TRAMA

Qui si narra la storia della fata dentina che all'inizio era una brava vecchina e poi, condannata a morte da un paese irriconoscente, giurò di vendicarsi dall'Aldilà. Decenni e decenni dopo Kyle assiste all'omicidio della madre ad opera del fantasma della fata dei denti e, comprensibilmente, viene preso per pazzo sia dagli inquirenti che dal resto della popolazione. Divenuto grande e dipendente da farmaci e luici (è giustamente nictofobico), Kyle rincontra quella che da piccolo era la sua fidanzatina e che ora è diventata una bella donna con un fratellino che a sua volta è minacciato dalla terribile fata. Kyle e Caitlin, questo il nome della pulzella, se la dovranno cavare da soli prima che tutto il paese si arrenda all'evidenza che nell'aria si aggira un fantasma.

 

 

 

 

 


AL CALARE DELLE TENEBRE
(titolo or.: Darkness Falls - USA - 2003 - 86min - Colore)

di Jonathan Liebesman

GENERE
HORROR
IN BREVE
Una primissima parte d'atmosfera, poi il film diventa piatto e derivativo
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ciò che prima prendevo per bontà, lo prenderò in eterno per vendetta"

Nonostante un'inizio accattivante in virato seppia (è in seppia anche il logo della Revolution!) e l'idea di derivare la storia da un racconto folkloristico caro a molti bambini anche di casa nostra, la pellicola di Liebesman si assesta con la progressione sul derivativo andante. Se l'utilizzo del buio e l'ancestrale paura correlata garantiscono scossoni sulla sedia, la cosa non può che ricordare They - incubi dal mondo delle ombre (2002) o anche il mito del Boogeyman (l'Uomo Nero) portato sugli schermi nel 2005, entità che come la Fatina dei Danti necessita del buio per compiere i suoi misfatti. Di certo questa Fata Dentina fetente e vendicativa, con i suoi scricchiolii, i suoi versetti, i suoi capelli lunghi e corvini non può sfuggire al parallelismo con i più tradizionali spettri orientali ai quali ormai anche gli spettatori occidentali si sono assuefatti; vedasi Ju-On, The Ring e compagnia bella. Mentre la prima parte del film comprensiva della ricostruzione storica sulla sorte di Matilda Dixon e delle scene della fata che razzola per la cameretta del piccolo Kyle hanno un loro fascino ed un loro fear-level, con l'andare della storia i personaggi perdono di spessore, la storia si fa banale ed assurda, il regista lesina sul sangue, e lo spettatore perde interesse. Incredibile come tutti accettino senza shock sostanziali che ci sia uno spettro che svolazza nella centrale di polizia (roba già vista in Jeepers Creepers, fra l'altro), incredibile come una donna sembrerebbe non aver atteso altro che il ritorno di quello che era il suo fidanzatino in età prescolare, immancabile ed inverosimile la provvidenziale morte del rivale in amore. L'evoluzione in itinere della pellicola da horror d'atmosfera a mainstream-action ben giustifica il finalone stile "resa dei conti" con Fata Dentina in bella vista che mostra tutti i limiti dei suoi stessi SFX, così come la più che mitica frase lapidaria "...è finita". Quindi, per concludere, qualche brivido, molti dejà vu, un tocco di banalità e nonsense qua e là, nonché strafalcioni di psichiatria: chi prende dei farmaci antipsicotici è psicotico e non psicopatico! Chi vedrà il film capirà a cosa mi sto riferendo. Forse però per una seratina di tutto relax potrebbe avere anche un senso se non si hanno troppe aspettative. Alla fine dei titoli di coda c'è un filmatino.

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Prima che gli venisse dato il titolo definitivo Darkness Fall, il film ebbe in produzione altri 5 titoli: "The Tooth Fairy" (La fata dentina), "Don't Peek"(Non Sbirciare), "Fear of the Dark" (Paura del Buio), "The Tooth Fairy: The Ghost of Matilda Dixon" (La Fata Dentina: il Fantasma di Matilda Dixon) e "The Tooth Fairy: Every Legend Has Its Dark Side" (La Fata Dentina: ogni leggenda ha il suo lato oscuro).

In una prima versione del film il fantasmone si vede solo alla fine del film ma la produzione di questa cosa non fu contenta. Così chiese a Stan Winston di creare una nuova Fata Dentina che si sarebbe vista durante tutto il film. Il design originale (di Steve Wang) non c'entra nulla con la fata di Winston, nonostante questo sta alla base del modello usato dalla McFarlane Toys per le loro action figures. A proposito, se ne dovete comperare acquistate quelle della McFarlane, sono le migliori.

I titoli di coda, almeno nella versione cinematografica, durano la bellezza di 11 minuti.

La macchina della Deprivazione Sensoriale è in effetti una macchina per la Risonanza Magnetica.

I sinistri suoni del fantasma di Matilda sono stati prodotti registrando una vera donna vecchia a letto che mugugna. Il suono veniva accelerato quando Matilda grida e veniva rallentato quando si muoveva lentamente e respirava.

Nella stazione di polizia si legge sul calendario che è il 25 dicembre. Dove sono le decorazioni di Natale?