TRAMA

La morte in un incidente stradale di Peter ha causato un grave trauma psicologico a Eleonor (Haywood), sua amante. La donna ora soffre di amnesia anterograda, cioé non ricorda più nulla dall'incidente in avanti. Questo già basterebbe. In più compare anche un minaccioso individuo, Ranko (Savalas), che sembra voler attentare alla vita della donna.


L'ASSASSINO...E' AL TELEFONO
(ITALIA - 1972 - 102min - Colore)

di Sergio De Martino

GENERE
ITALIAN GIALLO
IN BREVE
Noiosetto senza sangue, paura e thrilling. L'unica cosa che si salva è la musica di Cipriani benché ripetuta alla nausea.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Verità, verità, verità. Povero Pirandello, due gocce di Pentotal e tutto il suo teatro va a finire nella spazzatura"

De Martino, che è meglio ricordare per L'Anticristo (1974), ripoff della stranota pellicola di Friedkin, gira sto giallone praticamente privo di sangue e per nulla horror puntando tutto sul bel viso della Heywood, sul faccione losco di Savalas (non ancora Kojak) e sulla gradevolissima musica di Stelvio Cipriani che però è ripetuta alla nausea. Il film si distingue per i suoi dialoghi colti e piacevoli, intramezzati immancabilmente da altri più trash e dalle solite cadute di stile a marchio J&B e Fernet Branca. Tutto il thrilling della pellicola si regge sull'amnesia anterograda della protagonista e quindi sull'impossibilità di inquadrare con precisione i protagonisti portando questi ultimi ad essere potenziali sospetti, nonché a confondere passato con presente, verità e bugia, vita e teatro. Il pezzo del Machbet riesce davvero a confondere le idee dello spettatore. Il problema principale è la noia che si insinua con gran velocità e che rende difficile guardare tutto il film senza farsi avvincere dalla tentazione di premere sul tasto dell'avanzamento veloce. Non c'è vera evoluzione del plot, non c'è suspance, non c'è sangue; c'è solo lo score musicale di Cipriani che viene piazzato ovunque ed un finale che più balordo non si può; il tutto incorniciato dalla fotografia di Aristide Massaccesi (Joe D'Amato). Gli interpreti comunque non lavorano male: Savalas, che ricomparirà in un altro film di De Martino (I familiari delle vittime non saranno avvertiti, 1972) non apre quasi mai bocca e basa tutto sul suo carisma, la Heywood ha quello charme tipico della star anni '50, Rossella Falk fa la capitalista algida e caustica. Non molto altro da dire per questo L'Assassino...è al telefono, che sta a miglia di distanza dai gialli horror alla Argento e che rimane un semplice italian thriller girato in Belgio. Si può tranquillamente evitare. Da non confondersi con L'assassino è al telefono (senza i tre puntini) del 1961, film drammatico con Fernandel.

Noto all'esetero come: Scenes from a murder o The killer is on the telephone o The final curtain (USA/UK), Moordenaar aan de telefoon (Belgio - fiammingo).