La Frase dal Film:
"Il ventre: la zona dove si concentrano i virus più osceni, i mali più orrendi, immondi, purulenti, i nemici del nostro spirito. Il pube, la clitoride, l'utero, le ovaie: vere e proprie anticamere dell'Inferno"
Nunsploitation satanico, figlio della collaborazione fra Fragasso e Mattei che produsse diverse chicce di cinema bis (Virus, 1980; Sesso perverso, mondo violento, 1980; Rats: Notte di terrore, 1983; Zombi 3, 1988; After Death, 1988; Non aprite quella porta 3, 1990). Incredibilmente privo di sesso, cosa assai strana per il tonaca movie italiano, il film venne realizzato in fretta e furia da Mattei che voleva sfruttare set e costumi di La Vera Storia della Monaca di Monza (1979). L'impressione è che ne L'Altro Inferno confluiscano diversi generi e diverse suggestioni sviluppatesi (meglio) negli anni '70: c'è chiaramente l'ambientazione ecclesistica, ma anche il paranormale, lo zombi-horror e, giacché si parla di Dio, l'influsso nefasto della sua nemesi: il Diavolo. Il film non manca quindi di riprendere il filone della possessione demoniaca che tanta fortuna ebbe a partire da L'Esorcista (1973). Ne L'Altro Inferno però i fili tesi verso diversi altri film e generi, spesso s'intrecciano fino a formare matasse indistricabili di senso che, detto in parole povere, significa una coerenza narrativa a volte davvero debole. Il film deraglia in più di un momento, divenendo un erratico racconto di omicidi, suore spaventate, altre maligne, preti saggi e segreti inconfessabili. Come se non bastasse il film mescola a quanto già citato precedentemente altre suggestioni provenienti dal gotico anni '60 che si declinano nelle "segrete" dell'abbazia, con tanto di strumentario alchemico, ossario ed altro ancora. Dal momento che il nunsploitation in questione esula dall'erotismo lesbico per rifarsi al giallo, ecco che spuntano citazioni dotte quali bambole impiccate e disegni da interpretare, evidenti rimandi allo stile argentiano (nella fattispecie si pensi a Profondo Rosso, 1975). Anche così confuso e citazionista, L'Altro Inferno funziona per la sua atmosfera malsana e per i suoi memorabili eccessi gore e di cattivo gusto: si veda la suora che pugnala nella vagina una consorella morta per aborto e le estirpa l'utero, il bambino buttato nel calderone o, ancora, la testa nel tabernacolo e la gallina decapitata dal factotum Boris (il Franco Garofalo di Virus, 1980; e Assassinio al cimitero etrusco, 1982) Si tratta, insomma, della gioiosa furia iconoclasta tipica del cinema bis italico che strappa un sorriso ma anche un plauso dall'appassionato. Fra gli attori si distinguono l'iper espressiva Franca Stoppi (Buio Omega, 1979) che terminerà la sua carriera cinematografica proprio con un film del duo Mattei-Fragasso (Emanuelle fuga dall'Inferno, 1983); segue Carlo de Mejo volto noto dell'horror italico soprattutto per le sue partecipazioni nei film di Fulci (Manhattan Baby, 1982; Quella villa accanto al cimitero, 1981; Paura nella città dei morti viventi, 1980). Lo score musicale dei mitici Goblin non è niente male se però non fosse stato riciclato da altre pellicole. L'Altro Inferno ha tutto il gusto di tanto cinema bis italiano, vuoto di sostanza, pieno di effettacci truci e di pregevole artigianato horror nostrano; la storia sarà pedestre ma non annoia al punto che non si sente affatto la macanza della solita suora porcona; incredibile dictu, L'Altro Inferno intrattiene a puntino, a patto ovviamente di essere degli afecionado del cinema de-genere. Per chi vorrebbe prendere i voti.
Noto all'estero come: L'Autre Enfer (Francia), The Other Hell o Guardian of Hell (Internazionale).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Buona parte del film è stato girato a Villa Mussolini (Roma).