La Frase dal Film:
"What is wrong with you?" "Ovinophobia, my therapist calls it" "Well, what's that?" "Just the completely unfounded and irrational fear that one day 'this' is going to happen!"*
La Nuova Zelanda è una nazione in cui il numero delle pecore ammonta a 40 milioni, mentre la popolazione è di soli 4 milioni, e molte battute sorgono dal fatto che ci sono 20 pecore per ogni donna. Al di là del fatto che, come la Susy della Settimana Enigmistica, ora potrei porre il quesito: "Quanti uomini vivono in Nuova Zelanda?", appare chiaro che sarebbe stata solo una questione di tempo prima che qualcuno laggiù avesse l'idea di fare un horror in cui quei placidi e codardi animali si ribellano. Qualcosa aveva fatto Peter Jackson in Bad Taste (1988) con una pecora ed un lancia razzi, ma nulla di paragonabile a ciò che si vede in questo film. La citazione tuttavia non è casuale, in quanto Black Sheep pare aver preso parecchia ispirazione dallo stile dei primi prodotti di Jackson che fondevano comicità (anche demenziale) e splatter; oltretutto il regista Jonathan King si è avvalso dei servigi della Weta Workshops per gli effetti speciali, la stessa Weta che aveva curato gli SFX della trilogia de Il Signore degli Anelli. Ovviamente, visto il budget più contenuto rispetto alla trilogia Jacksoniana, non tutti gli effetti speciali di Black Sheep sono al top, a partire dall'iniziale feto di pecora che mi ha ricordato il topo-scimmia di Splatters (Braindead, 1992); si tratta comunque di un notevole lavoro di effettistica. Come prevedibile la trama del film non è la cosa più sensata né solida: i protagonisti sono bidimensionali, i dialoghi sono basilari e le situazioni sono costruite giusto appunto per portare verso un finale decisamente gore. Il pericolo del cliché non è evitato, ad esempio il fratello malvagio e quello buono, così come degli ambientalisti che si intrufolano in un laboratorio e fanno casino (28 giorni dopo, 2002) sono situazioni routinarie. Black Sheep difficilmente riesce ad emanciparsi da un modello già noto al pubblico di appassionati. Non che il film in sé sia mal fatto, ma l'impressione è che la pellicola cerchi forzatamente di far ridere e affianchi ai momenti comici dei sipari splatter ben realizzati ma non 'nuovi'. Tutto sommato il film è comunque gradevole e se non del tutto originale nei particolari, la pellicola la è nel risultato globale (chi ha mai visto pecore assassine?), inoltre, nonostante l'impostazione decisamente comica, in qualche momento la pellicola riesce a regalare qualche facile brivido. L'appassionato di horror dovrebbe apprezzare, mentre il gorehound potrebbe raggiungere un certo livello di entusiasmo; il resto del pubblico può evitare, così come ha sempre evitato i lavori di Jackson pre-fantasy (male). Ultima nota: se vi capita di vedere il film in lingua originale sappiate che state per affrontare un inglese particolarmente ostico in fatto di pronuncia; non è esattamente il primo film in inglese che vedo ma questa volta ho avuto decisamente difficoltà a capire i dialoghi. Roba da gente che vive agli antipodi!
* Trad: "Che cos'hai che non va?" "Ovinofobia, così la chiama il mio terapeuta" "Be', e che è?!" "Semplicemente la paura infondata e irrazionale che un giorno succeda quello che sta succedento!"
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film, girato a Wairarapa e Wellington (NZ), è stato girato fra il 6 marzo e il 25 aprile 2006.
Poco prima che Mike (Mick Rose) venga attaccato da una pecora, sta leggendo "The Penguin History of New Zealand", un libro scritto dal Dott. Michael King, il padre del regista Jonathan King.