TRAMA
Paul Lavond
(Barrymore) evade dal carcere e con lui un folle scienziato.
Giunti al rifugio del mad doctor, Lavond scopre che questi rimpicciolisce persone ed animali di un sesto tramite
un procedimento elettrochimico. Alla morte del doc, Lavond
e Malita, l'assistente dello scienziato, fanno un patto: lei aiuterà l'ex banchiere a vendicarsi
di coloro che l'hanno spedito in carcere e Lavond
aiuterà la donna a rimpicciolire tutta l'umanità.

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LA
BAMBOLA DEL DIAVOLO |
(titolo
or.: The Devil-Doll
- USA - 1936 - 79' - b/n) |
di Tod
Browning |
| GENERE |
HORROR - SCI-FI
- MELODRAMMA |
| IN BREVE |
Un melodramma
cinico ed innovativo. |
| WEIRD |
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| SESSO |
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| VIOLENZA |
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| SANGUE |
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| PAURA |
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La Frase dal Film: "In effetti, Manita, considerando che la maggior parte della gente ha un cervello di dimensioni molto ridotte, il progetto di Marcel non avrebbe senso"
Lionel Barrymore, prozio della nota Drew
Barrymore, ci offre un'interpretazione davvero gustosa,
sia nei panni del freddo uomo mosso da un odio implacabile,
sia nelle vesti di una graziosa vecchina che nasconde un
cuore cinico che fa pensare alla strega di Hansel e Gretel.
In effetti un po' tutto il film si regge sul potenziale
di questo attore che si è fatto le ossa nei teatri
di Broadway. La compagna del mad doctor, la sciancata Malita
(Ottiano), ricorda chiaramente La
Moglie di Frankenstein (1935) con la ciocca di capelli
bianca e gli occhi pallati. Il resto del film ed il resto
dei protagonisti lavorano più che altro per orchestrare
quello che assomiglia sommariamente ad un melodramma più
che ad un horror: il modo in cui si chiude il film, le ultime
battute ne sono la prova. The Devil-Doll, da non
confondere con Devil Doll (Il Mostro e le vergini,
1964), è il penultimo film di Browning, un regista
che al tempo fece scandalo (soprattutto con Freaks)
e che tuttora non viene ricordato come meriterebbe. Per
questa storia il regista prese spunto da un proprio soggetto,
a sua volta ispirato a un romanzo di Abe Merritt, e si avvalse
dell'aiuto di Erich von Stroheim; quest'ultimo, per chi
non ne fosse a conoscenza, altri non è che un grandissimo
cineasta la cui opera più nota è Greed
(Rapacità, 1924). La storia,
a distanza di così tanti anni, manchi chiaramente
di quella specifica cifra di pathos che dovrebbe suggerire
la paura, nondimeno la trama, gli ambienti, gli interpreti e gli SFX
trasmettono una discreta tensione ed il prodotto mantiene
inalterato un certo mordente. Gli effetti speciali non sono
affatto scadenti come si potrebbe aspettare da un film così
"vecchio": la sovrapposizione delle immagine è
riuscitissima ed in alcuni casi (penso alla donna che scala
il letto) è così convincente che riesce a
mettere in secondo piano gli ovvi limiti di quelli che un
tempo erano veri e propri virtuosismi tecnico-filmici. L'importanza
di questo film va anche attribuita al fatto che The
Devil-Doll diede inizio a un filone in cui gli esseri
umani venivano rimpiccioliti e miniaturizzati per i motivi
più disparati in genere per opera di un dottore folle
(Dr. Cyclops, 1940 ad esempio). Il bianco e nero della pellicola rende il prodotto finale
ancor più affascinante... sempre che riteniate affascinanti
i film in B&W. Splendido per dare colore ad una giornata
piovosa e curioso per tutti coloro che amano sperimentare
qualcosa di diverso... ma non troppo. Rimane comunque un'opera
che si addice più ad un cinefilo che ad un mainstreamer.
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