La Frase dal Film:
"You're an animal, Duane, but I'm an animal, too, and I know how to handle animals like you"*
Il più che discreto successo di Basket Case, uscito nelle sale nel 1981 e divenuto in breve tempo un piccolo cult fra gli appassionati del genere, portarono finanziamenti al regista Henenlotter. I soldi furono investiti in Brain Damage - La Maledizione di Elmer (1987), altro successone di pubblico e critica. Seguirono Frankenhooker (1990), Basket Case 2 (1990) e questo terzo capitolo della saga, tutti e tre meno originali rispetta ai suoi film degli anni '80, sia meno seriosi ma anche più ricchi di effetti speciali bizzarri. Forse questa strizzatina d'occhio al più ampio pubblico è da attribuirsi alla collabroarzione fra Henenlotter e Bob Martin, al tempo editore della rivista Fangoria, con cui il regista scrisse Frankenhooker e Basket Case 3: The Progeny. Quest'ultimo film del regista, il quale si è preso un momento di pausa conclusosi solo nel 2008 con Bad Biology, rappresenta l'esempio di cosa significhi spingere all'estremo l'SFX fino a renedere la pellicola stessa simile ad un cartone animato. Basket Case 3 è pieno di momenti comici, alcuni più riusciti di altri, alcuni più sottili altri più semplici: il gruppo di freaks sull'autobus che suonano "Personality" di Lloyd Price mentre la vecchia Ruth canta (l'attrice Annie Ross è una nota cantante jazz) sembra proprio una situazione stile Troma-movie. Si perde quindi qualsiasi "contegno" a discapito di una certa attenzione artistica; la descrizione di una New York City tossica e decadente del primo film è lontana ora che i nostri eroi sono in villeggiatura. Ma dopotutto ci sta che il terzo capitolo di una sagga nata già come B-movie, si rilassi mirando ad intrattenere il pubblico di appassionati per i quali è nata e per fare questo utilizzi dei metodi semplici ma comunque di presa. Più rutilante del secondo episodio della serie che cercava ancora di conciliare bizzarrie e dramma del protagonista, questo Basket Case 3 mira unicamente all'accumulo e alle soluzioni folli; vedi Belial che pilota un esoscheletro tipo Sigourney Weaver in Aliens - Scontro Finale (1986). In tutto questo simpatico caos l'aumento del tasso splatter non sembra una cattiva idea. Peccato che le risorse inventive non corrispondano ad un'uguale resa degli attori o del plot stesso. In ogni caso uno spassoso diversivo per coloro che amano i film da seconda serata e gli effetti speciali al servizio dell'horror.
Preceduto da Basket Case (1981) e Basket Case 2 (1990).
* Trad: "Tu sei un animale, Duane, ma anche io lo sono e so come trattare con gli animali come te"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Alla fine dei credits si vede Belial che sfumacchia una sigaretta in compagnia di due belle ragazze a petto nudo (ultima foto a sinistra).
Il film è dedicato alla memoria di Jan Saint, attore secondario che ha partecipato in Basket Case 2, ed in altri film horror.