TRAMA

Il Natale in una casa per studentesse sembra procedere bene, fintanto che un misterioso figuro s'introduce furtivamente in soffitta. Da quel momento iniziano ad arrivare telefonate oscene alle quali la sboccata Barbie (Margot Kidder) risponde per le rime. Le ragazze però iniziano a morire e anche la risoluta signora Mac (Marian Waldman) diverrà una vittima del killer. Il tenente Fuller (John Saxon) inizia a sospettare del musicista Peter (Keir Dullea) che proprio a Natale viene lasciato da Jess (Olivia Hussey) la quale, pergiunta, ha deciso di abortire.

 


BLACK CHRISTMAS - Un Natale Rosso Sangue
titolo or.: Black Christmas - Canada - 1974 - 93min - Colore

di Benjamin "Bob" Clark

GENERE
SLASHER
IN BREVE
Proto-slasher che meriterebbe più fama. Non tutto è perfetto ma è un film meglio realizzato di molti altri successivi slasher che hanno avuto più fortuna.
WEIRD
SESSO
VIOLENZA
SANGUE
PAURA

 

La Frase dal Film: "Che razza di discorsi... Ma che stronzo... Come se io fossi responsabile della moralità di tutte quelle che bazzicano questo mezzo bordello. Arriva un fesso e crede di poter raddrizzare la Torre di Pisa con una spintarella. Io faccio del mio meglio, che cavolo si aspettano da me questi rompicoglioni?"

Prima del grosso e grasso successo commerciale del film Porky's (1982), il regista Bob Clark girò una serie di horror che ottennero un buon ritorno da parte del pubblico di appassionati e, a modo loro, divennero dei cult-movie di seconda categoria: L'assedio dei morti viventi (1972), La Morte dietro la porta (1972) e Black Christmas. Clark seppe anticipare con quest'ultimo film il filone slasher che di lì a poco sarebbe esploso grazie ad Halloween (1978) ed a Venerdì 13 (1980); primo slasher che si svolge in periodo natalizio, Black Christmas verrà imitato in questo non solo dalla prima pellicola nella quale appare Michael Myers, ma anche da To All a Goodnight (1980, che peraltro si svolge anch'esso in una sorority house), da You Better Watch Out (1980), e da Silent Night, Deadly Night (1984) con relativi sequels. Quindi nonostante Black Christmas sia una delle pellicole che ha dato il via al "mito" dell'assassino psicopatico che decima giovani donne (soprattutto quelle sessualmente attive) lasciando viva sul campo solo la "final girl" e che in questo ed altro sia stato copiato da successive pellicole, non sono mai stati riconosciuti del tutto i meriti di questo film che è stato surclassato in notorietà dai successivi lavori, spesso peggiori. E' un peccato perché il film riesce a dare una buona caratterizzazione dei personaggi: la ragazza sboccata e beona, la fragile protagonista, la donna di mezza età disillusa, il poliziotto risoluto; tutte figure che solo successivamente diverranno stereotipi dello slasher. Lo svolgersi dell'azione in un ambiente limitato (la casa) permette al film di far giocare i protagonisti al gatto e il topo e le indagini per scovare l'assassino si fanno intriganti soprattutto quando si sente il fatidico: "Ma la telefonata del killer proviene dalla stessa casa delle ragazze!". Due o tre momenti davvero riusciti e memorabile l'occhio sgranato che osserva la futura vittima attraverso la porta. Buono soprattutto il solido cast fatto dalla bella Hussey, dalla cruda Kidder (che quattro anni dopo avrebbe impersonato la dolce Lois Lane in Superman), da Marian Waldman, bravissima nei panni della sboccata padrona di casa, e dal professionale Saxon nei panni del tenente. Finale a sorpresa, decisamente inquietante. Black Christmas funziona bene con il suo continuo contrasto fra atmosfera natalizia e sadico omicidio, ombre che si aggirano per casa e luci colorate; è però necessario sapere che si tratta di uno proto-slasher del 1974, sennò si potrebbe avere l'impressione che sia il solito clone di cloni. Comunque meglio del remake Black Christmas del 2006.

FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

Il film, girato fra il 25 marzo 1974 e l'11 maggio dello stesso anno, costò circa 686.000 dollari canadesi.

Queste le locations, tutte in Canada (Toronto): esterni a Grenadier Lake; Hart House (University of Toronto); Victoria College (University of Toronto).

Il body count ammonta a 7 cadaveri.

Keir Dullea lavorò nel film solo una settimana non incontrando mai né Margot Kidder e per pochissimo tempo John Saxon, anche se nel film montato, sembra che questi attori recitino insieme.

Il ruolo della signora Mac fu offerto a Bette Davis.

Il ruolo di Peter fu offerto inizialmente a Malcom McDowell, ma quello rifiutò.

John Saxon ebbe il ruolo del tenente Fuller all'ultimo minuto; il ruolo era di Edmond O'Brien che però si ammalò.

A Gilda Radner fu offerto il ruolo di Phyllis Carlson e accettò. Un mese prima che iniziassero le riprese l'attrice mollò per lavorare ne La Febbre del Sabato Sera (1975).

Quando la NBC mise in onda il film in prima serata (con il titolo Stranger in the House) fu ritenuto troppo spaventoso per la rete televisiva e venne interrotto improvvisamente.

Nel 1986, Olivia Hussey incontrò i produttori del film Roxanne (1987), che erano interessati ad ingaggiarla, e ebbe modo di parlare con Steve Martin che di quel film fu il protagonista. Martin le disse: "O mio Dio, Olivia, tu eri in uno dei miei film preferiti!". L'attrice pensò che Martin parlasse dell'artistico Romeo e Giulietta (1968) girato da Zeffirelli. La Hussey fu sorpresa dallo scoprire che invece l'attore si riferiva a Black Christmas che quello sosteneva di aver visto almeno 20 volte.

Le telefonate dell'assassino furono fatte da cinque persone differenti, fra le quali il regista, l'attore Nick Mancuso e una attrice della quale non viene riportato il nome.

A quanto ha riferito il regista Clark in un'intervista, Olivia Hussey accettò il ruolo per il consiglio datole da un sensitivo, il quale disse all'attrice che il film sarebbe stato un successo e accettare la parte una scelta saggia per la sua carriera.

Il punto di vista di Billy fu realizzato dall'operatore Albert J. Dunk che in alcune scene recitò proprio nei panni di Billy; anche Keir Dullea in alcune scene ha impersonato il killer. Nick Mancuso, invece, gli ha dato solo la voce per alcune telefonate.

I produttori del film volevano un finale meno ambiguo. Proposero che nell'ultima scena si vedesse Jess sola con Chris, il fidanzato di Claire. La ragazza si sarebbe svegliata e lui le avrebbe detto: "Agnes, non dirgli cosa abbiamo fatto", quindi l'avrebbe uccisa. Il regista rifiutò questa alternativa.

Il regista Clark ha affermato di non ricordare a chi appartenesse l'occhio che guarda attraverso la porta nella scena più riuscita del film; è probabile che fosse quello dell'cameraman Albert J. Dunk, ma questo non è mai stato confermato. (Ultimo frame a sx).

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