La Frase dal Film:
"Ah, ah... Sopprimere del tutto il commercio degli schiavi? Non le sembra un po' eccessivo? La schiavitù ha anche dei lati positivi, no?!" "Come? Dei lati positivi nella barbarie?" "Barbarie dal punto di vista degli schiavi, può darsi, eccitante e piacevole dal mio.Pagherei qualsiasi somma per avere una schiava deliziosa come la sua consorte"
Dopo il poliziotto Shaft (1971) gli USA iniziarono a produrre una ridda di pellicole che avevano come protagonisti attori afroamericani: era nata la blaxploitation. Ogni cosa venne riletta in chiave afro, sia in ambito di cast che di location, e l'horror si adeguò. Prima del Frankenstein nero (Blackenstein, 1973), del Dr Black and Mr Hyde (1975) e del misterioso Black the Ripper (1976), ci fu appunto Blacula, il vampiro di colore interpretato da William Marshall. Questi era un attore di formazione teatrale dal cipiglio shakespeariano, la cui voce incisivamente baritonale si può godere solo nella versione originale del film. Come prevedibile, l'idea di un Dracula afro che si aggira per i locali all black è simpaticamente trash e in qualche modo tutto il film va preso come una spassosa pellicola B prodotta su misura per il pubblico che ci si può maggiormente rispecchiare. Da un punto di vista strettamente filmico invece, il progetto di un Dracula di colore avrebbe potuto funzionare molto molto meglio se fosse stato svolto con più intelligenza invece di trasformare la faccenda in un mero blaxploitation. Dracula ha sempre rappresentato l'incarnazione delle pulsioni inespresse che esplodono nella repressiva società vittoriana, cosa che suona davvero male in Blacula il cui il vampiro protagonista si reca in localini nei quali si canta e si balla R&B e ci si diverte senza nessuna necessità di liberazione psicologica. Blacula il vampiro avrebbe potuto incarnare la metafora del razzismo, o meglio la metafora di una minoranza repressa dal razzismo che si ribella e fa sfracelli in società. Invece no, Blacula è un mostro a buon meracto che fa simpatia e molto poco orrore, un mostro ben poco mostruoso nel quale quasi tutti gli spettatori vorrebbero identificarsi. La regia di Crain (che invece in Dr Black and Mr Hyde metterà in campo quella metafora sopra citata) si rivela a tratti attenta alla ricerca dell'orrore, vedi la corsa in slow-motion della vampirizzata in corridoio verso la telecamera, ma il più delle volte è prona al racconto lineare e a siparietti melodrammatici. Blacula è quindi il tentativo sprecato di fare un buon horror all balck, o forse il tentativo riuscito di divertire un pubblico all black. Comunque senza troppe pretese ci si diverte un po' tutti. Con un seguito Scream Blacula Scream (1973), che a detta di molti è pure meglio del primo.
FORSE NON TUTTI SANNO CHE...
Il film è costato circa 500.000 $.
Il gruppo musicale che si esibisce nel locale è quello dei The Hues Corporation.
Il film dovrebbe svolgersi a Los Angeles, ma nell'ufficio della polizia è appeso una mappa di Staten Island (New York City). In effetti anche tutto il siparietto gay dei compratori del castello è molto più newyorkese che west coast.