La Frase dal Film:
"Allora? Cosa state cercando di dirmi? Che questa
casa è invasa da qualcosa di soprannaturale, per
caso? Fantasmi? Folletti? Andiamo, non avrei mai pensato
che tu credessi a queste stronzate da film dell'orrore,
Bill!"
A quanto ne so, il titolo "Amityville"
non è stato protetto da copyright, anche perché
esiste una città negli USA con quel nome, dal che
ne è derivato che tutti possano fare un film con
quel titolo e sfruttare il franchising (affare assai scarso,
in verità). Il risultato è che chiunque volesse
ha potuto girare un film con tema base la casa maledetta
ed infinite variazioni sul tema. Questa in questione è
una di quelle scadentissime. Non mi riferisco al plot che
potenzialmente sarebbe potuto essere di qualche interesse.
In questo quinto capitolo, infatti si rinuncia ad una componente
fortemente paranormale e si cerca di introdurre il mystery,
con tanto di assassino reale e di storia drammatica alle
spalle. Lo zampino del Maligno c'è sempre ma appare
poco chiara la dinamica fra il dramma e la maledizione.
Il modo di elicitare la paura è spaventosamente banale:
gatti, topi, ragni, tubature guaste, qualche incubo, qualche
fantasma e tanto fumo, oltre ad un confessionale che scricchiola
e traballa. Uno o due momenti di piccola paura, ma il punto
dato è pressoché regalato. Gli attori sono
scarsi, i dialoghi vorrebbero essere pungenti ma sono di
una fiacchezza inarrivabile. La regia è basic. Il
sangue è al minimo mentre il sesso (le tette di Abigail)
si vedono solo se si gioca di riflessi col capture frame.
Prodotto per la tv che lascia un senso di noia cosmica.
L'unico motivo di interesse è dato dal fatto che
dopo il 1987, il cinema canadese si disinteressò
dell'orror per quasi un decennio e quindi Amityville
- il ritorno rimane un fiero tentativo di tenere vivo
il genere. Il film è del 1989 (come segnalato nei
credits) e non del 1990 o altro come scritto in rete. E'
in circolazione il DVD; per questo giro vi consiglio di
lasciare i vostri soldi nel porcellino.
La saga di Amityville è composta
da: Amityville Horror
(1979), Amityville
Possession (1982), Amityville
3D (1983), Amityville
- La fuga del diavolo (1989), Amityville - Il ritorno
(1989), Amityville 1992
(1992), Amityville:
A New Generation (1997), Amityville:
Dollhouse (1996), Amityville
Horror (2005) remake del primo capitolo.
MI VUOI COGLIONARE?!
ovvero...Se la casa è stregata,
perché vai in cantina?!
Debbie si reca in cantina per seguire un
gatto! Il classico inatteso.
La protagonista finisce con il piede in
un buco del pavimento della cucina. Buco, fra l'altro, pieno
di schegge di legno, roba da ospedale. No, lei dice che
è solo una slogatura e chiede un calmante. Un calmante
per una slogatura? Mah. Poi però si vede che prende
un Alka Seltzer, che (al massimo) è un anti dolorifico
e non certo un calmante.
Abigail si taglia la mano con un bicchiere,
procurandosi una profonda e larga ferita sul palmo. Roba
da 10 punti e antibiotici. No, lei vuole lo stesso calmante
che aveva usato l'amica, suppongo l'Alka Seltzer. Si curano
a botte di digestivi.
Debbie guarda fuori dalla finestra e vede
un ragazzo col suo cane. La mdp stacca su di lei e poi di
nuovo sul cane, facendo intendere che il ragazzo è
svanito come un fantasma. Debbie, però, non ha mai
staccato lo sguardo dal ragazzo quindi se ne deduce che
lo abbia visto sparire sotto gli occhi. Reazione? Leggero
sconcerto.
Gli amici vanno in un locale e ordinano
vino rosso. La cameriera arriva con l'ordinazione ma dice
che ha solo il bianco (che porta in una caraffona con boccali
da birra). Appare chiaro, data anche la schiuma, che gli
amici stanno bevendo proprio birra e non vino bianco. O
lo spero per loro.
Altro errore dell'adattamento italiano.
Debbie trova una foto con un neonato con scritto dietro
111, dal che deduce che si tratta della data di nascita:
11 gennaio. E' molto più probabile, conoscendo la
logica che seguono in America per scrivere le date, che
111 stia per 1 novembre , dal momento che loro mettono prima
il mese e poi il giorno (cioé 11/1/xxxx). Inoltre
l'uno novembre è Ognisanti (Halloween), data molto
più sinistra e consona ad un horror.