La Frase dal Film:
"Ciao, mi chiamo Chucky e fino alla fine tuo amico
sarò"
Già anni prima qualcuno aveva intuito
il potenziale orrorifico insito nelle bambole, oggetti immobili
e inanimati il cui aspetto antropomorfo suggerisce un potenziale
di vita. C'erano stati gli umani rimpiccioliti e scambiati
per bambole perfette in La
bambola del diavolo (1936) di Browning, quindi "Il
pupazzo del ventriloquo" negli Incubi notturni
(Dead of Night, 1945) e Hipnosis
(1963) di Eugenio Martìn. Anche le produzioni per
la tv dissero la loro sulla minaccia rappresentata dalle
bambole: Ai confini della realtà negli anni
'60, Trilogia del
terrore (1975), Night Gallery negli anni '70
con l'episodio "Doll" e il film Magic
(1978) di Attemborough. Per non parlare del terrificante
pupazzo che corre verso la vittima in Profondo
Rosso (1975). Nessuno però come La bambola
assassina aveva sfruttato così pienamente tale
concetto, portando la bambola, oggetto transizionale per
eccellenza (e quindi positivamente formativo) e buon amica
dei bambini, al suo estremo opposto: un essere malvagio
e portatore di morte che minaccia la vita e la purezza dell'infanzia.
In questo ribaltamento, che l'horror ha utilizzato anche
per la figura del clown, ciò che dovrebbe essere
innocente e puro diviene radicalmente colpevole e volgare:
così è Chucky, la bambola dall'espressione
meno rassicurante possibile, che impreca di continuo e che
non vede l'ora di uccidere proprio colui che dovrebbe allietare,
cioé il piccolo Andy. Da questa idea, Don Mancini
(creatore del soggetto), innesta questo "nuovo"
tipo di orrore con le tematiche ormai diffuse dello slasher,
che in quegli anni era il genere horror più in voga.
Ne La bambola assassina sono presenti tutte le
più comuni convenzioni dello slasher: falsi finali,
morti scenografiche, battute ad effetto. Chuky, come Freddy
Krueger, è sboccato e sottolinea ogni suo crimine
con qualche frase crudele e sagace; già dal suo stile
si può prevedere il successo che avrà sul
pubblico di afecionados dell'horror. Nonostante questo film
non si possa definire un vero classico del genere, di certo
si può affermare che sia un ottimo horror con alcuni
momenti di paura davvero ben riusciti, ma più che
per scene scpecifiche, la paura è elicitata dall'idea
stessa di una bambola che corre, si nasconde ed aggredisce
con un coltello. L'aspetto di Chucky (animatrone creato
da Kevin Yagher) poi, ai giorni nostri forse non così
terrificante, fu un vero cardiotonico per gli spettatori
degli anni '80. Il cast del film, in secondo piano rispetto
al carisma di Chucky, fa comunque un ottimo lavoro, da Brad
Dourif (che nella VO dà la voce alla bambola), all'attrice
Chaterine Hicks più famosa per il suo ruolo di bigottona
nel serial Settimo Cielo (7th Heaven). Bene anche
Chris Sarandon (Ammazzavampiri,
1986 sempre di Holland) nei panni dell'agente Mike Norris,
ed il piccolo Alex Vincent giovanissimo attore finito nel
dimenticatoio. Il regista Holland fa un buon uso della soggettiva,
cambiando punto di vista da quello di Chucky a quello degli
attori in carne ed ossa, al fine ottenere il massimo di
tensione da ogni scena. La paura generata dal film può
essere condizionata comunque da due fattori: quanto siete
sensibili alle bambole demoniache (e si sa che ognuno ha
il suo punto debole: clown, ragni, sangue, spettri, bambole
appunto...) e dal fatto che La Bambola assassina
ha un tipico impianto (o atmosfera) da film anni '80 e che
quindi potrebbe sembrare un po' ingenuo se visto con gli
occhi dello spettatore post 2000. In tutti i casi da vedere
e magari da acquistare. Piacque molto anche all'ineffabile
pubblico mainstream, che volete di più!
La saga di Chucky è composta da:
La bambola assassina (1988), La
bambola assassina 2 (1990), La
bambola assassina 3 (1991), La
sposa di Chucky - Il ritorno della bambola assassina
(1998), Il figlio di Chucky
(2004). Remake previsto per il 2009.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il nome del killer Charles Lee Ray deriva
dai nomi di tre famosi assassini: Charles Manson
(Il folle mandante dell'omicidio di Sharon Tate, la moglie
del regista Roman Polanski), Lee Harvey Oswald
(colui che, si suppone, uccise Kennedy) e James Earl Ray
(colui che uccise Martin Luther King ).
Nello script originale l'amica babysitter
doveva morire folgorata nella vasca da bagno. La scena fu
comunque usata ne La Sposa di
Chucky (1998).
Lo script originale di Don Mancini giocava
di più con lo spettatore, facendolo rimanere nel
dubbio rispetto al fatto che gli omicidi potessero essere
compiuti da Andy piuttosto che dalla bambola. Questa idea
fu usata da Kevin Tenney in Pinocchio's
Revenge, 1996.
La voce di Chucky nella versione originale
è di Brad Dourif, il quale registrò i dialoghi
in anticipo in modo che potessero essere sincronizzati con
i movimenti della bocca del pupazzo.
Il film costò circa 9 milioni di
dollari e ne incassò in tutto il mondo più
di 44.190.000.