La Frase dal Film:
"Il nemico del mio nemico è mio amico"
Sigla AVP e grafica in locandina che paiono
il packaging di una scheda video. A distanza di sette anni
dall'ultimo (e criticato) Alien
- La Clonazione (1997) e di quattordici dal sottovalutato
Predator 2 (1990), questo connubio fra stirpi aliene
suonò più come un trucchetto per poter far
sciamare i giovani hard-gamers nelle sale che come un progetto
che fondesse due cult movies. In effetti il regista, invece
di sforzarsi a studiare le atmosfere delle due rispettive
saghe e di operare una sintesi, ha generato un B-movie ad
alto budget con attori di basso profilo che assomiglia molto
ad un videogame. Nel tentativo di portare nuova linfa ai
due franchises, il vero e unico risultato che si è
ottenuto è quello di aver creato una certa curiosità
per l'evento anche perché, bello o brutto, chiunque
si sia visto tutti i film delle due serie, non si sarebbe
mai perso l'occasione di vedere i due alieni l'uno contro
l'altro. La medesima cosa era avvenuta l'anno prima con
Freddy Vs. Jason (2003).
Come promesso dal titolo il film riguarda lo scontro fra
i Predators e gli xenomorfi, anche se c'è da aspettare
un po' prima che si possa vedere "qualcosa". Nel
frattempo, fra ovvietà di sceneggiatura e bidimensionalità
dei personaggi l'impressione di essere di fronte a qualcosa
di già visto in più di un fanta-thriller non
è una falsa percezione. Anderson filma gli scontri
fra i due alieni in modo confuso (anche per coprire probabili
limiti negli SFX) ed invece che essere battaglie su grande
scala si tratta di testa a testa che in genere durano poco.
Anche se Anderson pare ispirarsi a Ridley Scott, McTiernan
e Cameron (registi che hanno lavorato per le due saghe)
il risultato piatto del film non fa che sottolineare il
gap fra quello e gli altri. Non tutto è da buttare,
ovviamente, soprattutto se si ha la passione per gli SFX
tecnologici: non mancano avveneristiche astronavi, esplosioni
atomiche, armi all'avanguardia e un po' di splatter mainstream.
Un certo grado di intrattenimento è quindi garantito
a patto di non porsi troppe domande e di non fare confronti
con le precedenti istallazioni, anche se è difficile.
La protagonista Sannaa Lathan non è certo la Ripley
della Weaver e Raoul Bova, nei panni del bel archeologo
Sebastian de Rosa è senza infamia e senza lode. La
tensione e la paura suscitata dagli alieni è un ricordo
lontano che non pertiene certo a questo baloccone moderno.
Giusto il film da "frittatona di cipolle e rutto libero".
Segue: Alien vs. Predator: AVP2
(2007).
La saga dello xenomorfo è composta
da: Alien (1979), Aliens
- Scontro Finale (1986), Alien³
(1992), Alien - La Clonazione
(1997).
I due precedenti film sul Predator sono:
Predator (1987) e Predator 2 (1990).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Costato circa 45 milioni di dollari, il
film è stato alla CKD Factory, Vysocany (Praga, Repubblica
Ceca).
Paul W.S. Anderson rinunciò a dirigere
sia Resident Evil: Apocalypse (2004) che Mortal
Kombat: Devastation (2007) per poter scrivere e dirigere
questo film, benché sia comunque il produttore di
Resident Evil: Apocalypse.
Si parlava di girare questa pellicola già
dai tempi in cui apparve, nel film Predator 2 (1990),
un teschio di alien sull'astronave dei Predators attaccato
alla parete come trofeo.
A parte le scene in cui apparivano contemporaneamente,
Ian Whyte interpretò, in questo film, tutti i Predators.
La storia si svolge in Antartide ad ottobre,
periodo in cui là è estate e il sole non va
sotto l'orizzonte. Eppure nella stazione di pesca è
sempre notte.
La rompighiaccio del film si chiama "The
Piper Maru". Il nome della nave deriva dall'episodio
15 serie III della serie The X Files (1993). Quell'episodio
prendeva il nome dalla sorella di Gillian Anderson (nella
serie Dana Scully).
AVP è il film del 2004
(fra quelli prodotti da una major) che è stato girato
in meno tempo (2 mesi e mezzo) e quello che ha avuto il
tempo di post produzione più breve (4 mesi).
Il personaggio interpretato da Lance Henriksen,
Charles Bishop Weyland, è il co-fondatore della Weyland
Yutani Corporation. Quest'ultima sarebbe la Compagnia citata
in tutti i film della serie Alien. L'androide Bishop
di Aliens - Scontro Finale
(1986) e Bishop II in Alien3 (1992)
furono interpretati sempre da Henriksen. Fra l'altro quando,
in AVP, Charles Bishop Weyland è seduto
alla sua scrivania sulla nave, possiamo vederlo giocare
per pochi secondi con il coltello nello stesso modo in cui
Bishop giocava con il coltello in Aliens - Scontro Finale
(1986).
L'idea di fondere la storia di Alien con
quella di Predator, prima di diventare un film, è
stata concretizzata in varie altre forme. C'è stata
una serie di fumetti di successo, più di un videogioco,
una colonna sonora (dal videogioco) e pure una serie di
cards.
Guardate la terza immagine a sinistra:
c'è la luna piena. Ma nell'ottobre del 2004 la luna
piena c'era il 10 e non il 28, quando si svolgono i fatti.
Ad un certo punto della produzione fu contattato
Peter Weller perché nel film facesse una breve apparizione
nei panni di John Yutani, l'altro co-fondatore della sinistra
Compagnia Weyland-Yutani di cui si tratta nei film della
serie Alien.
Questo è il primo film in cui compaia
un mostro della serie Alien o un Predator, ad aver ricevuto
un rating diverso dalla "R" (Ha preso il PG-13).
Il personaggio Mark Werheiden prende il
nome dal creatore della serie a fumetti che per prima ha
messo insieme lo xenomorfo e il Predator. Quella serie,
a differenza di quello che molti pensano, comparve prima
di Predator 2 (1990) e della relativa scena del
teschio dell'alieno.
E' il primo film ad aver fatto "recitare"
un Predator mancino.
La scena in cui il gruppo scopre la camera
sacrificale nella piramide, in origine era più lunga
di quanto visto al cinema. Dopo che Rousseau e Thomas discutono
del buco nel torace dei cadaveri, Sebastian trova un facehugger
calcificato. Lex e Sebastian fanno ipotesi su quale possa
essere l'origine della creatura.
Nel film si dice che la piramide si muove
ogni dieci minuti perché il calendario azteco è
basato sul sistema metrico. La moderna misurazione del tempo
(sessagesimale: 60 secondi per fare un minuto) non è
basata sul sistema metrico quindi ci vuole meno tempo per
ogni minuto basato sulla misurazione moderna di quanto ci
voglia per fare un minuto basato sul sistema metrico. Significa
che la piramide dovrebbe muoversi ogni sedici minuti.
Subito dopo i credits, gli SFX designers
Tom Woodruff Jr. e Alec Gillis fanno una breve apparizione
nei panni dei tecnici che scoprono, guardando le immagini
satellitari, la fonte di calore che proviene da sotto la
piramide.
Nel film si dice che la piramide si trova
esattamente sotto alla stazione di pesca. Eppure un tunnel
(che parte dalla stazione) con un perfetto angolo di 30°
che penetra 610 metri sotto il ghiaccio, si distanzia dal
punto d'origine di oltre un chilometro.
La prima ripresa del film rappresenta la
silhouette della Regina aliena da Aliens
- Scontro Finale (1986), prima che si capisca che in
verità si tratta del satellite di Weyland.
Gli altari su cui sono poste le vittime
nella camera sacrificale replicano la disposizione delle
capsule dell'ipersonno nel film Alien
(1979).
Il film in bianco e nero che si vede all'inizio
della pellicola è un altro vecchio monster-movie
che riunisce due "mostri sacri". Si tratta di
Frankenstein contro l'uomo lupo (1943).
Non posso dire se la cosa sia stata mantenuta
nelle versioni italiane, ma nella VO la protagonista definisce
lo xenomorfo "ugly motherfucker" (schifoso figlio
di puttana). La stessa definizione che Arnold Schwarzenegger
(Predator, 1987) e Danny Glover (Predator 2,
1990) useranno per il loro nemico alieno.
E' il primo film che tratta dello xenomorfo
a non avere nel cast Sigourney Weaver, la quale disse che
l'idea di fondere le due storie "suonava terribile".
Nonostante ci si trovi in Antartide, spesso
qando i personaggi parlano non esce vapore dalla bocca.
In più Alexa, dopo l'incontro con l'alieno, rimane
con un golfinetto leggero e senza cappello (di notte!).
Morte sicura.
All'inizio del film, nella stazione di
controllo del satellite, si vede il "drink drink bird",
cioé quel giocattolino a forma di volatile con un
contrappeso che mima con il movimento un uccello che becca.
Lo stesso giochino lo si vede sul tavolo della mensa in
Alien (1979) e anche in Alien3 (1992).
Le schermate con le scritte digitali che
si vedono sull'astronave aliena all'inizio del film, si
riflettono nel visore della maschera del Predator, così
come la scritta digitale del computer della Nostromo in
Alien (1979) si era riflessa sulla visiera del
casco d'astronauta.
Il pinguino che spaventa un co-protagonista
è della razza Humboldt (Spheniscus humboldti), una
specie che si trova in Perù e in Cile ma non in Antartide.
La ripresa (dall'interno della struttura)
del team di esploratori con in mano delle torce che arriva
alla cima della piramide, è un riferimento alla spedizione
degli astronauti della Nostromo che entra nell'astronave
aliena schiantatasi sul pianeta.
Il disegno al centro del pavimento nella
camera sacrificale è quasi identico alla locandina
di Alien3 (1992).
I termini "alien" e "predator"
non sono mai pronunciati nel film. Gli xenomorfi sono definiti
"cose", "creature" e "serpenti";
i Predators sono definiti "cacciatori".
Il film non avrà mai un rimontaggio
stile Director's Cut, in quanto il regista ha detto che
ciò che la gente ha visto al cinema è proprio
quello che lui voleva mostrare.
Il sangue dei Predators è fatto
con il liquido contenuto nei bastoncini luminosi fluorescenti.
A quanto ha anche affermato John McTiernan, durante la produzione
di Predator (1987) si inventarono quell'effetto
dopo aver passato un sacco di tempo a cercare di produrre,
senza risultati, del sangue arancione.
Il codice morse prodotto dal satellite
all'inizio del film forma la frase inglese "Whoever
wins, we lose" (Chiunque vinca, noi perdiamo), usata
come tagline nelle locandine.
Il regista disse che Arnold Schwarzenegger
era pronto a riprendere il ruolo di Dutch Schaeffer (da
Predator, 1987) per comparire in un cameo alla
fine del film, a patto che non venisse eletto Governatore
della California.
Alla Amalgamated Dynamics Incorporated,
la crew degli effettisti, diede un nome ai tre Predators:
Scar (il protagonista), Celtic e Chopper.
L'animatrone della Regina era controllato
da una tenuta motion-capture che poteva salvare digitalmente
tutti i movimenti. Così, se la Regina avesse compiuto
dei "bei movimenti", questi potevano essere ripetuti
pari pari davanti alla telecamera.
Sebastian cita la Conta Lunga quando descrive
il calendario Azteco. La Conta Lunga, però, era un
computo temporale dei Maya. Il calendario Azteco, per quanto
basato su quello Maya, non utilizzava la Conta Lunga.
Il DVD ha una Extended Version che semplicemente
aggiunge 2 minuti in più rispetto alla versione cinematografica.
In questi due minuti viene mostrata la stazione di pesca
nel 1904 mentre un pescatore viene inseguito. Entra in una
casa e cerca di nascondersi ma il Predator gli si para di
fronte e gli punta il laser a tre punti. La soggettiva diventa
quella del Predator con la sua tipica visione termografica.
A quel punto si vede che alla destra del pescatore c'è
uno xenomorfo che balza verso il Predator. Da qui in poi
il film prosegue come avete visto al cinema.