La Frase dal Film:
"Cazzo, ho fatto un sogno stranissimo. Stavo correndo in mezzo a un bosco a piedi nudi, ero ferita e c'era qualcuno che m'inseguiva, e più, più correvo e più sentivo che lui si avvicinava" "Chi era il tipo che ti inseguiva?" "Non era un'altra persona, ero io. Come se inseguissi me stessa" "Non potresti fare dei sogni normali come tutti?" "No. Non mi va per niente di essere come tutti"
Slasher intenso con sorpresa finale per il regista francese Aja, che dopo questa prova di crudezza, si è guadagnato un biglietto per Hollywood a dirigere il remake Le Colline Hanno gli Occhi (2006). In un'ambientazione rurale che ha quel sapore di Non aprite quella porta (1974) e con una brutalità che rivaleggia con i moderni emuli USA di quel film di Hooper, la pellicola di Aja si lascia il buon gusto alle spalle fin dalle prime quando si assiste alla scena che vede il killer (Philippe Nahon già pazzo Orton in Calvaire, 2004) che con la testa mozzata di una donna si fa "fare" una fellatio e poi butta fuori dal furgone la testa, come fosse un preservativo usato. Poco dopo il film darà spettacolo con il massacro di un intera famiglia compreso cane e pargoletto. Il padrone di casa, con la testa incastarata nella ringhiera delle scale, finirà decapitato di netto da un mobile spinto parallelamente dal killer, tipo ghigliottina. Interessante metodo anche se dubito possa funzionare nella realtà: evitate, per puro spirito di contraddizione, di attrezzarvi alla prova. Di certo al film del regista francese non manca quella alta tensione del titolo e nemmeno una grande energia nella realizzazione delle scene. Quello che manca al film è piuttosto l'originalità e la sottigliezza d'esecuzione, oltre ad una certa coerenza che avrebbe evitato grandi interrogativi post rivelazione finale che mi guardo bene dal farvi anche perché, di Alta Tensione ne rimarrebbe ben poca. La costruzione dei momenti di patos è rimandata tutta agli stereotipi del genere: ad esempio la protagonista va a fumarsi una paglia sull'altalena in giardino (badate bene, altalena attaccata ad un ramo d'albero), quindi stacco e ritorno sull'altalena che però oscilla senza più su nessuno; qualche secondo di ripresa sull'altalena vuota. Stacco e inquietudine. Nel frattempo la bella (con riserva) Marie è andata sul letto a masturbarsi a suon di regge. Plauso. Poi arriva il killer e inizia lo slash. La tentazione di discutere riguardo al finale sarebbe molta in quanto la sorpresa conclusiva (che lasciatemi dire funziona fino ad un certo punto) contraddice a vari livelli ciò che si è visto nella parte che la precede. Viene da pensare che questo finale shock forzato si sarebbe potuto evitare mantenendo comunque Alta Tensione nei margini di uno slasher comunque discreto. Non è che io sia Mister Plausibilità e in genere me ne frego abbastanza che tutti i conti presentati in una pellicola tornino ma il finale di questo film (che riprende un successo del 1999) mi è parso davvero alla ricerca dello shock a tutti i costi. La protagonista Cécile De Franco convince con il suo mezzo fare da eroina androgina ma Ripley di Alien (1979) è lassù, irraggiungibile. Lo slasher post-moderno del regista francese nato nel 1978 (e quindi venticinquenne quando girò il film... non male) piacerà a coloro che dell'horror amano il vigore e la brutalità, scuoterà i troppo sensibili, e farà sorridere i logici. Il film comunque ha il suo picco quando le due protagoniste in macchina cantano "Sarà perché ti amo" dei Ricchi e Poveri. Nostalgia canaglia!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato in Romania, è costato circa 2.200.000 euro.
La scena in cui Marie è chiusa nell'armadio e vede l'omicidio della madre di Alexia, riprende ripresa per ripresa la scena simile di Velluto Blu (1978). Altri ci hanno visto una citazione da Halloween (1978), anche in quel film in effetti si assiste ad una scena simile.
L'attrice che interpreta Marie si è sottoposta ad una serie di allenamenti di Thai box per acquistare la forma fisica che le occorreva per il ruolo.
La tuta che indossa il killer riporta sulla schiena la scritta "Aja & Freres". Il nome del regista è Alexandre Aja.
Notizia indispensabile. Gli auricolari con cui Marie sente la musica quando è a letto (mentre si masturba, tanto per chiarire) sono Headphones A8 Bang & Olufsen.