TRAMA

Il fotografo Keyes (Ross Partridge) riceve in dono da un barbone uno specchio inquietante. Lui lo dona ad una sua vicina ma non sa che in quello specchio la gente vede riflessa la propria morte. Lo specchio viene dalla casa maledetta di Amityville e anche la storia personale di Keyes ha a che fare con quella tragedia.


AMITYVILLE: A New Generation
(titolo or.: Amityville: A New Generation - USA - 1993 - 90min - Colore)

di John Murlowski

GENERE
HORROR
IN BREVE
Migliore di altri visti in questa saga, un po' più moderno, direi, ma il livello è comunque di basso profilo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "I'm proud of you, son. It's up to you" "What is?" "Amityville is in your blood!"*

Settima istallazione di una saga che pare essere usata dai giovani cineasti come trampolino di lancio; c'è tutta la storia, come ho già segnalato altrove, del fatto che il nome "Amityville" non è protetto da copyright e quindi tutti possono farci di tutto. In questo caso si torna a monte della faccenda, e si riprende a parlare dei fatti successi nella casa maledetta di Amityville anche se l'unica cosa che è rimasta intatta è uno specchio malefico che porterà scompiglio. Pare un po' pochino. Il film parte assai fiacco ma poi si arricchisce del dramma personale del protagonista che rammenta cose che ha rimosso riguardo al padre. E via con scene nei corridoi del manicomio che fa molto maudit; cose già viste e riviste ma fanno sempre un loro effetto. Il risultato non è né gore né pauroso, ma il tutto ha un approccio più moderno del solito, inscritto comunque nell'atmosfera un po' poveristica delle produzioni direct-to-video. Alcuni critici da internet miei pari hanno visto in questo settimo episodio qualcosa di molto positivo (fino al punto delirante di consigliare la pellicola), ma forse erano sfiancati dalle precedenti istallazioni e dal loro basso livello. A me pare che per quanto i protagonisti si sforzino di recitare con decenza, e in genere ci riescano, il resto rientri nel cliché: omicidio in lavaderia, morto che non è tale, pazzia temporanea curata dalla forza dell'amore, e così via. Gli effetti speciali e la regia sono quelli di rito o anche meno. Ciò che mi ha davvero colpito è stata la fidanzata del protagonista (Llanie ovvero Lala Sloatman), il seno di lei e il pazzesco loft in cui vivevano i due, tenuto conto che il lavoro di lui era fotografare gente per strada. Momento clou del film rimane la scena di tensione nell'appartamento della vicina Suki (un nome, un programma) che ha riempito la casa di dipinti di demoni dopo essere stata ispirata artisticamente dal Maligno. In definitiva un settimo sequel un superiore rispetto ad altri della serie ma comunque non degno dello spettatore che deve selezionare ed investire il suo tempo con un horror di qualità. La cosa migliore del film rimane una creazione artistica sviluppata da Pauli (il personaggio interpretato da Richard Roundtree) che consiste in una poltrona posta di fronte ad un televisore. Il televisore trasmette il volto dello spettatore ripreso da una telecamera montata sulla tv, e sulla stessa tv è montato anche un fucile puntato sul soggetto seduto sulla poltrona; il fucile, regolato da un timer, sparerà in faccia allo spettatore solo nel 2001. Insomma, un prototipo di tv al plasma; plasma dello spettatore, ovviamente.

* - trad.: "Sono fiero di te, figlio. Tocca a te" "Che dici?" "Amityville è nel tuo sangue!"

La saga di Amityville è composta da: Amityville Horror (1979), Amityville Possession (1982), Amityville 3D (1983), Amityville - La fuga del diavolo (1989), Amityville - Il ritorno (1989), Amityville 1992 (1992), Amityville: A New Generation (1997), Amityville: Dollhouse (1996), Amityville Horror (2005) remake del primo capitolo.

eXXagon fecit MMVII