci sono nel film molti riferimenti ad altri
lavori di King: Misery non deve morire (1990),
la macchina che fa l'incidente nella neve; Stand by
Me (1986), amici che camminano a finaco dei binari;
It (1990), flashbacks che mostra amicizie dell'infanzia;
etc... In più non solo la storia si svolge in Maine,
lo stato dove è nato King, ma questo è il
romanzo che lo scrittore compose mentre era in convalescenza
per il brutto incidente occorsogli (fu investito da una
macchina). L'avvenimento è citato nel film (e suppongo
anche nel romanzo).
Thomas Jane, che nel film ha il ruolo del
Doc. Henry Devlin, ha partecipato al film perché
sua madre, una grande fan di Stephen King, gli ha detto
di farlo.
Nel film Mr. Grey allude ad un poema parlando
a Jones. Il poema è "Stopping by Woods on a
Snowy Evening" di Robert Frost.
Dal momento che nel film la specie aliena
è chiamata in codice "Ripley", rifacendosi
dichiaratamente al personaggio di Sigourney Weaver di Alien
(1979), si può presumere che "Jonesy" sia
un riferimento al gatto dello stesso film.
Quando l'attore Damian Lewis recitava parlando
con la voce di Mr. Grey, cercava di imitare Malcom McDowell.