TRAMA

Benny (Arno Frisch) ama guardare filmati violenti compreso quello di un maiale che viene ucciso. Il ragazzo finirà per assassinare una ragazza. I genitori, onde evitare di rovinargli la vita, coprono il delitto.

 


BENNY'S VIDEO
(titolo or.: Benny's Video - AUSTRIA - 1992 - 105min - Colore)

di Michael Haneke

GENERE
HORROR - DRAMA
IN BREVE
Haneke documenta non racconta. La sua regia è fredda e distaccata così come è la mente dei protagonisti dei suoi film.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Volevo chiederti una cosa. Perché l'hai fatto?" "Cosa?... Non lo so... Volevo vedere com'era, probabilmente"

Secondo film di quella che viene denominata la "Trilogia della Glaciazione" di Michael Haneke. Per la cronaca gli altri due sono: Il settimo continente (Der Siebente Kontinent, 1989), storia di una famiglia che si suicida, e 71 frammenti di una cronologia del caso (71 Fragmente einer Chronologie des Zufalls, 1993), altra riflessione sulla violenza dei media. In Benny's Video Haneke sembra porci l'annosa questione: vedere film violenti rende violenti? All'apparenza la risposta è sì, dal momento che il protagonista (un giovane Arno Frisch che avremo la possibilità di vedere da "grande" in Funny Games, 1997), compie un sadico omicidio dopo essersi sottoposto a interminabili sessioni di film violenti che spaziano da un demenziale prodotto della Troma, ad un filmatino amatoriale di gusto snuff che vede uno sfortunato maiale come protagonista. Ne segue un assassinio perpetrato con la stessa metodica che si era utilizzata per abbattere il maiale, nonché la glaciale reazione di Benny che pare non capire la gravità di ciò che ha fatto. Soprattutto c'è lo stile algido di Haneke che piazza la mdp innanzi a piccolo schermo che proietta in diretta ciò che sta compiendo il ragazzo (il quale filma l'omicidio): 2 minuti e mezzo di violenza in un piano sequenza, ed ecco come lo spettatore veste i voyeuristici panni di Benny. In apparenza l'annosa questione sembra aver ottenuto risposta. La verità è che l'apatico nichilismo di Benny deriva da una famiglia assente, impacciata, formale che, preso atto dell'omicidio, si interroga paradossalmente sul futuro del loro figlio, nella misura in cui un omicidio sarà di certo di impedimento ad una futura carriera. Al che gli amorevoli genitori organizzano una vacanzina per Benny; mentre il ragazzo si fa il bagno al mare e la madre ha delle crisi di pianto, il padre rimasto a casa si premura di tagliare a pezzi il cadavere della ragazzina, in pezzi così minuti da poter essere scaricati nel water. Ecco il vero orrore, ecco l'Haneke che dirige un film che mostra poco e che suggerisce molto. Il regista non compie uno scavo psicologico dei personaggi con i quali lo spettatore non riesce a empatizzare, e si vive molta più angoscia nei siparietti tristi e gelidi in cui la famiglia prova a colloquiare, piuttosto che nelle scene di palese violenza. Haneke documenta, non racconta; allo spettatore tocca riflettere su ciò che ha visto, compreso un finale che a molti è parso poco chiaro. Benny's Video è un film che ha qualcosa da dire con uno stile non accessibile a tutti, sicuramente molto distante dai prodotti mainstream. Un po' lento, un po' noioso, un po' arty e forse anche un po' troppo lungo rispetto a quello che aveva intenzione di "dire", ma comunque valido, soprattutto per gli appassionati di roba forte che potranno così constatare se in loro c'è del Benny e quanto.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Nel film si vedono parti di The Toxic Avenger (1984) e Spitting Image, quest'ultima una serie tv (1984-1996) fatta con pupazzi che erano caricature di personaggi noti.

Al suo lavoro di regista, Michael Haneke affianca quello di professore di tecnica registica alla Vienna Film Academy.

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