La Frase dal Film:
"Ferma, sei in arresto!" "La prego non mi arresti!" "Non ho fatto niente, sono malata!" "La puttana stavi facendo. E' per quello che ti arresto, non ti arresto mica per la strage degli innocenti!"
...e poi se la scopa. Il film è tutto così. Tinì prova a dire o fare qualcosa e qualcuno comunque se la porta a letto. Non che lei... nel film fa la ninfomane, quindi. Tardo giallo all'italiana in cui l'eros prende il sopravvento, con protagonista lei, una Tinì Cansino in disarmo dopo i fasti del Drive-In, mitico contenitore televisivo di comici dove in effetti era difficile imparare a recitare. Tinì non ha imparato, e la cosa appare chiara fin dai primi minuti, ma poco importa, la giunonica greca è lì per mostrare un bel corpo e su questo c'è poco da contestare. La storia è un notevole inguacchio di sesso e morte, con Arabella che deve fare sesso in ogni dove per solleticare la vena artistica del suo uomo (su una sedia a rotelle) che altrimenti non riesce a scrivere il suo romanzo capolavoro. In cornice una serie di omicidi efferati e perversi: immancabile il colpo di forbici in vagina, summa di ogni aggressione fallica. Nel suo essere trash il film risulta assai divertente, sia per l'inettitudine generale degli attori, sia per tutta una serie di dialoghi assolutamente allucinanti (leggere sotto per avere alcuni esempi) e anche, in ultima analisi, per due pubblicità "occulte" di cui una davvero originale. Smaccatissima la pubblicità alla Sip, come si può notare dall'ultimo fotogramma e da tutta una serie di scene in cui i protagonisti del film hanno l'impellente necessità di fare telefonate. Meno palese e assai arcana la pubblicità della Gelatina Pergam Oro che, credo, fosse una colla di pesce per alimenti; la cosa divertente è che lo scrittore del film tiene il barattolo di Pergam in camera da letto. Chessenefa? Tutto questo, per me, è molto più intrigante della storia raccontata dal film. Se non fosse per tutta la serie di quadretti erotico-trash che il film ha da offrire, Arabella l'Angelo Nero procederebbe decisamente noiosetto fino ad un finale che rivela un impossibile intreccio di parentele. La regia di Stelvio Massi è abbastanza misurata ma per mancanza di mezzi e cast, Arabella l'Angelo Nero assomiglia troppo a una produzione televisiva, difetto condiviso da molte pellicole coeve. Comunque a saperlo prendere nel verso giusto, questo Tinì-movie offre diversi momenti d'ilarità e qualche spunto erotico azzeccato. Per estimatori del B.
All'estero il film è segnalato come: Angel: Black Angel o Angela, the Black Angel o Arabella, Black Angel o Black Angel. Non molto chiaro in effetti.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Durante e dopo la visione del film nasce spontanea una (e una sola) domanda? Ma che fine ha fatto Tinì? Mia madre, depositaria di segreti televisivi, lo sa. "L'ho vista in tv poco tempo fa. E' molto impegnata adesso!". Ah, e a cosa sta lavorando? "Fa la mamma". Capisco. E rispetto.
MI VUOI COGLIONARE?!
"Ieri ti ho trovato all'inferno e oggi ti porto in paradiso (immaginate come). Sei tanto bella che non mi sembri vera".
Al bar: "Posso offrirti un drink?" "Preferisco una scopata" e il barman "La signora sa quello che vuole".
"C'è molto sangue perché gli hanno tagliato il cazzo... insomma... il pene, il membro. Coglioni compresi". Interessante il fatto che questa frase sia detta da un maresciallo trasandato che veste un impermeabile e fuma il sigaro. Non trovate che vi sia qualche affinità con il mitico Colombo?
"Credevo che le donne fossero migliori degli uomini" "Questi sono tipici preconcetti da lesbica, mia cara!".
"Ho 30 centimetri di paradiso per te!" "Non scherzare, ragazzo, non sai cosa potrei fare con quei 30 centimetri". Inquietanti, entrambi.
"Tu sei malata! Sei una ninfomane! E' questo che mi piace di te, è per questo che ti ho sposata". Non fa una grinza.
Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.