TRAMA

Giappone ai nostri giorni circa. Come reazione alla delinquenza minorile e alla disoccupazione, il governo fa passare un atto governativo (BR Act) secondo il quale una classe scolastica di 14-15enni è scelta tramite la lotteria e spedita in un'isola deserta. I ragazzi sono obbligati ad indossare collari esplosivi per evitare la fuga e il fine ultimo di tutto è che ne sopravviva solamente uno, il vincitore, il quale potrà tornare a casa sano e salvo. Ne deve sopravvive solo uno perché in tre giorni i giovani devono uccidersi l'un l'altro e se per caso non riuscissero sono tutti accoppati. Il gioco inizia: c'è chi decide di suicidarsi, chi opta per diventare una serial killer spietata, chi si innamora... Altri sostengono di conoscere il modo di riuscire a scardinare le regole del gioco. Il tutto supervisionato dallo spietato maestro Kitano.

 

 


BATTLE ROYALE
(titolo or.: Batoru rowaiaru - GIAPPONE - 2000 - 89min - Colore)

di Kinji Fukasaku

GENERE
HORROR - THRILLER
IN BREVE
Memorabile rilettura de Il Signore delle Mosche di Golding
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

Tratto dalla novella di Koshun Takami, poco conosciuto in Occidente ma stranoto in patria (anche per fatti di cronaca - leggi più avanti) Battle Royale sembra qualcosa di mai pensato prima eppure l'idea non è così originale come sembra. Possiamo pensare a Fuga da Absolom (1994) oppure, ancor meglio a Contenders Serie 7 (2000), e se volessimo fare i dottissimi si potrebbe tirare a mano anche Il Signore delle mosche (il libro, ovviamente) di William Golding. Eppure il film di Fukasaku riesce a stupire ed a scioccare con la scelta di mettere in mostra la morte e la violenza di soggetti in giovane età, cosa alla quale, fortunatamente, non siamo ancora assuefatti. Si tratta di un'allegoria della violenza piuttosto che di uno studio preciso e sociologico, in effetti già dagli inizi la pellicola mette in scena delle "esagerazioni" che mirano a ridicolizzare l'ambiente dei media: basti pensare ai giornalisti che si accalcano per intervistare l'ultima vincitrice del BR precedente, oppure le istruzioni al gioco esposte da una ragazza che parla e si muove come un cartone animato stile Sailor Moon (o giù di lì...). Ma non è sul piano della critica sociale che il film si gioca e neppure su quella della satira. Il regista Fukasaku che a parte la codirezione di Tora! Tora! Tora! (1970), in Italia è noto per aver girato delle pellicole di basso profilo (Ultimo rifugio: Antartide [1980], Tokyo Gang [1992]), riesce a non sbilanciarsi e rimane in equilibrio fra l'impossibilità di razionalizzare la storia e quella di prenderla troppo sul serio, cosa che avrebbe reso la pellicola troppo arida. Se la gioca sul filo del black humor con il viso impassibile ed cronicamente melanconico di Kitano (grandissimo...ora guardate la foto a sx e ditemi se non vi fa pensare ad Al "Lefty Ruggero" Pacino di Donnie Brasco quando era seduto sul divano a parlare con Deep...ma cosa ve lo dico a fare!), se la gioca sugli amori che legano sull'orlo della morte, di quelli che vengono confessati prima di morire (molto bella questa scena), sugli istinti più bassi, sulla paura. Il tutto condito da un'ottima musica classica che affiancata alla violenza fa da rimando non casuale ad Arancia Meccanica. Bravi i giovani attori, convincenti e sicuramente convinti di partecipare a qualcosa di diverso ed importante, ma il meglio rimane Kitano e le sue espressioni "fuori dal tempo", le sue risatine, e la sua morte dopo la telefonata: una scena perfetta che ci fa capire che il film va preso seriamente ma non alla lettera. Se è vero che in alcuni punti la pellicola svela la propria pochezza (anche di messa in scena), molte volte compensa con una genuina poetica che emerge dai rapporti dei protagonisti e questa funziona decisamente meglio delle scene d'azione (non belle) e delle scene di pura violenza. Battle Royale non è un prodotto per il mainstream che non è ancora allenato al cinema orientale e ai sui silenzi, alle sue atmosfere, al suo modo di rappresentare l'amore e la morte, soprattutto in questo Category III. Una pellicola interessantissima per chi è in cerca di qualcosa cinema WEIRD.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il webmaster del AGHI (Associazione Giapponese dell'Horror Italiano), con il quale sono in contatto, mi ha riferito che in Giappone Battle Royale ha fatto molto discutere, anche per un fatto di cronaca per il quale sembra che una ragazzina abbia ucciso una sua amica in un modo mostrato nel film. Allora giù tutti ad attaccare la pellicola...of course.

Dal romanzo di Takami è stato tratto anche un manga uscito nel 2000: BR o BR Act, disegnato da Masuyouki Taguchi; a questo è seguito il manga Battle Royale: Blitz Royale di Hiroshi Tomizawa. (Grazie Rino B. per la segnalazione!).

Il film fa riferimento sia ad Indipendence Day (1997), quando si uploada il virus nel sistema centrale, si ad Evangelion (1997), quando due studenti si battono mimando la sequenza finale di combattimento in Evangelion. Mah!

Si dice che sia stato bandito dagli USA. Non è così. La casa di produzione Toei, si rifiuta di dare la licenza per la distribuzione in Nord America e ha già rifiutato le offerte di molte compagnie USA.

Il software usato per il DoS (Denial of Service: penetrare in un sistema e farlo "cadere") è il Fyodor's nmap, un popolare hacking tool.

Il cattivo del film, Kiriyama (il volontario), non dice una sola parola per tutto il film.

Il testo che contiene le istruzioni su come produrre una bomba che viene letto da Mimura ed il suo gruppo, è intitolato "Hara Hara Tokei" (Il Timer). Questo testo è esistito veramente ed era una pubblicazione di un gruppo antigovernativo giapponese degli anni '70 chiamato "Higashi Ajia Hannichi Buso Sensen" (Fronte Armato Asiatico Anti-Giapponese).

Il dipinto che Kitano mostra alla fine del film è stato davvero fatto da Kitano!

L'isola in cui è stato girato è Hachijo-Kojima, un'isola disabitata del gruppo delle Izu che stanno a sud di Tokyo.

Nessun attore o attrice ha avuto uno stunt nelle riprese pericolose.