La Frase dal Film:
"I have succeeded in achieving a scientific miracle but now the experiment is finished. Now I let you die"*
Strano horror fantascientifico che, partendo dalle suggestioni chirurgiche de Il Cervello di Donovan (1953) con l'encefalo tenuto vivo in sospensione, porta i sogni trapiantistici, in effetti, al di là dell'orrore, per una volta un titolo della distribuzione italiana azzeccato, e forse anche meglio dell'originale. Il film è strano a partire dal nome del regista (quel Trivas vagabondo che con questo film chiuse la sua breve avventura come regista - solo 5 film), e per l'ottimo protagonista Michel Simon. I motivi della partecipazione di Simon al film vanno spiegati. Simon, attore francese di prestigio, nella prima metà degli anni '50 utilizzò un make-up tossico che gli causò un grave danno al sistema nervoso: parte del corpo e del volto rimasero paralizzati. Non avrebbe mai accettato una parte in un low-budget tedesco ma siccome non riusciva più a lavorare per i suoi problemi fisici, Simon accettò di partecipare al progetto di Trivas anche perché avrebbe dovuto recitare quasi "solo" con la testa. Oltretutto Simon pensava che il film non l'avrebbe visto nessuno e quindi non avrebbe avuto nessuna influenza negativa sulla sua carriera. Il film arrivò fino in America e, fortunatamente, non affossò Simon a livello attoriale. Al di là dell'Orrore rimase e rimane, tuttavia, un horror poco visto. Il film di Trivas, che in superficie denuncia i limiti e le pericolosità potenziali della scienza (ma sarebbe meglio dire degli scienziati), si distingue dai vari Il Cervello che non voleva morire (1962), The Man Without a body (1957), The Living Head (1961) per i toni decisamente malvagi del protagonista e per i sottesi sessuali che al tempo lo rendevano forte per il pubblico mainstream. Per di più il film affonda, meglio e con più crudezza dei consimili, le proprie radici nel mito tedesco di Faust, dell'uomo che vende l'anima al Male per ottenere i suoi fini. L'atmosfera che si respira nelle stanze dello scienziato Ood è cupa e dannata, come si trattasse dell'antro di un negromante sul punto di evocare un demone, mentre al suo fianco sta la testa di Abel (il fratello buono?) connessa a cavi e pompe come un proto-Tetsuo. Le sessualità è veicolata dalla coppia di protagoniste femminili composta dalla pia infermiera deforme Irene (Karin Kernke) e dalla facilona e procace Lily (Christiane Maybach). La testa della prima verrà montata sul bel corpo della seconda, acquisendo anche gli istinti della femmina seduttrice: infatti, dopo l'operazione, l'infermiera suora attaccherà a bere e a fumare, nonché a frequantare il night dove Lily ballava. Girato con grande attenzione, a dispetto del budget ridotto, ed immerso in un bianco/nero oscuro e sinistro, Al di là dell'Orrore è un interessante prodotto che aspetta una degna rivalutazione.
* Trad: "Sono riuscito ad ottenere un miracolo scientifico ma adesso l'esperimento è finito. Ora ti lascio morire"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato agli ARRI-Atelier studios di Monaco.
Il film fu distribuito in USA nel 1963 in double-bill con La Città dei morti (The City of the Dead, 1960) aka Horror Hotel.
L'attrice Christiane Maybach nei primi anni '60 divenne un sex symbol per la sua somiglianza a Marilyn Monroe.
L'attrice Karin Kernke parteciperà al docu-sexy Schulmädchen-Report 12. Teil - Wenn das die Mammi wüßte (1978).