Quando il film uscì fece scandalo
ed aprì subito un caso. In Francia il Consiglio di
Stato ne obbligò la circolazione nel circuito a luci
rosse e molti gridarono alla libertà d'espressione,
eccetera, eccetera. In effetti la pellicola lascia perplessi.
Da un certo punto di vista è pregievole il tentativo
delle due registe (fra l'altro il film è tratto da
un racconto della Despentes) di far uscire l'erotismo esplicito,
il cinema porno insomma, dal ghetto in cui si trova e in
cui sguazza gioioso, peraltro. Ci si lamenta sempre che
le pellicole pornografiche siano pretestuose, senza trame,
senza dialoghi, tecnicamente scarsissime; bene, in questo
caso il porno esce dal buio del voyeurismo privato per farsi
proiettare sui grandi schermi nostrani (insomma...). Questo
è un punto a favore. Un altro punto a favore è
una certa crudezza, ruvidezza della storia che parzialmente
(grazie anche al fatto che è stato girato in Francia)
ricorda L'Odio (1995) di Mathieu
Kassovitz: è pregevole, originale e weird vedere
una storia maledetta di donne maledette che non sia la solita
filastrocca agrodolce che non ha mai il coraggio di esporsi
tipo Thelma & Louise (comunque un bel film). Dall'altro
lato è difficile costruire un film che mostra scene
esplicitamente pornografiche, i cui attori sono notoriamente
dell'ambiente del porno (e quindi non recitano bene), e
riuscire nello stesso tempo a riportare l'attenzione dello
spettatore sulla trama "normale". La cosa si aggrava
se al sesso esplicito si affiancano scene di violenza grezza,
droga, alcool e vita boemiene. A questo punto inizia a sorgere
l'idea che il prodotto in questione sia un'operazione costruita
in bella posta per scioccare, per far parlare di sé
senza preoccuparsi della verosimiglianza di ciò che
si mette in scena o di ciò che si rappresenta. Inoltre:
le registe vogliono lasciarci un messaggio o questo è
cinema verité, una sorta di neorealismo che dovremmo
accettare così come viene? Alcuni spunti nella pellicola
sono decisamente interessanti e personalmente in mezzo ai
dialoghi spesso davvero futili ho trovato alcune chicche;
una in special modo mi è rimasta impressa e la cito
per come la ricordo: dopo la violenza sessuale Nadine, che
è rimasta passiva tutto il tempo, dice alla sua amica
anche lei violentata ma sconvolta "Io non lascio
niente di prezioso nella mia fica" intendendo
che in questo modo nulla di prezioso le potesse essere portato
via con uno stupro; questa frase mi ha colpito e mi ha fatto
riflettere sulle dinamiche psicologiche che sottintendono
alla prostituzione. Al di là delle mie considerazioni
psicologiche, va detto che rimane difficile capire se Baise-Moi
sia un piccolo capolavoro coraggioso con suggestioni femministe
oppure mera pornografia iperviolenta geniale solo a livello
di business. Il quesito rimane vivo ma procura un certo
piacere vedere nel 2000 un certo tipo di s-exploitation
low-budget tipico di annate precedenti e che ora viene osannato
solo se tirato a lucido dall'amico Quentin. Il film è
forte, decisamente forte sia per quanto riguarda le scene
di sesso (la violenza sessuale è molto cruda e comunque
tutto il sesso nel film è privo di amore) sia in
quelle criminali (la canna di arma da fuoco nel sedere del
tipo, e poi il colpo) e quindi si tengano alla larga coloro
che si impressionano facilmente. Molti mainstreamers sono
corsi al cinema quando le TV ed una certa critica hanno
fatto clamore riguardo questo film: mi sarebbe piaciuto
vedere le loro facce in sala! I maistremers che adesso non
si ricordano neppure dell'esistenza di questo titolo si
tengano pure alla larga, i curiosi e gli amanti di weird
(e di questo sito...ma ce ne sono?!) un'occhiata ce la buttino
pure.
FORSE TUTTI NON SANNO CHE...
Il film che Nadine sta vedendo mentre è
col suo "cliente" è Seul contre tous
(1998) di Gaspar Noé, lo stesso regista di Irréversible.
In Canada, il film uscì prima che
l'Ontario Review Board potesse dire la sua, così
il film fu ritirato dalle sale perché troppo pornografico.
Quindi, dopo essersi beccato la licenza come film pornografico,
fu ritirato di nuovo perché troppo violento. Alla
fine, nel 2001 se l'è cavata con una licenza 18A.
In Australia, Irlanda e Nuova Zelanda,
questo film è BANNED (bandito).