TRAMA

Dopo un prologo interminabile che potrebbe essere usato come "bigino" per chi non avesse la pazienza di vedersi il primo capitolo della saga, eccoci di nuovo al Crystal Lake in compagnia di una nuova combriccola che soggiorna a pochi passi da quello che dopo gli accadimenti di 5 anni prima ha guadagnato il tetro nome di "Campo di Sangue" (Camp Blood). Dopo il solito avvertimento inascoltato di Ralph il Pazzo, il gruppetto si piazza nel nuovo campo e si dà alla pazza gioia. Mentre alcuni ragazzi decidono di andare in paese a bersi una birra, altri decidono di restare al campo. Pessima decisione. Il body count sale finché due sopravvissuti decidono di affrontare Jason con le sue stesse armi.

 

 


L'ASSASSINO TI SIEDE ACCANTO
(titolo or.: Friday the 13th Part 2 - USA - 1981 - 87min - Colore)

di Steve Miner

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Remake poco fantasioso, con un body count superiore al primo.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "La leggenda dice che Jason vide la madre decapitata quella notte e che si prese la sua vendetta. Una vendetta che continuerà a prendersi contro quelli che si avventureranno nel suo regno"

In tutta risposta alle feroci accuse dei critici Siskel ed Ebert seguite all'uscita del primo Venerdì 13, accuse che attaccavano il genere slasher e soprattutto la sua "vena misogina", la Paramount fece uscire nel 1981 questo Friday the 13th Part 2. Generalmente bollato come un semplice remake della pellicola precedente, L'assassino ti siede accanto, con tutte le sue pecche (tecnica registica, plot e personaggi scadentucci) riesce a rimanere a galla, e in alcuni casi a superare il suo predecessore. Il film in questione incarna perfettamente l'atmosfera slasher sinistra e superficiale dei primi anni '80, atmosfera rovinata e mal interpretata da moltissimi cloni. Questa pellicola, fra l'altro, inaugura la presenza fisica di Jason Voorhees, un gigante quasi muto ed invulnerabile che fa sfracelli di qualsiasi persona gli si pari di fronte per compensare la sua infanzia infelice. Chiaro che un mostrum del genere non avrebbe tardato a divenire icona horror. In questo film, comunque, non indossa ancora la sua nota maschera da hockey (cosa che avverrà solo nel prossimo episodio), ma un cappuccio bianco con un solo buco per poter vedere; e la cosa fa pensare non poco a The Elephant Man (1980). A differenza di Venerdì 13 che ha sofferto di pochi tagli per evitare l'X rating, questo secondo episodio ha dovuto rinunciare a parecchio gore e nonostante il suo noto debito con Reazione a Catena (1971) di Mario Bava (la scena del doppio impalamento ed il colpo di machete sulla faccia), virtualmente è poco il sangue che scorre sullo schermo. Sono invece superiori le suggestioni sexy, soprattutto ci è dato di vedere un nudo integrale femminile anche se non frontale, ma tanto basta (Yuk!). Grazie ad una buona fotografia e allo stranoto score musicale (per quanto ripetitivo), Steve Miner riesce a creare qualche momento di tensione che però non intaccherà i nervi di coloro che sono abituati all'horror. Detto questo bisogna ammettere che gli ultimi due minuti del film, per quanto d'atmosfera, non hanno molto senso. Prevedibile, a volte noioso, pedissequo al precedente ma abbastanza godibile, se siete di quelli che avevano un'età utile per vedere Drive-In (quello con Gianfranco D'Angelo, per intenderci) e quindi abili a comprendere/ricordare le atmosfere easy degli anni '80.. Horror d'annata, in definitiva, che diletterà più che altro gli afficionados di Jason, dei quali io, mi spiace, non faccio parte.

In DVD dovete cercare il titolo Venerdì 13: l'assassino ti siede accanto.

La saga di Venerdì 13 è così composta: Venerdì 13 (1980), L'assassino ti siede accanto (1981), Week-end di terrore (1982), Venerdì 13: capitolo finale (1984), Venerdì 13: il terrore continua (1985), Venerdì 13: Jason vive (1986), Venerdì 13: il sangue scorre di nuovo (1988), Venerdì 13 parte 8: incubo a Manhattan (1989), Jason va all'inferno (1993), Jason X (2001), Freddy Vs. Jason (2003), Venerdì 13 (2009), Friday the 13th: Part 2 (2010).

FORSE TUTTI NON SANNO CHE...

Questo film ha una delle sequenze iniziali pre-credit più lunghe nella storia del cinema: quasi 15 minuti.

Jason in questo film è vestito in modo identico al killer del film del 1976, Il terrore arriva al tramonto. La cosa è intenzionale.

Furono tagliati 48 secondi dall'MPAA per evitare l'X rating. Fra questi c'è la scena del doppio impalamento (quella presa da Reazione a Catena); un'immagine di questa ripresa era visibile sul retro della custodia della videocassetta (USA).

Nella scena finale si vede la testa mummificata della signora Voorhees e appare chiaro che si tratta della testa vera di un'attrice con su un pesante makeup. La ripresa finale è un close-up di questa testa che termina con un fermoimmagine. Originariamente la ripresa si concludeva con la Voorhees che apriva gli occhi e sorrideva ma all'ultimo minuto Miner decise che questo effetto togliesse impatto al film.

Durante lo scontro finale tra Jason e Ginny, Jason solleva il piccone per bloccare il fendente di Ginny dato col machete. Amy Steel disse che durante la prima ripresa di quella scena, sbagliarono i tempi e finì che lei colpisse un dito di Steve "Dash" Daskawisz, il quale dovette correre al pronto soccorso per farsi metter i punti. Dopo che gli fu medicato il dito Steve tornò la stessa notte e pretese di concludere le riprese.

Benché Warrington Gillette sia accreditato come l'attore che in questo film recita nella parte di Jason, la maggior parte delle scene nei panni di Voorhees le ha girate Steve Dash che era uno stuntman professionista. Gillette fa solo il Jason senza cappuccio nella scena in cui sfonda la finestra (immagine in alto a sx...quella sotto, ovviamente).