TRAMA

Il brillante chirurgo Peter Roberts (Kieron Moore), figlio del rispettabile medico (Ian Holmes) di un paesino della Cornovaglia, torna da Vienna dopo gli studi di specializzazione. Nessuno sospetta che sia un folle che porta avanti degli esperimenti segreti per allungare la vita alle persone sottraendo gli organi ad altre persone. La bella infermiera Linda (Hazel Court), dopo essersi invaghita dell'uomo, scoprirà suo malgrado che il doc Roberts è pericoloso.


LA BARA DEL DOTTOR SANGUE
(titolo or.: Doctor Blood's Coffin - UK - 1960 - 92min - Colore)

di Sidney J. Furie

GENERE
HORROR
IN BREVE
Un film "Hammer wannabe" che risulta noioso e banale. Peccato perché alcuni spunti erano interessanti.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Lei è solo un maniaco assetato di sangue! Non dovrebbero chiamarla dottor Roberts ma dottor Sangue!"

Sidney J. Furie fu uno dei registi canadesi emigrati in UK fra il '50 e il '60; come lui Alvin Rakoff (La nave fantasma, 1980), Alan Gibson (1972: Dracula colpisce ancora, 1972) and Lindsay Shonteff (The Million Eyes of Su Muru, 1967). Furie è il più noto grazie a pellicole quali Ipcress (1965), A sud-ovest di Sonora (1966) e Colpo su colpo (1967) che dimostravano un suo utilizzo della mdp particolarmente creativo fatto di strane angolature e strane composizioni. Tali bizzarrie non sono rilevabili ne La Bara del Dottor Sangue, film per il quale il regista ha usato un approccio molto più modesto. La pellicola è stata la prima di due basate in Cornovaglia e dirette da Furie per il produttore indipendente George Fowler, distribuite nel '61 in risposta (e sfruttando) il successo che stava ottenendo la Hammer e in effetti non è difficile notare in questo film l'influenza che può avere avuto La Maschera di Frankenstein (1957) di Terence Fisher. Per la cronaca l'altra pellicola di Furie è La Figlia del serpente (The Snake Woman, 1960). Il soggetto del film è l'adattamento di una storia scritta da Nathan Juran, che vede come protagonista un mad doctor fascistoide interpretato da Kieron Moore (L'invasione dei mostri verdi, 1962) che estremizza degli ideali di per sé anche accettabili (allungare e preservare la vita). Due sono gli elementi tematici più interessanti della pellicola: il trauma legato alla morte della madre del dottore e l'idealismo di Roberts vs. il fatalismo della sua amata. Il dottor Roberts (che nell'originale si chiama Peter Blood, il ché dà un nuovo doppio senso al titolo) sembra proprio aver sviluppato la sua ossessione a partire dalla visione della morte della madre quando era bambino; quindi ora, in un delirio di onnipotenza, cerca di porre rimedio alla morte. Questa tematica, né facile né superficiale, avrebbe dato, se sfruttata a dovere, un certo spessore alla pellicola, cosa che però non è stata fatta preferendo cedere spazio a situazioni più esploitative (leggi sala operatoria e autopsie). Altra cosa interessante sarebbe stata approfondire la posizione idealista e "razionale" di Roberts che coccia contro il fatalismo religioso con cui si protegge la bella infermiera Linda (la Hazel Court di Sepolto Vivo, 1962). Anche in questo caso il tutto si limita a due chiacchiere e un "ma tu sei pazzo!". Da un punto di vista tecnico il film non pare mostrare la "proverbiale" creatività di Furie, anzi, fra ovvietà di sceneggiatura e banalità assortite non stupitevi se verrete colti da colpi di sonno. Il film inizia come un mystery ma anche lo spettatore più assonnato può anticipare il fatto che il piacione Peter Roberts e il misterioso figuro che fa esperimenti inumani sono la stessa persona. Per quanto riguarda il sangue, nonostante si tratti di un mad doctor che fa trapianti, ci è dato di vedere solo un cuore; ma si tratta si una sequenza che potrebbe sopportare anche la scolaretta più sensibile. Fra i pochi elementi positivi val la pena citare la location della Cornovaglia, fatta di coste frastagliate, di spiagge e di grotte; per la cronaca il paese in cui si svolgono i fatti, ovvero Porthcarron è in realtà Zennor. Non male neppure lo score musicale di Buxton Orr che aiuta alcune scene a risultare più drammatiche di quanto in effetti siano. In definitiva La Bara del Dottor Sangue risulta essere un film un po' noioso e banale; poteva essere migliore se non nel soggetto, comunque non originale, almeno nello svolgimento se certi elementi non fossero stati trattati in maniera pedestre. Non da evitare ma da segnalare solo agli appassionati dell'horror UK anni '60 ma attenti che non è un film Hammer e si vede.

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