La Frase dal Film:
"For twenty years I've stood by you through socialism, theosophism and rheumatism, but I draw the line at spookism!"*
Pietra miliare del genere "old dark house", adattamento di un'opera teatrale del 1926 scritta da Mary Roberts Rinehart ed Avery Hopwood. Film ad oggi poco conosciuto e poco visto (il muto certo non esalta i dinamici spettatori odierni), ebbe ai tempi un notevole successo e, senza ombra di dubbio, fu d'ispirazione per il Batman inventato da Bob Kane che esordì sui fumetti della DC Comics nel 1939; la seminalità del film di West verrà successivamente confermata da Kane. Dato il successo, lo stesso regista West, approfittando dell'evoluzione al sonoro, remeccherà il suo stesso film nel 1930 (The Bat Whisper) ed ancora nel 1959 si vedrà ricomparire il ladro pipistrello ne Il Mostro che uccide (The Bat) di Crane Wilbur con il superbo Vincent Price. La prima parte di The Bat si rifà allo stile del regista Feuillade che nel 1915 aveva stregato le platee con Les Vampires, storia di ladri travestiti in maniera orrorifica; l'aggressione ai danni di un riccone, la fuga sui tetti, il milionario che si avvicina alla finestra e viene attaccato quando mette la testa fuori sono scene prese direttamente dal film di Feuillade. La seconda parte del film si rifà invece quasi pedissequamente allo svolgersi dei fatti come raccontati nel pezzo teatrale: il risultato è statico e decisamente noiso, tanto più ai nostri giorni. E' difficile essere conquistati dalla storia (che spesso si rivela confusa) mentre è più facile apprezzare i tentativi del regista di creare delle situazioni che mettano paura o che facciano ridere; ovviamente si tratta di "paura" e "risate" stile anni '20. Le scene di paura però risultano più attuali di quanto non sia per gli spunti comici. Lo stile "old dark house", quello stesso del quasi coevo Il Castello degli spettri con cui si gioca la paternità del genere, a tratti funziona davvero: l'ombra dietro la finestra, la mano che spunta, la candela accesa in una stanza buia... Chiaramente occorre parecchia buona volontà da parte dello spettatore per compensare ciò che ad oggi appare banalmente orrorifico ma sta di fatto che The Bat è permeato da un'ottima atmosfera. Impossibile non notare (e non richiamare alla mente il Batman fumettistico) l'immagine di un pipistrello proiettata su un muro con la luce; anche se quest'idea è presa dall'opera teatrale e non fu inventata dal regista West. Il film può risultare d'interesse per gli appassionati di scenografie e soluzioni tecniche: il mondo di The Bat infatti esalta la geometria degli spazi e l'astrattezza degli stessi; l'artificiosità degli interni ricorda Il Gabinetto del dottor Caligari (1920). I personaggi, a differenza di quanto avveniva nel cinema anni '20, sono tutti descritti con poca enfasi e senza eccessivo glamour; le scene comiche sono mediate per la maggior parte dalla cameriera iseterica e fifona. Nel complesso interessante per le soluzioni tecniche e per il valore storico; di per sé il film è un muto anni '20 e quindi necessita di uno spettatore "in buona" per poter essere retto, oltretutto ci sono molti dialoghi (scritti e in inglese). Di fatto 90 minuti di film muto di quei tempi possono stordire anche il più pervicace dei cinefili. Il punto nel livello-paura l'ho dato tenendo conto degli anni in cui fu prodotto il film.
* Trad: "Per 20 anni le sono stata a fianco nel socialismo, nella teosofia e nei reumatismi, ma ho superato il segno con le apparizioni (di fantasmi)!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Per molti anni il film era stato considerato perduto.
Il film si svolge tutto di notte.
Prima dell'inizio del film compare una scritta che prega il pubblico di non rivelare il finale, cioé l'identità del Pipistrello, in modo che i futuri spettatori possano godere dello spettacolo se messi nella condizione di scoprirla da soli (Can you keep a secret? Don't reveal the identity of "The Bat". Future audience will fully enjoy this mystery play if left to find out for themselves).
Qualche notizia sulla drammatica esistenza di Jack Pickford, il cui ruolo di amorevole fidanzato in questo film ribalta la vera natura e la vita dell'attore. Jack Pickford, classe 1895, era fratello minore di Mary Pickford la quale già a 16 anni diventava la prima ragazzina prodigio di Hollywood. Il successo della sorella aiutò a più riprese Jack, che non aveva alcun talento specifico come attore, ad ottenere parti cinematografiche e a non affondare nei momenti difficili, momenti che nella vita dell'uomo diventarono davvero troppi. In primo luogo nel 1918 finì in uno scandalo, con altri ufficiali, per aver sollecitato ed accettato mazzette per evitare l'arruolamente ad alcuni giovani di sana e robusta costituzione che venivano invece fatti passare come inidonei al servizio militare (e alla guerra). Gli fu evitata la corte marziale. Quindi con l'inizio della carriera cinematografica si diede ad una vita ben distante dall'immagine romantica che portava sullo schermo; si circondava di donne ma soprattutto di eroina, gioco d'azzardo e alcol. La sua prima moglie, Olive Thomas, anch'ella eroinomane, dopo soli quattro anni di matrimonio si suicidò a Parigi con un'overdose di bicloruro di mercurio che era stato prescritto a Jack per curare la sua sifilide (che ovviamente aveva passato anche alla moglie). I due successivi matrimoni furono ugualmente disastrosi. Alcolista cronico, tossicodipendente e sifilitico, Jack Pickford morì a 36 anni di un'imprecisata "nevrite multipla progressiva".