La Frase dal Film:
"La leggenda dice che Jason vide
la madre decapitata quella notte e che si prese la sua vendetta.
Una vendetta che continuerà a prendersi contro quelli
che si avventureranno nel suo regno"
In tutta risposta alle feroci accuse dei
critici Siskel ed Ebert seguite all'uscita del primo Venerdì
13, accuse che attaccavano il genere slasher e soprattutto
la sua "vena misogina", la Paramount fece uscire
nel 1981 questo Friday the 13th Part 2. Generalmente
bollato come un semplice remake della pellicola precedente,
L'assassino ti siede accanto, con tutte le sue
pecche (tecnica registica, plot e personaggi scadentucci)
riesce a rimanere a galla, e in alcuni casi a superare il
suo predecessore. Il film in questione incarna perfettamente
l'atmosfera slasher sinistra e superficiale dei primi anni
'80, atmosfera rovinata e mal interpretata da moltissimi
cloni. Questa pellicola, fra l'altro, inaugura la presenza
fisica di Jason Voorhees, un gigante quasi muto ed invulnerabile
che fa sfracelli di qualsiasi persona gli si pari di fronte
per compensare la sua infanzia infelice. Chiaro che un mostrum
del genere non avrebbe tardato a divenire icona horror.
In questo film, comunque, non indossa ancora la sua nota
maschera da hockey (cosa che avverrà solo nel prossimo
episodio), ma un cappuccio bianco con un solo buco per poter
vedere; e la cosa fa pensare non poco a The
Elephant Man (1980). A differenza di Venerdì
13 che ha sofferto di pochi tagli per evitare l'X
rating, questo secondo episodio ha dovuto rinunciare a parecchio
gore e nonostante il suo noto debito con Reazione
a Catena (1971) di Mario Bava (la scena del doppio impalamento
ed il colpo di machete sulla faccia), virtualmente è
poco il sangue che scorre sullo schermo. Sono invece superiori
le suggestioni sexy, soprattutto ci è dato di vedere
un nudo integrale femminile anche se non frontale, ma tanto
basta (Yuk!). Grazie ad una buona fotografia e allo stranoto
score musicale (per quanto ripetitivo), Steve Miner riesce
a creare qualche momento di tensione che però non
intaccherà i nervi di coloro che sono abituati all'horror.
Detto questo bisogna ammettere che gli ultimi due minuti
del film, per quanto d'atmosfera, non hanno molto senso.
Prevedibile, a volte noioso, pedissequo al precedente ma
abbastanza godibile, se siete di quelli che avevano un'età
utile per vedere Drive-In (quello con Gianfranco D'Angelo,
per intenderci) e quindi abili a comprendere/ricordare le
atmosfere easy degli anni '80.. Horror d'annata, in definitiva,
che diletterà più che altro gli afficionados
di Jason, dei quali io, mi spiace, non faccio parte.
In DVD dovete cercare il titolo Venerdì
13: l'assassino ti siede accanto.
La saga di Venerdì 13 è così
composta: Venerdì 13
(1980), L'assassino ti siede accanto (1981), Week-end
di terrore (1982), Venerdì
13: capitolo finale (1984), Venerdì
13: il terrore continua (1985), Venerdì
13: Jason vive (1986), Venerdì
13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì
13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason
va all'inferno (1993), Jason X
(2001), Freddy Vs. Jason
(2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Questo film ha una delle sequenze iniziali
pre-credit più lunghe nella storia del cinema: quasi
15 minuti.
Jason in questo film è vestito in
modo identico al killer del film del 1976, Il terrore
arriva al tramonto. La cosa è intenzionale.
Furono tagliati 48 secondi dall'MPAA per
evitare l'X rating. Fra questi c'è la scena del doppio
impalamento (quella presa da Reazione
a Catena); un'immagine di questa ripresa era visibile
sul retro della custodia della videocassetta (USA).
Nella scena finale si vede la testa mummificata
della signora Voorhees e appare chiaro che si tratta della
testa vera di un'attrice con su un pesante makeup. La ripresa
finale è un close-up di questa testa che termina
con un fermoimmagine. Originariamente la ripresa si concludeva
con la Voorhees che apriva gli occhi e sorrideva ma all'ultimo
minuto Miner decise che questo effetto togliesse impatto
al film.
Durante lo scontro finale tra Jason e Ginny,
Jason solleva il piccone per bloccare il fendente di Ginny
dato col machete. Amy Steel disse che durante la prima ripresa
di quella scena, sbagliarono i tempi e finì che lei
colpisse un dito di Steve "Dash" Daskawisz, il
quale dovette correre al pronto soccorso per farsi metter
i punti. Dopo che gli fu medicato il dito Steve tornò
la stessa notte e pretese di concludere le riprese.
Benché Warrington Gillette sia accreditato
come l'attore che in questo film recita nella parte di Jason,
la maggior parte delle scene nei panni di Voorhees le ha
girate Steve Dash che era uno stuntman professionista. Gillette
fa solo il Jason senza cappuccio nella scena in cui sfonda
la finestra (immagine in alto a sx...quella sotto, ovviamente).