La Frase dal Film:
"Ancora non hai capito con che cosa hai a che fare,
vero?! Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale
è pari solo alla sua ostilità. [...]
Ammiro la sua purezza: un superstite, non offuscato da coscienza,
rimorsi o illusioni di moralità"
Due premesse: qui si tratta del Director's
Cut rieditato da Ridley Scott nel 2003 dopo che furono trovati
100 scatole di girato originale del 1979 nascoste chissà
dove in un deposito londinese. Inoltre, dal momento che
chissà quanti avranno già scritto e letto
di tutto e di più su questo film, mi permetto di
dare un taglio particolare a questa recensione, avvalendomi
di una rilettura psicanalitica del film (sfruttando il lavoro
fatto dai Gabbard nel libro "Cinema e psichiatria",
1999). Questo pietra miliare della fantascianza horror è
un monster-movie che si rifà a pellicole di serie
B quali Terrore nello spazio (1965) e Il mostro
dell'astronave (1958), essenzialmente trasporta l'orrore
nello spazio creando un mostro spietato e crudele come nessuno
mai. Il film in sé non è volontariamente psicanalitico,
ma quest'ottica può essere utilizzata come chiave
di lettura. Occorre rifarsi alla teoria degli oggetti parziali
sviluppata da Melanie Klein: per questa autrice il bambino,
nelle prime fasi dell'infanzia, reagisce all'angoscia (vissuta
come distruttiva) utilizzando meccanismi di difesa quali:
introiezione, proiezione, identificazione proiettiva. Detto
nel modo più semplice possibile, il bambino si sforza
di tenere in sé ciò che è buono e felice
e di proiettare all'esterno ciò che è cattivo.
In alcuni casi, poi, il bambino proietta fuori gli oggetti
buoni per tenerli al sicuro da quelli cattivi interni, o
può anche introiettare gli oggetti persecutori esterni
per tenerli sotto controllo. Ma che cos'è un "oggetto"
secondo questa teoria? Uno dei primi oggetti con cui viene
in contatto il bambino è il seno materno, che diventa
parziale nel momento in cui viene vissuto in modo ambivalente:
il seno dà il nutrimento (lato buono introiettato)
ma dispensa anche frustrazione e angoscia quando viene negato
(lato proiettato che diventa persecutorio). Nel momento
in cui il bambino carica di paura e aggressività
il seno materno, c'è per lui il pericolo che l'oggetto
persecutorio possa rientrare in lui per attaccare e distruggere
gli oggetti buoni interni e, per estensione del concetto,
il suo Io. Agganciamo ora questa teoria al film di Scott.
Per Gabbard, Alien riesce a rievocare queste paure
infantili (di cui non riusciamo a liberarci mai anche in
età adulta) e questo, sempre per lo scrittore, diventa
la principale delle motivazioni inconsce che ci porta ad
essere affascinati dalla pellicola. Il film è ricco
di ambientazioni da incubo, grazie anche alle scenografie
curate dall'artista svizzero H.R.Giger le cui creazioni
sono notoriamente delle concretizzazioni di fantasie meccanico
sessuali. La Nostromo è un'astronave che non offre
nessun luogo dove poter stare al sicuro dallo xenomorfo-oggetto
persecutore, né c'è qualcuno che possa garantire
la salvezza, anzi la Compagnia Weyland-Yutani e il computer
di bordo "Madre" (che potrebbero siboleggiare
l'elemento genitoriale) non solo non aiutano gli astronauti
in pericolo ma diventano ulteriore oggetto minaccioso. L'uso
delle luci e delle inquadrature fanno in modo di non riprendere
mai a figura intero lo xenomorfo; la mdp indugia in primi
piani sui denti o su altre parti parziali del corpo, rendendo
la creatura ancor più inquietante. Interessantissimo
anche il facehugger che si potrebbe paragonare ad un seno
materno: in parte tiene in vita Kane, da un'altra gli sta
inoculando un oggetto interno che lo distruggerà.
La "chestburster scene", cioé la sequenza
in cui l'alieno esce dal petto di Kane, ben rappresenta
la proiezione degli oggetti persecutori precedentemente
introiettati. Una volta che l'alieno è uscito dal
petto di Kane, tutti possono diventarne vittime e l'atteggiamento
di sospetto e di paranoia che serpeggia sulla Nostromo,
è quella tipica posizione schizo-paranoide che sperimenta
il bambino nei primi mesi di vita quando scinde fra oggetti
parziali buoni e cattivi, introietta i primi, proietta i
secondi e da questi, a livello di fantasie inconsce, ne
viene perseguitato. La stessa dinamica la si potrà
osservare ne La Cosa (1982) di Carpenter,
un altro horror-sci-fi. I timori aumentano nel momento in
cui la figura paterna, incarnata dal capitano Dallas, viene
eliminato: proprio quella figura che avrebbe potuto rassicurare
e proteggere nei confronti degli oggetti cattivi. A questo
punto Ripley dovrà assumere in sé i due elementi
maschili e femminili, ma soprattutto (e la cosa sarà
palese in Aliens - Scontro Finale) è la
Ripley donna- mamma a poter sconfiggere le angosce infantili.
Fine della rilettura psicanalitica. Su un piano più
tecnico la bravura di Scott è stata quella di aver
evitato i clichés del genere (subplot romantici,
...) e di aver concentrato l'azione in quello che in definitiva
si potrebbe definire un horror stile "casa stregata
con mostro in cantina", ma aggiornato all'era tecnologica.
Sulla scia dell'interesse fantascientifico nato in seguito
all'uscita di Guerre Stellari (1977), Alien, insieme
a Blade Runner (1982), rimane un film di fantascienza
moderno nel modo in cui si esprime e mette in scena il fantastico.
Molto del successo lo si deve alla presenza carismatica
dell'androgina Sigourney Weaver, qui al suo primo ruolo
da protagonista, la cui Ripley (che conosceremo meglio nei
seguiti) diventa personaggio d'immedesimazione per maschi
e femmine contemporaneamente. Molta tensione e poco sangue
- a parte la chestbursting scene - ottimo uso delle luci,
delle musiche e della fotografia, fanno di questo film,
come fu per pellicole quali Psycho
(1960) e Non aprite quella
porta (1974), un esempio di come manipolare gli spettatori
facendo loro credere di aver visto di più di quanto
in effetti hanno visto. Non dovrebbe neppure essere necessario
scrivere che Alien è un must assoluto; per
45 euro (prezzo aggiornato al 2006) vi porterete a casa
la Quadrilogia, 9 DVD da urlo pieni di extra. Per inciso,
ho visto che in giro viene venduta la stessa Quadrilogia
a 75 euro: siete pregati di non dare i vostri soldi a furboni
(fra l'altro grosse catene) che operano dei ricarichi di
30 euro (oltre a quello base)!
La saga dello xenomorfo è composta
da: Alien (1979), Aliens
- Scontro Finale (1986), Alien³
(1992), Alien - La Clonazione
(1997), Alien vs. Predator
(2004) e Alien vs. Predator: AVP2 (2007).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film costò circa 11 milioni di
dollari e ne incassò, solo per il noleggio 40,3.
Fu girato al Shepperton Studios, Shepperton, Surrey (UK)
e al Bray Studios, Down Place, Oakley Green, Berkshire (UK).
Il film doveva essere diretto da Walter
Hill, ma il regista rinunciò passando il lavoro a
Scott.
Il ruolo di Ripley doveva essere dato a
Veronica Cartwright, ma i produttori poi optarono per Sigourney
Weaver.
In un primo abbozzo dello script, Ripley
doveva essere un uomo. In effetti tutti i nomi dei personaggi
principali furono cambiati da Walter Hill e David Giler
durante la revisione dello script originale di Dan O'Bannon
e Ronald Shusett. Tale script aveva una clausola che imponeva
di mantenere tutti i nomi come "unisex", in modo
che potessero essere attribuiti sia a un uomo che a una
donna. Tuttavia, Shusett e O'Bannon non avrebbero mai pensato
che il ruolo di Ripley andasse a una donna.
Il cervello di Ash fu realizzato mettendo
insieme spaghetti, uova di lompo (succedaneo del caviale)
e anelli di cipolle.
Bolaji Badejo, che nel film indossa la
tuta dello xenomorfo, era un pittore scoperto in un pub
da uno dei direttori del casting. Era un Masai alto 2 metri
e 13 con braccia magre, proprio le caratteristiche che servivano
per indossare il costume. Fu mandato a dei corsi di mimo
e di Tai Chi per imparare a rallentare i suoi movimenti.
Gli fu costruita una sedia speciale per farlo riposare perché
non poteva utilizzare una sedia standard in quanto incompatibile
con il costume (soprattutto con la coda).
Lo slime dell'alieno era semplice lubrificante
K-Y. Per la cronaca la "K-Y gelly" è la
marca più nota di lubrificanti a base d'acqua per
uso sessuale.
Nella sequenza iniziale del film, mentre
la mdp scarrella nei corridoi della Nostromo, si può
vedere un macina caffe della Krups montato sul muro; è
lo stesso modello che diventerà Mr. Fusione in Ritorno
al Futuro (1985).
Molti produttori hanno dei "lettori"
professionisti che leggono e riassumono per loro gli script.
Il lettore, in questo caso, riassunse Alien così:
"E' come Lo Squalo, ma nello spazio".
Il laser usato nella scena delle uova (nell'astronave
aliena) fu noleggiato dalla banda degli Who.
La causa intentata da A.E. van Vogt per
il plagio della sua storia "Discord in Scarlet"
(1939), storia poi integrata nella novella del 1950 "Voyage
of the Space Beagle", fu rifiutata dalla corte.
L'interno delle uova era composto da vero
materiale organico. Ridley Scott usò cuore e stomaco
bovino. La coda del facehugger era intestino di pecora.
Quando si fece il provino per il ruolo
di Ripley, il regista chiese una mano a parecchie donne
della produzione affinché guardassero i provini e
lui ottenesse un giudizio dalla prospettiva femminile. Le
donne furono impressionate dalla Weaver, allora sconosciuta,
la quale presenza sullo schermo paragonarono a quella di
Jane Fonda.
Ridley Scott ha detto che sono tre i film
che hanno avuto influenza su Alien: Guerre
Stellari (1977), 2001: Odissea nello Spazio
(1968) per le sue rappresentazioni dello spazio profondo,
e Non aprite quella porta
(1974) per il modo di rappresentare l'orrore.
Brandelli di preservativi furono usati
per creare i tendini della bocca dello xenomorfo.
I progetti grafici di H.R. Giger furono
più volti modificati a causa dei loro sottintesi
sessuali.
La maggior parte dei dialoghi furono sviluppati
tramite l'improvvisazione.
Il volto dello xenomorfo fu ottenuto dalla
modifica dello stampo di un vero teschio umano.
Ridley Scott voleva un finale più
tetro. L'alieno avrebbe staccato con un morso la testa di
Ripley quando la donna si fosse trovata sullo shuttle di
salvataggio, si sarebbe seduto sulla sua sedia e, con la
voce di Ripley, avrebbe iniziato a parlare mandando un messaggio
alla Terra. La 20th Century Fox non apprezzò l'idea.
Fu fatto un tentativo, durante la produzione,
di creare l'alieno con una pelle trasparente o almeno traslucida.
Furono prodotti tre alieni: un modello
e due costumi. Un costume veniva indossato dal masai Bolaji
Badejo (alto 213 cm), mentre l'altro era per uno stunt man.
Il modello doveva essere ridipinto ogni sera dopo le riprese,
dal momento che lo slime che ricopriva l'alieno toglieva
la pittura acrilica dalla superficie.
Le voci secondo cui il cast, con l'eccezione
di John Hurt, non sapeva cosa sarebbe accaduto durante le
riprese della scena "chestburster" sono in parte
vere (la scena è quella dell'alieno che esce dal
petto). Agli attori venne spiegato a grandi linee cosa sarebbe
accaduto ma non sapevano i particolari. Ad esempio, Veronica
Cartwright non si aspettava di essere schizzata col sangue.
L'astronave "Nostromo" prende
il nome da un romanzo di Joseph Conrad. Lo shuttle di salvataggio
che prende Ripley si chiama "Narcissus", riferimento
ad un altro libro di Conrad.
Il vettore grafico che appare sullo schermo
di Ripley mostrando la sequenza di sbarco della Nostromo,
fu usato anche per la sequenza del lancio della macchina
volante in Blade Runner (1982).
Molti dei titoli non inglesi del film (versioni
estere) suonano, una volta tradotti, come "Alien: L'Ottavo
Passeggero".
La capacità dello xenomorfo di depositare
le uova nello stomaco fu ispirata dal comportamento delle
vespe ragno (Pompilidae) che si dice depongano le loro uova
nell'addome dei ragni. Questa immagine fece venire gli incubi
a Dan O'Bannon che la utilizzò per la storia. In
verità la Pompilidae depone le uova sulla sua preda,
ma non in essa, dopodiché le larve della vespa iniziano
a pasteggiare con la preda paralizzata dalla puntura dell'insetto.
Sono piuttosto le vespe Ichneumon o le Braconidi alle quali
avrebbe dovuto fare riferimento: le prime depongono un singolo
uovo nelle larve del Hylotrupes bajulus (insetto del legno),
mentre le seconde iniettano le uova in una certa specie
di millepiedi. In entrambi i casi le larve delle vespe esplodono
al di fuori dei corpi degli ospiti proprio come accade nel
film.
Furono preparate 130 uova aliene per la
scena nell'astronave impattata sul pianeta.
La maggior parte degli interni della Nostromo
sono stati realizzati utilizzando aerei rottamati.
Per la scena del risveglio dall'ipersonno,
le due attrici (Veronica Cartwright e Sigourney Weaver)
hanno dovuto indossare dei copri capezzoli per non offendere
gli spettatori di alcuni stati in cui sarebbe stato proiettato
il film (spettatori che non hanno mai visto un paio di tette,
presumo).
Jon Finch era inizialmente stato ingaggiato
per il ruolo di Kane ma il primo giorno di riprese apparve
a tutti in pessima salute. Fu chiamato un medico e l'attore
fu trasferito in ospedale dove si scoprì che soffriva
gravemente di diabete. Ridley Scott sapeva che John Hurt
era in città e così lo contattò per
offrirgli il ruolo. Il giorno dopo Hurt era sul set.
Per simulare la spinta dei motori della
Nostromo, il regista utilizzava chiese una mano a dei membri
della crew che avrebbero dovuto scuotere i sedili su cui
stavano seduti gli attori.
I progetti iniziali di H.R. Giger per il
facehugger furono trattenuti dalla dogana USA che rimase
molto allarmata dai disegni. Dan O'Bannon dovette andare
in dogana a spiegare che si trattava di bozze per un film
horror.
L'alieno che salta fuori dal petto di John
Hurt fu una scena realizzata creando un buco nel tavolo
mentre una persona della crew stava sotto su uno skateboard
legato a una fune. Altri membri della crew tiravano velocemente
la fune per fare in modo che l'alieno si muovesse. La Chestbursting
Scene fu realizzata in un ciak usando contemporaneamente
4 mdp.
Per fare in modo che il gatto Jones reagisse
con paura, gli fu piazzato di fronte un pastore tedesco.
Le riprese di Dallas che inseguiva l'alieno
nel condotto di areazione e quelle che vedevano gli altri
protagonisti mentre davano a Dallas le istruzioni sono durate
un giorno intero.
L'idea che l'alieno dovesse sanguinare
acido venne a Ron Cobb, il concept artist.
Ridley Scott realizzò personalmente
tutte le riprese con la mdp a mano.
Jerry Goldsmith se la prese a male quando
Ridley Scott e l'editor Terry Rawlings misero mano al suo
score musicale. Scott pensava che la prima composizione
di Goldsmith fosse troppo roboante mentre invece avrebbe
dovuto essere più minimalista. Oltre a questo, Goldsmith
fu sbigottito nello scoprire che la sua composizione era
stata ritoccata da Rawling che c'aveva inserito segmenti
presi dallo score del film Freud (1962), sempre
composto da Goldsmith. Il compositore sviluppò un
certo rancore verso i due, rancore che durò fino
alla sua morte avvenuta nel 2004.
Il personaggio di Ash non compariva nello
script originale di Dan O'Bannon.
Il sangue di Ash era semplicemente acqua
colorata. Non fu usato latte poiché, sotto le luci
dei riflettori, avrebbe inizito subito a puzzare. Il latte
però fu usato per i primi piani delle sue viscere
artificiali, insieme a della pasta (da cucina!) e a delle
biglie di vetro.
Dan O'Bannon e H.R. Giger si conobbero
la prima volta mentre lavoravano insieme per Alejandro Jodorowsky
che voleva girare Dune. Il progetto poi naufragò.
Il provino che fece conquistare il ruolo
di Ripley alla Weaver consistette nelle frasi che la protagonista
dice (fuori campo) nella scena finale quando è sullo
shuttle della Nostromo.
L'idea alla base del film derivò
dall'insoddisfazione che Dan O'Bannon aveva avuto nella
lavorazione di Dark Star (1974) diretto da Carpenter.
A causa dell'estremo low budget (60.000 dollari) gli effetti
speciali erano davvero scadenti e così, per la sua
successiva avventura horror/sci-fi, avrebbe realizzato qualcosa
di migliore e più convincente.
La collaborazione fra i due scrittori Dan
O'Bannon e Ronald Shusett iniziò quando il secondo
contattò O'Bannon per chiedergli una mano per l'adattamento
di una storia di Philip K. Dick di cui aveva comprato i
diritti. Si trattava di "Ricordiamo per voi" (We
Can Remember It for You Wholesale) da cui sarà
tratto Atto di forza (Total Recall, 1990).
O'Bannon disse che era rimasto bloccato su un soggetto che
riguardava un alieno su un'astronave e chiese una mano a
Shusett. Questo accettò di aiutarlo e i due si misero,
come prima cosa, al lavoro sul soggetto dell'alieno perché
ritenevano che dei due progetti fosse il più semplice
e il meno valido.
Il titolo originale del film doveva essere
"Star Beast".
Il contributo di Walter Hill e di David
Giler allo script fu solo quello di suggerire che Ash fosse
un androide.
Nei primi 6 minuti del film non c'è
dialogo.
Su 5 volte che la parola "fuck"
viene pronunciata nel film, 4 viene detta da Ripley.
Furono costruite 3 Nostromo: una lunga
30 cm per le riprese a distanza, una di 101 cm per la sequenza
dell'atterraggio e una di 7 tonnellate (ma era solo una
parte) per le scene in cui l'astronave era posizionata sulla
superficie del pianeta.
I produttori del film Il Mostro dell'astronave
(It! The Terror from Beyond Space, 1958) presero
in considerazione l'idea di fare causa per plagio, ma poi
evitarono.
Il nome originale dell'astronave doveva
essere "Snark", poi fu cambiato in "Leviathan"
e, alla fine, si scelse "Nostromo".
Il computer centrale della Nostromo si
chiama Mother (Madre). In Alien - La Clonazione
(1997) il computer della nave spaziale si chiamerà
Father (Padre).
I due countdowns di 30 secondi (prima dell'auto-distruzione)
durano rispettivamente 36 e 37 secondi.
Veronica Cartwright scoprì che non
avrebbe recitato nei panni di Ripley solo nel momento in
cui fu chiamata a fare delle prove costume.
In pratica la Nostromo dovrebbe essere
lunga 27 metri, mentre la nave da carico a cui è
agganciata raggiungerebbe la lunghezza di 2,4 chilometri.
Le tute da astronauta usate da Tom Skerritt,
John Hurt e Veronica Cartwright erano enormi, pesanti e
con cuciture che non lasciavano passare l'aria e non permettevano
l'eliminazione della condensa. Dal momento che gli attori
recitavano sotto riflettori caldissimi, la maggior parte
del tempo la passavano a svenire. Sul set c'era un'infermiera
a portata di mano sempre pronta a offrire un po' d'ossigeno.
Per le riprese a distanza, delle piccole repliche di quelle
tute furono indossate dai figli del regista e da quelli
di Derek Vanlint (il direttore alla fotografia); solo dopo
che anche i bambini furono svenuti, si pensò ad apportare
delle modifiche alle tute.
All'inizio della produzione, il regista
doveva stare a questionare con 9 produttori che rimanevano
tutto il tempo sul set lamentandosi per l'eccessiva durata
delle riprese.
Il primo giorno in cui la Weaver dovette
recitare con accanto il gatto, scoprì con terrore
che la sua pelle aveva avuto una reazione allergica. Pensò
di essere allergica ai gatti e ben sapeva che per la produzione
sarebbe stato più semplice cambiare l'attrice che
modificare lo script. Si scoprì poi che la pelle
dell'attrice stava reagendo alla glicerina spray che le
veniva vaporizzata addosso per darle l'aspetto "sudato".
Dopo la prima settimana di riprese, Dan
O'Bannon chiese di poter vedere i giornalieri e fu stupito
dal fatto che Gordon Carroll glielo impedì. Per aggirare
il divieto O'Bannon si nascose nella cabina di proiezione.
Per la sequenza del esplosione del torace,
John Hurt aveva la testa, le spalle e le braccia che uscivano
da un buco ricavato nel tavolo, queste unite con un torace
finto pieno di aria compressa e budella di animale. Il resto
del cast non sapeva che le budella fossero vere e questo
generò una genuina reazione di shock.
La "Compagnia" alla quale si
fa riferimento nel film sarebbe la Weylan Yutani. Questo
nome verrà detto sette anni dopo nel film di James
Cameron. Il nome della compagnia compare comunque alla base
di uno degli schermi nella sequenza d'atterraggio (è
scritta in verde).
Oltre ad altri "ingredienti",
il costume dello xenomorfo è fatto di plastilina
e parti del motore della Rolls Royce.
Mentre stava lavorando agli effetti per
questo film, Brian Johnson lavorava contemporaneamente per
la produzione de L'impero colpisce ancora (1980).
L'alieno morto e mummificato che si trova
nell'astronave sul pianeta ha assunto il nome di "Space
Jockey". Quell'oggetto di scena (compreso il "cannone"
sul quale è seduto) era alto 8 metri. In quella stessa
scena, Lambert, Dallas, e Kane sono stati interpretati da
due figli del regista più un terzo bambino, questo
per fare in modo che lo Space Jockey sembrasse più
grande.
Il grido che fa l'alieno quando esce dal
torace di John Hurt è il mix del verso di una vipera,
di quello di un maiale e del pianto di un bambino.
Per la morte di Parker si costruì
un calco in fibra di vetro della testa dell'attore Yaphet
Kotto e lo si riempì di cervello di maiale. La fronte
fu realizzata in cera in modo che i denti dello xenomorfo
potessero penetrarla facilmente. Ai denti dell'alieno furono
assicurati degli uncini metallici così che la cera
si rompessa nella maniera voluta.
Per la scena in cui l'alieno salta fuori
dal nascondiglio nello shuttle, il set fu costruito su misura
per Bolaji Badejo (che vestiva il costume dello xenomorfo)
in modo di dargli un vero nascondiglio. Tuttavia uscire
dal nascondiglio risultò più difficile di
quanto si pensasse: il costume si ruppe più volte
e, in un'occasione, si staccò di netto la coda.
Nello script era prevista una scena di
sesso fra Dallas e Ripley, ma non fu mai realizzata.
La caracassa del facehugger analizzata
da Ash fu realizzata utilizzando dei crostacei, quattro
ostriche e il rene di una pecora per ricreare gli organi
interni.
La Nostromo fu costruita avvalendosi della
consulenza della NASA.
Il simbolo sulla porta della Nostromo è
un quadrato a scacchiera, che poi sarebbe uguale al logo
della Purina (che fa alimenti per animali).
Secondo quanto riferito da Veronica Cartwright,
nella scena in cui la coda dell'alieno le si attorciglia
intorno alle gambe, quelle gambe non erano sue ma di Harry
Dean Stanton. La scena era stata ripresa pensandola per
un'altra sequenza.
I movimenti embrionali del facehugger quando
ancora si trova nell'uovo, furono realizzati dallo stesso
regista usando dei guanti di plastica.
In The Blue Planet (serie televisiva
del 2001), David Attenborough disse che lo xenomorfo di
Alien fosse stato modellato sul Phronima, una creatura che
vive a grandi profondità nel mare: è lungo
solo due centimetri e mezzo, trasparente e assomiglia a
un gamberetto ma con occhi, bocca e denti simili alla creatura
di H.R.Giger.
Sullo schermo della Nostromo, mentre è
in orbita intorno al pianeta, si può vedere un riferimento
al Dr. Brian Wyvill, uno dei programmatori delle animazioni
digitali. Nello schermo indicato come "Deorbital Descent"
è possibile isolare le lettere "BLOB",
che sarebbe il soprannome di Wyvill.
Il suono in background che si sente nell'infermeria
dove è tenuto Kane con in faccia il facehugger, si
sente anche nella stanza di Deckard in Blade Runner (1982).
Il pavimento a grate della Nostromo fu
creato usando delle casse (che contenevano cartoni di latte)
girate al contrario e ridipinte.
Il regista disse che, per renedere l'azione
più realistica, il ponte di comando fu cablato in
modo che un attore seduto alla propria console poteva schiacciare
un pulsante che avrebbe acceso una luce nella postazione
di un altro. Il cast improvvisò delle "routines
di lavoro" in modo che quando uno faceva qualcosa (e
accendeva una luce) un altro rispondeva dalla sua postazione
come se in effetti stessero lavorando.
Il progetto originale dell'Alieno disegnato
da H.R.Giger aveva gli occhi. Questi furono eliminati per
renderlo più minaccioso.
All'inizio nessuna major voleva produrre
il film, e anche la 20th Century-Fox l'aveva rifiutato e
questo soprattutto perché c'era troppo sangue. L'unico
produttore che voleva fare il film era Roger Corman, questo
finché Walter Hill non si interessò al progetto.
La prima versione del film durava 3 ore
e 12 minuti. Sarebbe questa la versione preferita dal regista,
mentre il "Director's Cut" fu chiamato così
solo per questioni di marketing.
Il vapore che esce dalle tute spaziali
(e che dovrebbe rappresentare l'aria espirata dagli astronauti)
era aerosol spruzzato dall'interno del casco. In un caso
il meccanismo si ruppe ed iniziò a spruzzare aerosol
all'interno del casco.
Un primo piano su un uovo alieno mostra
che lo slime gocciola dal basso verso l'alto. Il regista
fece questo intenzionalmente, girando la scena con la mdp
girata sotto in su.
Il plasma che esce dai bruciatori dello
shuttle (e che brucia l'alieno alla fine del film) era in
pratica un sacco d'acqua spruzzata verso la mdp.
La 20th Century Fox non voleva che fosse
realizzato lo Space Jockey e questo perché, ai tempi,
gli oggetti di scena non erano in genere così grossi.
Per il Director's Cut, il regista ha tagliato
dai 10 ai 15 secondi in alcune scene che lui riteneva troppo
lunghe. Il risultato è una versione del film più
tesa. Ecco, invece, le scene aggiunte: 1)Lambert tira uno
schiaffo a Ripley di fronte all'infermeria poiché
quest'ultima voleva lasciare tre colleghi in quarantena
fuori dalla Nostromo. 2)Il sangue di Brett cola su Parker
dopo che il corpo del primo è stato trascinato nei
condotti dell'areazione dall'alieno. 3)Ripley trova Brett
e Dallas moribondi e intrappolati dall'alieno nei baccelli.
Dallas prega di ucciderlo. 4)La crew della Nostromo ascolta
il segnale mandato da alien e discute sulla natura del pianeta
prima di prepararsi all'atterraggio. 5)Kane che tiene in
mano una strana pistola mentre avvicina la faccia ad uno
dei baccelli contenenti il facehugger. 6)Brett si ferma
ad asciugarsi il volto dal sudore mentre è alla ricerca
del gatto Jones; in questa scena, senza preavviso, si vede
(ma si confonde con le tubature) l'alieno che sta appollaiato
sopra Brett a ciondolare. 7)Verso la fine, dopo che Ripley
ha azionato l'autodistruzione della Nostromo, la donna viene
sorpresa dall'alieno nei corridoi e molla la gattiera per
tornare indietro. L'alieno avvicina la testa al gatto e
poi dà una botta alla gattiera. Questo spiega il
perché, in entrambe le versioni del film, la gattiera
è rovesciata sul lato e non si trova dove Ripley
l'aveva lasciata nel momento in cui la protagonista torna
a riprendere Jones.