La Frase dal Film:
"Credevo che fossi morta!" "Già,
me lo dicono spesso"
Il pubblico spesso è poco propenso
alla clemenza nei confronti dei sequels, il che in sé
è un peccato in quanto non è necessariamente
detto che un seguito sia per forza brutto. Semmai il problema
dei sequels è che non possono vantare il pregio dell'originalità,
dal momento che ri-trattano una storia già narrata.
Alien - La Clonazione (distribuirlo in Italia come
Alien: Resurrezione avrebbe forse disturbato qualche
catechista) ha il suo maggior difetto proprio nel fatto
che non va ad aggiungere nulla di sostanziale a ciò
che già era stato narrato nei tre precedenti capitoli,
e in quelle occasioni in cui appaiono elementi nuovi, è
la sceneggiatura che inciampa. Detto questo, il film diretto
da Jean-Pierre Jeunet ha una sua forte personalità
estetica proprio per essere stato diretto dallo stesso regista
belga che ci ha regalato affreschi grotteschi quali Delicatessen
(1990), La città perduta
(1995) e Il favoloso mondo di Amélie (2001).
Il che mi porta a dire che questo quarto capitolo è,
come dovrebbe essere, un altro elemento uguale-diverso nella
saga dello xenomorfo; e ben venga. L'ambiente in cui si
svolge l'azione è famigliare a coloro che hanno già
avuto modo di vedere le precedenti pellicole: si tratta
della solita mega stronave oscura che vaga nello spazio
profondo. Almeno Jeunet sa come rendere visivamente accattivante
il film e con questo non mi riferisco solo alla pregevole
sequenza subacquea; le scene d'azione risultano abbastanza
avvincenti e la regia creativa del belga compensa le debolezze
a livello di plot. Gli alieni però non riescono più
ad essere spaventosi come un tempo e un alto blood-level
non pare rimediare a tale mancanza, forse inevitabile. Fra
i co-protagonisti i due più memorabili sono i "regulars"
di Jeunet, Ron Perlman e Dominique Pinon: il primo nei panni
di un rozzo soldato di fortuna e il secondo in quello di
un mercenario paralitico innamorato della giovane Call.
A proposito di quest'ultimo personaggio non pare essere
stata una scelta azzeccatissima quella di farlo interpretare
da Winona Ryder che, in questa occasione, si dimostra rigida
e poco convincente. Altre facce come quelle di Michael Winicott
e di Dan Hedaya stanno troppo poco tempo davanti alla mdp
per poter dare giudizi. Il punto di maggior interesse rimane
il personaggio interpretato dalla Weaver e come la sua Ripley
sia stata reinventata per l'occasione. In Alien - La
Clonazione, Ripley ha assunto una dimensione sinistra
con la quale è difficile entrare in empatia. Più
dura che mai, la protagonista sembra ora non avere nessuna
morale e i suoi dialoghi si limitano a battute secche. Solo
nella scioccante sequenza in cui Ripley 8 incontra i propri
aborti genetici pare trasparire pietà e umanità.
La deriva alla quale può condurre l'ingenieria genetica,
d'altra parte, è l'argomento centrale del film. Mentre
il genere umano sembra essere troppo impegnato a giocare
al dottore pazzo, gli unici che sembrano avere a cuore le
sorti degli uomini sono le macchine (gli androidi, che però
sono "obbligati" dalle leggi di Asimov). Ripley,
una tempo incarnazione del genere umano tutto, è
ora un mix genetico che la pone su un piano di potenziale
neutralità. Se Ripley si disumanizza è però
lo xenomorfo ad assumere le sembianze umane, e anche il
finale ben poco liberatorio lascia parecchi dubbi sul chi
sia ormai l'alieno e l'umano, il cattivo e il buono. Quasi
venti anni dopo la comparsa del primo Alien (1979),
fra riferimenti freudiani ed elementi grotteschi dal sapore
più europeo che americano, il quarto film della serie
non fa paura ma è un bel esercizio di fantasia che
il regista Jeunet ha dimostrato di saper gestire tecnicamente.
Non ha molto senso vedere Alien - La Clonazione
se ci si è persi i primi tre precedenti capitoli.
Quindi, tutti da vedere.
La saga dello xenomorfo è composta
da: Alien (1979), Aliens
- Scontro Finale (1986), Alien³
(1992), Alien - La Clonazione (1997), Alien
vs. Predator (2004) e Alien vs. Predator: AVP2
(2007).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato fra il 20 novembre 1996
e il maggio 1997, è costato circa 70 milioni di dollari.
Le locations sono: 20th Century Fox Studios (10201 Pico
Blvd., Century City, Los Angeles, California, USA); Long
Beach (California, USA): Ottawa (Ontario, Canada); Winnipeg
(Manitoba, Canada).
Joss Whedon, che ha scritto il soggetto,
inizialmente aveva pensato al Newborn (neonato) alieno in
questi termini: doveva avere quattro zampe, era senza occhi,
le ossa erano bianche e delle vene rosse correvano ai lati
del cranio. Aveva una bocca interna come gli altri alieni.
Aveva anche un paio di chele o pinze ai lati della testa
con le quali bloccava le prede mentre le divorava. Il Newborn
doveva essere più grosso, di dimensioni simili a
quelle della Regina. Nella revisione dello script la creatura
fu modificata in un ibrido umano-alieno più credibile.
Nello script era contemplata una scena
che si sarebbe dovuta girare in un giardino interno all'astronave
Auriga. Nella scena si sarebbe vista Ripley che guidava
una jeep elettrica cercando di evitare una sacco di alieni
che l'attaccavano da tutte le parti. Questa scena, mai girata
per limiti di budget, sarebbe stata inserita dopo la sequenza
nella cappella ma prima della nascita dell'ibrido.
Nella prima bozza di script la fine del
film era descritta in modo differente: dopo essere atterrate
sulla Terra, Ripley, Call e il Newborn si combattevano su
una montagna innevata. Per eliminare il Newborn la donna
avrebbe usato una mietitrice. La mietitrice si sarebbe vista
sull'Auriga nella scena dell'inseguimento in giardino, altro
pezzo eliminato in produzione.
Nigel Phelps per progettare l'astronave
betty si ispirò a un martello pneumatico. In origine
l'Auriga avrebbe dovuto avere una struttura verticale, ma
Phelps abbandonò l'idea quando si accorse che sarebbe
stato difficile riprendere con la mdp una tale struttura.
Winona Ryder per poco non annegò
nella scena subacquea.
Sigourney Weaver riuscì davvero
a fare canestro di spalle dopo due settimane di allenamento
con un personal trainer. In questo periodo di allenamento
la sua percentuale di canestri era di 1 su 6 tiri. Quando
arrivò il momento di girare la scena il regista voleva
che la palla fosse fatta cadere dall'alto (insomma, voleva
usare un trucco), piuttosto che aspettare che l'attrice
riuscisse a fare canestro. La Weaver insistette e le fu
concesso di tirare. Fece centro al primo tiro, nonostante
fosse 2 metri oltre la linea dei tre punti. L'attore Ron
Perlman rimase basito e si girò verso la telecamera
esclamando "Oh my God!" (Oh mio Dio). Il regista
Jeunet pensò che il pubblico avrebbe creduto che
ci fosse stato un trucco, dal momento che, nella ripresa,
la palla esce dall'inquadratura. Dopo le insistenze della
Weaver, il regista tenne la ripresa com'era. Sigourney Weaver
discrisse il tiro miracoloso come uno dei momenti più
belli della sua vita. Ovviamente dopo il suo matrimonio
e la nasciata di sua figlia.
Il clone di Ripley da bambina fu realizzato
basandosi su delle vecchie fotografie che la stessa Weaver
aveva dato agli effettisti.
La Weaver fu pagata 11 milioni di dollari,
in pratica più di quanto fosse costata la paroduzione
del primo Alien (1979).
Il regista inizialmente avrebbe voluto
ingaggiare una donna per il ruolo del cattivo ma i produttori
rifiutarono, dal momento che già due donne erano
protagoniste.
Benché sembri che i protagonisti
del film passino la maggior parte del tempo a girare su
e giù per i corridoi dell'astronave, in realtà
ne furono costruiti solo due.
Mano a mano che il film va avanti, i corridoi
dell'astronave diventano sempre più scuri e sinistri.
Nelle scene subacquee fu aggiunto del latte
all'acqua, in quanto l'eccessiva trasparenza di quest'ultima
rendeva la scena poco convincente.
Ci vollero tre settimane per realizzare
le scene subacquee.
Al Newborn furono aggiunti gli occhi per
andare incontro alle critiche della crew che si domandava
come, l'alieno, avrebbe altrimenti potuto vedere se non
avesse avuto occhi.
I genitali del Newborn furono cancellati
digitalmente.
Le scene subacquee furono girate in un
set appositamente costruito negli studios della Fox. Ci
volle quasi una settimana per riempire il set di acqua (era
una grossa cisterna).
Gli attori, prima di girare le scene subacquee,
furono sottoposti a un addestramento composto da 15 lezioni
in piscine nei dintorni di Los Angeles. Una volta giunti
sul set dovettero farsi 2 settimane aggiuntive di esercitazioni
prima che la scena fosse girata. Sigourney Weaver non fece
nessuna allenamento dal momento che, in quei giorni, era
impegnata in una recita teatrale a Broadway.
L'attore Ron Perlman per poco non annegò
nelle scene subacquee. Mentre riemergeva picchiò
la testa contro il soffitto e svenne. Fu aiutato dalle persone
della crew che gli erano più vicine.
Joss Whedon scrisse cinque differenti finali
per lo scontro finale con il Newborn, i primi quattro di
questi si sarebbero svolti sulla Terra in setting quali
un reparto di maternità, un'enorme discarica, una
montagna innevata, e nel deserto.
Il computer centrale dell'Auriga è
chiamato Padre, mentre in Alien (1979) il computer
della nostromo si chiamava Madre.
I nomi degli androidi nei film della serie
seguono una logica: in Alien (1979) il nome dell'andriode
era Ash, in Aliens - Scontro finale (1986) era
Bishop, in questo film è Call (A,B,C).
In origine questo quarto film sarebbo dovuto
essere un adattamento del fumetto di successo Alien vs.
Predator.
Jean-Pierre jeunet voleva fare una scena
in cui una zanzara pungeva Ripley e quindi esplodeva in
una nuvoletta di fumo a causa dell'acido contenuto nel suo
sangue. L'idea fu lasciata perdere dopo che il dipartimento
degli SFX gli disse che sarebbe costata troppo.
Il codice di atterraggio dell'astronave
dei mercenari è "EA-TM-E", cioé
A-TEAM.
Il personaggio del Dr. Wren fu scritto
in origine per Bill Murray, con l'intento di riunire l'attore
con Sigourney Weaver, la sua co-protagonista in Ghost
Busters (1984).
Winona Ryder accettò di fare il
film ancor prima di leggere lo script. Disse che anche se
fosse morta nella prima scena, lei l'avrebbe fatto. Almeno,
disse, si sarebbe potuta vantare con i suoi fratelli minori
di aver partecipato ad un film della serie Alien.
Quando iniziò il lavoro di preproduzione
ci si accorse che la Regina originale usata nei precedenti
film non si trovava e che gli stampi che erano stati usati
per creare la Regina erano rovinati ed inutilizzabili. Fortunatamente
fu trovata una riproduzione a grandezza naturale nella collezione
personale di un fan della serie.
La produzione voleva tagliare la scena
in cui Ripley incontra la Regina perché sembrava
una scena romantica. La sequenza fu tenuta dopo che la Weaver
minacciò di non fare lavoro di promozione del film
se quella scena fosse stata tagliata.
Il vestito indossato da Ripley cambia nel
film e passa da un'uniforme rossa ad una nera. Dopo aver
visto Kim Flowers (che nel film interpreta Hillard) sul
set, la Weaver volle indossare il suo stesso costume. Si
può vedere Hillard con quel costume nelle scene subacquee.
Il regista al tempo non parlava inglese
ma solo francese, così al suo fianco gli fu piazzato
un addetto che traduceva simultaneamente.
Il Newborn si vede a figura intera solo
in una scena, in tutte le altre sequenze si tratta di un
animatrone.
Il budget concesso al film era inferiore
a quello che si aspettavano il regista e gli sceneggiatori.
Quindi i set furono costruiti in scala più piccola
e si utilizzarono delle riprese più strette con un
sacco di primi piani.
La Fox inizialmente aveva scelto Danny
Boyle come regista, ma questi rinunciò per girare
Una vita esagerata (1997).
H.R.Giger fu profondamente dispiaciuto
di non aver visto il suo nome nei credits del film (versione
cinematografica) e scrisse una lettera di fuoco alla 20th
Century Fox.
Il proiettile che di sponda colpisce un
soldato dietro Gary Douran fu un'idea inutilizzata di Jeunet
per il film La Città Perduta
(1995).
Sigourney Weaver accettò di partecipare
al film soprattutto per girare una scena, quella in cui
Ripley 8 incontra gli aborti genetici di sé stessa.
Per interpretare Ripley 7 (l'aborto genetico
più evoluto) la Weaver infilò la testa in
un buco ricavato nel tavolo al quale era attaccato il grottesco
corpo che gli effettisti avevano creato per lei.
Per le sfortunate persone che vengono trovate
dai mercenari dopo che i feti alieni sono già saltati
fuori dai loro toraci, furono creati dei costumi che avevano
pezzi di budella attaccati sulla maglia. L'effetto speciale
si ispirò a delle T-shirs popolari al tempo del primo
Alien (1979) sulle quali era attaccato un feto
alieno che usciva davanti.
Ron Perlman fece da solo e senza bisogno
di controfigura la scena in cui rimane sospeso a testa in
giù, attaccato con le gambe alla scala, sparando
con due pistole. Il giorno dopo, facendo la doccia, l'attore
scoprì che facendo quel numero si era ferito di brutto
il cavo popliteo (il retro del ginocchio).
Per ottenere la scena in cui la mdp viaggia
all'interno del corpo di Leland Orser per mostrare il feto
alieno che sta per nascere, Orser dovette infilarsi in gola
una sonda con telecamera che poi venne tirata fuori mentre
si riprendeva. La ripresa venne quindi proiettata al contrario.
Per i primi momenti dell'incontro fra il
Newborn e Ripley 8, la Weaver suggerì che il suo
personaggio non guardasse negli occhi il mostrone. Questa
era una cosa imparata girando Gorilla nella nebbia
(1988): mai guardare subito negli occhi un animale potenzialmente
pericoloso.
Per aumentare i contrasti cromatici, il
direttore alla fotografia Darius Khondji aggiunse dell'argento
al processo di stampa. Come risultato si ottennero dei colori
scuri più saturi ed ogni altro colore ottenne una
sfumatura metallica. Usò anche una tinta blu-elettrico
per la sequenza subacquea.
Marc Caro, partner artistico di Jeunet,
non fu interessato a prendere parte al progetto. Andò
a Los Angeles solo per portare qualche costume e per curare
alcune scenografie del film.
Questo è l'unico film della serie
a non essere stato girato in UK. Uno dei motivi principali
per questa scelta è che la protagonista Weaver non
aveva aveva voglia di viaggiare.
La produzione ebbe difficoltà a
trovare un teatro di posa abbastanza ampio dal momento che
produzioni quali Titanic, Starship Troopers
e Il mondo perduto - Jurassic Park avevano occupato
quasi tutti gli studi di Hollywood.
La scena subacquea rappresenta la prima
volta che Winona Ryder accettò di andare sotto l'acqua
da quando, a 12 anni, in un incidente aveva rischiato di
annegare. L'attrice ebbe un attacco di panico il primo giorno
in cui dovette affrontare quella scena.
L'aspetto del Newborn era stato pensato
inizialmente come un'elaborazione del viso della Weaver.
Non fu realizzato in questo modo perché il risultato
ricordava Sil di Specie Mortale (1995).
L'idea che l'alieno venisse risucchiato
nello spazio da un piccolo buco nelle pareti dell'astronave
viene direttamente dal primo Alien (1979) ma in
questo non fu realizzato per limiti di budget.
La R2 Special Edition contiene 7 minuti
extra di scene alterate o aggiunte, con alcune modifiche
che riguardano anche lo score musicale. Ecco cosa si può
vedere:
- Il film si apre con il primo piano dei
denti di un insetto. A poco a poco che la telecamera si
allontana l'insetto si rivela molto piccolo e viene schiacciato
sul vetro da un soldato che sta seduto ad una postazione
dell'Auriga. La grossa astronave si allontana sempre di
più dalla mdp.
- Subito dopo che il feto alieno viene
rimosso dal torace di Ripley 8, la donna si sveglia e prende
il braccio di un chirurgo rompendolo.
- A Ripley 8 viene mostrato un disegno
che rappresenta una bambina e pare che la donna abbia una
risposta emotiva.
- In un dialogo fra il Dr. Wren e Ripley
8 veniamo a sapere che la Compagnia Weyland-Yutani è
stata assorbita dalla Wall-Mart (il che è comico,
dal momento che la Wall-Mart è una nota catena di
supermarket degli USA...un po' come se L'Esselunga acquisisse
la Sony!).
- La scena che introduce la vita sull'astronave
Betty è stata completamente rieditata ed estesa.
Elgyn flirta con Hillard, mentre Call e Vriess, che stanno
lavorando sul cargo, vengono importunati da Johner che tira
un pugnale sulla gamba (insensibile) di Vriess e poi litiga
con Call.
- Durante il dialogo fra Elgyn e Perez,
Elgyn fa qualche commentino su Call, supponendo possa piacere
a Vriess. Dopo che Elgyn chiede a Perez il permesso di stare
sull'Auriga tre giorni, Perez acconsente a patto che vengano
rispettate tre condizioni (no tresspassing in restricted
areas, no trouble, no fighting - non andare in zone interdette,
non creare problemi, non fare risse).
- Qualche dialogo in più nei confronti
di Purvis che si aggregherà al gruppo ma che, se
dovesse inizare a comportarsi in maniera strana, verrà
ucciso.
- Prima di immergersi nell'acqua Christie
e DiStephano hanno una breve conversazione riguardo alle
loro armi.
- Nella cappella Call ricalibra l'Auriga
per farla impattare contro l'atmosfera terrestre in un quadrante
inabitato. Call dice che non può lasciare che l'umanità
si autodistrugga. Ripley dice che una volta aveva provato
a salvare delle persone, si ricorda di una bambina che faceva
brutti sogni e che è morta nonostante il suo aiuto;
ora non si ricorda più neppure il nome di quella
bambina. Dopo che DiStephano entra a recuperare le due donne,
Ripley chiede a Call se lei sogna e la giovane sostiene
di poterlo fare grazie ai processori neurali; Ripley dice
di sognare ogni notte gli alieni e che un tempo questo le
faceva paura ma ora non più, quando si sveglia le
cose sono anche peggio.
- La Betty arriva, dopo il finale drammatico,
sulla Terra e Call dice a Ripley che ben presto arriveranno
dei militari a cercarla. Call le suggerisce di fare perdere
le sue tracce e le chiede cosa vuol fare. Ripley 8 non lo
sa dal momento che è una straniera sulla Terra. La
telecamera si allontana dalle due donne e rivela in panoramica
una Parigi post apocalittica.