La Frase dal Film:
"A volte, figliolo, essi sono nei nostri cuori. Altre volte nei nostri pensieri. Ma se sono molto infelici e qualcosa è rimasto in sospeso, a volte ritornano"
Film per la tv occasionalmente proiettato in alcune sale cinematografiche. A Volte Tornano, tratto dalla prima antologia di racconti di Stephen King, non è troppo differente, in essenza, da molti altri lavori del re dei romanzi del brivido. Siamo sempre lì, come in It (1990), Stand by Me (1986), Grano Rosso Sangue (1984) e altri ancora, A Volte Tornano presenta una nuova metafora Kinghiana sulle "solite" difficoltà di diventare grandi, di lasciarsi alle spalle i traumi dell'età infantile e gli eventuali "fantasmi" dei problemi non risolti che tornano a minare la serenità in età adulta. Il buon Jim Norman potrebbe essere tranquillamente l'ottavo ragazzino che deve affrontare la minaccia del clown Pennywise di It, perché l'ha solo parzialmente sconfitto in infanzia ma la sua vita è stata funestata dall'esperienza passata e ora si trova ai ferri corti con le sue paure. Nel film di McLoughlin non c'è un clown ma un gruppo di bulli che incarnano violenza e paura, che uccidono il fratello al protagonista (come in It accadeva con il fratellino) e che tornano per un secondo attacco quando Jim Norman è ormai grande. Jim non è un adulto sereno, Jim ha perso la pazienza con un ragazzino e ha ribaltato un banco, motivo per cui si dimostra un adulto turbato dal suo passato, con un presente problematico e con una scarsa realizzazione professionale. E naturalmente, quando le cose iniziano ad andare per il meglio, i problemi (quelli irrisolti) a volte tornano perché diventare davvero adulti, per come la vede King, vuol dire aver appianato e risolto i nodi presentatisi in infanzia. Lo scrittore, nel racconto originale, portava il suo protagonista a tentare strade sataniche al fine di liberarsi dall'incubo dei tre morti-viventi; il film per la tv, onde non turbare troppo i sogni dei pianificatori di palinsesto, opta per una soluzione per famiglie che vede un tocco di angelica metafisica più l'immancabile punizione per i cattivi. Il problema del film non è tuttavia il buonismo con cui si conclude la faccenda, piuttosto la mediocirità della confezione e degli effetti speciali. Tuttavia la storia di solitudine e di senso di colpa del protagonista, un bravo Matheson, funziona fino alla fine. Gli antagonisti sono antipatici come si conviene e anche un po' di più. Nel complesso discreto anche se difficilmente si tratta di un film che rimane nella memoria.
Seguito da A Volte Ritornano... Ancora (1995), fedele al racconto di King con tanto di sotteso satanico, e Stazione Erebus (Sometimes They Come Back... For More, 1998) che rappresenta una vera e propria deriva rispetto al racconto di King.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Kansas City (Kansas), Liberty e Rocheport (Missouri).