La Frase dal Film:
"Where could it have come from?" "I
wish I knew. We'll have to make some tests. Maybe the proximity
to Cape Canaveral has got something to do with it"
"The Rocket Station?" "Well
they use atomic energy in the first stages of launches.
Not all of them are successful"*
Accattivante low-budget prodotto da Roger
Corman destinato a tutti gli weird seekers che, armati di
popcorn e bevanda ultrafrizzante da lacrime agli occhi,
sanno trarre piacere dal bianco e nero di serie Z. Che nel
film si tratti di sanguisughe giganti c'è da fare
un atto di fede: in effetti gli uomini che indossano dei
sacchettoni neri dell'immondizia non paiono per nulla delle
sanguisughe e le riprese, appositamente arcane, non chiariscono
la fisionomia dei mostri. Ma va bene, prendiamole per sanguisughe;
almeno sul fatto che siano giganti non c'è nulla
da dire. Tutta la storia si diparte da un colpevolissimo
(?) tradimento messo in atto dalla bella e troieggiante
Yvette Vickers (Playmate del lontano luglio 1959) ai danni
dell'untuoso marito Dave (VeSota: volto noto del giro B
e Z): questa è la prima premessa assurda, dal momento
che una pin-up come Yvette mai starebbe con un uomo tipo
il droghiere Dave. Ma tant'è. Da queste premesse
sleazy si viene a creare, almeno nella prima parte, un film
che assomiglia ad una soap mal fatta e tagliata con l'accetta.
L'atmosfera che si crea intorno alla palude e il cast fatto
di contadini sdentati però hanno un loro fascino. Tutta
l'azione si svolge nella seconda parte, con scene "tetre"
girate nella tana dei mostroni che si dilettano a fare succhiotti
su colli di alcuni malcapitati. Lo scontro in acqua fra
le creature e l'eroe di turno (Jan Shepard) ricorda in qualche
modo le scene subacquee de Il
mostro della laguna nera (1954) con la differenza che
in questo film del 1959 le scene sono state girate in un
acquario (se non una bacinella) e lo si capisce dai riflessi
dei vetri (sporchi!). Nella grande tradizione dei monster
movies di quel periodo, dietro la mutazione degli esseri
c'è una spiegazione che ha a che fare con le radiazioni,
ma non molto altro è dato di sapere, se non che i
militari che hanno fatto il danno sapranno anche riportare
la pace. Quando si dice "Propaganda". Girato su
una pellicola di bassa qualità, con dialoghi da fotoromanzo
non migliori dei costumi delle sanguisughe, ed un uso delle
luci che confonde il giorno con la notte, Attack of
the Giant Leeches è un'operazione poveristica
in puro stile Corman. Uno dei film peggiori che vi possa
capitare di vedere, se non siete appassionati del genere
e del cinema di serie Z. Un rilassante intrattenimento se
sapete maneggiare il materiale.
*-Trad: "Da dove
potrebbe essere venuto?" "Vorrei saperlo. Dovremo
fare alcuni test. Forse la vicinanza a Cape Canaveral ha
qualcosa a che fare con ciò" "Il centro
[di decollo] dei razzi?" "Sì, usano energia
atomica nelle prime fasi dei lanci. Non tutti hanno successo"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 70.000 dollari,
ed è stato girato ai Chaplin Studios (1416 N. La
Brea Avenue, Hollywood, Los Angeles, California) e al Los
Angeles County Arboretum & Botanic Garden - 301 N. Baldwin
Ave., Arcadia, California.
Il film fa parte di una serie di monster-movies
da drive-in, che si fregiavano della dicitura "Attack
of the ...". Le pellicole non erano legate l'una all'altra,
ma semplicemente sfruttavano il titolo di richiamo. Fra
essi ne ricordo alcuni quali: Attack of the 50 Foot
Woman (1958), L'Assalto dei Granchi Giganti (Attack of the Crab Monsters, 1957), Attack of the Puppet People (1958), The
Attack of the Killer Shrews (1959), Attack of the
Mushroom People (1963), Attack of the Monsters
(1969), Attack of the Jungle Women (1959).
Il film è anche noto con i titoli:
Attack of the Blood Leeches, Demons of the
Swamp (UK), She Demons of the Swamp, The
Giant Leeches (USA, titolo di lancio).