TRAMA
Difficile rintracciare
una trama precisa. La telecamera segue Cesare & amici il cui
fine ultimo (e primo) è cercare di "svoltare",
ovvero trovare la dose per bucarsi. Così, per procurarsi
l'eroina, si passa da una rapina alla prostituzione, da un regolamento
di conti per difendere l'onore della propria ragazza, anche lei
tossica, fregata da un'altra drogata che batte, al viaggio per
beccarsi almeno la dose di metadone. C'è anche il momento
per i buoni propositi, per promettere di smettere di bucarsi,
ma in alcuni casi le idee sagge arrivano troppo in ritardo.




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AMORE
TOSSICO |
(
ITALIA - 1983 - 96min - Colore) |
di Claudio
Caligari |
| GENERE |
DRAMMATICO |
| IN BREVE |
Un'opera diversa,
trash forse, ma indimenticabile. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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Un droga-movie nostrano. Una sorta di cinema
verité girato con attori non professionisti tutti
veri tossici e tutti finiti malamente a cominciare dal protagonista
Cesare Ferretti morto nel 1986 di AIDS (Fernando Arcangeli,
invece, è finito a fare i porno col nome Mimi Losy).
Primo film di Caligari, che starà fermo per 15 anni
dopo questo Amore Tossico, spinto e pubblicizzato
da Marco Ferreri e coaudiuvato dal sociologo Guido Blumir,
che firma col regista la sceneggiatura e dà consigli
sulla Roma underground. Opera di innegabile valore weird,
a metà strada tra il documentario distaccato, il
ritratto fedele di un'epoca e un sottogruppo sociale e il
piccolo dramma-denuncia. Il film interessa, avvince, diverte,
intristisce e sciocca finché si lasciano i protagonisti
liberi di esprimersi con il loro giergo, nel loro ambiente,
alla ricerca della dose e senza una finalità precisa.
Poi, quando il film prende forzatamente la piega del dramma,
allora lo schema della naturalezza e della simpatia (intesa
come filo empatico che lega lo spettatore all'opera) salta:
quando si schizza il sangue sulla tela per fare un quadro
di "vita", quando si muore ai piedi del monumento
di Pasolini, quando si viene freddati dalla polizia come
in Accattone (1961, sempre di Pasolini), allora
alcune delle più note critiche a questo film colgono
nel segno. Fu detto che il film si ammantava di un certo
pasolinismo a buon mercato, che la pellicola perde di "verité"
nel concentrarsi troppo sui due protagonisti e nel trascurare
il resto della compagnia, che il film era "tagliato"
come la droga: composto di alcune parti buone e di altre
meno riuscite, troppo smaccatamente melodrammatiche. Se
è vero che il film si richiama a Pasolini, è
anche vero che il volgo di Pasolini è la risposta
vera e solare ad una certa ipocrisia del ceto borghese,
mentre gli attori non professionisti messi in campo da Caligari
sono quasi morti che camminano, non formano neppure un vero
e proprio gruppo coeso (per la "roba" sono pronti
a fottersi a vicenda) e al massimo riescono a risultare
simpatici e divertenti per le trovate lessicali ed alcuni
episodi sottolineati dal gergo volgare che sanno di commedia
pecoreccia. Calegari però riesce a raccontare la
breve storia di questi esseri infelici in modo onesto, non
esploitativo, rispettoso dei limiti e della poesia spicciola
dei suoi interpreti. Amore Tossico non annoia affatto,
i suoi protagonisti (soprattutto Ferretti) sono simpatici
a pelle, il film offre alcuni momenti "comici"
ed altri tristemente drammatici ma senza dover per forza
trovare delle motivazioni sociali che possano giustificare
l'assunzione di droga (in questo Christiane
F. ha toppato cercando, quasi per una necessità
interpretativa, di derivare la tossicodipendenza dal disagio
famigliare). In definitiva Amore Tossico è
un'opera weird che non si fa scordare. Ne consiglio la visione,
a patto di non essere facilmente impressionabili...cioé,
se la prima immagine a sinistra vi ha scioccato, allora
lasciate perdere!
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il compositore che ha lavorato alle musiche
è Detto Mariano, il quale ha composto anche per Eccezzziunale...Veramente
(1982) e per molti altri film.
Il film ha vinto la Speciale Sezione De
Sica al Festival di Venezia 1983, il premio selezione speciale
al Festival di Valencia 1983 e Michela Mioni (poi morta
per droga) come miglior interprete femminile al Festival
di San Sebastiano 1983.
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