Il film in breve

Un po' Rape&Revenge, un po' road movie violento. Campanile si cimenta in un genere non suo sulla traccia dei predecessori e riesce più che discretamente.

 

 

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AUTOSTOP ROSSO SANGUE

Regista: Pasquale Festa CampanilePaese: ItaliaAnno: 1977Durata: 104'Cromia: ColoreGenere: Thriller - R&R

La coppia in crisi composta da Walter (Franco Nero) e Eva (Corinne Cléry) va in vacanza in California per cercare di sistemare il rapporto. Danno però un passaggio ad Adam (David Hess), pazzo, ladro e violento. La vacanza si trasforma in un incubo... per tutti e tre.

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La frase dal film: "Topolino, in Italia avvengono almeno 100 rapine al giorno, un sequestro la settimana, uno scandalo politico ogni mese e una crisi di governo almeno una volta all'anno! A chi vuoi che interessi una rapina nell'altro emisfero?"

 

Road-rape-exploitation-movie di casa nostra. Nel senso che le montagne californiane altro non sono che gli Appennini abruzzesi con puntatina alle cascate di Monte Gelato nel Lazio, ed il regista è quel Festa Campanile assai più noto per le commedie. La storia viene dal romanzo "The Violence and the Fury" di Peter Kane ma Campanile, Ottavio Jemma (il marito di Enza Sampò!) e Aldo Crudo fanno un bel trattamento affinché il tutto assomigli a Cani Arrabbiati (1974) di Mario Bava, ma un po' anche a Duel (1971) di Spielberg e, data la presenza di Hess, a L'Ultima Casa a Sinistra (1972). Insomma, il concetto è produrre un filmone violento e spregiudicato che tiri un bel calcio sulle gengive al pubblico. Autostop Rosso Sangue, sebbene in maniera non troppo originale, riesce nell'intento. Il regista, per quanto non aduso al genere exploitation, gestisce la materia senza troppi imbarazzi con scene decisamente crude fra le quali lo stupro della bella Cléry (che si concede più volte totalmente nuda alla mdp, elemento non da poco) e il colpo di pistola che fa saltare testa e casco al poliziotto. Nel mezzo, scazzottate, parolacce, minacce e altre cose toste. Bravissimi sia Nero che la Cléry, Hess invece, seppur eccellente, non fa che ripetere ciò che aveva fatto per Craven e poi per Bava (... e poi ancora per Deodato ne La Casa Sperduta nel Parco, 1980). Autostop Rosso Sangue comunque non è solo accumulo: la storia è una metafora della coppia borghese portata allo sfascio dalla variabile esterna Adam che esacerba frustrazioni sessuali e professionali. Il nichilismo è massimo, la coppia non si ricompone (c'è anche l'argomento divorzio di mezzo, ai tempi vivacemente sentito) ma anzi si decompone e quel Campanile nelle cui commedie si scherzava sui difetti dell'italiano medio ora ci mostra il lato oscuro del connazionale; homo homini lupus. Tutto ovviamente estremizzato, ma questo è il bello dell'exploitation. Film decisamente da riscoprire. Il finalone è qualcosa di inatteso solo per chi non ha grossa esperienza con il cinema di genere italiano, tuttavia funziona e lascia quel cinematografico senso d'ingiustizia universale che lascia sempre piacevolmente amareggiati.

 

Noto all'estero come: El cínico y la casada (Spagna), Hitchhike: Last House on the Left o The Naked Prey (USA), La proie de l'autostop (Francia), Oto stop (Grecia e Turchia), Wenn Du krepierst - lebe ich! o Der Todes-Trip (Germania), O Fugitivo Sanguinário (Brasile), Death Drive (UK).

Il Film e oltre...

TRIVIA

David Hess ha raccontato in un'intervista che Franco Nero, in una delle scene di scazzottate, gli aveva rotto il naso. D'altronde fu proprio Franco Nero a suggerire Hess alla produzione per il ruolo di Adam. I due avevano lavorato insieme in 21 ore a Monaco (1976) ed Hess aveva confessato a Nero quanto fosse ansioso di lavorare in Italia.

 

Franco Nero nel film mostra una mano fasciata perché in effetti l'aveva rotta lavorando al film precedente. In effetti, alla notizia del trauma, la sceneggiatura fu riscritta per adattarla alle esigenze dell'attore infortunato. In primo luogo lo si fece subito cadere in stato d'ubriachezza con conseguente rottura ossea per giustificare il bendaggio. Inoltre in origine era previsto che l'auto fosse guidata da Walter mentre le modifiche portarono al volante Eva.

 

La versione VHS australiana ha un finale (diciamo così) edulcorato: i coniugi Mancini muoiono insieme. La versione canadese francofona è ancora più positiva: Eva e Walter se ne vanno in macchina con i soldi, ridendo, dopo aver ucciso Adam.

 

Il film doveva essere girato in California ma limiti di budget non lo permisero. Gli Appennini aquilani erano quanto di più simile alle zone nord californiane e i cartelli stradali così come le pompe di benzina furono americanizzate per le riprese.

TRASH

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SPOILER

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