TRAMA

Il serial killer Charles Lee Ray (Brad Dourif) viene ferito mortalmente in uno scontro a fuoco con la polizia. In fin di vita riesce a trasferire la sua anima nel corpo di una bambola modello Tipo Bello. Quando la signora Karen Barclay (Catherine Hicks) regalera a suo figlio Andy (Alex Vincent) la bambola Tipo Bello, che si presenta col nome di Chucky, non sa che si trova per le mani proprio quella posseduta dallo spirito del killer. Chucky vuole tornare ad avere un corpo umano e l'unico modo di fare questo è sacrificare la vita della prima persona a cui ha rivelato il suo segreto, cioé Andy.

 


LA BAMBOLA ASSASSINA
titolo or.: Child's Play - USA - 1988 - 87min - Colore

di Tom Holland

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Nascita di una nuova piccola icona dell'horror. Sboccato, orribile e psicopatico: Chucky è la bambola demoniaca numero uno.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Ciao, mi chiamo Chucky e fino alla fine tuo amico sarò"

Già anni prima qualcuno aveva intuito il potenziale orrorifico insito nelle bambole, oggetti immobili e inanimati il cui aspetto antropomorfo suggerisce un potenziale di vita. C'erano stati gli umani rimpiccioliti e scambiati per bambole perfette in La bambola del diavolo (1936) di Browning, quindi "Il pupazzo del ventriloquo" negli Incubi notturni (Dead of Night, 1945) e Hipnosis (1963) di Eugenio Martìn. Anche le produzioni per la tv dissero la loro sulla minaccia rappresentata dalle bambole: Ai confini della realtà negli anni '60, Trilogia del terrore (1975), Night Gallery negli anni '70 con l'episodio "Doll" e il film Magic (1978) di Attemborough. Per non parlare del terrificante pupazzo che corre verso la vittima in Profondo Rosso (1975). Nessuno però come La bambola assassina aveva sfruttato così pienamente tale concetto, portando la bambola, oggetto transizionale per eccellenza (e quindi positivamente formativo) e buon amica dei bambini, al suo estremo opposto: un essere malvagio e portatore di morte che minaccia la vita e la purezza dell'infanzia. In questo ribaltamento, che l'horror ha utilizzato anche per la figura del clown, ciò che dovrebbe essere innocente e puro diviene radicalmente colpevole e volgare: così è Chucky, la bambola dall'espressione meno rassicurante possibile, che impreca di continuo e che non vede l'ora di uccidere proprio colui che dovrebbe allietare, cioé il piccolo Andy. Da questa idea, Don Mancini (creatore del soggetto), innesta questo "nuovo" tipo di orrore con le tematiche ormai diffuse dello slasher, che in quegli anni era il genere horror più in voga. Ne La bambola assassina sono presenti tutte le più comuni convenzioni dello slasher: falsi finali, morti scenografiche, battute ad effetto. Chuky, come Freddy Krueger, è sboccato e sottolinea ogni suo crimine con qualche frase crudele e sagace; già dal suo stile si può prevedere il successo che avrà sul pubblico di afecionados dell'horror. Nonostante questo film non si possa definire un vero classico del genere, di certo si può affermare che sia un ottimo horror con alcuni momenti di paura davvero ben riusciti, ma più che per scene scpecifiche, la paura è elicitata dall'idea stessa di una bambola che corre, si nasconde ed aggredisce con un coltello. L'aspetto di Chucky (animatrone creato da Kevin Yagher) poi, ai giorni nostri forse non così terrificante, fu un vero cardiotonico per gli spettatori degli anni '80. Il cast del film, in secondo piano rispetto al carisma di Chucky, fa comunque un ottimo lavoro, da Brad Dourif (che nella VO dà la voce alla bambola), all'attrice Chaterine Hicks più famosa per il suo ruolo di bigottona nel serial Settimo Cielo (7th Heaven). Bene anche Chris Sarandon (Ammazzavampiri, 1986 sempre di Holland) nei panni dell'agente Mike Norris, ed il piccolo Alex Vincent giovanissimo attore finito nel dimenticatoio. Il regista Holland fa un buon uso della soggettiva, cambiando punto di vista da quello di Chucky a quello degli attori in carne ed ossa, al fine ottenere il massimo di tensione da ogni scena. La paura generata dal film può essere condizionata comunque da due fattori: quanto siete sensibili alle bambole demoniache (e si sa che ognuno ha il suo punto debole: clown, ragni, sangue, spettri, bambole appunto...) e dal fatto che La Bambola assassina ha un tipico impianto (o atmosfera) da film anni '80 e che quindi potrebbe sembrare un po' ingenuo se visto con gli occhi dello spettatore post 2000. In tutti i casi da vedere e magari da acquistare. Piacque molto anche all'ineffabile pubblico mainstream, che volete di più!

La saga di Chucky è composta da: La bambola assassina (1988), La bambola assassina 2 (1990), La bambola assassina 3 (1991), La sposa di Chucky - Il ritorno della bambola assassina (1998), Il figlio di Chucky (2004). Remake previsto per il 2009.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il nome del killer Charles Lee Ray deriva dai nomi di tre famosi assassini: Charles Manson (Il folle mandante dell'omicidio di Sharon Tate, la moglie del regista Roman Polanski), Lee Harvey Oswald (colui che, si suppone, uccise Kennedy) e James Earl Ray (colui che uccise Martin Luther King ).

Nello script originale l'amica babysitter doveva morire folgorata nella vasca da bagno. La scena fu comunque usata ne La Sposa di Chucky (1998).

Lo script originale di Don Mancini giocava di più con lo spettatore, facendolo rimanere nel dubbio rispetto al fatto che gli omicidi potessero essere compiuti da Andy piuttosto che dalla bambola. Questa idea fu usata da Kevin Tenney in Pinocchio's Revenge, 1996.

La voce di Chucky nella versione originale è di Brad Dourif, il quale registrò i dialoghi in anticipo in modo che potessero essere sincronizzati con i movimenti della bocca del pupazzo.

Il film costò circa 9 milioni di dollari e ne incassò in tutto il mondo più di 44.190.000.

eXXagon fecit MMVI