TRAMA

Il paese vicino al castello di Dracula (Christopher Lee) vive nella paura anche se il Vampiro è stato ucciso. Monsignor Muller (Rupert Davies) convince il pavido prete del paese a praticare un esorcismo al castello. Il prete cade e col suo sangue risveglia Dracula che rende succube il prelato. Dracula poi si recherà a casa di Muller per vendicarsi dell'esorcismo e vampirizzare la nipote Maria (Veronica Carlson).


LE AMANTI DI DRACULA
titolo or.: Dracula Has Risen from the Grave - UK - 1968 - 92' - Colore

di Freddie Francis

GENERE
HORROR
IN BREVE
La trama non è il massimo ma qualche riflessione teologica alza i toni. Lee è canonicamente bravo, Francis non fa rimpiangere (tantissimo) il precedente Fisher.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Bene, bene! Ci stiamo facendo belli, eh?! Questa sera vai a conoscere la mamma della tua ragazza per la prima volta. Sta attento a guardare bene come è fatta la madre, perché è esattamente così che diventerà la figlia, dopo che l'avrai sposata... sempre che la madre te la faccia sposare!"

Quarto film nella saga vampiresca inaugurata dalla Hammer nel 1968 con Dracula il Vampiro. L'avrebbe dovuto girare Terence Fisher, come era accaduto per le pellicole precedenti, ma il regista si ruppe una gamba in un incidente stradale e la regia fu affidata a Freddie Francis, valido sostituto che conobbe fortuna anche con la rivale casa di produzione Amicus. Nei panni di Dracula il regular Christopher Lee che dopo qualche indecisione era tornato a vestire i panni del Vampiro nel film precedente. Il Dracula di questo film però ha poco da fare di originale, a parte farsi venire gli occhi rossi, saltare da un balcone e, naturalmente, mordere sul collo. La cosa che convince di meno è l'idea della vendetta che muove Dracula dal proprio castello chiuso da una croce (ma non può farla togliere dal prete ipnotizzato?) alla casa di monsignor Muller; che Dracula possa sbattersi tanto per vendicarsi di un esorcismo sembra proprio un mezzuccio per mettere in piedi una trama che non saprebbe come inventarsi altrimenti. In ogni caso Freddie Francis fa un pregevole lavoro, mantenedo intatta la mitologia vampiresca che si era andata a costruire con le pellicole precedenti ma variando sullo stile, lavorando di gusto proprio sulla rappresentazione. Infatti così come i set di Fisher erano realizzati in modo ricco e vivacemente colorato, Francis limita l'uso dei colori (a parte qualche bislacco viraggio seppia) e impone toni slavati, con tanto di costruzioni architettoniche angolose e monocrome che ricordano l'espressionismo. Quello che manca al film in ambito di storia, viene compensato parzialmente dal concetto: la dinamica base infatti si gioca relativamente allo scontro fra fede e ateismo. Come ci si poteva attendere la cosa si risolve a favore della religione, un po' perché Dracula stesso è la conferma di un Male incarnato (e quindi di un Bene che deve per forza esistere) e poi perché, visti i tempi, era impossibile pensare che il giovane protagonista che si professa ateo e che deve eliminare Dracula possa realizzare l'impresa senza una conveniente conversione. Lo spunto di riflessione tuttavia è interessante. Resa con elegante stile inglese la componente sensuale: la Carlson che attende a letto la venuta del vampiro e dei sui canini assetati non è per nulla male. Nel complesso gradevole film, ma non il più esaltante della serie.

Preceduto da Dracula il Vampiro (1968), Le Spose di Dracula (1960), Dracula principe delle tenebre (1965). Seguito da Una messa per Dracula (1969), Il Marchio di Dracula (1970), 1972: Dracula colpisce ancora (1972), I satanici riti di Dracula (1973), La leggenda dei 7 vampiri d'oro (1974).

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Fu il primo film nella storia del cinema ad ottenere un rating dall'MPAA.

La casa produttrice Hammer ottenne il Queen's Award to Industry (una sorta di cavalierato per il lavoro) proprio mentre si doveva girare l'ultima scena che vedeva Dracula impalato da una croce. Sul set arrivarono un gruppo di politici e dignitari che assistettero alla recitazione di Christopher Lee che si contorceva e urlava. Alla fine, un ministro si girò verso la propria moglie e disse: "Quell'uomo è un membro del mio club".

Fu il film che fece incassare più soldi alla Hammer.

Il film si svolge circa nel 1905.

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