La Frase dal Film: "Quando
si è troppo intelligenti va a finire che t'innamori"
Prodotto e spinto dalla Columbia, ma girato
in Germania da regista e attori teutonici, Anatomy
non avrebbe avuto quella "risonanza" che ha ottenuto
se fosse stato semplicemente un prodotto USA. In quel caso
sarebbe passato sotto silenzio come uno dei mille horror
d'oltre oceano senza infamia e senza lode, ma siccome la
Germania non è cotale fucina di pellicole d'alta
qualità, ben venga questo horror made in Deutschland,
anche se un po' sopravvalutato. Accattivante per l'uso degli
interni in obitorio, con luci fredde e metalli gelidi e
taglienti che hanno gli stessi riflessi di Aftermath
(1994) di Cerdà, ottimo per l'inizio in cui un uomo
si sveglia sul tavolaccio e scopre che l'allegro chirurgo
lo sta scarnificando e plastificando per la scienza e i
posteri. Il resto, se non noia, è banalità.
Il film fallisce nell'intento di essere originale e soprattutto
non riesce a mettere paura, almeno allo spettatore non digiuno
di horror. Gli SFX sono di ottimo livello ma si tratta di
virtuosismi che si perdono nel vuoto e quel che è
peggio è che quando si esce dall'obitorio e si abbandonano
le mura dell'università si piomba in un'atmosfera
degna di un telefilm dell'ispettore Derrick. Franka Potente,
la Lola nel film di Tom Tykwer del 1998, come al solito
corre a destra e a manca in cerca di verità, un po'
naïf, un po' studentessa algida e rampante. Lei riesce
a convincere, gli altri attori possono pure andare. L'idea
della loggia massonica che rinnega il giuramento d'Ippocrate
fa sfumare gran parte del pathos nonostante altri horror
abbiano ricavato il loro successo proprio dalla medesima
idea o quasi (Tesis, 1995; From
Hell, 2001; I Fiumi di porpora, 2000) là
meglio espressa. Il membro della loggia, che si configura
come il vero killer, riesce poi inverosimilmente a fare
il bello ed il cattivo tempo all'interno dell'università
come se fosse realmente possibile dissezionare corpi senza
che nessuno se ne accorga. Ma questo è il meno. Nonostante
le mie numerose critiche, Anatomy riesce a ritagliarsi
uno spazio per una serata horror senza eccessive pretese,
ai poco pratici del gore potrebbe fare una certa impressione
ed agli horror-astemi potrebbe fare anche rizzare qualche
pelo.
Seguito da Anatomy 2 (2003) dello stesso regista.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
La porta che porta [:-)] all'obitorio nel
film, in verità si apre sul bar di facoltà
della Technische Universität di Monaco.
Il film fu proiettato nel grande auditorium
in legno che si vede nella stessa pellicola, generando per
gli spettatori un effetto di "film nel film".
I modelli usati nel film erano ispirati
alla famosissima esibizione artistica di Dr. Gunther von
Hagens "Body Works", in cui erano esposti veri
cadaveri sezionati e plastificati. Nel film comunque furono
usate riproduzioni "finte" perché usare
i veri cadaveri di Hagens sembrava troppo macabro.
Due note: punto primo la miocardiopatia
ischemica non è una malattia rara ma è una
delle più frequenti malattie cardiache. Secondo:
Paula è una studentessa modello con un punteggio
di 733 al concorso, però quando fa un'autopsia non
riesce a riconoscere un testicolo estratto da lei stessa
dalla zona genitale di un cadavere. In verità la
cosa mi è sembrata così assurda che ho pensato
si trattasse della prostata (un po' più "difficile"
da riconoscere), ma le dimensioni dell'organo estratto portano
ad escludere che fosse la prostata (in genere più
piccola di un testicolo).