Esempio paradigmatico di nudie (vedi pagina dei generi) anni '60, girato per intero in un finto campo nudisti con gorilla assassino al seguito e titolo trucido doppiato da altri due titoli con cui fu distribuito il film (The Beast That Molested Women e The Beast That Ruined Women). Il film di Mahon, mitico regista di exploitation, è un'inqualificabile sfilata di tette della durata di un'ora ma, per l'assenza di storia, dialoghi e attori decenti, quell'ora pare durare almeno il doppio. La cosa fondamentalmente bizzarra è che, di solito, negli horror l'animale assassino rappresenta la liberazione dell'istinto mentre in The beast that killed women il gorilla killer compie il reazionario lavoro di eliminare donne emancipate che si mostrano generose. In tutti i casi il film va preso per quello che è, un nudie (o nudie-cuties) che permetteva ad un pubblico prettamente maschile di godersi, nell'ambiente protetto dei grindhouse cinema, la notevole massa di mamelle che ballonzolano qua e là per lo schermo. Detto così il film può anche essere divertente. Ma cos'ha esattamente da offrire The beast that killed women? Donne a seno nudo (non nude completamente!), e null'altro. Per la precisione vedrete: donne a seno nudo che dormono insieme perché spaventate dalla minaccia antropomorfa, donne a seno nudo che ballano, donne a seno nudo che si cambiano nello spogliatoio, donne a seno nudo che si confrontano davanti alla mdp sulla minaccia gorillesca, donne a seno nudo che giocano a pallavolo, donne a seno nudo che stanno sedute intorno a una piscina o, colpo di scena, su un prato. Anche qualche natica in verità ma poche e poco belle. Del gorilla, un attore che veste uno dei costumi più trash mai commessi su pellicola, si sa poco e non è chiaro cosa ci faccia fra le donne a seno nudo, anche se alla fine i poliziotti arrestano una donna senza nome che in casa teneva una grossa gabbia. Il plot del film è un filo sottile che lega i siparietti con le donne a seno nudo. Il film in sé non vale una cicca, ha però un valore storico come fulgido esempio di un genere ormai scomparso o rielaborato dal porno-soft: il modo grossolano in cui viene realizzato il tutto e questa incredibile smania di mostrare e vedere tette mette quasi tenerezza e un certo senso di nostalgia per un tempo in cui un corpo semi-nudo di donna faceva davvero la differenza. Per studiosi del cinema o per i curiosoni, ai quali consiglio di non guardarne più di 15 minuti, tanto visti quelli, visti tutti i restanti. Certo che ad essere un mastofilo è una vera festa per gli occhi! Comunque sconsigliato.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è stato girato a Miami beach (Florida).
Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.