La Frase dal Film:
"Linda, questo è troppo. Non ce la faccio!" "Ma smettila! E' solo un film!"
Un uomo che gira un film come L'Angoscia e nove anni dopo finisce a lavorare con la Marini per quella terribile trashata che va sotto il nome di Bambola, andrebbe preso sotto braccio ed aiutato a scavare nell'inconscio per capire cosa diavolo sia successo in quella manciata di anni per giustificare un collasso tale. Un po' come Alvaro Vitali che inizia con Fellini e finisce a dar fuoco alle scoregge; però Vitali è Vitali, Bigas Luna che scusa ha? Vista la maggior parte della produzione luniana (o lunatica?), forse il gusto del regista è più verso "quei film lì" piuttosto che essere diretto nei confronti di una pellicola come L'Angoscia, che è un film da non perdere per tutti coloro che amano il cinema weird (e horror). Già ai tempi, quando uscì nelle sale, L'Angoscia si distinse per stranezza: nei poster pubblicitari si avvertiva il pubblico che sarebbe stato ipnotizzato durante la visione! Un bel gimmick. Il film, che è difficile delineare punto per punto, fa leva sulla trovata del film-nel-film, sovrapponendo piani narrativi, realtà e illusione, fino al completo disorientamento dello spettatore. E' una pellicola fatta a scatole cinesi in cui la più interna è quella che tratta il rapporto perverso fra madre e figlio killer, la seconda quella delle due ragazze e dei fatti che avvengono nel cinema (paralleli e simili a quelli che avvengono nel film proiettato al cinema), la terza, comprensibile solo nei titoli di coda, è quella che fa capire come tutto sia stato proiettato in un cinema, quindi mamma, figlio killer, ragazze e secondo killer al cinema fanno parte di uno stesso film, la "scatola" finale è quella dello spettatore. Cioé: voi state guardando un film di gente che è andata al cinema a guardare un horror di ragazze che sono andate al cinema a vedere un horror di un killer e sua madre. Capito? No? Normale, pare la Fiera dell'Est di Branduardi. La trovata del film nel film non è un'invenzione di Bigas Luna ma lui sa spingerla all'eccesso in maniera intrigante, limitandosi però, e questo potrebbe essere indicato come limite, a usare tutta questa soluzione labirintica come uno slasher film composto da monotone sequenze di omicidi. Però, la nota scena del taglio della cornea ha un sicuro impatto visivo. La forza del tutto comunque viene potenziata dall'interazione fra i piani narrativi che raddoppiano ogni scena d'omicidio. Particolarmente riuscito il film "più interno" cioé quello che vede Pressman e la Rubinstein (la Zelda di Poltergeist, 1982) in due ruoli che sta bene recitare sopra le righe, nei panni di una madre e un figlio psicotici immersi in una relazione angosciante e malsana stile Norman e Mamma (Psycho, 1960). L'Angoscia è un film decisamente intrigante e confuso nell'accezione migliore che potete dare al termine, unico nel suo genere e pieno di spunti di riflessione sul concetto di "visione" e "spettatore". Potrebbe piacere anche a qualche mainstreamer. Consigliato.
Remake in vista nel 2011 con titolo Anguish.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il vecchio film che si vede al cinema è Il Mondo Perduto (1925) di Harry O. Hoyt.