In basso a sinistra potete vedere l'unico
reale motivo che potrebbe spingervi a guardare questo film.
La Johansson è la prova inequivocabile che Dio esiste,
eccetera, eccetera... Cosa pensare invece di una pellicola
che dovrebbe essere un tributo ai monster B movie degli
anni '50 aggiornato all'era digitale? Un po' Tarantola
di Jack Arnold (1955), un po' Aracnofobia di Frank
Marshall (1990), un po' di tante cose gia viste e prodotte
da Roland Emmerich e Dean Devlin come Indipendence Day
o Godzilla. Non si può prenedere sul serio
un film con insettoni giganti, così, chi di dovere,
la butta sul ridere a partire dalla pietosissima locandina,
anch'essa memore delle locandine di 50 anni fa (quelle erano
belle però). Il prodotto finito è un'accozzaglia
di idee e di stili uniti assieme per cercare di strizzare
l'occhio a tutti: battute e situazioni "buffe",
un goccio di horror, un tocco di sci-fi, qualche bella donna
e tanta action. La verità è che questo genere
di prodotti cinematografici non fanno parte della nostra
cultura dal momento che a suo tempo nacquero ed ebbero successo
nel circuito grind e in quello dei drive-in, posto in cui
l'ultimo preoccupazione dello spettatore era proprio guardarsi
il film. Mentre gli effetti speciali sono sicuramente ben
fatti e convincenti, e nonostante alcune scene d'azione
siano ben orchestrate (vedi corsa in moto con ragni saltatori
alle calcagna), il risultato generale è banale, noioso
e prevedibile. Una volta che ci si è tolta la curiosità
di vedere i ragni diventati enormi, non resta che avere
pazienza e fare in modo che la storia giunga al termine,
un termine che si potrebbe già scrivere dopo dieci
minuti di visione. La regia non fa scintille e gli attori
si divertono più degli spettatori: il protagonista
è di sicuro quello più fuori posto, per me
non ha la faccia per un ruolo simile, mentre ci prova con
la sceriffa sembra L. Perry di Beverly Hills che
fa la corte alla madre di una sua amica. In tale sconfortante
quadro una delle scene più criticate perché
eccessivamente ridicola (il gatto nell'intercapedine aggredito
da un ragno) diviene, forse, lo spunto più originale
e genuinamente demenziale di tutta la pellicola. In definitiva:
un film citazionista nel senso più deteriore del
termine. Poco, pochisssimo divertimento e molta voglia che
i ragni (che per inciso fanno dei versi come i Gremlins)
crepino in fretta così che si possa vedere un altro
film. Spero migliore. Fatemi concludere dicendo: la Johansson
è una meraviglia!
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il titolo italiano è quello originale
di lavorazione. In USA è stato cambiato perché
la pronuncia di Arac Attack è simile a Iraq
Attack.