TRAMA

Una dottoressa nazista compie esperimenti di eugenetica: fa stuprare donne da un mentecatto deforme (Baccaro) tenuto in una gabbia. In pratica la dottoressa ed i militari guardano questo uomo mentre sfracella queste povere prigioniere. Nel frattempo la resistenza si arma e si organizza per scacciare l'invasor. La dottoressa, però, capisce che potrebbe avere tutta la resistenza in pugno se solo rapisse tutte le giovani donne del paese.


LA BESTIA IN CALORE
(ITALIA - 1977 - 86min - Colore)

di Ivan Kathansky [Luigi Batzella]

GENERE
NAZIPLOITATION
IN BREVE
A prescindere dallo squallore un vero trash-cult di casa nostra.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

LA FRASE dal film: "Ma che c'entra la Chiesa con Dio!"

Attenzione! Chi è la "bestia in calore". Sembra una questione di lana caprina e invece è tutto quello che dovete sapere su sto film per non farvi cogliere impreparati e fare bella figura nell'alta società. La corretta esegesi vuole che la bestia del titolo sia la dottoressa nazista Ellen Kratsch e la cosa è provata dal passo in cui un un uomo sotto tortura le dice "Tu sei una bestia in calore". Punto. Però il cuore ci dice che la bestia è Baccaro: ha la pancia, i peli, il volto lombrosiano e tutto il resto. E poi strappa a morsi il boschetto di una detenuta, che si vuole di più? E' il baccaro-movie per eccellenza. Comunque il film gioca proprio sull'ambiguità della cosa: la Kratsch è bella e algida e Baccaro è quel che è e sta in una gabbia a rotolarsi. Baccaro insomma è il ritratto di Dorian Gray in soffitta della Kratsch, non so se mi sono spiegato. Di bestia ce n'è una e sono tutte e due. E così siamo tutti contenti. La Bestia in Calore si è guadagnato una nomea che forse non si merita, un po' derivata dal fatto che fu inserito nell'elenco dei Video Nasties in UK, e, soprattutto in Italia, dovuta alla presenza "abnorme" di uno dei mostri del cinema italiano (il povero Baccaro), così come a qualche nudo e a qualche scena sadica realizzata abbastanza male tanto da muovere più al riso che al disgusto. Batzella rinuncia al nome sulla locandina ma non rinucia ad inserire scene comiche, alcune volute (il graduato nazista che fa il saluto Hail Hitler e gli cadono i pantaloni) ed altre involontariamente ridicole (lo stesso graduato pochi minuti prima sta scopando con una biondona ma ha i pantaloni solamente sbottonati, semplicemente la donna gli si agita sopra... da vedere, tristissimo). Il buon senso viene trascurato in più riprese, sia a livello di plot che a livello di messa in scena. Ad esempio non si capisce perché l'eccitazione dovrebbe portare un uomo a confessare; o come può essere possibile che uno spettatore confonda dei porcellini d'india con dei ratti di fogna, i quali dovrebbero rosicchiare il ventre di una torturata ma chiaramente se ne guardano bene. Ma tutto può essere perdonato se visto attraverso la lente dell'exploitation: allora assumono un senso le labbra umettate delle aguzzine che sbavano vedendo la Bestia-Baccaro in azione; le filippiche sulla razza ariana dei Nazi e le segrete riunioni partigiane che intramezzano una tortura nemica e l'altra. Inutili, noiose e mal integrate le scene di guerra che Batzella inserisce nel film rubandole da una sua pellicola, Quando suona la campana (1970) che già a suo tempo era stata debitrice di Tre franchi di pietà (1966), sempre dello stesso Batzella. Insomma, in qualche modo La Bestia in Calore è un film di terza mano! Difficile dare un giudizio globale, ad un film grandemente trash, di contenuti prettamente esploitativi e di una violenza forte ma mai davvero incisiva. D'altra parte, al di là di Salò di PPP (un outsider del genere) è impossibile rintracciare un naziploitation per il quale valga la pena soffermarsi o scervellarsi in cerca di contenuti. Nel suo genere (va sottolineato), per la nomea che si è fatto grazie alla weirdissima presenza di Baccaro, La Bestia in Calore è, sic et simpliciter, un film sufficiente. Per nostalgici...del genere, ovviamente.

Noto all estero come in UK come The Beast in heat o Horrifying experiments of the SS last days, in USA SS hell camp o SS experiment part 2, in Danimarca Djaevelen Fra Gestapo, in Francia Holocauste Nazi (Armes secrètes du III Reich), in Spagna La bestia en calor.

Puoi leggere questa ed altre recensioni tratte da Exxagon nel libro “Illusioni svelate - L’altro volto del cinema dell’orrore”, scritto da Alessandro Pedrazzi e Alex Visani, e pubblicato dalla casa editrice I Sognatori. @ I Sognatori 2011, tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione totale o parziale.

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