TRAMA
Lucy Broadhurst (Lisabeth Hummel) è un'ereditiera inglese che arriva in Francia per conoscere il futuro marito, Mathurin de l'Esperance (Pierre Benedetti). Gli Esperance, una volta agiati, sperano di piazzare Mathurin, un mezzo demente, così da recuperare un po' di prestigio. Lucy è affascinata dalla storia di Romilda (Sirpa Lane), un'antenata degli Esperance e in un sogno rivive l'incontro sessuale fra Romilda e la bestia che viveva nel bosco. Questi eventi avranno un impatto sulle nozze che stanno per essere celebrate.






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LA BESTIA |
titolo
or.: La Bête -
Francia - 1975 - 98min - Colore |
di Walerian Borowczyk
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| GENERE |
DRAMA - EROTIC |
| IN BREVE |
Probabilmente il miglior Boro di sempre, elegante, selvaggio, erotizzante e, naturalmente, bestiale. |
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La Frase dal Film:
"La bestialità, cioé l'accoppiamento con un animale, è il peccato più odioso perché è quello che avvilisce di più l'uomo creato ad immagine di Dio; è quello che più si oppone alla legge di natura. E' il motivo per cui il Levitico condanna non solo quelli colpevoli di tale peccato, siano essi uomini o donne, ma anche la stessa bestia"
Il migliore film di Borowczyk o, se non altro, il più discusso e più noto, nacque come corto da inserire nei Racconti Immorali (1974); il suo titolo doveva essere "La véritable histoire de la bête de Gevaudin" con riferimento alla leggenda della bestia del Gévaudan che verrà anni dopo messa sullo schermo da Christophe Gans con Il Patto dei Lupi (2001). Ma stiamo parlando di due film di tenore del tutto diverso l'uno dall'altro. E fin dall'inizio non si può sbagliare con La Bestia di Boro, per gli amici, che mostra senza troppe ellissi l'accoppiamento fra due cavalli, in una bucolica rappresentazione della vis erotica fra robusti peni e sussultani vulve equine. E' gia tutta qui la filosofia di Boro, chiaramente provocatoria ma terribilmente naturale e quindi totalmente scevra da malizia, se non nell'occhio di chi guarda. "L'erotismo, il sesso, è una delle parti più naturali della vita. L'erotismo non uccide, non stermina, non incoraggia al male, non porta al crimine. Al contrario: rende la gente più gentile, porta gioia, dà appagamento, porta ad un piacere non egoistico", parola di Borowczyk. A contaminare l'erotismo come espressione di energia naturale ci sta la società, la religione e una certa forma di ordine costituito che ha tutto l'interesse a tenere distante l'essere umano da se stesso. E' per questo che ne La Bestia all'istinto si contrappone un carosello di ordinarie meschinerie ordite dal padre di famiglia degli Esperance che vuole piazzare suo figlio in un matrimonio infelice, così come un contorno di preti viscidi e pedofili fino a giungere ad una cena particolare che fa da ponte con Il Fascino Discreto della Borghesia (1972) di Buñuel, un regista che con Boro ha, poco sorprendentemente, diverse affinità. L'elemento onirico ed inconscio è per entrambi la chiave di volta dell'approccio controculturale ma mentre Buñuel parte per un viaggio che destruttura completamente la realtà (d'altronde è un surrealista), Boro, molto più legato alla dimensione erotica, ne fa più un discorso di liberazione sessuale, poi, per estensione del concetto, spara bordate verso chi, nella società, concorre a castrare l'erotismo liberato. Al contrario del surrealismo, Boro descrive con dovizia di particolare il suo erotismo, che è quindi una visione iperrealista del piacere, della masturbazione, dell'eiaculazione senza darla da intendere. Ma esplicito, nel caso del regista polacco, non equivale a pornografico o grossolano e fa specie che le sue donne autoerotiche abbiano attirato in passato le critiche delle femministe in quanto per Boro la donna che si masturba afferma il proprio diritto alla sessualità; la Romilda del film, così come la Lucy promessa sposa, si liberano della "sovrastruttura" per abbandonarsi ad un piacere trascinante. Le riprese di Boro, sovente dei primi piani lubrici ed elegantissimi, sono operate con grande attenzione ai particolari e sono distanti chilometri dai grossolani movimenti di macchia e di montaggio delle pellicole che scelgono o sanno solo volgarizzare il sesso; la curatissima fotografia di Bernard Daillencourt fa il resto. Va da sé che il raffinato e selvaggio erotismo di Boro sortisce il suo effetto, nel senso che La Bestia è davvero un film erotizzante, a differenza di altre pellicole che si sono vendute come super lussuriose solo perché la protagonista accavallava le gambe e permetteva a coloro che avevano il dito veloce sul tasto pausa di notare che fra le gambe mancavano gli slip. Demonizzato, censurato, tagliuzzato per aver aver esposto la sessualità in maniera così bestialmente vivida e gioiosa, La Bestia rimane un film unico nel suo genere realizzato da un regista anch'egli unico. Un po' lento per essere adatto a tutti gli spettatori e devastato se visto saltando da una scena forte alla successiva, La Bestia è una pellicola adatta a chi sa godere di e con Borowczyk nella sua totalità.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
L'attrice Sirpa Lane è morta nel 1999 a 44 anni per AIDS.
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