La Frase dal Film:
"This is the most incredible thing taht we have
ever seen. It's unbelievable. Hundreds of people have been
killed by this shapeless monster. What is it? Where it'd
came from? Outer space? Who knows?!"*
Un po' di storia per questo penosissimo
sequel diretto dall'attore stranoto in Italia negli anni
'80 per aver interpretato John Ross Ewing Jr. (per gli amici
J.R.) nella serie televisiva Dallas (1978-1991).
L'enorme successo che ottenne Fluido
Mortale (The Blob, 1958) aveva già suggerito
anni prima, al produttore Jack H. Harris, di dare un seguito
alla storia, ma il progetto, per un motivo o per un altro,
non venne mai preso seriamente in considerazione. Un bel
giorno, come avviene nelle fiabe, Harris incontrò
sul lungo mare Hagman che, guarda caso, era il suo vicino
di villa, e si misero a parlare di Blob. Hagman ammise candidamente
che non aveva mai visto il film del '58 e così Harris
oraganizzò una proiezione privata utilizzando una
sua personale copia del film in 16mm. Hagman si esaltò
e suggerì di farne un seguito; Harris si convinse
al primo "ciao". Larry Hagman avrebbe diretto
il film e ci sarebbe scappata anche un'apparizione (nei
panni di Hobo! Wow!). Se il film del '58 era un prodotto
da drive-in già di per sé criticabilissimo
ma tutto sommato, fra critica sociale e paradigma del cinema
horror-sci-fi anni '50, si teneva in piedi con decoro, questo
Beware! The Blob (altrimenti noto come Son
of Blob) è risibile e inutile. Il fatto che
sia stato girato da J.R. sembra essere la cosa più
notevole del film e va segnalato che quando fu prodotto,
Hagman non era ancora divenuto famoso per Dallas,
così, in seguito al boom della serie tv, Beware!
The Blob venne rimesso in circolazione nel 1982 con
la tagline che faceva notare da quale genio tale zozzeria
fosse stata girata. Scritto a otto mani (per fare fare danni
ne basta uno ma per fare davvero casino ci vuole un team)
il film apporta dei cambiamenti rispetto alla gioventù
protagonista nella pellicola degli anni Cinquanta, aggiornandolo
alla Contestazione. Se nel film del '58 i giovani della
rock generation avevano problemi comunicativi con gli adulti,
e per loro il massimo della trasgressione era rappresentato
dalle corse in macchina in retromarcia, qui i giovani sono
hippies, sono palesemente antiautoritari e più che
a correre pensano alla ganja (o così suppongono gli
adulti). Tutto il resto del film si gioca sulla dimensione
comica, che in Fluido Mortale, se mai fosse rilevabile,
sarebbe involontaria. Hagman e gli sceneggiatori organizzano
gags pietose supportate da attori che abbozzano facce demenziali,
con il risultato che si palesa che sia Hagman che gli autori
hanno un senso del comico trash. Verso il finale, con il
Blob che diventa gigante e invade un bowling e una pista
di pattinaggio, si recupera un po' di tensione ma è
davvero robetta misera. Fuori dai denti vi consiglierei
di guardarvi il film del '58 e di zompare direttamente al
decente remake del '88, lasciando al cinefilo online la
briga di guardare e recensire la sbobba. Vi lascio con le
parole di Hagman, che da parecchi anni si è ritirato
dal cinema e si dedica alla filantropia: "Ho fatto
i soldi. Abbastanza da non dover più lavorare. Ma
mi piacerebbe, mi piacerebbe davvero. Però vorrei
fare qualcosa di interessante come Babbo Natale, o Dio".
Perchè no?
*-trad: "Questa
è la cosa più incredibile che abbiamo mai
visto. E' incredibile. Centinaia di persone sono state uccise
da questo mostro informe. Cos'è? Da dove potrebbe
essere essere venuto? Dallo spazio profondo? Chi lo sa?!"
Preceduto da Fluido
Mortale (1958) e "seguito" dal remake Il
Fluido che uccide (1988).
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Girato a Diamond Bar, a Pomona e (la scena
nella pista di pattinaggio) al Roller Skating Rink - 4545
Sepulveda Boulevard, Culver City. Tutte e tre le località
si trovano in California.
Il film che Godfrey Cambridge sta guardando
in tv è Fluido Mortale (The Blob,
1958). L'audio che si sente viene dal film Daughter
of Horror (1955), noto anche come Dementia,
film che veniva visto nella sequenza del cinema nella pellicola
del '58.