TRAMA

Dopo gli accadimenti del secondo capitolo, Duane (Kevin Van Hentenryck) viene tenuto in camicia di forza da Ruth (Annie Ross), soprattutto nel momento in cui la donna decide di portare il gruppo di freaks in autobus a Peachtree Valley a fare visita allo zio Hal (Dan Biggers) che potrà aiutare Eve a partorire i figli di Belial. Nasceranno dodici mostriciattoli "tutti suo padre" che diventeranno oggetto del contenedere fra i freaks e i poliziotti del luogo.


BASKET CASE 3: The Progeny
(titolo or.: Basket Case 3: The Progeny - USA - 1991 - 90' - Colore)

di Frank Henenlotter

GENERE
HORROR - COMEDY
IN BREVE
Le qualità artistiche del primo capitolo si sono perse. Resta lo spasso e gli effetti speciali.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "You're an animal, Duane, but I'm an animal, too, and I know how to handle animals like you"*

Il più che discreto successo di Basket Case, uscito nelle sale nel 1981 e divenuto in breve tempo un piccolo cult fra gli appassionati del genere, portarono finanziamenti al regista Henenlotter. I soldi furono investiti in Brain Damage - La Maledizione di Elmer (1987), altro successone di pubblico e critica. Seguirono Frankenhooker (1990), Basket Case 2 (1990) e questo terzo capitolo della saga, tutti e tre meno originali rispetta ai suoi film degli anni '80, sia meno seriosi ma anche più ricchi di effetti speciali bizzarri. Forse questa strizzatina d'occhio al più ampio pubblico è da attribuirsi alla collabroarzione fra Henenlotter e Bob Martin, al tempo editore della rivista Fangoria, con cui il regista scrisse Frankenhooker e Basket Case 3: The Progeny. Quest'ultimo film del regista, il quale si è preso un momento di pausa conclusosi solo nel 2008 con Bad Biology, rappresenta l'esempio di cosa significhi spingere all'estremo l'SFX fino a renedere la pellicola stessa simile ad un cartone animato. Basket Case 3 è pieno di momenti comici, alcuni più riusciti di altri, alcuni più sottili altri più semplici: il gruppo di freaks sull'autobus che suonano "Personality" di Lloyd Price mentre la vecchia Ruth canta (l'attrice Annie Ross è una nota cantante jazz) sembra proprio una situazione stile Troma-movie. Si perde quindi qualsiasi "contegno" a discapito di una certa attenzione artistica; la descrizione di una New York City tossica e decadente del primo film è lontana ora che i nostri eroi sono in villeggiatura. Ma dopotutto ci sta che il terzo capitolo di una sagga nata già come B-movie, si rilassi mirando ad intrattenere il pubblico di appassionati per i quali è nata e per fare questo utilizzi dei metodi semplici ma comunque di presa. Più rutilante del secondo episodio della serie che cercava ancora di conciliare bizzarrie e dramma del protagonista, questo Basket Case 3 mira unicamente all'accumulo e alle soluzioni folli; vedi Belial che pilota un esoscheletro tipo Sigourney Weaver in Aliens - Scontro Finale (1986). In tutto questo simpatico caos l'aumento del tasso splatter non sembra una cattiva idea. Peccato che le risorse inventive non corrispondano ad un'uguale resa degli attori o del plot stesso. In ogni caso uno spassoso diversivo per coloro che amano i film da seconda serata e gli effetti speciali al servizio dell'horror.

Preceduto da Basket Case (1981) e Basket Case 2 (1990).

* Trad: "Tu sei un animale, Duane, ma anche io lo sono e so come trattare con gli animali come te"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Alla fine dei credits si vede Belial che sfumacchia una sigaretta in compagnia di due belle ragazze a petto nudo (ultima foto a sinistra).

Il film è dedicato alla memoria di Jan Saint, attore secondario che ha partecipato in Basket Case 2, ed in altri film horror.

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