La Frase dal Film:
"Aveva un oto... otosclerosi e Jeannot aveva la scogliosi, ecco perché portava il busto metallico, e che busto! Tutte le malattie hanno nomi complicati, nomi in latino che ti danno una dignità. Solo il mio morbillo si chiama morbillo"
Opera prima di Vittorio Sindoni, anche nota con il titolo Omicidio per Vocazione. Si tratta di un giallo proto-argentiano e come tale più interessato a retroscena economici piuttosto che psicopatologici anche se ovviamente il killer non è Mr. lucidità mentale. Si tratta di un dignitoso tentativo di thriller sixty che mescola, come di consueto, inimicizie familiari, fatti di sangue e la polizia che indaga sulle une e sugli altri fino ad un finale a sorpresa (la sorpresa è abbastanza riuscita) che rende definitivamente chiaro il significato del titolo... e anche quello del sottotitolo Omicidio per Vocazione. L'operazione è modesta, il budget è limitato e voler far passare paesaggi italiani come location francesi la dice lunga. Un certo grado di tensione c'è, ma la regia di Sindoni risulta statica e gli attori non sono di prima fila anche se tutti sono di mestiere e per la Benussi, qui davvero bella, si ha una delle prime possibilità di concedersi agli occhi degli spettatori in un nudo da voyeuristi. Manca però la ferocia dei gialli successivi, il coraggio delle tematiche malsane e l'ostentazione del sangue che rendevano realmente inquietanti le storie, ma, si dirà giustamente, erano altri tempi. Didascalico per il suo snodarsi fra omicidi e rivelazioni in modi ben noti ai conoscitori del giallo all'italiana, ma per chi è a digiuno di prodotti di quel genere potrebbe valere una visione. In giro comunque c'è di meglio.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Ernesto Colli, in questo film fatto passare insensatamente per un quindicenne (era del 1940!), morì a 42 anni.