La Frase dal Film:
"Touch a button. Things happen. A scientist becomes a beast"*
Terrificante film costato 34.000 dollari che, a guardarlo, fa porre allo spettatore almeno l'iniziale interrogativo relativo al dove siano confluiti i soldi del budget per una produzione che dire scarsa è un imperdonabile eufemismo. Coleman Francis fu un vero e proprio operaio del cinema con poca attitudine per la recitazione e nessuna per la regia; nonostante ciò ebbe la grazia di dirigere tre film, dei quali The Beast of Yucca Flats è il primo, tutti e tre passati alla storia come solenni fetecchie su celluloide. L'arte di Francis non era simpaticamente "bassa" tipo quella di Ed Wood, sicché col tempo non ha potuto godere di una particolare rivalutazione trashistica, eppure risulta così incredibilmente scarsa ed erratica che ad alcuni è venuto il dubbio che la sua tecnica di serie ultra-Z e le sue sceneggiature da grosso punto di domanda fossero programmaticamente volute così, e che quindi scavando sotto sotto ci si potesse trovare la traccia del genio incompreso. Stanno ancora scavando. E ce n'è da scavare per un regista che "firmava" i suoi film inserendo in ognuno di essi un riferimento al caffé (che poteva essere una scena o un dialogo), o che nei panni della voce fuori campo rifletteva ad alta voce sui massimi sistemi (in questo film si dice, ad esempio: "Flag on the moon. How did it get there?" Una bandiera sulla luna. Come c'è arrivata lì? Chissà!). The Beast of Yucca Flats è una pellicola spiazzante in maniera assoluta, una pellicola alienata esattamente come i territori che mostra, solo quelli, forse, di qualche interesse. La fonte d'ispirazione sono gli horror-sci-fi tipici del '50 con mostro mutante causa radiazioni; qui a mutare è una sorta di Bud Spencer però con la faccia da cattivo che faceva paura già prima dell'atomica. Dopo l'atomica vaga minaccioso e stracciato nel deserto, a metà strada fra l'Incredibile Hulk e lo svalvolato de Le Colline Hanno gli Occhi (1977). Ma attenti, sto citanto titoli mille miglia distanti da questo Z movie. La voce narrante del regista commenta gli eventi in maniera barocca e scombinata, sostituendosi completamente ai dialoghi che mancano, visto che la pellicola fu filmata senza sonoro (alcuni altri dicono che la traccia audio si perse in produzione). Protagonista del film il gigante Tor Johnson (Plan 9 from Outer Space, 1959) che grazie alla sua partecipazione a questo film (che gli fruttò solo 300 $) subì un collasso professionale e dopo una carriera di 27 anni e 41 pellicole di serie B non troverà più nessun ingaggio neppure come comparsa. Terribile. Fra l'altro il film si trova solo in inglese e questo, per il potenziale pubblico italiano, non fa che aggiungere un ulteriore scoglio. Caldamente sconsigliato, non piacerà neppure a quelli del "so bad so good".
* Trad: "Tocca un bottone. Succedono cose. Uno scienziato diventa una bestia"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato a Saugus e a Van Nuys (California).
Alcune stampe del film contengono una sequenza pre-titoli nella quale un omone, che dovrebbe essere la bestia del titolo, attacca una ragazza a seno nudo in casa. La qualità tecnica della pellicola, così diversa dal resto del film, tradisce il fatto che questa sia stata realizzata solo successivamente; oltretutto la censura USA dei tempi non permetteva di mostrare mammelle alle masse nelle sale cinematografiche.
A quanto riferì Anthony Cardoza, il produttore, il coniglio che si vede alla fine del film era un leprotto selvatico che finì solo per caso nell'inquadratura; Tor Johnson, improvvisando, lo strinse a sé e gli diede il bacio che si vede nel film.
Ex wrestler e gigante dal cuore buono, Tor Johnson aveva questi numeri da giocare: peso: 175,5 kg; altezza: 191 cm; torace: 157 cm; bicipiti: 56 cm; collo: 50 cm.
Secondo la leggenda, Tor Johnson divenne molto amico di Bela Lugosi e una volta lo convinse a non suicidarsi dicendogli che se ci avesse provato l'avrebbe buttato giù da una finestra.