TRAMA

Duane Bradley (Kevin Van Hentenryck) affitta una camera in uno scalcagnato hotel di New York; con lui l'inseparabile e misterioso cesto di vimini. Questa è la piccola casa di Belial, il gemello siamese di Bradley che era nato attaccato al fianco destro del fratello e che fu separato da quello contro la comune volontà. Belial fu letteralmente buttato via in quanto creduto morto. I due fratelli ora pianificano e realizzano la vendetta contro coloro che avevano compiuto tale operazione.

 

 

 


BASKET CASE
(titolo or.: Basket Case - USA - 1981 - 91min - Colore)

di Frank Henenlotter

GENERE
HORROR
IN BREVE
Cult anni Ottanta. A metà strada, ispiarto ed ispiratore: pesca dal passato di serie B e diventa modello per una generazione di registi horror indipendenti.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "What's in the basket? Easter eggs?"*

Filmettino costato circa 150.000 dollari che in breve tempo è assurto a piccolo cult degli anni '80; e a buona ragione. Si tratta del primo vero successo del americano Henenlotter che precedentemente era passato praticamente inosservato con corti girati in 16mm (Slash of the Knife, Son of Psycho, Lurid Women e Gorilla Queen). L'amore di Henenlotter per l'horror e l'exploitation anni '60 e '70, palpabile anche in questo Basket Case, è attualmente al soldo della Something Weird Video, casa di distribuzione USA che gli ha assegnato il mandato di segnalare film da recuperare, oltre al fatto che spesso nei DVD della SWV si può sentire la voce del regista nel ruolo di simpatico moderatore di diversi commentari. In ogni caso, in questo suo primo-non-primo film a bassissimo costo, prevedibilmente recitazione, fotografia e sfx lasciano a desiderare ma il regista riesce a dipingere un quadro coerente fra narrazione ed ambientazione, dando vita ad una New York City squallida e dissoluta come verrà mostrata successivamente in film quali Combat Shock (1984) e Horror in Bowery Street (1986). I limiti tecnici della pellicola vengono compensati ampiamente da un vivido entusiasmo sia tecnico che recitativo, e da un plot originale ma fondamentalmente ancorato ad uno svolgimento fatto rigidamente da preambolo, azione centrale e conclusione. In pratica il weird del film non è tanto relativo al come il film è stato girato ma piuttosto a cosa viene mostrato, nella consolidata tradizione del monster-movie. La parte introduttiva del film si gioca sull'attesa di vedere cosa contenga il basket case (cestino, ma anche in slang "handicappato fisico e/o mentale"), una volta che allo spettaore viene "presentato" Belial, si assiste all'entrata in scena di Terri Susan Smith nei panni della sana biondona il cui amore per Duane non farà che complicare le cose; segue finale da dramma shakespeariano. In un film che avrebbe corso il rischio di essere l'ennesimo splatter a basso costo che volendosi prendere troppo sul serio non viene preso sul serio da nessuno, Henenlotter inserisce una vena comica ed irreale particolarmente gradita che verrà sottolineata ancor di più nei due seguiti. Al fianco di situazioni splatter non estreme vanno a prendere posto tutta una serie di personaggi non meno grotteschi dei due protagoniti, e dietro a tutto questo mondo di serie B sembra anche di scorgere uno sguardo benigno e compassionevole verso l'universo dei diversi. Gli effetti speciali sono molto curati anche se l'utilizzo dello stop motion per muovere Belial in alcune sequenze è davvero primitivo, o meglio realizzato in modo molto rozzo. La cosa ha comunque un suo fascino. Discreti gli attori: Terri Susan Smith è sparita dalle scene, mentre il bravino Van Hentenryck, protagonista anche nei seguiti, e che qui si presta anche ad un nudo frontale, ha smesso da tempo di recitare per dedicarsi alla scultura. Il grande vero desaparecido rimane Henenlotter che, dopo un ultimo lavoro televisivo nel 1994, si è preso un lunghissimo periodo di riposo dal cinema. I suoi fans sono ora in trepidazione per il grande ritorno del regista con il film Bad Biology, in uscita nel 2008. In conclusione, Basket Case merita il suo piccolo trono fra le pellicole horror anni '80 pur restando un prodotto pensato per gli amanti del genere e solo per quelli.

Seguito da Basket Case 2 (1990) e Basket Case 3: The Progeny (1991).

* Trad: "Cosa c'è nel cesto? Uova di pasqua?"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato a New York City e nella fattispecie il Broslin Hotel è attualmente il Welfare Hotel (Times Square, Manhattan), le scene al bar sono state girate al The Hellfire Club (Manhattan, New York City), e la scena finale con i due protagonisti attaccati all'insegna del Broslin è stata girata in Hubert Street (Tribeca, Manhattan, New York City).

Il nome Belial deriva da quello di un demone della tradizione cristiana. Adorato a Sidone e Sodoma, è un gerarca molto potente all'Inferno, se vogliamo prestare fede alla Pseudomonarchia Daemonum di Johann Weyer (1515-1588).

Al cinema Duane vede Karate Kiba (1976).

Durante le prime proiezioni, benché non avesse ancora ricevuto nessun rating dall'MPAA, il film fu tagliato di tutte le scene di sangue dallo stesso distributore. Le scene violente furono reintegrate non appena il film iniziò a riscuotere un certo successo, a quel punto il distributore come gimmick regalava maschere chirurgiche agli spettatori per coprirsi dagli schizzi di sangue.

Dal momento che la crew che aveva lavorato alla parte tecnica del film consisteva in sole tre o quattro persone, la maggior parte dei nomi nei credits sono finti.

Il film è dedicato ad Herschell Gordon Lewis, il "papà" dello splatter, regista di pellicole quali Blood Feast (1963), Two Thousand Maniacs! (1964), Color Me Blood Red (1965), The Gruesome Twosome (1967).

Il rotolo di soldi che si vede più volte nel film, cioé i soldi di Duane, era in pratica tutto il budget del film.

Le scene nel bar furono girate al club sadomaso di Manhattan noto come "The Hellfire Club". Il posto, che esiste ancora, è così grande che lo si attrezzò per girarci anche le scene della cantina di casa Bradley. Si dovettero nascondere tutta la varia oggettistica asessuale (vibratori, etc...) e anche un grosso swing che è attualmente ancora esposto. Uno swing è una specie di struttura metallica da cui pendono funi e cavi alle quali ci si può attaccare (una specie di altalena) stando in sospensione a mezz'aria mentre qualcun'altro "opera". La sega circolare che colpisce il padre di Duane e Belial era un tempo attaccata alla porta del club. Venne rubata.

Quando fu girata la scena della morte delle personaggio interpretato da Terry Susan Smith, la crew rimase offesa dalla situazione e se ne andò. La stessa cosa accadde anche nel seguente film del regista Brain Damage - La maledizione di Elmer (1987).

Il finale originale avrebbe dovuto vedere Belial che se ne andava a spasso per Manhattan ma il regista e la crew si resero conto che non avevano abbastanza soldi per realizzare tale scena.

La scena di Duane che corre nudo per le strade fu realizzata una fredda notte invernale e senza chiedere i necessari permessi. Prima di tutto la crew ripuliva la parte della strada in cui doveva correre l'attore onde evitare che si ferisse i piedi, quindi l'attore veniva portato su un van riscaldato sul posto, usciva dal van e faceva la sua corsa andando verso un altro van riscaldato piazzato dall'altra parte della strada. Salito sul secondo lo si portava nella successiva zona di ripresa e così via finché non si realizzò un sufficiente girato.

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