TRAMA

Sull'astronave da carico Nostromo, le sette persone dell'equipaggio si svegliano dall'ipersonno per controllare quello che sembra un messaggio di soccorso. Il capitano Dallas (Tom Skerritt), seguito dai suoi uomini, atterra sul pianeta desolato LV-426 che sembra ospitare solo un'astronave impattata al suolo. Un membro dell'equipaggio, Kane (John Hurt), scopre che in quella nave spaziale si trovano delle strane uova giganti, una delle quali si apre per far uscire un alieno che gli si aggrappa al volto (facehugger). Kane viene riportato sulla Nostromo, nonostante le proteste di Ripley (Sigourney Weaver), la seconda in comando, che avrebbe preferito imporre una quarantena. Dopo i tests scientifici compiuti dal freddo e calcolatore ufficiale Ash (Ian Holm), il facehugger si stacca e muore. Kane sembra stare bene ma dopo una memorabile cena, l'equipaggio si troverà a dover combattere contro un grosso alieno la cui sola finalità, come nei classici monster-movies, è quella di sterminare i protagonisti.

 

 

 

 

 


ALIEN

(titolo or.: Alien - USA/UK - 1979 - 116min - Colore)

di Ridley Scott

GENERE
HORROR - SCI-FI
IN BREVE
C'è poco da dire: un must assoluto.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ancora non hai capito con che cosa hai a che fare, vero?! Un perfetto organismo. La sua perfezione strutturale è pari solo alla sua ostilità. [...] Ammiro la sua purezza: un superstite, non offuscato da coscienza, rimorsi o illusioni di moralità"

Due premesse: qui si tratta del Director's Cut rieditato da Ridley Scott nel 2003 dopo che furono trovati 100 scatole di girato originale del 1979 nascoste chissà dove in un deposito londinese. Inoltre, dal momento che chissà quanti avranno già scritto e letto di tutto e di più su questo film, mi permetto di dare un taglio particolare a questa recensione, avvalendomi di una rilettura psicanalitica del film (sfruttando il lavoro fatto dai Gabbard nel libro "Cinema e psichiatria", 1999). Questo pietra miliare della fantascianza horror è un monster-movie che si rifà a pellicole di serie B quali Terrore nello spazio (1965) e Il mostro dell'astronave (1958), essenzialmente trasporta l'orrore nello spazio creando un mostro spietato e crudele come nessuno mai. Il film in sé non è volontariamente psicanalitico, ma quest'ottica può essere utilizzata come chiave di lettura. Occorre rifarsi alla teoria degli oggetti parziali sviluppata da Melanie Klein: per questa autrice il bambino, nelle prime fasi dell'infanzia, reagisce all'angoscia (vissuta come distruttiva) utilizzando meccanismi di difesa quali: introiezione, proiezione, identificazione proiettiva. Detto nel modo più semplice possibile, il bambino si sforza di tenere in sé ciò che è buono e felice e di proiettare all'esterno ciò che è cattivo. In alcuni casi, poi, il bambino proietta fuori gli oggetti buoni per tenerli al sicuro da quelli cattivi interni, o può anche introiettare gli oggetti persecutori esterni per tenerli sotto controllo. Ma che cos'è un "oggetto" secondo questa teoria? Uno dei primi oggetti con cui viene in contatto il bambino è il seno materno, che diventa parziale nel momento in cui viene vissuto in modo ambivalente: il seno dà il nutrimento (lato buono introiettato) ma dispensa anche frustrazione e angoscia quando viene negato (lato proiettato che diventa persecutorio). Nel momento in cui il bambino carica di paura e aggressività il seno materno, c'è per lui il pericolo che l'oggetto persecutorio possa rientrare in lui per attaccare e distruggere gli oggetti buoni interni e, per estensione del concetto, il suo Io. Agganciamo ora questa teoria al film di Scott. Per Gabbard, Alien riesce a rievocare queste paure infantili (di cui non riusciamo a liberarci mai anche in età adulta) e questo, sempre per lo scrittore, diventa la principale delle motivazioni inconsce che ci porta ad essere affascinati dalla pellicola. Il film è ricco di ambientazioni da incubo, grazie anche alle scenografie curate dall'artista svizzero H.R.Giger le cui creazioni sono notoriamente delle concretizzazioni di fantasie meccanico sessuali. La Nostromo è un'astronave che non offre nessun luogo dove poter stare al sicuro dallo xenomorfo-oggetto persecutore, né c'è qualcuno che possa garantire la salvezza, anzi la Compagnia Weyland-Yutani e il computer di bordo "Madre" (che potrebbero siboleggiare l'elemento genitoriale) non solo non aiutano gli astronauti in pericolo ma diventano ulteriore oggetto minaccioso. L'uso delle luci e delle inquadrature fanno in modo di non riprendere mai a figura intero lo xenomorfo; la mdp indugia in primi piani sui denti o su altre parti parziali del corpo, rendendo la creatura ancor più inquietante. Interessantissimo anche il facehugger che si potrebbe paragonare ad un seno materno: in parte tiene in vita Kane, da un'altra gli sta inoculando un oggetto interno che lo distruggerà. La "chestburster scene", cioé la sequenza in cui l'alieno esce dal petto di Kane, ben rappresenta la proiezione degli oggetti persecutori precedentemente introiettati. Una volta che l'alieno è uscito dal petto di Kane, tutti possono diventarne vittime e l'atteggiamento di sospetto e di paranoia che serpeggia sulla Nostromo, è quella tipica posizione schizo-paranoide che sperimenta il bambino nei primi mesi di vita quando scinde fra oggetti parziali buoni e cattivi, introietta i primi, proietta i secondi e da questi, a livello di fantasie inconsce, ne viene perseguitato. La stessa dinamica la si potrà osservare ne La Cosa (1982) di Carpenter, un altro horror-sci-fi. I timori aumentano nel momento in cui la figura paterna, incarnata dal capitano Dallas, viene eliminato: proprio quella figura che avrebbe potuto rassicurare e proteggere nei confronti degli oggetti cattivi. A questo punto Ripley dovrà assumere in sé i due elementi maschili e femminili, ma soprattutto (e la cosa sarà palese in Aliens - Scontro Finale) è la Ripley donna- mamma a poter sconfiggere le angosce infantili. Fine della rilettura psicanalitica. Su un piano più tecnico la bravura di Scott è stata quella di aver evitato i clichés del genere (subplot romantici, ...) e di aver concentrato l'azione in quello che in definitiva si potrebbe definire un horror stile "casa stregata con mostro in cantina", ma aggiornato all'era tecnologica. Sulla scia dell'interesse fantascientifico nato in seguito all'uscita di Guerre Stellari (1977), Alien, insieme a Blade Runner (1982), rimane un film di fantascienza moderno nel modo in cui si esprime e mette in scena il fantastico. Molto del successo lo si deve alla presenza carismatica dell'androgina Sigourney Weaver, qui al suo primo ruolo da protagonista, la cui Ripley (che conosceremo meglio nei seguiti) diventa personaggio d'immedesimazione per maschi e femmine contemporaneamente. Molta tensione e poco sangue - a parte la chestbursting scene - ottimo uso delle luci, delle musiche e della fotografia, fanno di questo film, come fu per pellicole quali Psycho (1960) e Non aprite quella porta (1974), un esempio di come manipolare gli spettatori facendo loro credere di aver visto di più di quanto in effetti hanno visto. Non dovrebbe neppure essere necessario scrivere che Alien è un must assoluto; per 45 euro (prezzo aggiornato al 2006) vi porterete a casa la Quadrilogia, 9 DVD da urlo pieni di extra. Per inciso, ho visto che in giro viene venduta la stessa Quadrilogia a 75 euro: siete pregati di non dare i vostri soldi a furboni (fra l'altro grosse catene) che operano dei ricarichi di 30 euro (oltre a quello base)!

La saga dello xenomorfo è composta da: Alien (1979), Aliens - Scontro Finale (1986), Alien³ (1992), Alien - La Clonazione (1997), Alien vs. Predator (2004) e Alien vs. Predator: AVP2 (2007).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film costò circa 11 milioni di dollari e ne incassò, solo per il noleggio 40,3. Fu girato al Shepperton Studios, Shepperton, Surrey (UK) e al Bray Studios, Down Place, Oakley Green, Berkshire (UK).

Il film doveva essere diretto da Walter Hill, ma il regista rinunciò passando il lavoro a Scott.

Il ruolo di Ripley doveva essere dato a Veronica Cartwright, ma i produttori poi optarono per Sigourney Weaver.

In un primo abbozzo dello script, Ripley doveva essere un uomo. In effetti tutti i nomi dei personaggi principali furono cambiati da Walter Hill e David Giler durante la revisione dello script originale di Dan O'Bannon e Ronald Shusett. Tale script aveva una clausola che imponeva di mantenere tutti i nomi come "unisex", in modo che potessero essere attribuiti sia a un uomo che a una donna. Tuttavia, Shusett e O'Bannon non avrebbero mai pensato che il ruolo di Ripley andasse a una donna.

Il cervello di Ash fu realizzato mettendo insieme spaghetti, uova di lompo (succedaneo del caviale) e anelli di cipolle.

Bolaji Badejo, che nel film indossa la tuta dello xenomorfo, era un pittore scoperto in un pub da uno dei direttori del casting. Era un Masai alto 2 metri e 13 con braccia magre, proprio le caratteristiche che servivano per indossare il costume. Fu mandato a dei corsi di mimo e di Tai Chi per imparare a rallentare i suoi movimenti. Gli fu costruita una sedia speciale per farlo riposare perché non poteva utilizzare una sedia standard in quanto incompatibile con il costume (soprattutto con la coda).

Lo slime dell'alieno era semplice lubrificante K-Y. Per la cronaca la "K-Y gelly" è la marca più nota di lubrificanti a base d'acqua per uso sessuale.

Nella sequenza iniziale del film, mentre la mdp scarrella nei corridoi della Nostromo, si può vedere un macina caffe della Krups montato sul muro; è lo stesso modello che diventerà Mr. Fusione in Ritorno al Futuro (1985).

Molti produttori hanno dei "lettori" professionisti che leggono e riassumono per loro gli script. Il lettore, in questo caso, riassunse Alien così: "E' come Lo Squalo, ma nello spazio".

Il laser usato nella scena delle uova (nell'astronave aliena) fu noleggiato dalla banda degli Who.

La causa intentata da A.E. van Vogt per il plagio della sua storia "Discord in Scarlet" (1939), storia poi integrata nella novella del 1950 "Voyage of the Space Beagle", fu rifiutata dalla corte.

L'interno delle uova era composto da vero materiale organico. Ridley Scott usò cuore e stomaco bovino. La coda del facehugger era intestino di pecora.

Quando si fece il provino per il ruolo di Ripley, il regista chiese una mano a parecchie donne della produzione affinché guardassero i provini e lui ottenesse un giudizio dalla prospettiva femminile. Le donne furono impressionate dalla Weaver, allora sconosciuta, la quale presenza sullo schermo paragonarono a quella di Jane Fonda.

Ridley Scott ha detto che sono tre i film che hanno avuto influenza su Alien: Guerre Stellari (1977), 2001: Odissea nello Spazio (1968) per le sue rappresentazioni dello spazio profondo, e Non aprite quella porta (1974) per il modo di rappresentare l'orrore.

Brandelli di preservativi furono usati per creare i tendini della bocca dello xenomorfo.

I progetti grafici di H.R. Giger furono più volti modificati a causa dei loro sottintesi sessuali.

La maggior parte dei dialoghi furono sviluppati tramite l'improvvisazione.

Il volto dello xenomorfo fu ottenuto dalla modifica dello stampo di un vero teschio umano.

Ridley Scott voleva un finale più tetro. L'alieno avrebbe staccato con un morso la testa di Ripley quando la donna si fosse trovata sullo shuttle di salvataggio, si sarebbe seduto sulla sua sedia e, con la voce di Ripley, avrebbe iniziato a parlare mandando un messaggio alla Terra. La 20th Century Fox non apprezzò l'idea.

Fu fatto un tentativo, durante la produzione, di creare l'alieno con una pelle trasparente o almeno traslucida.

Furono prodotti tre alieni: un modello e due costumi. Un costume veniva indossato dal masai Bolaji Badejo (alto 213 cm), mentre l'altro era per uno stunt man. Il modello doveva essere ridipinto ogni sera dopo le riprese, dal momento che lo slime che ricopriva l'alieno toglieva la pittura acrilica dalla superficie.

Le voci secondo cui il cast, con l'eccezione di John Hurt, non sapeva cosa sarebbe accaduto durante le riprese della scena "chestburster" sono in parte vere (la scena è quella dell'alieno che esce dal petto). Agli attori venne spiegato a grandi linee cosa sarebbe accaduto ma non sapevano i particolari. Ad esempio, Veronica Cartwright non si aspettava di essere schizzata col sangue.

L'astronave "Nostromo" prende il nome da un romanzo di Joseph Conrad. Lo shuttle di salvataggio che prende Ripley si chiama "Narcissus", riferimento ad un altro libro di Conrad.

Il vettore grafico che appare sullo schermo di Ripley mostrando la sequenza di sbarco della Nostromo, fu usato anche per la sequenza del lancio della macchina volante in Blade Runner (1982).

Molti dei titoli non inglesi del film (versioni estere) suonano, una volta tradotti, come "Alien: L'Ottavo Passeggero".

La capacità dello xenomorfo di depositare le uova nello stomaco fu ispirata dal comportamento delle vespe ragno (Pompilidae) che si dice depongano le loro uova nell'addome dei ragni. Questa immagine fece venire gli incubi a Dan O'Bannon che la utilizzò per la storia. In verità la Pompilidae depone le uova sulla sua preda, ma non in essa, dopodiché le larve della vespa iniziano a pasteggiare con la preda paralizzata dalla puntura dell'insetto. Sono piuttosto le vespe Ichneumon o le Braconidi alle quali avrebbe dovuto fare riferimento: le prime depongono un singolo uovo nelle larve del Hylotrupes bajulus (insetto del legno), mentre le seconde iniettano le uova in una certa specie di millepiedi. In entrambi i casi le larve delle vespe esplodono al di fuori dei corpi degli ospiti proprio come accade nel film.

Furono preparate 130 uova aliene per la scena nell'astronave impattata sul pianeta.

La maggior parte degli interni della Nostromo sono stati realizzati utilizzando aerei rottamati.

Per la scena del risveglio dall'ipersonno, le due attrici (Veronica Cartwright e Sigourney Weaver) hanno dovuto indossare dei copri capezzoli per non offendere gli spettatori di alcuni stati in cui sarebbe stato proiettato il film (spettatori che non hanno mai visto un paio di tette, presumo).

Jon Finch era inizialmente stato ingaggiato per il ruolo di Kane ma il primo giorno di riprese apparve a tutti in pessima salute. Fu chiamato un medico e l'attore fu trasferito in ospedale dove si scoprì che soffriva gravemente di diabete. Ridley Scott sapeva che John Hurt era in città e così lo contattò per offrirgli il ruolo. Il giorno dopo Hurt era sul set.

Per simulare la spinta dei motori della Nostromo, il regista utilizzava chiese una mano a dei membri della crew che avrebbero dovuto scuotere i sedili su cui stavano seduti gli attori.

I progetti iniziali di H.R. Giger per il facehugger furono trattenuti dalla dogana USA che rimase molto allarmata dai disegni. Dan O'Bannon dovette andare in dogana a spiegare che si trattava di bozze per un film horror.

L'alieno che salta fuori dal petto di John Hurt fu una scena realizzata creando un buco nel tavolo mentre una persona della crew stava sotto su uno skateboard legato a una fune. Altri membri della crew tiravano velocemente la fune per fare in modo che l'alieno si muovesse. La Chestbursting Scene fu realizzata in un ciak usando contemporaneamente 4 mdp.

Per fare in modo che il gatto Jones reagisse con paura, gli fu piazzato di fronte un pastore tedesco.

Le riprese di Dallas che inseguiva l'alieno nel condotto di areazione e quelle che vedevano gli altri protagonisti mentre davano a Dallas le istruzioni sono durate un giorno intero.

L'idea che l'alieno dovesse sanguinare acido venne a Ron Cobb, il concept artist.

Ridley Scott realizzò personalmente tutte le riprese con la mdp a mano.

Jerry Goldsmith se la prese a male quando Ridley Scott e l'editor Terry Rawlings misero mano al suo score musicale. Scott pensava che la prima composizione di Goldsmith fosse troppo roboante mentre invece avrebbe dovuto essere più minimalista. Oltre a questo, Goldsmith fu sbigottito nello scoprire che la sua composizione era stata ritoccata da Rawling che c'aveva inserito segmenti presi dallo score del film Freud (1962), sempre composto da Goldsmith. Il compositore sviluppò un certo rancore verso i due, rancore che durò fino alla sua morte avvenuta nel 2004.

Il personaggio di Ash non compariva nello script originale di Dan O'Bannon.

Il sangue di Ash era semplicemente acqua colorata. Non fu usato latte poiché, sotto le luci dei riflettori, avrebbe inizito subito a puzzare. Il latte però fu usato per i primi piani delle sue viscere artificiali, insieme a della pasta (da cucina!) e a delle biglie di vetro.

Dan O'Bannon e H.R. Giger si conobbero la prima volta mentre lavoravano insieme per Alejandro Jodorowsky che voleva girare Dune. Il progetto poi naufragò.

Il provino che fece conquistare il ruolo di Ripley alla Weaver consistette nelle frasi che la protagonista dice (fuori campo) nella scena finale quando è sullo shuttle della Nostromo.

L'idea alla base del film derivò dall'insoddisfazione che Dan O'Bannon aveva avuto nella lavorazione di Dark Star (1974) diretto da Carpenter. A causa dell'estremo low budget (60.000 dollari) gli effetti speciali erano davvero scadenti e così, per la sua successiva avventura horror/sci-fi, avrebbe realizzato qualcosa di migliore e più convincente.

La collaborazione fra i due scrittori Dan O'Bannon e Ronald Shusett iniziò quando il secondo contattò O'Bannon per chiedergli una mano per l'adattamento di una storia di Philip K. Dick di cui aveva comprato i diritti. Si trattava di "Ricordiamo per voi" (We Can Remember It for You Wholesale) da cui sarà tratto Atto di forza (Total Recall, 1990). O'Bannon disse che era rimasto bloccato su un soggetto che riguardava un alieno su un'astronave e chiese una mano a Shusett. Questo accettò di aiutarlo e i due si misero, come prima cosa, al lavoro sul soggetto dell'alieno perché ritenevano che dei due progetti fosse il più semplice e il meno valido.

Il titolo originale del film doveva essere "Star Beast".

Il contributo di Walter Hill e di David Giler allo script fu solo quello di suggerire che Ash fosse un androide.

Nei primi 6 minuti del film non c'è dialogo.

Su 5 volte che la parola "fuck" viene pronunciata nel film, 4 viene detta da Ripley.

Furono costruite 3 Nostromo: una lunga 30 cm per le riprese a distanza, una di 101 cm per la sequenza dell'atterraggio e una di 7 tonnellate (ma era solo una parte) per le scene in cui l'astronave era posizionata sulla superficie del pianeta.

I produttori del film Il Mostro dell'astronave (It! The Terror from Beyond Space, 1958) presero in considerazione l'idea di fare causa per plagio, ma poi evitarono.

Il nome originale dell'astronave doveva essere "Snark", poi fu cambiato in "Leviathan" e, alla fine, si scelse "Nostromo".

Il computer centrale della Nostromo si chiama Mother (Madre). In Alien - La Clonazione (1997) il computer della nave spaziale si chiamerà Father (Padre).

I due countdowns di 30 secondi (prima dell'auto-distruzione) durano rispettivamente 36 e 37 secondi.

Veronica Cartwright scoprì che non avrebbe recitato nei panni di Ripley solo nel momento in cui fu chiamata a fare delle prove costume.

In pratica la Nostromo dovrebbe essere lunga 27 metri, mentre la nave da carico a cui è agganciata raggiungerebbe la lunghezza di 2,4 chilometri.

Le tute da astronauta usate da Tom Skerritt, John Hurt e Veronica Cartwright erano enormi, pesanti e con cuciture che non lasciavano passare l'aria e non permettevano l'eliminazione della condensa. Dal momento che gli attori recitavano sotto riflettori caldissimi, la maggior parte del tempo la passavano a svenire. Sul set c'era un'infermiera a portata di mano sempre pronta a offrire un po' d'ossigeno. Per le riprese a distanza, delle piccole repliche di quelle tute furono indossate dai figli del regista e da quelli di Derek Vanlint (il direttore alla fotografia); solo dopo che anche i bambini furono svenuti, si pensò ad apportare delle modifiche alle tute.

All'inizio della produzione, il regista doveva stare a questionare con 9 produttori che rimanevano tutto il tempo sul set lamentandosi per l'eccessiva durata delle riprese.

Il primo giorno in cui la Weaver dovette recitare con accanto il gatto, scoprì con terrore che la sua pelle aveva avuto una reazione allergica. Pensò di essere allergica ai gatti e ben sapeva che per la produzione sarebbe stato più semplice cambiare l'attrice che modificare lo script. Si scoprì poi che la pelle dell'attrice stava reagendo alla glicerina spray che le veniva vaporizzata addosso per darle l'aspetto "sudato".

Dopo la prima settimana di riprese, Dan O'Bannon chiese di poter vedere i giornalieri e fu stupito dal fatto che Gordon Carroll glielo impedì. Per aggirare il divieto O'Bannon si nascose nella cabina di proiezione.

Per la sequenza del esplosione del torace, John Hurt aveva la testa, le spalle e le braccia che uscivano da un buco ricavato nel tavolo, queste unite con un torace finto pieno di aria compressa e budella di animale. Il resto del cast non sapeva che le budella fossero vere e questo generò una genuina reazione di shock.

La "Compagnia" alla quale si fa riferimento nel film sarebbe la Weylan Yutani. Questo nome verrà detto sette anni dopo nel film di James Cameron. Il nome della compagnia compare comunque alla base di uno degli schermi nella sequenza d'atterraggio (è scritta in verde).

Oltre ad altri "ingredienti", il costume dello xenomorfo è fatto di plastilina e parti del motore della Rolls Royce.

Mentre stava lavorando agli effetti per questo film, Brian Johnson lavorava contemporaneamente per la produzione de L'impero colpisce ancora (1980).

L'alieno morto e mummificato che si trova nell'astronave sul pianeta ha assunto il nome di "Space Jockey". Quell'oggetto di scena (compreso il "cannone" sul quale è seduto) era alto 8 metri. In quella stessa scena, Lambert, Dallas, e Kane sono stati interpretati da due figli del regista più un terzo bambino, questo per fare in modo che lo Space Jockey sembrasse più grande.

Il grido che fa l'alieno quando esce dal torace di John Hurt è il mix del verso di una vipera, di quello di un maiale e del pianto di un bambino.

Per la morte di Parker si costruì un calco in fibra di vetro della testa dell'attore Yaphet Kotto e lo si riempì di cervello di maiale. La fronte fu realizzata in cera in modo che i denti dello xenomorfo potessero penetrarla facilmente. Ai denti dell'alieno furono assicurati degli uncini metallici così che la cera si rompessa nella maniera voluta.

Per la scena in cui l'alieno salta fuori dal nascondiglio nello shuttle, il set fu costruito su misura per Bolaji Badejo (che vestiva il costume dello xenomorfo) in modo di dargli un vero nascondiglio. Tuttavia uscire dal nascondiglio risultò più difficile di quanto si pensasse: il costume si ruppe più volte e, in un'occasione, si staccò di netto la coda.

Nello script era prevista una scena di sesso fra Dallas e Ripley, ma non fu mai realizzata.

La caracassa del facehugger analizzata da Ash fu realizzata utilizzando dei crostacei, quattro ostriche e il rene di una pecora per ricreare gli organi interni.

La Nostromo fu costruita avvalendosi della consulenza della NASA.

Il simbolo sulla porta della Nostromo è un quadrato a scacchiera, che poi sarebbe uguale al logo della Purina (che fa alimenti per animali).

Secondo quanto riferito da Veronica Cartwright, nella scena in cui la coda dell'alieno le si attorciglia intorno alle gambe, quelle gambe non erano sue ma di Harry Dean Stanton. La scena era stata ripresa pensandola per un'altra sequenza.

I movimenti embrionali del facehugger quando ancora si trova nell'uovo, furono realizzati dallo stesso regista usando dei guanti di plastica.

In The Blue Planet (serie televisiva del 2001), David Attenborough disse che lo xenomorfo di Alien fosse stato modellato sul Phronima, una creatura che vive a grandi profondità nel mare: è lungo solo due centimetri e mezzo, trasparente e assomiglia a un gamberetto ma con occhi, bocca e denti simili alla creatura di H.R.Giger.

Sullo schermo della Nostromo, mentre è in orbita intorno al pianeta, si può vedere un riferimento al Dr. Brian Wyvill, uno dei programmatori delle animazioni digitali. Nello schermo indicato come "Deorbital Descent" è possibile isolare le lettere "BLOB", che sarebbe il soprannome di Wyvill.

Il suono in background che si sente nell'infermeria dove è tenuto Kane con in faccia il facehugger, si sente anche nella stanza di Deckard in Blade Runner (1982).

Il pavimento a grate della Nostromo fu creato usando delle casse (che contenevano cartoni di latte) girate al contrario e ridipinte.

Il regista disse che, per renedere l'azione più realistica, il ponte di comando fu cablato in modo che un attore seduto alla propria console poteva schiacciare un pulsante che avrebbe acceso una luce nella postazione di un altro. Il cast improvvisò delle "routines di lavoro" in modo che quando uno faceva qualcosa (e accendeva una luce) un altro rispondeva dalla sua postazione come se in effetti stessero lavorando.

Il progetto originale dell'Alieno disegnato da H.R.Giger aveva gli occhi. Questi furono eliminati per renderlo più minaccioso.

All'inizio nessuna major voleva produrre il film, e anche la 20th Century-Fox l'aveva rifiutato e questo soprattutto perché c'era troppo sangue. L'unico produttore che voleva fare il film era Roger Corman, questo finché Walter Hill non si interessò al progetto.

La prima versione del film durava 3 ore e 12 minuti. Sarebbe questa la versione preferita dal regista, mentre il "Director's Cut" fu chiamato così solo per questioni di marketing.

Il vapore che esce dalle tute spaziali (e che dovrebbe rappresentare l'aria espirata dagli astronauti) era aerosol spruzzato dall'interno del casco. In un caso il meccanismo si ruppe ed iniziò a spruzzare aerosol all'interno del casco.

Un primo piano su un uovo alieno mostra che lo slime gocciola dal basso verso l'alto. Il regista fece questo intenzionalmente, girando la scena con la mdp girata sotto in su.

Il plasma che esce dai bruciatori dello shuttle (e che brucia l'alieno alla fine del film) era in pratica un sacco d'acqua spruzzata verso la mdp.

La 20th Century Fox non voleva che fosse realizzato lo Space Jockey e questo perché, ai tempi, gli oggetti di scena non erano in genere così grossi.

Per il Director's Cut, il regista ha tagliato dai 10 ai 15 secondi in alcune scene che lui riteneva troppo lunghe. Il risultato è una versione del film più tesa. Ecco, invece, le scene aggiunte: 1)Lambert tira uno schiaffo a Ripley di fronte all'infermeria poiché quest'ultima voleva lasciare tre colleghi in quarantena fuori dalla Nostromo. 2)Il sangue di Brett cola su Parker dopo che il corpo del primo è stato trascinato nei condotti dell'areazione dall'alieno. 3)Ripley trova Brett e Dallas moribondi e intrappolati dall'alieno nei baccelli. Dallas prega di ucciderlo. 4)La crew della Nostromo ascolta il segnale mandato da alien e discute sulla natura del pianeta prima di prepararsi all'atterraggio. 5)Kane che tiene in mano una strana pistola mentre avvicina la faccia ad uno dei baccelli contenenti il facehugger. 6)Brett si ferma ad asciugarsi il volto dal sudore mentre è alla ricerca del gatto Jones; in questa scena, senza preavviso, si vede (ma si confonde con le tubature) l'alieno che sta appollaiato sopra Brett a ciondolare. 7)Verso la fine, dopo che Ripley ha azionato l'autodistruzione della Nostromo, la donna viene sorpresa dall'alieno nei corridoi e molla la gattiera per tornare indietro. L'alieno avvicina la testa al gatto e poi dà una botta alla gattiera. Questo spiega il perché, in entrambe le versioni del film, la gattiera è rovesciata sul lato e non si trova dove Ripley l'aveva lasciata nel momento in cui la protagonista torna a riprendere Jones.

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