La Frase dal Film:
"I'm in the mood for relaxation. Let's visit the dungeons"*
Tratto dal racconto "The Sire de Maletroit's Door" di R. L. Stevenson, Alan il Conte Nero compone un virtuale doublebill con Il Mistero del Castello Nero (1952) e non solo per il 'nero' del titolo. Si tratta per entrambi di melodrammi gotici sceneggiati da Jerry Sackheim nei quali l'amore combattuto e le segrete la fanno da padroni e che, cosa più bizzarra, vedono il mitico Boris Karloff in un ruolo secondario. Alan il Conte Nero, dei due, è il più interessante soprattutto grazie alla strepitosa performance di Charles Laughton che ruba la scena non solo agli altri attori ma anche all'atmosfera gotica del film con palese detrimento per la portata horror della pellicola. Tutte le battute migliori sono nelle mani dell'attore inglese che un po' gigioneggia ma mette in scena un conte Alan davvero viscido e perfido. Gli elementi horror non sono poi tanti se si escludono le segrete della dimora di Alan dove viene tenuto segregato il fratello Edmond ed la scena nella quale ci si trova alle prese con una stanza coi muri che si muovono (per schiacciare gli ospiti, ovviamente). Con un Laughton a pieno regime il ruolo di Karloff va a finire in coda al carro e anche se il suo personaggio diventa fondamentale nel finale, l'impressione è che il suo nome sulla locandina sia solo un richiamo pubblicitario visto che la sua parte apoteva essere retta da qualsiasi altro attore. A parte un finale riuscito che presenta interessanti tocchi registici ed un palpabile pathos, il film scorre con qualche noia di troppo soprattutto per i parametri moderni; però se siete in cerca di un horror classico d'annata con passaggi segreti, una damigella in pericolo ed un villain psicopatico, allora Alan il Conte Nero può fare al caso vostro.
* Trad: "Sono dell'umore giusto per rilassarmi. Visitiamo le segrete"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film fu girato fra il 15 maggio 1951 e il giugno dello stesso anno.