TRAMA

Un trio di studenti capeggiati dalla giovane giornalista Taylor Gentry (Angela Goethals) gira un documentario su un aspirante serial killer slasher-style di nome Leslie Vernon (Nathan Baesel), un giovane che spera di ripercorrere le orme di Michael Myers, Jason Voorhees e Freddy Krueger. Il mentore di Leslie è Eugene (Scott Wilson) un killer 'in pensione' che gli dà le giuste dritte. Leslie spega alla crew la pianificazione di tutta la carneficina che ha in mente di compiere. Quando il killer entrerà in azione, Taylor e i due cameramen dovranno decidere se scappare, filmare o intervenire.


BEHIND THE MASK: The Rise of Leslie Vernon
titolo or.: Behind the Mask: the rise of Leslie Vernon - USA - 2006 - 92' - Colore

di Scott Glosserman

GENERE
HORROR - THRILLER - COMEDY
IN BREVE
Un mockumentary davvero intelligente che scherza con lo slasher come nel 1996 fece Scream.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "IT'S A PIVOTAL MOMENT WHEN SHE MAKES THE TRANSITION FROM VICTIM TO HEROINE. THIS IS VISUALLY MANIFESTED WHEN SHE REACHES FOR A BIG, LONG, HARD WEAPON... You know what I'm talking about? It's ok Tay... It's deeply symbolic: she's empowering herself... with cock!" "C'mon..." "You go back and research, all those women who survived the ordeals, I guarantee you no one of them did it with a dingy little gun" "So you're sayin' she reaches for something fallic on purpose?" "She reaches for my weapon that is the ultimate because she will be taking my manhood and empowering herself with it!" "So your pro-life ain't no shoviniste..." "It's convention Tay, we have to respect"*

Come fecero quelli de Il cameraman e l'assassino (1992), il regista Scott Glosserman, per questo suo primo film, adotta la forma del mockumentray per narrare la storia di uno serial killer un po' pazzo ma anche assai acuto. Tutta la prima ora del film è vista attraverso il lavoro dei tre studenti che stanno filmando le gesta e le parole di Leslie Vernon, uno 'slasher wannabe'. L'ultima mezz'ora del film è il 'solito' slasher film, con morti, asce e l'immancabile 'final girl' che avrà un testa a testa con il killer. Behind the Mask: the rise of Leslie Vernon è un horror assai inventivo e originale, di certo una nuova pietra angolare nella visione metacinematografica dell'horror moderno e soprattutto dello slasher, e arriva esattamente dieci anni dopo Scream (1996), un altro grande horror che ha saputo giocare con il proprio stesso genere. Come Scream, Behind the Mask espone trucchi e convenzioni di un certo tipo d'horror e riesce a spaventare proprio perché non ci si aspetta che lo faccia: quindi comprovando il fatto che il cliché può comunque funzionare. Il film sarà apprezzato pienamente dagli appassionati che sapranno rintracciare gli inumerevoli riferimenti ad altre note pellicole (di seguito ne ho segnalati alcuni). Il film comunque è tutto tranne che un mero esercizio citazionista e anche senza avere una profonda conoscenza della materia si può godere della visione. Behind the Mask è divertente e contemporaneamente spietato: parte come una parodia per terminare come il più tragico degli slasher. Leslie spiega lucidamente il suo piano, mostrando metodi e idee dei killer cinematografici quando sono off-screen, quando in genere la telecamera 'è impegnata' a filmare i protagonisti che scappano o dialogano. Come fa il killer a sparire di colpo? Come fanno a sparire i corpi delle vittime? Perché è importante che ci sia un personaggio buono? Perché una donna come eroina? Qui è lo stesso killer a spiegare allo spettatore il perché di tutto, in previsione di un crescendo che poi lo vedrà direttamente in azione. Il film solleva anche la questione morale della crew che deve riprendere gli omicidi e che quindi in qualche maniera diventa complice dell'accaduto: non è esattamente una questione originale e il sopracitato film del 1992 (ed altri) hanno già messo in luce questo fattore ponendo anche il parallelo fra la crew e lo spettatore; anche in Behind the Mask vi è un'identificazione fra i tre documentaristi e il pubblico che, dopotutto, non vuole che Leslie desista dal suo intento. La pellicola si giova di diversi attori noti nel genere horror, uno su tutti Robert Englund (per i pochi che non lo saperssero si tratta di colui che per anni ha impersonato Freddy Krueger) che qui veste i panni del dottore che dovrebbe fermare Leslie, ovvero del buono! Ottima prova dei due protagonisti: Baesel è a tratti comico e a tratti sinistro ma soprattutto ha una complessità che mai si è vista in un cattivo da slasher film. Davvero brava ed espressiva Angela Goethals che io mi ricordo chiaramente molto più giovane in Jerry Maguire (1996) nel ruolo dell'ipocrita Kathy Sanders. La presenza nel cast del vecchio Scott Wilson è davvero un tocco di classe: oltre al fatto di recitare alla perfezione contemporaneamente il ruolo dell'amorevole figura paterna e dell'ex-killer, l'attore fu il protagonista nel film A sangue freddo (1967), pellicola basata sulla criminosa vicenda di due giovani che sterminarono una famiglia (guardatevi anche l'eccellente Capote, 2005). In definitiva ho trovato che Behind the Mask sia un film originale e ben fatto, un nuova rilettura dell'horror, forse apprezzabile pienamente solo da un pubblico 'esperto'. Lo slasher però è ormai un sottogenere così noto e popolare che tutti potrebbero capirne gli spunti serie e faceti. Da vedere. Non perdetevi i credits, sotto le lettere scorrerà la sorte finale di Leslie Vernon.

* Trad: "E' un momento centrale quando lei compie la transizione da vittima ad eroina, questo è reso visivamente nel momento in cui prende un'arma grande, lunga e dura... Sai di cosa sto parlando? E' ok Tay... E' profondamente simbolico: lei si sta potenziando... coll'uccello!" "Ma dai..." "Torna indietro e ricerca, tutte quelle donne che sono sopravvissute a quelle dure esperienze, ti garantisco che nessuna di loro ce l'avrebbe fatta con una scialba piccola pistola" "Così stai dicendo che lei prende qualcosa di fallico apposta?" "Lei prende la mia arma che è quella estrema, in quanto possiederà la mia virilità e si potenzierà con essa!" "La tua difesa alla vita non è maschilista, vero.." "E' la tradizione Tay, dobbiamo rispettarla"

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film è stato girato fra il 4 novembre e il 3 dicembre 2004 in Oregon, nel Maine e in California.

Nei credits compare la scritta 'Only one animal was killed during production', cioé 'E' stato ucciso solo un animale durante la produzione'. Ovviamente è uno scherzo.

Ecco la serie di riferimenti ad altri film horror:

1) La prima volta che Taylor intervista Eugene e la moglie si vede sul tavolino un Lament Configuration Box da Hellreiser (1987). [vedi seconda foto a sx].

2) Gli abiti e la barba del Doc Halloran (Robert Englund) sono quasi identici a quelli di Donald Pleasence in Halloween (1978). Un altro riferimento al film viene fatto citando il nome Red Rabbit Pub, qui un locale e nel film del '78 una scatola di cerini.

3) Quando Leslie Vernon si applica il trucco sul viso, in sottofondo si sente la musica che in Shining (1980) si sentiva alla fine quando Jack Torrence appariva nella foto. Sempre rispetto a questo film, il nome Doc Halloran (personaggio interpretato da Englund) è un mix fra il soprannome di Danny Torrence, cioé 'Doc', e il nome del cuoco Halloran (Scatman Crother). Entrambi avevano lo 'shine'.

4) Si vede Kane Hodder (l'interprete di Jason Voorhees in più di un Venerdì 13) camminare al 1428 di Elm Street, la stessa via di Nightmare.

5) Si vedono ragazzine saltare con la corda; citazione della serie Nightmare. Inoltre Freddy Krueger è citato nel film e, sempre in questo, si vede una boccetta di eccitanti "Stay Awake", gli stessi usati in Nightmare dai ragazzi per non dormire.

6) Il vero cognome di Leslie è Mancuso; Frank Mancuso Jr. è il produttore della maggior parte dei film della serie Venerdì 13.

7) La bibliotecaria di cognome fa Collingwood (il che ricorda L'ultima casa a sinistra, 1972), ma oltretutto è interpretata da Zelda Rubinstein, la nana sensitiva in Poltergeist (1982).

8) Eugene dice che ai vecchi tempi gli slash killers avrebbero attaccato una sororities (pensionato femminile); riferimento a Black Christmas - Un natale rosso sangue (1974).

9) Il travestimento di Vernon imita quello del killer ne Il terrore arriva al tramonto (1977).

10) Leslie menziona Chucky de La Bambola Assassina (1988).

11) Le tartarughe di Leslie si chiamano Church e Zowie, nomi di due animali che compaiono in Cimitero Vivente (1989).

12) Leslie cita sia Leatherface di Non aprite quella porta (1974) che Candyman, dell'omonimo film del 1992.

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