TRAMA

Il satellite della multinazionale posseduta dal miliardario Charles Bishop Weyland (Lance Henriksen) localizza in Antartide una fonte di calore sottostante ad una piramide antica nascosta dai ghiacci. Weyland ingaggia un archeologo (Raoul Bova), un ingegnere elettronico (Ewen Bremner) e Alexa, una guida esperta, (Sannaa Lathan). Una volta raggiunta la piramide, il team comprende che questa è il luogo in cui si svolgeva un'antica battaglia fra due gruppi alieni e gli umani erano usati solo come carne da macello. Alla comparsa dei Predators e degli xenomorfi la battaglia avrà di nuovo inizio.

 

 


ALIEN vs. PREDATOR

(titolo or.: AVP - Alien vs. Predator - USA/CANADA/GER/CZ/UK - 2004 - 108min - Colore)

di Paul W.S. Anderson

GENERE
HORROR - SCI-FI - ACTION
IN BREVE
Un B-movie in grande stile che ricorda più un videogame che i film ai quali fa riferimento. Just relax and have fun!
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Il nemico del mio nemico è mio amico"

Sigla AVP e grafica in locandina che paiono il packaging di una scheda video. A distanza di sette anni dall'ultimo (e criticato) Alien - La Clonazione (1997) e di quattordici dal sottovalutato Predator 2 (1990), questo connubio fra stirpi aliene suonò più come un trucchetto per poter far sciamare i giovani hard-gamers nelle sale che come un progetto che fondesse due cult movies. In effetti il regista, invece di sforzarsi a studiare le atmosfere delle due rispettive saghe e di operare una sintesi, ha generato un B-movie ad alto budget con attori di basso profilo che assomiglia molto ad un videogame. Nel tentativo di portare nuova linfa ai due franchises, il vero e unico risultato che si è ottenuto è quello di aver creato una certa curiosità per l'evento anche perché, bello o brutto, chiunque si sia visto tutti i film delle due serie, non si sarebbe mai perso l'occasione di vedere i due alieni l'uno contro l'altro. La medesima cosa era avvenuta l'anno prima con Freddy Vs. Jason (2003). Come promesso dal titolo il film riguarda lo scontro fra i Predators e gli xenomorfi, anche se c'è da aspettare un po' prima che si possa vedere "qualcosa". Nel frattempo, fra ovvietà di sceneggiatura e bidimensionalità dei personaggi l'impressione di essere di fronte a qualcosa di già visto in più di un fanta-thriller non è una falsa percezione. Anderson filma gli scontri fra i due alieni in modo confuso (anche per coprire probabili limiti negli SFX) ed invece che essere battaglie su grande scala si tratta di testa a testa che in genere durano poco. Anche se Anderson pare ispirarsi a Ridley Scott, McTiernan e Cameron (registi che hanno lavorato per le due saghe) il risultato piatto del film non fa che sottolineare il gap fra quello e gli altri. Non tutto è da buttare, ovviamente, soprattutto se si ha la passione per gli SFX tecnologici: non mancano avveneristiche astronavi, esplosioni atomiche, armi all'avanguardia e un po' di splatter mainstream. Un certo grado di intrattenimento è quindi garantito a patto di non porsi troppe domande e di non fare confronti con le precedenti istallazioni, anche se è difficile. La protagonista Sannaa Lathan non è certo la Ripley della Weaver e Raoul Bova, nei panni del bel archeologo Sebastian de Rosa è senza infamia e senza lode. La tensione e la paura suscitata dagli alieni è un ricordo lontano che non pertiene certo a questo baloccone moderno. Giusto il film da "frittatona di cipolle e rutto libero".

Segue: Alien vs. Predator: AVP2 (2007).

La saga dello xenomorfo è composta da: Alien (1979), Aliens - Scontro Finale (1986), Alien³ (1992), Alien - La Clonazione (1997).

I due precedenti film sul Predator sono: Predator (1987) e Predator 2 (1990).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Costato circa 45 milioni di dollari, il film è stato alla CKD Factory, Vysocany (Praga, Repubblica Ceca).

Paul W.S. Anderson rinunciò a dirigere sia Resident Evil: Apocalypse (2004) che Mortal Kombat: Devastation (2007) per poter scrivere e dirigere questo film, benché sia comunque il produttore di Resident Evil: Apocalypse.

Si parlava di girare questa pellicola già dai tempi in cui apparve, nel film Predator 2 (1990), un teschio di alien sull'astronave dei Predators attaccato alla parete come trofeo.

A parte le scene in cui apparivano contemporaneamente, Ian Whyte interpretò, in questo film, tutti i Predators.

La storia si svolge in Antartide ad ottobre, periodo in cui là è estate e il sole non va sotto l'orizzonte. Eppure nella stazione di pesca è sempre notte.

La rompighiaccio del film si chiama "The Piper Maru". Il nome della nave deriva dall'episodio 15 serie III della serie The X Files (1993). Quell'episodio prendeva il nome dalla sorella di Gillian Anderson (nella serie Dana Scully).

AVP è il film del 2004 (fra quelli prodotti da una major) che è stato girato in meno tempo (2 mesi e mezzo) e quello che ha avuto il tempo di post produzione più breve (4 mesi).

Il personaggio interpretato da Lance Henriksen, Charles Bishop Weyland, è il co-fondatore della Weyland Yutani Corporation. Quest'ultima sarebbe la Compagnia citata in tutti i film della serie Alien. L'androide Bishop di Aliens - Scontro Finale (1986) e Bishop II in Alien3 (1992) furono interpretati sempre da Henriksen. Fra l'altro quando, in AVP, Charles Bishop Weyland è seduto alla sua scrivania sulla nave, possiamo vederlo giocare per pochi secondi con il coltello nello stesso modo in cui Bishop giocava con il coltello in Aliens - Scontro Finale (1986).

L'idea di fondere la storia di Alien con quella di Predator, prima di diventare un film, è stata concretizzata in varie altre forme. C'è stata una serie di fumetti di successo, più di un videogioco, una colonna sonora (dal videogioco) e pure una serie di cards.

Guardate la terza immagine a sinistra: c'è la luna piena. Ma nell'ottobre del 2004 la luna piena c'era il 10 e non il 28, quando si svolgono i fatti.

Ad un certo punto della produzione fu contattato Peter Weller perché nel film facesse una breve apparizione nei panni di John Yutani, l'altro co-fondatore della sinistra Compagnia Weyland-Yutani di cui si tratta nei film della serie Alien.

Questo è il primo film in cui compaia un mostro della serie Alien o un Predator, ad aver ricevuto un rating diverso dalla "R" (Ha preso il PG-13).

Il personaggio Mark Werheiden prende il nome dal creatore della serie a fumetti che per prima ha messo insieme lo xenomorfo e il Predator. Quella serie, a differenza di quello che molti pensano, comparve prima di Predator 2 (1990) e della relativa scena del teschio dell'alieno.

E' il primo film ad aver fatto "recitare" un Predator mancino.

La scena in cui il gruppo scopre la camera sacrificale nella piramide, in origine era più lunga di quanto visto al cinema. Dopo che Rousseau e Thomas discutono del buco nel torace dei cadaveri, Sebastian trova un facehugger calcificato. Lex e Sebastian fanno ipotesi su quale possa essere l'origine della creatura.

Nel film si dice che la piramide si muove ogni dieci minuti perché il calendario azteco è basato sul sistema metrico. La moderna misurazione del tempo (sessagesimale: 60 secondi per fare un minuto) non è basata sul sistema metrico quindi ci vuole meno tempo per ogni minuto basato sulla misurazione moderna di quanto ci voglia per fare un minuto basato sul sistema metrico. Significa che la piramide dovrebbe muoversi ogni sedici minuti.

Subito dopo i credits, gli SFX designers Tom Woodruff Jr. e Alec Gillis fanno una breve apparizione nei panni dei tecnici che scoprono, guardando le immagini satellitari, la fonte di calore che proviene da sotto la piramide.

Nel film si dice che la piramide si trova esattamente sotto alla stazione di pesca. Eppure un tunnel (che parte dalla stazione) con un perfetto angolo di 30° che penetra 610 metri sotto il ghiaccio, si distanzia dal punto d'origine di oltre un chilometro.

La prima ripresa del film rappresenta la silhouette della Regina aliena da Aliens - Scontro Finale (1986), prima che si capisca che in verità si tratta del satellite di Weyland.

Gli altari su cui sono poste le vittime nella camera sacrificale replicano la disposizione delle capsule dell'ipersonno nel film Alien (1979).

Il film in bianco e nero che si vede all'inizio della pellicola è un altro vecchio monster-movie che riunisce due "mostri sacri". Si tratta di Frankenstein contro l'uomo lupo (1943).

Non posso dire se la cosa sia stata mantenuta nelle versioni italiane, ma nella VO la protagonista definisce lo xenomorfo "ugly motherfucker" (schifoso figlio di puttana). La stessa definizione che Arnold Schwarzenegger (Predator, 1987) e Danny Glover (Predator 2, 1990) useranno per il loro nemico alieno.

E' il primo film che tratta dello xenomorfo a non avere nel cast Sigourney Weaver, la quale disse che l'idea di fondere le due storie "suonava terribile".

Nonostante ci si trovi in Antartide, spesso qando i personaggi parlano non esce vapore dalla bocca. In più Alexa, dopo l'incontro con l'alieno, rimane con un golfinetto leggero e senza cappello (di notte!). Morte sicura.

All'inizio del film, nella stazione di controllo del satellite, si vede il "drink drink bird", cioé quel giocattolino a forma di volatile con un contrappeso che mima con il movimento un uccello che becca. Lo stesso giochino lo si vede sul tavolo della mensa in Alien (1979) e anche in Alien3 (1992).

Le schermate con le scritte digitali che si vedono sull'astronave aliena all'inizio del film, si riflettono nel visore della maschera del Predator, così come la scritta digitale del computer della Nostromo in Alien (1979) si era riflessa sulla visiera del casco d'astronauta.

Il pinguino che spaventa un co-protagonista è della razza Humboldt (Spheniscus humboldti), una specie che si trova in Perù e in Cile ma non in Antartide.

La ripresa (dall'interno della struttura) del team di esploratori con in mano delle torce che arriva alla cima della piramide, è un riferimento alla spedizione degli astronauti della Nostromo che entra nell'astronave aliena schiantatasi sul pianeta.

Il disegno al centro del pavimento nella camera sacrificale è quasi identico alla locandina di Alien3 (1992).

I termini "alien" e "predator" non sono mai pronunciati nel film. Gli xenomorfi sono definiti "cose", "creature" e "serpenti"; i Predators sono definiti "cacciatori".

Il film non avrà mai un rimontaggio stile Director's Cut, in quanto il regista ha detto che ciò che la gente ha visto al cinema è proprio quello che lui voleva mostrare.

Il sangue dei Predators è fatto con il liquido contenuto nei bastoncini luminosi fluorescenti. A quanto ha anche affermato John McTiernan, durante la produzione di Predator (1987) si inventarono quell'effetto dopo aver passato un sacco di tempo a cercare di produrre, senza risultati, del sangue arancione.

Il codice morse prodotto dal satellite all'inizio del film forma la frase inglese "Whoever wins, we lose" (Chiunque vinca, noi perdiamo), usata come tagline nelle locandine.

Il regista disse che Arnold Schwarzenegger era pronto a riprendere il ruolo di Dutch Schaeffer (da Predator, 1987) per comparire in un cameo alla fine del film, a patto che non venisse eletto Governatore della California.

Alla Amalgamated Dynamics Incorporated, la crew degli effettisti, diede un nome ai tre Predators: Scar (il protagonista), Celtic e Chopper.

L'animatrone della Regina era controllato da una tenuta motion-capture che poteva salvare digitalmente tutti i movimenti. Così, se la Regina avesse compiuto dei "bei movimenti", questi potevano essere ripetuti pari pari davanti alla telecamera.

Sebastian cita la Conta Lunga quando descrive il calendario Azteco. La Conta Lunga, però, era un computo temporale dei Maya. Il calendario Azteco, per quanto basato su quello Maya, non utilizzava la Conta Lunga.

Il DVD ha una Extended Version che semplicemente aggiunge 2 minuti in più rispetto alla versione cinematografica. In questi due minuti viene mostrata la stazione di pesca nel 1904 mentre un pescatore viene inseguito. Entra in una casa e cerca di nascondersi ma il Predator gli si para di fronte e gli punta il laser a tre punti. La soggettiva diventa quella del Predator con la sua tipica visione termografica. A quel punto si vede che alla destra del pescatore c'è uno xenomorfo che balza verso il Predator. Da qui in poi il film prosegue come avete visto al cinema.

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